Ai fini del Radicalometro storico, per farne un completo Radicalometro dei Mille, etichetto circa 200 soggetti radicani presenti in Facebook, in 11 batch di 18 ciascuno
DE MAIO,
DE PASCALIS, DELLA VEDOVA,
DENTAMARO,
DI LASCIA,
DI MAIO,
DUPUIS,
DYASON,
ERAMO,
ESPOSITO,
FEDERICO,
FERIALDI,
FERRARO,
FERRETTI,
FISCHER,
FISCHETTI,
FIUME,
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Nomenclatura radicale / 1 di 10 / Giovanni
Quali sono i 50 nomi più ricorrenti nella nomenclatura radicale? Ogni scusa è buona per aizzare la cruenta battaglia del Radicalometro Storico di Granzotto (dal nome dello scienziato che in origine ne costituiva il parametro), e in questa serie esploriamo i nomi più frequenti della galassia di animali radicani, presi dal Radicalometro stesso. Un'analisi controversa a causa dei nomi composti, a causa dei quali risulta a sopresa che il più frequente non è il prevedibile Marco, relegato al secondo posto dalle numerose (16) forme di Giovanni. Infatti ai quattro Giovanni "normali" (COMINELLI, DE PASCALIS, MASTROENI, NEGRI), un paio di abbreviati Gianni (BETTO e COLACIONE) e altrettanti John (FISCHETTI e PATELLI), si contano ben tre Gianfranchi (DELL'ALBA, PALAZZOLO e SPADACCIA) più Giancarlo ARNAO, Giandomenico BELTRAME, Gianluca TELARI, Gianluigi MELEGA e Gianmarco BONDI. A tali Giovanni vari corrispondono le etichette di questo post, che hanno un limite massimo, perciò per poter vedere gli altri nomi più frequenti dovrò spezzettare l'elenco in dieci post, affinché gli interessati ne traggano beneficio nella classifica del Radicalometro stesso.
Quali sono i 50 nomi più ricorrenti nella nomenclatura radicale? Ogni scusa è buona per aizzare la cruenta battaglia del Radicalometro Storico di Granzotto (dal nome dello scienziato che in origine ne costituiva il parametro), e in questa serie esploriamo i nomi più frequenti della galassia di animali radicani, presi dal Radicalometro stesso. Un'analisi controversa a causa dei nomi composti, a causa dei quali risulta a sopresa che il più frequente non è il prevedibile Marco, relegato al secondo posto dalle numerose (16) forme di Giovanni. Infatti ai quattro Giovanni "normali" (COMINELLI, DE PASCALIS, MASTROENI, NEGRI), un paio di abbreviati Gianni (BETTO e COLACIONE) e altrettanti John (FISCHETTI e PATELLI), si contano ben tre Gianfranchi (DELL'ALBA, PALAZZOLO e SPADACCIA) più Giancarlo ARNAO, Giandomenico BELTRAME, Gianluca TELARI, Gianluigi MELEGA e Gianmarco BONDI. A tali Giovanni vari corrispondono le etichette di questo post, che hanno un limite massimo, perciò per poter vedere gli altri nomi più frequenti dovrò spezzettare l'elenco in dieci post, affinché gli interessati ne traggano beneficio nella classifica del Radicalometro stesso.
Circa dieci anni fa, a cavallo del nuovo millennio, l’allora forum radicale (sul sito ufficiale dell’omonimo movimento/partito politico) conobbe il suo apice: era fervido di utenti e dei loro numerosi testi che contribuivano ad un acceso dibattito. Poi quel forum è morto, come capita a tutti. Però, grazie alla potente memoria della vostra Miss Welby, sono in grado di ricostruire l’elenco di quanti che presero parte a quell’esperienza straordinaria, almeno di coloro che dichiararono pubblicamente i loro indirizzi e-mail, che ancora conservo.
È probabile che nell’arco di un decennio alcuni o molti di questi indirizzi siano cambiati, cioè non siano più validi, ma mi piace ricordarne i nomi per riconoscere a ciascuno di loro un punto in più nel’ormai leggendario Radicalometro Storico di Granzotto (dal nome dello scienziato che in origine ne costituiva il parametro). A tale scopo devo spezzettare l’elenco in una ventina di nomi per volta (è di 20 il numero massimo di etichette per ogni post, etichette che Blogger somma automaticamente nella classifica in fondo a destra).
Procediamo dunque in ordine alfabetico nel SETTIMO di 20 post.
della vedova benedetto, de lorenzis simone, de lucia Michele, de maio Francesco, de muro sergio, de pascalis giovanni, depetro alessandro, de renzis donato, de rosa guido, de santis maria teresa, de vito antonio, di carlo alessio, di filippo sergio, di maio salvatore, dionisio Fabrizio, dyason phyllis, elia gianni, eramo gianluca, eramo marco
È probabile che nell’arco di un decennio alcuni o molti di questi indirizzi siano cambiati, cioè non siano più validi, ma mi piace ricordarne i nomi per riconoscere a ciascuno di loro un punto in più nel’ormai leggendario Radicalometro Storico di Granzotto (dal nome dello scienziato che in origine ne costituiva il parametro). A tale scopo devo spezzettare l’elenco in una ventina di nomi per volta (è di 20 il numero massimo di etichette per ogni post, etichette che Blogger somma automaticamente nella classifica in fondo a destra).
Procediamo dunque in ordine alfabetico nel SETTIMO di 20 post.
della vedova benedetto, de lorenzis simone, de lucia Michele, de maio Francesco, de muro sergio, de pascalis giovanni, depetro alessandro, de renzis donato, de rosa guido, de santis maria teresa, de vito antonio, di carlo alessio, di filippo sergio, di maio salvatore, dionisio Fabrizio, dyason phyllis, elia gianni, eramo gianluca, eramo marco
La posta del cuore. in questa puntata il blog risponde alla posta dei lettori per aiutarli a risolvere i loro disastri ferroviario-sentimentali.Scrive il lettore Marco Mario Suttora (lo Hugh Grant di Pittsburgh): Salutami Emily Mortimer, chissa' se si ricorda di me...
Risponde Miss Welby: Dr Suttora, non cerchi di millantare amicizie femminili nell'alta societa' parigina, quando perfino nell'andare a New York il massimo di erotico che lei riesce a frequentare e' il nunzio apostolico vaticano. Un consiglio: dimentichi le donne e si dia all'ippica, anzi al wrestling.
Scrive la lettrice Emily Mortimer: Amatissima Miss Welby, nel confermarti di non avere mai conosciuto il summenzionato scribacchino, volevo chiederti come mai in questo blog britannico si parla piu' di Parigi che di Londra.
Risponde Miss Welby: Adorabile lettrice, stamattina sono uscita presto dall'Hotel Marigny per andare a prendere i giornali, dimenticando che di domenica non escono ne' Le Monde ne' Liberation e tutto quel che ho trovato alla Gare Saint-Lazare e' stato il Sunday Times, che sono andata a leggere al Cafe' de l'Olympia consumando la loro specialita' - english breakfast - circondato da soli anglofoni agli altri tavoli. Rientrata a Londra da 12 ore, tra le centinaia di idiomi locali non ho ancora sentito parlare inglese, una lingua evidentemente in via di estinzione in Gran bretagna. Nella speranza di avere cosi' risposto alla sua gentile curiosita', come di consueto voglia gradire i miei migliori baci dappertutto.
Scrive il lettore Giovanni De Pascalis (il Ferdinand von Zeppelin della Genova-Ventimiglia): Cremlino... Royal Club... Heathrow... Anglo-franco-libanese... Martini dry... CO2... ennesimo Martini...
Risponde Miss Welby: De Pascalis, oltre ad esagerare coi Martini, lei si fa di troppo elio.
Scrive la lettrice Orietta Callegari da Genova: in fondo alla china / poliedri con la rima, mentre con fatica / risalgo la salita, col sorriso sornione / un bel gatto mammone, nel porgermi un fiore / mi trafigge il cuore!, tranquilla e frantumata / con la radice quadrata!
Risponde Miss Welby: Gentile Nonnetta, deduco che De Pascalis e' gia' tornato a Genova da Ventimiglia. Non abusi, alla sua eta'.
Scrive il lettore Andrea Turko da Ravenna: Sono un travestito di Ravenna. Sono stato sposato per diversi anni ma non sono mai riuscito a interessare mia moglie nelle mie fantasie. Mi ha lasciato per un tale che lo fa nel modo che preferisce. Uno che non fosse in frock di Donna Karan o calze di Dior e bluse di seta. Qualcuno che non spendesse soldi in soffici stivali al ginocchio, gonne di satin o tacchi a spillo assassini. Il mio guardaroba di abiti e lingerie era più grande di quello di mia moglie. Tutto iniziò col guardare dei film e quello che più mi eccitava era la vista di tutti quei cazzi duri e immaginare fossi io la tipa scopata. Io ero quella che succhiava, e il meglio di tutto era succhiare e farmi fottere insieme.
Risponde Miss Welby: Rispetto a quest'ultima propensione le consiglio di continuare a praticarla felicemente.
Scrive il lettore Angeli Ennio da Enna: Stimata Miss Welby, anni fa lei mi diede dell'ignorante e oggi le scrivo per esprimerle la mia gratitudine. Da quel giorno ho studiato e sono diventato intelligente. Ho perfino scritto un libro e adesso sto imparando un'altra lingua per tradurlo io stesso ed avere cosi' piu' probabilita' di pubblicarlo. Eternamente gratole, suo Angeli Ennio.
Risponde Miss Welby: "Eternamente gratole" lo scriva a suo zio Vasto Cazzaro. Complimenti però, se continua cosi' potrebbe perfino arrivare a smettere di confondere i suoi stessi nome e cognome.
NYLON! 2
1.
Nella mia qualità di Roberto Granzotto mi chiedevo da tempo che cosa fossi scientificamente, perciò feci un salto a Pordenone ed entrai fiducioso nel gabinetto psichiatrico del Dr Tabar Depetro, ignaro di costituire nella mia augusta persona il di lui primo paziente, e pagante cliente.
- Hi dear, my name’s Granzotto, Roberto Granzotto. I’ve got an appointment with Dr Depetro, Dr Tabar Depetro.
Dora Pezzilli, l’ostetrica interinale receptionist nel gabinetto psichiatrico del Dr Tabar Depetro, si finse per nulla impressionata dalla bellezza dell’alto e muscoloso supereroe dagli occhi azzurri. Mi fece accomodare con nonchalance ma sensualmente tradì la sua emozione nel precipitarsi verso la porta dello studio traballando sui vertiginosi tacchi a spillo, particolare che non mi sfuggì.
- E’ arrivato, è arrivato veramente, il tuo primo cliente! Ed è un figone della madonna! Lo faccio entrare?
Tanto sbalordito quanto sprofondato nella poltrona, il Dr Tabar Depetro acconsentì inalando profondamente emozioni convulse ed espirando nuvole di cannabis. Un nuovo, straordinario capitolo della sua vita professionale stava per cominciare con questo tale Roberto Granzotto. Il quale l’aveva scelto come primo psicoterapeuta della sua vita - da una pubblicità in una cabina del telefono londinese -, semplicemente perché italiano. Granzotto parlava anche scozzese, ma alcune sfumature del subconscio si rivelano solo nelle lingue in cui si sogna...
- E poi, a volte, mi capita di camminare per la strada tranquillo per i fatti miei, fermarmi di colpo e tirare un muggito della madonna... Così, senza motivo
- Non è niente di grave, è normale
- Normale?
- Piuttosto, mi dica, lo fa mai con un motivo? E se sì, quale? O quali? O se no, ne è proprio certo? O preferisce rispondermi in altro modo? E se sì, come?
- Vabbe', ho capito! No, non muggisco mai con un motivo
- Bugiardo!
- Talvolta...
- Bugiardo talvolta?
- No, muggisco talvolta
- Ah, ecco, vede?
- Cosa?
- E' un chiaro sintomo di sindrome del Bue. Lei muggisce perché nella mucca sublima sua madre
- Ma cosa c'entrano le mucche e mia madre?
- C'è l'elemento comune, il latte. Il latte di mucca e l'allattamento materno. Lei muggisce per un trauma infantile, l'interruzione dell'allattamento, e per conseguenza muggisce come il vitellino che vuole ancora latte dalla mucca
- Ma che c'entra, io muggisco pensando alla mia ragazza perché sono innamorato di lei!
- Cosa c'entrano le mucche con la sua fidanzata?
- Ma mi faccia capire se mia madre è una mucca, io sono un vitello, stando a lei avrei ragione di supporre che la mia ragazza sia una giovenca...
- Com'è scemo! E' lapalissiano...
- Senta, sarò anche scemo, ma lapalissiano proprio no!
- Taccia e mi faccia finire è lo stesso motivo per cui fuma troppo e mastica le matite. Lei è alla continua ricerca del capezzolo, capisce?
- Non capisco ma mi adeguo
- Non faccia il pirla! Sua madre è morta improvvisamente mentre la allattava?
- Non l'ho mai morsa così forte
- Idiota, mi risponda seriamente! Se non è morta, s'è ammalata e ha perso il latte? E se sì, poi è morta? E come si è accorto che poi la mamma non c'era più? Che età aveva quando ha capito che era morta? Si sentiva diverso dai suoi amici che avevano ancora la mamma?
- Mia madre è viva e in perfetta salute
- Era forse tossicodipendente, che' ha dovuto interrompere l'allattamento? Troppi psicofarmaci? Seno flaccido? Mestruazioni irregolari? Malattie veneree? Prostituzione? Aids?
- Senta...
- E lei, mi dica, lei si è mai masturbato?
- Scusi...
- E pensando a cosa? Servendosi di oggetti? E quali? Con che frequenza? Con la destra o la sinistra? In che posizioni?...
- Dr Depetro, mia madre non ha mai interrotto l'allattamento...
- ...Quante volte al giorno? Da solo o anche in presenza di altri? Conoscenti o estranei? Non ha mai interrotto l'allattamento?!?
- Mai
- Strano. Allora ricominciamo. Diceva?
- Dei muggiti. Però c'è da dire che qualche volta belo
- Che fa, scusi?
- Belo. Beee
- Bela
- Belo
- Così, senza un motivo
- Già
- Ah!
- Eh sì
- E' un evidente sintomo di sindrome del Caprone. Ha mai avuto rapporti sessuali alla pecorina? E se sì, quante volte? E le è piaciuto? Alla sua fidanzata, piace anche a lei? Raggiunge prima l'orgasmo? O è più veloce col metodo del missionario? Quali altre posizioni avete sperimentato? E in quali vi mettete più spesso? La fa mai stare di sopra? Ha problemi di eiaculazione precoce? La soddisfa sempre? E lei, mi dica, è sempre soddisfatto? Mi dica, confidenzialmente, lo trovate sempre bellissimo?
- Non è bello ciò che è bello, ma...
- Ma?
- Ma che bello, che bello, che bello!
- Imbecille
- Eh eh eh eh eh!
Fu a quel punto morto della narrazione che questa fu ravvivata dall’ingresso di Dora Pezzilli.
- Mi scusi dottore, ero di là a fare la mia seduta spiritica interurbana quando mi è arrivato un messaggio urgente per il qui presente suo paziente Granzotto da parte di un tale De Pascalis
Sono basito. De Pascalis osa permettersi di competere con me nel concorso radicale di demenza narrativa. E ci riesce anche abbastanza bene, con trovate geniali come la modella bielorussa, la cravatta che respira, gli Albergo Padano e Albergo Penetton... Per mantenere il primato dinanzi a tale epica sfida, non mi resta che ipnotizzarlo con un’arma segreta.
Venise, c’est comme un vice. On y est obligé de devenir aussi beau que ce qui vous entoure, de parler une langue d’une musicalité exceptionelle, de nourrir en permanence ses sens d’une beuté omniprésente. Il y a toujours une brise qui vous caresse et, en plus, il y a l’eau. Venise, c’est a la fois l’eau du ventre maternel et l’absolu de l’artifice une ville façonnée par les hommes pour pouvoir vivre ensemble, pour pouvoir construire une communauté, un universe parfait. J’ai vécu a Venise de 1963 à 1971, c’est là que sont nés mes deux premier enfants, c’est là que j’ai vécu 1968. Ce n’est pas tant un refuge qu’un point de départ. C’est a partir de Venise que je me suis adventuré dans le monde...
Giovanni De Pascalis atterrava al Marco Polo leggendo le memorie di ritorno di quel vigliacco di Toni Negri. In tema veneziano, avrebbe fatto meglio a leggere le interpellanze del molto più coraggioso Emilio Vesce a Palazzo Ferro-Fini, verso il quale approdo viaggiava il water-taxi da Tessera a San Marco via Burano, che era molto meglio di Murano tanto quanto Vesce surclassava questo stronzo vanitoso di povero Negri. Sbarcato all’approdo della Regione Veneto, De Pascalis la ignorò con disgusto e costeggiando il bacino di San Marco sbafò a sbafo all’Harris bar di Cipriani un risottino ai frutti di mare, scappando prima di pagare il conto per ritrovarsi in piazza davanti a quel mare d’inverno che come dice la Berté è come un film in bianco e nero visto alla tivù. E’ grigio, è tetro e cupo, è incazzato di brutto il mare d’inverno a Venezia, e di un romantico struggente che contagiò Ezra Pound ma i turisti estivi americani e giapponesi non vedranno mai. De Pascalis se ne innamora a prima vista e sotto l’egida dell’Editore unifrocio omopatavino ci riferisce quanto segue.
Cari Compagni, sono stati tempi duri ma stiamo finalmente per superare il brutto periodo in cui il Pr ha avuto più dirigenti che iscritti. In questo infelice scorcio di secolo la segreteria Capezzone ha raggiunto il suo scopo, surclassando il precedente record del Psdi che deteneva quello di più iscritti (defunti) che elettori. Siamo pertanto grati a Capezzone che adesso ci rende la cortesia di andare a far fallire qualche altro partito. L’uscita di sicurezza per non essere linciato è in fondo a destra. Tanto dovea.
Quello intercettato da Dora Pezzilli nel gabinetto psichiatrico del Dr Tabar Depetro era il segnale in codice che tutti noi infiltrati ecoradicali attendevamo da anni da Venezia l’ebreo errante De Pascalis ci faceva sapere essere giunto il momento di uscire allo scoperto e prendere il potere nel partito. Dalla qual cosa, a grande richiesta, non avrei potuto esimermi nella prossima puntata.
1.
Nella mia qualità di Roberto Granzotto mi chiedevo da tempo che cosa fossi scientificamente, perciò feci un salto a Pordenone ed entrai fiducioso nel gabinetto psichiatrico del Dr Tabar Depetro, ignaro di costituire nella mia augusta persona il di lui primo paziente, e pagante cliente.
- Hi dear, my name’s Granzotto, Roberto Granzotto. I’ve got an appointment with Dr Depetro, Dr Tabar Depetro.
Dora Pezzilli, l’ostetrica interinale receptionist nel gabinetto psichiatrico del Dr Tabar Depetro, si finse per nulla impressionata dalla bellezza dell’alto e muscoloso supereroe dagli occhi azzurri. Mi fece accomodare con nonchalance ma sensualmente tradì la sua emozione nel precipitarsi verso la porta dello studio traballando sui vertiginosi tacchi a spillo, particolare che non mi sfuggì.
- E’ arrivato, è arrivato veramente, il tuo primo cliente! Ed è un figone della madonna! Lo faccio entrare?
Tanto sbalordito quanto sprofondato nella poltrona, il Dr Tabar Depetro acconsentì inalando profondamente emozioni convulse ed espirando nuvole di cannabis. Un nuovo, straordinario capitolo della sua vita professionale stava per cominciare con questo tale Roberto Granzotto. Il quale l’aveva scelto come primo psicoterapeuta della sua vita - da una pubblicità in una cabina del telefono londinese -, semplicemente perché italiano. Granzotto parlava anche scozzese, ma alcune sfumature del subconscio si rivelano solo nelle lingue in cui si sogna...
- E poi, a volte, mi capita di camminare per la strada tranquillo per i fatti miei, fermarmi di colpo e tirare un muggito della madonna... Così, senza motivo
- Non è niente di grave, è normale
- Normale?
- Piuttosto, mi dica, lo fa mai con un motivo? E se sì, quale? O quali? O se no, ne è proprio certo? O preferisce rispondermi in altro modo? E se sì, come?
- Vabbe', ho capito! No, non muggisco mai con un motivo
- Bugiardo!
- Talvolta...
- Bugiardo talvolta?
- No, muggisco talvolta
- Ah, ecco, vede?
- Cosa?
- E' un chiaro sintomo di sindrome del Bue. Lei muggisce perché nella mucca sublima sua madre
- Ma cosa c'entrano le mucche e mia madre?
- C'è l'elemento comune, il latte. Il latte di mucca e l'allattamento materno. Lei muggisce per un trauma infantile, l'interruzione dell'allattamento, e per conseguenza muggisce come il vitellino che vuole ancora latte dalla mucca
- Ma che c'entra, io muggisco pensando alla mia ragazza perché sono innamorato di lei!
- Cosa c'entrano le mucche con la sua fidanzata?
- Ma mi faccia capire se mia madre è una mucca, io sono un vitello, stando a lei avrei ragione di supporre che la mia ragazza sia una giovenca...
- Com'è scemo! E' lapalissiano...
- Senta, sarò anche scemo, ma lapalissiano proprio no!
- Taccia e mi faccia finire è lo stesso motivo per cui fuma troppo e mastica le matite. Lei è alla continua ricerca del capezzolo, capisce?
- Non capisco ma mi adeguo
- Non faccia il pirla! Sua madre è morta improvvisamente mentre la allattava?
- Non l'ho mai morsa così forte
- Idiota, mi risponda seriamente! Se non è morta, s'è ammalata e ha perso il latte? E se sì, poi è morta? E come si è accorto che poi la mamma non c'era più? Che età aveva quando ha capito che era morta? Si sentiva diverso dai suoi amici che avevano ancora la mamma?
- Mia madre è viva e in perfetta salute
- Era forse tossicodipendente, che' ha dovuto interrompere l'allattamento? Troppi psicofarmaci? Seno flaccido? Mestruazioni irregolari? Malattie veneree? Prostituzione? Aids?
- Senta...
- E lei, mi dica, lei si è mai masturbato?
- Scusi...
- E pensando a cosa? Servendosi di oggetti? E quali? Con che frequenza? Con la destra o la sinistra? In che posizioni?...
- Dr Depetro, mia madre non ha mai interrotto l'allattamento...
- ...Quante volte al giorno? Da solo o anche in presenza di altri? Conoscenti o estranei? Non ha mai interrotto l'allattamento?!?
- Mai
- Strano. Allora ricominciamo. Diceva?
- Dei muggiti. Però c'è da dire che qualche volta belo
- Che fa, scusi?
- Belo. Beee
- Bela
- Belo
- Così, senza un motivo
- Già
- Ah!
- Eh sì
- E' un evidente sintomo di sindrome del Caprone. Ha mai avuto rapporti sessuali alla pecorina? E se sì, quante volte? E le è piaciuto? Alla sua fidanzata, piace anche a lei? Raggiunge prima l'orgasmo? O è più veloce col metodo del missionario? Quali altre posizioni avete sperimentato? E in quali vi mettete più spesso? La fa mai stare di sopra? Ha problemi di eiaculazione precoce? La soddisfa sempre? E lei, mi dica, è sempre soddisfatto? Mi dica, confidenzialmente, lo trovate sempre bellissimo?
- Non è bello ciò che è bello, ma...
- Ma?
- Ma che bello, che bello, che bello!
- Imbecille
- Eh eh eh eh eh!
Fu a quel punto morto della narrazione che questa fu ravvivata dall’ingresso di Dora Pezzilli.
- Mi scusi dottore, ero di là a fare la mia seduta spiritica interurbana quando mi è arrivato un messaggio urgente per il qui presente suo paziente Granzotto da parte di un tale De Pascalis
Sono basito. De Pascalis osa permettersi di competere con me nel concorso radicale di demenza narrativa. E ci riesce anche abbastanza bene, con trovate geniali come la modella bielorussa, la cravatta che respira, gli Albergo Padano e Albergo Penetton... Per mantenere il primato dinanzi a tale epica sfida, non mi resta che ipnotizzarlo con un’arma segreta.
Venise, c’est comme un vice. On y est obligé de devenir aussi beau que ce qui vous entoure, de parler une langue d’une musicalité exceptionelle, de nourrir en permanence ses sens d’une beuté omniprésente. Il y a toujours une brise qui vous caresse et, en plus, il y a l’eau. Venise, c’est a la fois l’eau du ventre maternel et l’absolu de l’artifice une ville façonnée par les hommes pour pouvoir vivre ensemble, pour pouvoir construire une communauté, un universe parfait. J’ai vécu a Venise de 1963 à 1971, c’est là que sont nés mes deux premier enfants, c’est là que j’ai vécu 1968. Ce n’est pas tant un refuge qu’un point de départ. C’est a partir de Venise que je me suis adventuré dans le monde...
Giovanni De Pascalis atterrava al Marco Polo leggendo le memorie di ritorno di quel vigliacco di Toni Negri. In tema veneziano, avrebbe fatto meglio a leggere le interpellanze del molto più coraggioso Emilio Vesce a Palazzo Ferro-Fini, verso il quale approdo viaggiava il water-taxi da Tessera a San Marco via Burano, che era molto meglio di Murano tanto quanto Vesce surclassava questo stronzo vanitoso di povero Negri. Sbarcato all’approdo della Regione Veneto, De Pascalis la ignorò con disgusto e costeggiando il bacino di San Marco sbafò a sbafo all’Harris bar di Cipriani un risottino ai frutti di mare, scappando prima di pagare il conto per ritrovarsi in piazza davanti a quel mare d’inverno che come dice la Berté è come un film in bianco e nero visto alla tivù. E’ grigio, è tetro e cupo, è incazzato di brutto il mare d’inverno a Venezia, e di un romantico struggente che contagiò Ezra Pound ma i turisti estivi americani e giapponesi non vedranno mai. De Pascalis se ne innamora a prima vista e sotto l’egida dell’Editore unifrocio omopatavino ci riferisce quanto segue.
Cari Compagni, sono stati tempi duri ma stiamo finalmente per superare il brutto periodo in cui il Pr ha avuto più dirigenti che iscritti. In questo infelice scorcio di secolo la segreteria Capezzone ha raggiunto il suo scopo, surclassando il precedente record del Psdi che deteneva quello di più iscritti (defunti) che elettori. Siamo pertanto grati a Capezzone che adesso ci rende la cortesia di andare a far fallire qualche altro partito. L’uscita di sicurezza per non essere linciato è in fondo a destra. Tanto dovea.
Quello intercettato da Dora Pezzilli nel gabinetto psichiatrico del Dr Tabar Depetro era il segnale in codice che tutti noi infiltrati ecoradicali attendevamo da anni da Venezia l’ebreo errante De Pascalis ci faceva sapere essere giunto il momento di uscire allo scoperto e prendere il potere nel partito. Dalla qual cosa, a grande richiesta, non avrei potuto esimermi nella prossima puntata.
Debenedettizzazione – intervento governativo sull’economia (“Prudo alla debenedettizzazione”, Martelli-Scaruffi)
Demagogo Etilico - il professor Luigi De Marchi nell’opinione del forumista Enrico Sagaria
Dentamaro – (invariato al femminile) forumista animato da sentimento di rancore odontotecnico; v. anche Vasco
De Pascalis, Giovanni - redattore dell’edizione tascabile del presente Vocabolario di (v.) Radicalese Forumese
Destra – v. Sinistra, poi v. ancora Destra
Dibbbattito - v. http://www.radicali.it/phpbb2/viewtopic.php?t=6254
Dinelli, Bar – locale pubblico per sciacalli affamati di trippa (“BarDinelli”, Martelli-Scaruffi)
Direttore - v. Buon Uomo
Dorma, Nessun - esortazione tosoniana (“Nessun dorma!”, Tosoni)
Dovea, Tanto – arcaica forma di commiato ancora in uso ad Albignasego (“Tanto dovea”, Tosoni)
Druido – il leader radicale Marco Pannella (“I voli pindarici a ruota libera del Druido”, Baldini)
Demagogo Etilico - il professor Luigi De Marchi nell’opinione del forumista Enrico Sagaria
Dentamaro – (invariato al femminile) forumista animato da sentimento di rancore odontotecnico; v. anche Vasco
De Pascalis, Giovanni - redattore dell’edizione tascabile del presente Vocabolario di (v.) Radicalese Forumese
Destra – v. Sinistra, poi v. ancora Destra
Dibbbattito - v. http://www.radicali.it/phpbb2/viewtopic.php?t=6254
Dinelli, Bar – locale pubblico per sciacalli affamati di trippa (“BarDinelli”, Martelli-Scaruffi)
Direttore - v. Buon Uomo
Dorma, Nessun - esortazione tosoniana (“Nessun dorma!”, Tosoni)
Dovea, Tanto – arcaica forma di commiato ancora in uso ad Albignasego (“Tanto dovea”, Tosoni)
Druido – il leader radicale Marco Pannella (“I voli pindarici a ruota libera del Druido”, Baldini)
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