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AGGIORNAMENTO RSMG
 Radicalometro Storico dei Mille di Granzotto 
 
Strumento scientifico di misurazione della popolarità dei mille animali radicani in base al numero di citazioni in questo autorevole blog. L'ultima rilevazione vede Granzotto in gran forma incalzare Pannella per la prima posizione e altre sanguinose lotte in testa alla classifica.







Punti: Aumento:
1 PANNELLA 309 8
2 GRANZOTTO 307 35
3 WELBY 292 13
4 BONINO 253 24
5 CAPPATO 245 16
DUPUIS 245 16
7 SUTTORA 237 8
8 TOSONI 182 23
9 BERNARDINI 175 26
BOSELLI 175 0
11 CROCICCHIO 149 15
12 CALLEGARI 114 4
13 PATELLI 92 1
14 COLACICCO 75 0
15 BANDINELLI 59 1
16 BIANCHI 54 1
BORDIN 54 0
18 LICHERI 53 1
19 STANZANI 51 15
20 PAGANO 49 3
VERONESI 49 1
22 BERTE' 43 3
MELLINI 43 9
24 PEZZILLI 42 1
25 SPADACCIA 40 6
26 GIORDANO 38 1
27 TORTORA 36 10
28 STRIK-LIEVERS 35 1
TURCHETTI 35 1
30 AGLIETTA 34 7
PASOLINI 34 8
32 BUSDACHIN 32 5
33 BUSATO 31 15
FACCIO 31 7
35 CICCIOMESSERE 30 0

CORLEO 30 8
MANERA 30 0
38 ROSSI 26 6

SCIASCIA 26 6
40 COMINELLI 25 0
DE PERLINGHI 25 0

PIETROSANTI 25 5
43 PANNUNZIO 24 6
44 LITTA MODIGNANI 23 1
45 BALDINI 22 0

VESCE 22 5
47 COSCIONI 21 5
MANZI 21 1
POLESEL 21 0
50 CAPEZZONE 20 0
NEGRI 20 2
SPOLAOR 20 1

TAMBURI 20 5
TESSARI 20 0
55 FIUME 19 1
56 SCHNUR 18 0
TURCO 18 1
58 DE STEFANO 17 0
RUTELLI 17 0
60 ALITSI 16 0
SCARUFFI 16 0
62 DENTAMARO 15 2

FORTUNA 15 5
PICCININI 15 0
RODRIGUEZ 15 1
ZAMPARUTTI 15 1
67 HRAMOV 14 1
LENSI 14 0
ORLANDI 14 1
PALAZZOLO 14 0
PICCARDO 14 0
72 CARRARO 13 0
D'ELIA 13 0
ENGLARO 13 0

FEDERICO 13 3
LAMEDICA 13 1

MELEGA 13 1

MONTALE 13 3

POPTODOROVA 13 0

RUSSO 13 1

SPENA 13 0
82 ANDREANI 12 2
DE ANGELIS 12 1

FISCHETTI 12 1

MANIERI 12 1

MARINO 12 0

MODUGNO 12 2

OTTONI 12 0

SCALFARI 12 1

SILONE 12 2

STADERINI 12 1

ZEVI 12 2
93 GEORGIEVA 11 0

PISANI 11 0

TASSINARI 11 1
96 ATANASOV 10 0

BAGATIN 10 0

CASTALDI 10 0

PETROV 10 0

SALVADORI 10 0


Questo Papero non è Umano


Se cerco in Google foto la stringa "Questo Papero non è Umano" (frase storica a proposito di Paperinik in una sua vicenda a fumetti), chissà perché salta fuori Silvio Viale. Boh...

Di tutta la lunga, gloriosa e anche travagliata vicenda dei fumetti Paperino & Topolino, una cosa è certa: i migliori sceneggiatori e disegnatori di paperi, cani, gatti, cavalli, maiali, mucche e topi sono italiani, e vagamente umani.

Motivo di orgoglio (tra i pochi) per il nostro Paese. Mostruosi di bravura nel disegno e nell'immaginazione. Sceneggiature cui io potrei solo ambire come umile scrittrice, e conseguenti tavole dettagliati sfiorando la perfezione.

Disegnatori veneziani in combutta con editori milanesi hanno regalato a generazioni di italiani la meraviglia del fumetto più popolare del mondo, incomparabile per fantasia, intelligenza, qualità.

Ecco una decina di grandissimi super-eroi dei fumetti:

Guido Martina (1906-1991), piemontese, ideatore del filone di parodie storiche della letteratura "seria", fu lo sceneggiatore del primo Paperinik disegnato da Carpi (vedi oltre).

Mario Gentilini (1909-1988), più mantovano che emiliano, direttore del periodico nel trentennale periodo d'oro, dal 1949 al 1980, gli si deve un apporto fondamentale nella formazione culturale di generazioni di italiani.

Giovan Battista Carpi (1927-1999), genovese, disegnatore del primo Paperinik (vedi Martina e Penna), vanta una laurea honoris causa dell'Uni Bologna in scienze dell'educazione, quanto mai meritata.

Romano Scarpa (1927-2005), veneziano, disegnatore disneyano capostipite della prolifica scuola lagunare che ha sfornato Maurizio Amendola, Rodolfo Cimino, Luciano Gatto, Giorgio Pezzin e altri. Semplicemente un Maestro.

Elisa Penna (1930-2009), milanese, un destino nel nome, è stata la super-papera numero uno dei fumetti italiani. Ha inventato lei Paperinik e non occorre dire altro. Anzi sì, l'avevo già detto un paio di volte qui.

Luciano Bottaro (1931-2006), così come Scarpa fu il maestro della scuola veneziana, Bottaro lo è stato di quella rapallina, nel senso della rinomata località di Rapallo nel genovese. Anche lui un grande Maestro.

Massimo De Vita (1941-), milanese, degno figlio di tanto padre Pier Lorenzo De Vita (1909-1990), pur'egli nel Pantheon dei fumettisti. Collaborò col citato Pezzin ma se ne separò per lanciare il nuovo talento Castellan.

Giorgio Cavazzano (1947-), veneziano, prolifico disegnatore anche extra-Disney (per esempio Lupo Alberto), con il tratto di china più dinamico, inconfondibile, probabilmente il migliore disegnatore italiano vivente.

E poi ancora: il direttore Gaudenzio Capelli (1929-) e la premiata autrice Silvia Ziche (1967-). Tutto questo per dire che il periodico Topolino e animali vari connessi è passato negli anni dalla Mondadori (dove raggiunse il milione di copie) alla Disney italiana che è stata un mezzo fiasco e da questa, di recente (due mesi fa) alla Panini Comics.

ATTENZIONE PANINI: i cultori non si aspettano che viviate di rendita con delle semplici ristampe, ma che manteniate alta la qualità, e magari degli amati volumetti conteniate i prezzi, che mi sembrano un pelino esageratini per i giovanetti sfigati di oggi che hanno estremo bisogno di solidi riferimenti culturali popolari, di crescere con personaggi di riferimento positivi ed esemplari come Paperinik (il più grande super-eroe di tutti i tempi).

RI-ATTENZIONE PANINI: siate consapevoli di non avere soltanto comprato un business redditizio, bensì un patrimonio culturale che appartiene a tutta l'umanità, l'animalità, e all'Italia per i citati autori italiani che lo hanno fatto grande nel mondo.

TRI-ATTENZIONE PANINI: vi terrò d'occhio in edicola, dove vorrei vedere prezzi degli albi più abbordabili da noi pecore in transumanza, grazie

Quarta serie di Google fight

Cimino batte Crivellini 493mila a 4.480
Mancini e De Rigo alla pari con 482mila
Modugno batte Mastroeni 564mila a 27.500
Placido batte Pinese 1.750mila a 10.900
Prado batte Quinto 9.640mila a 9.160mila
Rizzo batte Silvestri 2.780mila a 1.020mila
Staderini batte Stango 90.500 a 21.300
Vigevano batte Abbiati 541mila a 520mila
Beltrame batte Ascione 310mila a 94.100
Breccia batte Calderisi 385mila a 8.610
D'Elia batte De Andreis 3.060 a 166
De Lucia batte De Marchi 25.400 a 1.060
Del Gatto batte Di Robilant 178mila a 19.300
Mecacci batte Mazza 17.800 a 1.560
Meloni batte Murri 816mila a 130mila
Pannunzio batte Pezzana 78.600 a 42.300
Pozzi batte Poretti 1.460mila a 10.900
Ridolfi batte Slavchev 223mila a 7.400
Spinelli batte Sofri 881mila a 428mila
Nomenclatura radicale / 3 di 10 / Alessandro e Michele

Quarta posizione è condivisa tra 8 Alessandri così come sono (DEPETRO, CAPRICCIOLI, FREZZATO, LITTA MODIGNANI, TESSARI) o in altre forme: Alexandre DE PERLINGHI, Sandro OTTONI, un'unica Alessandra ANCONA; e altrettanti Micheli: BOSELLI, CAPANO, DE LUCIA, LATORRACA, PALERMO, PLACIDO, PAVAN, compreso un Mihai ROMANCIUC. 
Nomenclatura radicale / 4 di 10 / Luigi e Roberto

Sesta posizione condivisa tra 7 Luigi (CASTALDI, CIMINO, DE MARCHI, DEL GATTO, MANCONI, MAZZOTTA, compresa una Luisa SIMEONE) e altrettanti Roberti: CICCIOMESSERE, GAUDIOSO, GRANZOTTO, POLESEL, SCARUFFI, SPAGNOLI, ZOCCOLAN)  

Could you imagine if they accept them and they don't accept us ?!?

La moglie dell'alto funzionario del ministero turco, letteralmente sconvolta da una simile prospettiva, ripete' infervorita

"immagini se [la UE] accettasse loro [i paesi ex-comunisti dell'est] prima di accettare noi [la Turchia]"

L'ambasciatore europeo, ospite d'onore nel bell'appartamento della famiglia alto-borghese turca, rispose senza parole allargandosi in un sorriso ammiccante e comprensivo dello scandalo che tale incubo suscitava nella signora illividita e inorridita, quindi con un gesto misurato trasse di tasca un salmone affumicato che portava sempre con se', con l'altra mano appicco' nobilmente il fuoco a una camel (1) mentre il suo sguardo panoramizzava l'elegante salotto dal minibar con le bottiglie di martini (1) agli ultimissimi gadget elettronici sony (1) sparsi qua e la', fino ad un orribile orologio da tavolo firmato e omaggiato da Andreotti (1) quand'era ministro in visita ufficiale. Infine penso' ai curdi, si cancello' il sorriso comprensivo dal viso, ripose il salmone sconcertato e decise di affrontare l'argomento.

Con un'ultima acceleratina, Luigi giro' la chiave per smorzare dolcemente i 300 cavalli dell'alfa (1) blindata. Per prima cosa guardo' l'orologio e sul momento s'incazzo'. Come avesse fatto Boselli (2) ad arrivare ad Ankara in sole 12 ore da Skopje con una carretta di renault (1), proprio non riusciva a capacitarsene. Poi si placo', pensando che l'importante era di aver fatto il suo dovere arrivando comunque in tempo per prelevare l'ambasciatore sotto la casa dei suoi ospiti. Percio' si rilasso' regolando il sedile per distendersi e allungare le gambe.
Nella paziente attesa, Cimino (2) si accese uno spino.

In Turchia - penso' Boselli (2) che nel frattempo era gia' tornato in Macedonia su uno dei tappeti volanti di cui era rappresentante di commercio -, c'e' 'sto diavolo di Welfare party che ha vinto alla grande le ultime elezioni amministrative richiamandosi a "valori" islamici fondamentalisti in netto contrasto con lo stato laico di Kemal Ataturk.

Bisognerebbe almeno rendersi conto che eliminare fisicamente le curve non risolverebbe il problema della prostituzione, penso' Cimino (2) spegnendo lo spino che lo aveva trasportato in una fantasiosa associazione di idee senza soluzione di continuita', e un po' stanco per aver guidato tanto e perso nell'inquinamento luminoso che impediva il buio totale della notte sulla capitale turca e proiettava tutto in un'atmosfera surreale. Sotto un violento acquazzone, l'ambasciatore De Perlinghi (2) apri' la portiera inzaccherandosi da capo a piedi in una profonda pozzanghera, ma non se ne adiro' e aristocraticamente proferi' all'autista

"questi non capiscono un fico secco, voglio andare a Diyarbakir in Kurdistan"

Cimino (2) consulto' la carta stradale, capi' che avrebbe dovuto dominare mille miglia tra le montagne e fu preso da un momento di sconforto. L'ambasciatore plenipotenziario, seduto al suo fianco, si allaccio' la cintura e lo rassicuro'

"non preoccuparti, la prossima canna lo rollo io, intanto vai!"

Luigi rigiro' la chiave di accensione in senso orario, percepi' i 12 cilindri del motore vibrargli sensuali sotto le chiappe e su' con un brivido per la colonna vertebrale, innesto' la prima e con un profondo sospiro si dispose al viaggio.

"ferma!, ferma!!!"

esclamo' De Perlinghi (2) ex abrupto (l'ambasciatore non faceva mai niente che non fosse ex abrupto, o ex aequo, ex cathedra, ex lege, ex libris, ex novo, ex voto, ex urss o ex yugo...)

Cimino inchiodo' e inverti' (ex abrupto) la marcia a 7.000 giri. Il mostro meccanico accenno' per un attimo a ribellarsi ma poi, sia benedetto l'ABS, si rassegno' a tornare indietro per raccogliere l'autostoppista malcapitato sotto il diluvio delle montagne dell'anatolia.

"Si', mi chiamo Massimo Lensi (2)", dichiaro', "ma non sono il Massimo Lensi (2) che pensate voi: quello e' un mio cugino che mi ha usurpato il titolo ed e' emigrato in Ungheria, ma sono io il vero Massimo Lensi (2) del Pr e da anni vivo clandestinamente qui in Turchia. Mi sto recando a Tehran per andare a trovare il mio amico Ottoni (2), potreste darmi un passaggio fino a Erzurum ?"

Impietositosi dal caso umano, l'ambasciatore diede ordine all'autista di caricare nel baule dell'auto il bagaglio dell'autostoppista e l'autostoppista stesso.

L'alfa (1) ringhio' di rabbia e morse i tornanti ghiacciati che portavano a Erzurum, governata da uno stupefacente Cimino (2) completamente fuori di testa che riusci' miracolosamente a evitare gli scontri frontali con i criminali autisti di TIR lanciati in discesa con 200 quintali a 100 all'ora.

Arrivati a destinazione, Lensi (2) usci' dal baule e strinse la mano all'ambasciatore De Perlinghi (2), dicendogli semplicemente

"Non ci sono ca, caa..., cavoli!, come dice realisticamente Busda (2) questo paese bisogna cominciare a pensare di prenderlo dentro nella UE, il che non significa rinunciare alla difesa dei diritti umani, tutt'altro, anzi il contrario: se sapremo agire in questo senso, potremmo aiutare le forze piu' moderate e dare loro qualcosa da spendere nei confronti di un elettorato che e' sempre piu' tentato dagli integralisti islamici".

Fare politica nel e dal Pr significa certamente adoperarsi strenuamente e senza eccezioni per il rispetto dei diritti umani e civili, ma significa anche misurarsi realisticamente con le situazioni che si vorrebbero affrontare.

Facile dire che il governo di Ankara dovrebbe rispettare maggiormente i curdi, ma questa e' pura demagogia se semplicisticamente si contesta un fatto, pur accertato nella sua gravita' e dimensioni, senza riuscire a suggerire un qualche tipo di soluzione almeno provvisoria dello stesso, quantomeno per allentare le tensioni e cercare di rendesi utili.

Altri viaggiarono in Macedonia dove c'e' un problema analogo, sia pure 10 volte inferiore in termini di dimensioni geografiche e demografiche rispetto a quello dei curdi di Turchia, per scoprire che nessuno ha la verita' in tasca, e se si vuole combinare qualcosa bisognerebbe avere il buon senso di tenerne conto.

"Belli i grandi proclami", penso' l'autista dell'ambasciatore una volta parcheggiatosi a Erzurum, "ma se qui non trovo un po' di olio motore exxon (1) per l'alfa (1), la fava che riusciamo a tornare nella civilta'".

Come dire che, se non troviamo un po' di olio motore di produzione occidentale per far marciare la Turchia verso la direzione che desideriamo, l'europa stessa se lo prende nell'organo, e questo, certo, in perfetta linea con le sue comprovate tendenze masochiste.

Poi nel dibattito intervenne Turco, non a caso visto il nome.

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(1) camel, martini, sony, andreotti, stalin, exxon, alfa e renault sono marchi registrati di proprieta' delle rispettive compagnie.

(2) deperlinghi, boselli, cimino, lensi, ottoni, busda, turco e sisani sono marchi registrati di proprieta' del partito radicale.
Dallas, riassunto delle puntate precedenti...
(ovvero un'altra riesumazione di un delirio antico)

L'annuncio dell'introduzione del nuovo mercato telematico da parte del direttore della Borsa di Trastevere, Luigi Cimino, scuote i mercati finanziari dell'est e stimola l'ingordigia degli speculatori. Il perfido miliardario bulgaro-texano J.R. Bosellov approfitta dell'occasione e lancia un'OPA ostile verso gli altri paesi sfigati. Servendosi di dati adulterati dai cinici circoli londinesi, lo spregiudicato affarista punta a ricavare il massimo dalle sue raffinerie macedoni.

Ma i suoi piani sono contrastati da una offerta al ribasso dello speculatore polacco Max Lenza, un gay pervertito in rivalita' con J.R. per il controllo di alcuni pozzi balcanici. Il dumping di Lenza e' immediatamente sostenuto dal cartello di Pietro Santipaoli e Ray Ban Ottoni, che invidiano J.R. per il suo successo con le donne. La scalata bulgara viene quindi bloccata da Mediobanca (forse per un intervento di Pannella sulla Confindustria), anche grazie all'omertoso consenso di Tony Stanco, il boss che controlla tutta la zona dal Baltico agli Urali -, al quale si ribella pero' il suo luogotenente Nick Ramo, che da anni segretamente aspira a spodestare Stanco.

Nel frattempo il bieco J.R. Bosellov apprende dal fido detective privato Luka Frassinetworks che quella troia di sua moglie si e' scopata un altro francese in visita ai suoi impianti petrolchimici. Inviperito per l'ennesimo tradimento, il cornutissimo J.R. colloca la sua esplosiva collezione dell'Economist sotto l'auto dell'ambasciatore francese Peperon De Dupuis, che pero' sfugge all'attentato perche' e' disabile e non sa guidare l'auto.

Gli eventi precipitano: da New York l'affascinante tycoon Pamela Bonino chiama in causa il suo ex marito Bobby Lavaggi, dal quale si e' separata ufficialmente per motivi di soldi, ma in realta' per abbandono del tetto coniugale. Per dirimere la questione, Pamela deve interrompere i suoi colloqui con il segretario dell'ONU Busda Busda-Ghali e perfino con il papa Danilo V.

Intanto Lenza, forte della sua parziale vittoria, tenta un riavvicinamento diplomatico con J.R. approfittando delle disavventure di quest'ultimo, e gli prospetta una joint-venture per l'acquisto di alcuni quotidiani. J.R. finge di accettare, ma in realta' medita vendetta: grazie ad una clausola escogitata dal diabolico avvocato messicano Orchidea Antilla-Rodriguez, al momento opportuno acquistera' effettivamente tutti i quotidiani, ma solo una copia di ciascuno.

Cosi' la battaglia si sposta sui media. Con inserzioni a pagamento sulla Isvetsia e il New York Times, Frassinetworks tenta una operazione di insider-trading sfruttando la legge sui fondi di investimento: le quote di partecipazione non possono essere stabilite a Casu. Dalla Croazia (un paese balcanico vicino a San Marino) Ray Ban Ottoni controbatte che la sede propria e' Roma e non Vigevano (in provincia di Pavia); altrettanto fa Pietro Santipaoli con chilometrici fax da Praga (in provincia di Francoforte sul Meno).

Ma J.R., con la complicita' di Alessandra File O'Grain e Antonella Rent-a-Ranch, li previene catapultando deputati bulgari della sua loggia "would-be-trombated" su Radio radicchio (la piu' ascoltata a Tirana); cosi' conquista l'opinione pubblica, disposta a versare qualunque somma pur di smetterla finalmente coi deputati bulgari; spiazzato dalla mossa, il cartello degli oppositori si riunisce segretamente a Strasburgo con all'ordine del giorno la ricerca di amanti francesi da affittare per destabilizzare J.R.

Colpo di scena! Un personaggio di secondo piano, il ripugnante speculatore di origine ungherese George Paganos, irrompe sul mercato con un milione di ECU trasportati clandestinamente in cuccetta a Torino; la manovra ferroviaria viene denunciata da Sergiu D'Eliu, un giornalista sardo-lituano leader della Lega per l'abolizione dell'Esperanto entro il 2000, mentre l'ombra di una eminenza grigia si profila dalle quinte; di lui si sa solo che e' un influente businessman turco, chiamato in codice "maurizio", che prima o poi uscira' allo scoperto creditizio sulla piazza telematica.

Rintanato al Manzi-ranch, J.R. cova rancore e sfoga il suo risentimento strappando i peli della barba ai Verdi bulgari, che contrastano il suo progetto ambientalista di prosciugare il Danubio per farne un gasdotto.

L'elicottero di Pamela sta per atterrare sulla torre argentina, ma Bobby e' ancora latitante...