L’ANTIMAFIA TURISTICA

[da ITALIANI IN BULGARIA numero 15 del 30 marzo 1998]

I DEPUTATI dell’Unione delle forze democratiche (SDS) Yordan Tsonev (presidente della commissione parlamentare “antimafia”) e Hristo Biserov (presidente della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale) hanno visitato Roma il 15 marzo scorso, invitati da un membro della commissione antimafia del Senato italiano. I due deputati, riferisce la stampa bulgara, studieranno ed impareranno dall’esperienza italiana nella lotta contro la mafia… Una tale affermazione sembrerebbe di per sé già abbastanza paradossale, e qualche lettore si sta già spanciando dal ridere (per non piangere), ma aspettate di leggere il resto, ancora più “divertente”.

L’ONOREVOLE TSONEV, infatti, più che imparare qualcosa forse ce la dovrebbe insegnare: è sotto accusa per corruzione da parte degli stessi iscritti della SDS di Burgas (il suo collegio di elezione) per avere agito come intermediario nella vendita di un terreno alla Shell per costruire una stazione di servizio. Praticamente lo Tsonev avrebbe venduto alla Shell un terreno che non apparteneva a lui ma alla cooperativa Hristo Botev, per cui la compagnia petrolifera anglo-olandese avrebbe pagato due volte per non avere ancora ottenuto il permesso municipale di costruire la stazione di servizio. Per di più Tsonev non ha pagato le tasse.

QUANTO A BISEROV, non è implicato in scandali ma è piuttosto un esperto in gite turistiche romane: anni fa fu invitato a un congresso nella capitale italiana, volo e albergo (quasi una settimana) pagati dall’organizzazione, ma nella sala congressuale non lo si vide mai… Insomma, potevate aspettarvi che facessimo la solita critica alla demagogica lotta alla mafia, che non potrà mai funzionare veramente finché il mercato nero delle droghe viene sostanzialmente appaltato alle mafie stesse dai governi proibizionisti. Ecco invece un altro paio di domande retoriche per le nostre autorità “antimafia”: chi ha invitato Tsonev? E chi gli ha dato il visto?

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