Federalismo e nazionalità, di Olivier Dupuis
2.23. Il Partito degli Stati Uniti d'Africa Occidentale
Sul fronte "Sud", l'idea di un piano Marshall non è, ovviamente, nuova. E' la proposta che abbiamo avanzato 13 anni fa quando abbiamo intrapreso la nostra grande campagna contro lo sterminio per fame. Una battaglia che pur segnata da notevoli successi fu una sconfitta dal punto di vista generale perché‚ non portò a quel radicale cambiamento della politica dei paesi del Nord nei confronti di quelli del Sud. Una sconfitta nella quale abbiamo trovato, noi, il Partito Radicale, le ragioni, la forza anche, per lanciarci in questo folle progetto transnazionale.
Una proposta che ha mantenuto tutta la sua forza e validità, come ce lo dimostrano, purtroppo, tante realtà africane di oggi, a cominciare da quella somala ma che, allo stato, non possiamo rilanciare a tutti gli effetti se non altro perché‚ siamo ancora ben lontani dall'aver portato a termine il nostro processo di trasformazione da partito prevalentemente nazionale a partito transnazionale.
Non per questo non possiamo e non dobbiamo cominciare a costruire alcune premesse per un nostro futuro nuovo impegno: alcuni punti fermi intorno ai quali articolare meglio, appena ne saremo capaci, nuove proposte. Uno di essi, fondamentale secondo noi, dovrebbe essere incentrato sulla promozione nei Paesi del Sud di raggruppamenti regionali di tipo federale.
Un obiettivo da perseguire sia con l'azione politica diretta, in loco, come quella decisa e avviata dalla Prima Assemblea dell'A.R.E.D.A. (Association Radicale pour l'Etat de Droit en Afrique), sia promuovendo l'introduzione nei meccanismi di cooperazione, in particolare in quelli della C.E., di criteri di priorità per quei paesi che decidono di avviarsi sulla strada della costituzione di vere e proprie federazioni.
Per i motivi - ormai storici - della nostra azione passata e della nostra presenza e azione attuale nei Paesi del Sahel, per la particolare gravità delle situazioni economiche e sociali in quei Paesi, per la drammatica situazione ambientale costituita dal gigantesco processo di desertificazione dell'intera regione, perché‚ molti dei paesi di questa zona hanno iniziato recentemente dei processi di democratizzazione, perché, infine, essi hanno già avviato dei tentativi, seppure embrionali, di raggruppamento sovranazionale, il Sahel, ovvero i paesi della CAO (Communauté de l'Afrique Occidentale), potrebbe o dovrebbe costituire questo laboratorio, questo "luogo" dove concentrare le nostre tuttora - e purtroppo - poche energie.
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