Ministri del governo italiano: oggi Beatrice Lorenzin
(vedi anche Emma Bonino e Flavio Zanonato)

ROMA - Alla notizia della sua nomina gli ignoranti si sono chiesti che cosa cacchio ci azzeccasse col ministero della salute, senza sapere che Beatrice Lorenzin addirittura ci nacque dentro, il 14 ottobre 1971. Per tale colpa l'allora ministro socialista Luigi Mariotti (primo e unico governo Colombo, pace all'anima sua per tale peccato) fu presto sostituito da Athos Valsecchi del primo governo Andreotti (braci incandescenti nell'inferno per tale peccato) e una sfilza di altri peccatori democristiani: tra le mura del civico numero 5 di viale Ribotta, sede dell'importante dicastero che allora si chiamava della Sanità, la bimba crebbe facendosi le ossa col secondo Andreotti (ministro il gentiluomo Remo Gaspari); i quarto e quinto governo Rumor (ministri gli esimi gentiluomini Luigi Gui e Vittorino Colombo); nonché i quarto e quinto governo Moro: i lodevoli gentiluomini Antonino Gulli e Luciano Dal Falco, col quale all'interno dello stesso edificio passò dall'asilo alle elementari nel terzo governo Andreotti, e Tina Anselmi nel quarto e quinto.

ALTISSIMA GENTILDONNA - Molti furono gli augusti gentiluomini che partorirono, svezzarono e accudirono Beatrice Lorenzin, tra i quali l'Altissimo Renato del Pli, posto a capo del dicastero per indagare sul problema della decadenza intellettiva delle persone anziane sottoposte alla televisione seriale. Una scoperta straordinaria dell'università di Streetmouth, Virginia occidentale, dimostrava scientificamente con prove statistiche come le capacità intellettive, logiche e cognitive delle persone anziane fossero strettamente correlate al (e gravemente compromesse dal) tipo di programmi televisivi che seguivano abitualmente, tipo Beautiful e telenovele consimili: un esperimento condotto su Mario Capanna dimostrò che dopo la visione di sole 100 puntate avrebbe votato per Berlusconi perfino Mario Capanna, per tacere degli ex di Lotta Continua che ormai erano ridotti a scriverne le sceneggiature. Il ministro Aldo Aniasi, del Psi. si alternò ad Altissimo nei governi Cossiga, Forlani e Spadolini, più un quinto e penultimo Fanfani. Dopo un triennio del democristiano Costante Degan (i ministri della sanità di origine veneta detengono il primato storico nello sfacelo di questo indispensabile settore pubblico, per quanto Degan non fu tra i peggiori), ebbene dopo tanta istruzione superiore Beatrice Lorenzin si avvia a quella accademica grazie, finalmente, a Carlo Donat-Cattin.

DONAT-CATTIN, UN MITO. Col triennio di un democristiano per eccellenza quale Donat-Cattin, ministro della sanità dai facili costumi politici che esordisce col Craxi 2 per passare senza fare una piega all'ultimo Fanfani e poi al breve Goria (poraccio, una volta tanto che avevamo un premier giovane di belle speranze) fino all'incomprensibiler De Mita, dentro al numero 5 di via Ribotta Beatrice Lorenzin diventa maggiorenne acquisendo una maturità che la porterà a vivere gli anni universitari con De Lorenzo, un "liberale" che si districa tra il sesto e settimo Andreotti più il primo Amato. Molto nteressante notare, per la giovane Beatrice, come i governi si succedano alla media di uno ogni otto mesi, ma le rispettive poltrone della Sanità tengano duro attraverso diversi governi per almeno due o tre anni. Una lezione di vita dettata dall'esperienza, per i malfidenti detrattori che oserebbero contestargliela. Che ne è infatti degli effimeri occupanti Garavaglia, Costa e Guzzanti? Spariscono coi rispettivi governi Ciampi e Dini, finché al piano alto arriva Rosy Bindi, con la quale conseguirà il master assoluto in democristianesimo.

ROSY BINDI. A questo punto, un punto di vista storico, è accertato come le persone più inadeguate vengano sistematicamente piazzate - sia dai democristiani che dai cosiddetti liberali cosiccome dagli ex comunisti -, a fare danni nel ministero che si occupa di una fesseria come la salute dei cittadini della Repubblica italiana. In linea con la tradizione democristiana originale, i post-comunisti democristiani del primo governo Prodi scelgono una democristiana che proseguirà le sue inadeguatezze anche con due governi D'Alema, finché arriva un secondo governo Amato con un ministro finalmente competente: Umberto Veronesi. Ma la gioia degli italiani, così come l'insofferenza della Lorenzin, dura poco: coi governi Berlusconi arrivano il disastro Sirchia e addirittura Storace. Poi temporaneamente c'è un cambio di vento con Livia Turco, che però non riesce a lasciare il segno prima che arrivino un altro paio di individui ininfluenti e adesso finalmente è il turno della nostra Lorenzin, tutt'altro che impreparata come dicono i suoi detrattori impreparati: avendo ella vissuto lì dentro per oltre quarant'anni, li ha visti tutti e nessuno è più qualificato di lei per battere i loro record di sopravvivenza in questo ministero molto remunerativo

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