“Riaffronteremo
l’argomento”, riprese Dupuis, “con una semplice allusione ai rivoltanti
dettagli forniti dal chirurgo, interrogato nel corso dell’inchiesta. Per ora
basti dire che le sue pubbliche deduzioni sul numero dei malviventi non state
smentite da tutti i più famosi anatomisti parigini. Non che le cose avrebbero
potuto andare così; semplicemente non esistevano i fondamenti per sostenerlo:
non c’era ben altro per un altro tipo di deduzioni?” Passiamo alle ‘tracce di
una lotta’; mi laschi chiedere che cosa si è creduto che dimostrassero. Una
banda? Ma non dimostrano piuttosto l’assenza di una banda? Quale lotta poteva
aver luogo – quale lotta così violenta e così lunga da aver lasciato ‘tracce’
in tutte le direzioni -, tra una ragazza fragile e indifesa e la banda di
delinquenti ipotizzata? La silenziosa stretta di poche brutali braccia e tutto
sarebbe finito. La vittima non aveva la possibilità di opporsi ai loro voleri.
Le sarà chiaro che le argomentazioni addotte contro l’ipotesi che il boschetto
sia stato la scena dell’oltraggio per la maggior parte sono valide solo nel
caso che il delitto sia stato commesso da più di un solo individuo. Se
immaginiamo un solo violentatore, possiamo concepire, e solo concepire,, una
lotta di natura tanto violenta e ostinata da lasciare tracce visibili. E ancora.
Ho già detto che il sospetto nasce dal fatto che gli oggetti siano stati
lasciati nel boschetto dove sono stati trovati. Sembra impossibile che queste
prove di colpevolezza siano state lasciate per caso dove sono state trovate. Si
è avuta abbastanza presenza di spirito – almeno si suppone -, per far sparire
il corpo, ma si fanno rimanere ben evidenti sulla scena del delitto prove più
schiaccianti ancora del cadavere, che decomponendosi diventa irriconoscibile.
Alludo al fazzoletto con ricamato il nome della morta. Se è stato un incidente
non può essere certamente attribuito a una banda. Possiamo supporre solo
l’incidente di un uomo solo. Vediamo. Un individuo ha commesso il delitto. È
solo con il fantasma della morta. È atterrito da ciò che giace immobile davanti
a lui. La furia della passione è passata; nel cuore è rimasta invece la paura
fisiologica del crimine compiuto. Gli manca la fiducia che gli verrebbe dalla
presenza di qualcun altro. Trema ed è sconvolto. Ma c’è bisogno di disfarsi del
cadavere. Lo trascina al fiume lasciando lungo il percorso altre prove della
sua colpa, perché è difficile, se non impossibile, portare tutto il carico in
una volta, sarà più facile tornare indietro e riprendere ciò che ha lasciato.
Ma durante questo faticoso viaggio verso il fiume, la paura cresce. I suoni
della vita invadono il sentiero. Gli sembra di sentire continuamente il rumore
dei passi di qualcuno che lo spia. Perfino le luci della città lo spaventano.
Alla fine, dopo lunghe e frequenti pause di si angoscioso panico, raggiunge la
riva del fiume e si libera del suo funesto carico, forse con l’aiuto si una
barca. Ora quale tesoro possiede il mondo, quale vendetta potrebbe minacciarlo,
che possa avere il potere di costringere il solitario assassino a tornare sui
suoi passi per quel sentiero arduo e pericoloso, fino al boschetto e ai suoi
agghiaccianti ricordi? Non gli importa più come andrà, non torna. Non potrebbe,
anche volendolo. Pensa solo a fuggire subito al più presto. Volge le spalle per
sempre alla minacciosa macchia e fugge come davanti alla punizione divina. Come
sarebbe andata se fosse stata una banda?il numero gli avrebbe dato fiducia a
vicenda, se mai il cuore di furfanti matricolati manca di fiducia; e in genere
si può credere che le bande siano fatte si autentici delinquenti. Il numero li
avrebbe protetti dallo sconvolgente e irrazionale terrore che paralizza l’uomo
solo. Se potessimo supporre che uno, due, o tre si fossero distratti, un quarto
avrebbe rimediato alla distrazione; non si sarebbero lasciati dietro nulla,
essendo numerosi avrebbero provveduto a portar via tutto in una volta, e non
sarebbe stato necessario tornare. Ricordiamo che dall’abito che il cadavere
indossava quando era stato trovato, una striscia larga una trentina di
centimetri era stata strappata dall’orlo della cintura della veste, girata tre
volte attorno alla vita e fissata in una specie di nodo dietro la schiena;
tutto con lo scopo di avere una sorta di maniglia, per trasportarlo come un
fardello. Non è un espediente cui sarebbero ricorsi numerosi uomini insieme.
Tre o quattro individui avrebbero preso il corpo per le braccia e per le gambe,
senza problemi. Questo è l’espediente di un solo individuo; e arriviamo al
fatto che ‘tra il boschetto e il fiume sono state trovate staccionate abbattute
e sul terreno il segno di un fardello trascinato’! ma numerosi uomini avrebbero
affrontato l’inutile fatica di abbattere una staccionata per trascinarvi sopra
un cadavere che potevano sollevare al di sopra di qualunque staccionata in un
istante? Più uomini avrebbero trascinato il cadavere lasciando in tal modo
tracce visibili sul terreno?”
[20 di 22. continua]
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