«Chiusi in gabbia come scimmie». Scoppia la protesta alla casa di cura
I pazienti ricoverati al Parco dei Tigli hanno il coprifuoco alle 18.20, poi possono solo stare nelle terrazze con le sbarre
La loro storia ricorda un po’ la favola di Cenerentola. Con la differenza che per lei l’ora X, cioè quella del ritorno a casa, scoccava a mezzanotte, mentre per loro il "coprifuoco" scatta con molto anticipo: alle 18,20. Dopo quest’ora, infatti, i pazienti ricoverati nella casa di cura "Parco dei Tigli" non possono più uscire dall’edificio che li ospita e quindi fruire dell’immensa e splendida area verde attigua. Se vogliono respirare un po’ d’aria, e d’estate è più che legittimo, debbono accontentarsi di assieparsi nelle terrazze con le sbarre, che danno loro la sensazione di essere animali in gabbia. Una situazione non ideale per chi sta curando la depressione, o altre malattie legate al disagio psicologico, e che necessita in primis di vivere in un contesto di benessere fisico... Gazzettino

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