Il Movimento per l'estinzione umana volontaria (for English click The Voluntary Human Extinction Movement) sostiene la teoria filosofica dell'antinatalismo, sensibilizzado l'opinione pubblica sulla necessità dell'estinzione volontaria e pacifica della specie umana come soluzione alla distruzione irreversibile dell'ecosistema terrestre. Rigettando le frequenti accuse di misantropia, cinismo o sadismo, il VHEMT vuole porre in evidenza questa semplice alternativa umanitaria ai disastri che colpiscono le persone e la biosfera, proponendo una speranza concreta per un futuro sostenibile.


Non esiste un vero e proprio fondatore, ma Les U. Knight viene generalmente riconosciuto come portavoce, avendo coniato la sigla che oggi identifica chi abbia maturato questa scelta. Il settimanale londinese The Economist, in un editoriale molto controverso, ha sostenuto la teoria nell'eventualità di un futuro non prevedibile. Intellettuali di riferimento sono, tra gli altri, Buddha, Egesia di Cirene, Sofocle, Arthur Schopenhauer, Mark Twain, Emil Cioran, Brother Theodore, Peter Wessel Zapffe, Philipp Mainländer, Gustave Flaubert, Philip Larkin, Chris Korda, Slavoj Žižek, David Attenborough, Paul R. Ehrlich, David Benatar, Matti Häyry, Thomas Ligotti, Richard Stallman, Serge Latouche e Corinne Maier.

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