Periodicamente in questo blog parliamo delle disgrazie della mia ex moglie.

Ebbene, perché no, facciamolo ancora.

Ella è talmente disgraziata che lavora in una banca d'affari multinazionale - una di quelle associazioni a delinquere dedite a rubare ai poveri per arricchire i ricchi -, gentaglia i cui consigli di amministrazione sono composti da individui il cui livello etico li renderebbe meritevoli di supplizio per tramite di un'ascia poderosamente calata sui testicoli, come minimo, altro che l'ergastolo.

Il suo lavoro consiste nel prendere 10 milioni di dollari per volta da un oligarga russo e pigiando qualche tasto su un computer trasformarli in 11 seduta stante, la differenza di un milione a carico dei poveri cristi precari come me, i terroni indigenti, i malati bisognosi di assistenza e i rifugiati disperati dalle guerre finanziate dagli stessi oligarghi col commercio di armi e droghe: individui il cui livello etico li renderebbe meritevoli di essere impalati con tubature incandescenti, come minimo, altro che l'ergastolo.

Infatti questi cazzo di 10 milioni iniziali devono pur sbucare da qualche cazzo di parte, mica se li possono inventare come fanno appunto le banche.

Ebbene, per quanto possa sembrare incredibile, questa povera donna la devo confortare io. Questa povera donna da centinaia di migliaia di sterline all'anno (prende la sua giusta commissione su quei milioni, mica si prostituisce gratis), una volta al mese mi chiama per lamentarsi di quanto sia grama, anzi del tutto assente, la sua vita sentimentale.

Mi tiene al telefono un paio d'ore in chiamata intercontinentale da Tokio (e capirai una che guadagna così tanto che gliene frega della bolletta), e devo riconoscerle di avere la bontà di farlo di domenica, così almeno non mi ruba tempo mentre io durante il resto della settimana mi danno l'anima con l'evil-marketing per trasformare 10 euro di spese in 11 di guadagno. Come dire che dopo il divorzio siamo rimasti sintonizzati sulle stesse cifre, nonostante le sue si siano leggermente moltiplicate.

Tutto il suo agognato scopo nel lamentare la sua tristissima vita sentimentale è semplicemente avere da me il permesso di andare dal parrucchiere a farsi una permanente per tirarsi su il morale. Cosa che alla fine non le nego mai: "Cara vecchia testa di pecora, ho io un'idea che ti sistema: perché non vai dal parrucchiere a concederti una permanente, così domani torni in ufficio tutta nuova, felice e contenta?"

"Ah! Ma che bellissima idea! Grazie del consiglio! Grazie!!!"

Beninteso, prima mi tolgo lo sfizio di farla penare. Per due ore in intercontinentale le tiro su un comizio di scuola e tempi pannelliani su come sia immorale che abbia prima lavorato per un consorzio petrolifero, adesso per una banca globale, e manca solo che si iscriva direttamente alla mafia che quasi quasi sono più onesti: almeno si chiamano per nome, sani e "onesti" mafiosi come si deve tipo i Soprano.

Tutto questo la getta in ulteriore sconforto e depressione. Invece io mi sento proprio meglio, da coglionazza: infatti non avrei mica tanto da essere contenta, visto che il giorno dopo lei ricomincia a guadagnare decine di migliaia di euri e io 90 centesimi. Ma almeno mi tolgo piccole soddisfazioni.

Il mio colpo più terribile arriva quando è ormai sull'orlo del suicidio (sensazione che ahimè conosco bene anch'io). Mentre siamo al telefono la porto su Facebook a curiosare la pagina di sua sorella e attacco: Minchia quant'è diventata figa tua sorella, lei sì che ha le tette, e che bel ragazzo che ha in questa foto! E' il suo fidanzato? Avranno bambini? E tu, che ormai hai 40 anni, non vorrai mica fare la nonna dei tuoi figli? Ma lo sai che io da quando abbiamo divorziato ho avuto relazioni con ragazze di tutte le età dai 17 ai 74?

Il che per inciso è proprio vero: da quando abbiamo divorziato ho avuto relazioni con ragazze di tutte le età dai 17 ai 74 (mi è testimone un noto giornalista mio biografo non autorizzato), che fa una media di quasi cinquanta, ma d'altronde io pure...

Ciò mi ricorda che devo andare dal parrucchiere