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Festa della donna / 1
Gli uomini crearono Dio e con le loro religioni schiavizzarono le Donne
di Leon Pinese

Dio disse “E alla donna: (…) sarai sotto la potestà del marito, ed egli ti dominerà” (Genesi 3,16)
Sara e Abramo erano due vecchi in età avanzata, lei ebbe un figlio pur non avendo più le mestruazioni da tempo (genesi 18,11…)
Marzo 2011: Il Vaticano condanna la fecondazione assistita che diventa peccato e considerata atteggiamento peccaminoso ed immorale.Gesù Cristo è nato da una coppia con la fecondazione assistita.


"L’abolizione della religione come felicità illusoria del popolo è necessaria per la sua felicità reale". Karl Marx

Joseph Mengele, medico e criminale nazista denominato anche "Angelo della morte", effettuò atroci e dolorosissimi esperimenti medici sui prigionieri dei lager, in particolare su gemelli e nani nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, mandando a morte oltre 4.000 donne al giorno. Nel dopoguerra con l’aiuto del Vaticano salpò da Genova verso l’Argentina utilizzando la Ratline con l’assistenza dei cardinali Eugène Tisserant, Antonio Caggiano e dal futuro cardinale di Genova Giuseppe Siri.


14 maggio 964: Muore Giovanni XII, papa a 18 anni. Andava a letto con la sorella e teneva un giro di maitresse senza pari. La sua morte seconda voce popolare fu dovuta al diavolo, mentre era a letto con un’adultera di nome Stefania.

30 dicembre 1165: Carlomagno è beatificato da Pasquale III (antipapa d’Alessandro VI). Si sposò a 13 anni, a 14 aveva già un figlio, visse fino alla morte circondato da concubine; ma faceva fustigare a sangue le prostitute sulle piazze dei mercati.

26 agosto 1484: E’ eletto papa in un conclave “simoniaco” Giovanni Battista Cibo di Genova – Innocenzo VIII. Fattosi prete in età avanzata dopo un’esistenza da libertino, avrà ben 7 figli illegittimi. Sarà ricordato per l’ignobile bolla di caccia alle streghe richieste dai domenicani Enrico Iustitore e Giovanni Sprenger per mandare al rogo le donne possedute dal demonio.

4 giugno 1516: Un gruppo di domenicani riferisce al ministro Carlo I: quando fra gli prigionieri c’erano delle donne che avevano partorito, se i bambini piangevano, li prendevano per le gambe e li sbattevano contro le rocce per farli morire.

19 settembre 1839: La Nuova Zelanda è il primo paese che riconosce il diritto di voto alle donne.

8 dicembre 1854: Pio IX proclama il dogma dell’immacolata concezione. La festa dell’8 dicembre era stata istituita da Sisto IV che per rimettere in sesto le finanze utilizzava anche gli introiti delle case di tolleranza di Roma appartenente alla Santa Sede.

18 dicembre 1903: Papa Pio X con un motu proprio de musica sacra vieta alle donne di cantare in Chiesa.


28 gennaio1935: L’Islanda è il primo paese a legalizzare l’aborto.

9 maggio 1960: Negli USA è autorizzata la vendita della pillola anticoncezionale.

22 ottobre 1978: Giovanni Paolo II nei confronti del mondo femminile si richiama all’apostolo Paolo “La donna impari in silenzio con ogni sottomissione. Poiché non permetto alla donna di insegnare, ne di usare autorità sul marito, ma stia in silenzio...”

26 giugno 2002: In Austria sonno ordinate sacerdote 7 donne che il 5 Agosto sono scomunicate dal cardinale Ratzinger.

9 gennaio 2005: Scandalo a Salerno, una suora muore di parto, sparito il neonato.

18 giugno 2005: Una suora romena di 23 anni muore nel corso di un esorcismo ordinato dal clero, veniva legata ad una croce di legno e tenuta a digiuno.

1 giugno 2005: A Siracusa una ragazza madre è stuprata dal prete rieducatore della casa famiglia da lui gestita.

11 agosto 2007: L’associazione per i diritti umani Amnesty International nel suo congresso mondiale in Messico rivendica per le donne che sono stuprate il diritto di abortire. Il cardinale Tarciso Bertone, segretario di stato del Vaticano, condanna questa scelta affermando che “bisogna salvare la vita anche se è frutto di violenza”.


5 marzo 2009: In Brasile una bambina di sei anni abusata per anni dal patrigno all’età di nove anni interrompe la gravidanza.L’arcivescovo di Olinda e Recife, Jose Cardoso Sobrinho, ribadendo che la legge di Dio è superiore a ogni legge umana, ha immediatamente scomunicato la madre della bambina e i medici. L'arcivescovo ha tenuto ad aggiungere che l'olocausto dell'aborto nel mondo è peggiore di quello dei sei milioni di ebrei nella Shoah.

15 novembre 2011: Aliaa Magda El Mahadi, egiziana di 20 anni studia alla American University del Cairo. Si definisce "laica, liberale, femminista, vegetariana, individualista" Ha deciso di andare contro i salafiti e le inevitabili condanne da parte del mondo islamico. ha deciso di pubblicare le sue foto nuda per protestare "contro la società della violenza, del razzismo, della molestia sessuale e dell'ipocrisia"

“ognuno odia il potere che subisce”, Pier Paolo Pasolini

70.000 donne l’anno muoiono per aborti insicuri. Chiesa cattolica contro, ma favorevole alla pena di morte, (11 ottobre 1992 nuovo catechismo della chiesa cattolica art. 2267, regnante Giovanni Paolo II).In Italia una donna su otto ne soffre (oltre3 milioni); in Europa 14milioni e nel mondo 150 milioni. Si tratta della endometriosi.

1908. A New York, le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l’8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire.  Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all’interno morirono arse dalle fiamme.
L’uomo è nato libero, ma ovunque è in catene 
– Jean-Jacques Rousseau

A chi appartiene la vita?
Speciale eutanasia a cura di Leon Pinese*
 
CASI DI RIFIUTO DI CURE

11 febbraio 2004. Muore a Porto Empedocle, provincia di Agrigento, la signora Maria, 62 anni, che rifiuta un’amputazione. Dicembre 2006. La Nuova Sardegna riporta il caso di una paziente di 41 anni, che aveva da tempo manifestato ai genitori la volontà che fosse lasciata morire nel caso le fosse accaduto qualcosa di menomante. Una scelta più volte ribadita con un cenno della testa davanti ai magistrati, funzionari e periti giunti al capezzale per verificare la sua lucidità e volontà.

TORTURA LEGALIZZATA

Abbiamo bandito la tortura dei tribunali e delle carceri (almeno in linea di principio) e perfino dei patiboli, ma poi la ripristiniamo nelle stanze asettiche degli ospedali. Stato e Chiesa ritengono loro diritto tenere in vita una persona contro la sua volontà con l’utilizzo di analgesici o altre terapie che altro non fanno che prolungare la sofferenza del malato. La vita media, in occidente, è cresciuta enormemente, e il progresso delle tecniche mediche sottrae ormai quasi completamente il momento della morte alla “natura” e lo consegna alla complessità delle terapie e dei macchinari che comportano lunghe agonie terminali. Unico giudice della propria vita è il paziente, a meno di non volerci ergere a dio noi stessi. Dio e la natura, infatti, non parlano direttamente. È sempre un umano, finito e mortale come tutti noi, che si arroga la prerogativa di essere profeta o vicario di dio, o decifrare la volontà morale della natura. Il malato terminale è oggi l’unico condannato a morte (innocente oltretutto) contro il quale ci sentiamo autorizzati a imporre la tortura (e non per qualche ora, spesso per giorni o anni) quale forma di esecuzione. Non solo, pretendiamo con questo di fare il suo bene, di tutelare la sua vita e magari la sua dignità. Se non vogliamo che il nostro medico diventi il nostro aguzzino, legalizziamo l’eutanasia!

LE CONTRADDIZIONI DELLA CHIESA CATTOLICA

Stato e Chiesa sono favorevoli all’espianto di organi ma contrari all’eutanasia. 24 febbraio 1957: dichiarazione di Pio XII a favore della liceità dell’uso di analgesici, anche quando è prevedibile che abbiano l’effetto collaterale di accelerare la fine del paziente. 11 ottobre 1992: Chiesa cattolica favorevole alla pena di morte (catechismo della Chiesa cattolica art. 2267), regnante Giovanni Paolo II, ma contraria all’eutanasia (Chiesa cattolica belga favorevole). Ma la vita ci è stata regalata da Dio e di un regalo ognuno è libero di fare ciò che vuole. Ognuno ha il diritto di pensarla come vuole: questo è vero. Ma nessuno ha il diritto di imporre il proprio pensiero agli altri: e questo è cattolico.

CASI CONTROVERSI

Elena Moroni. Uno dei casi che senza dubbio fece più scalpore in Italia fu quello di un ingegnere di Monza, Ezio Forzatti, che il 21 giugno 1998 si introdusse nel reparto di terapia intensiva dove la moglie Elena Moroni, 46 anni, si trovava ricoverata in coma irreversibile a seguito di edema cerebrale. Egli aveva con sé una pistola scarica, che usò per minacciare il personale di servizio e tenerlo a distanza mentre staccava il respiratore che teneva in vita la moglie e, una volta accertatane la morte, si lasciò arrestare dagli agenti di polizia nel frattempo sopraggiunti.

Eluana Englaro. Molto dibattuto in Italia, per le implicazioni e politiche che ha avuto, anche in relazione al dibattito sull’eutanasia e sul testamento biologico, è stato il caso di Eluana Englaro, una giovane donna di Lecco che, dopo un grave incidente stradale avvenuto nel 1992 è rimasta in stato vegetativo persistente fino alla sua morte nel febbraio 2009. A seguito della richiesta del padre della donna di sospendere ogni terapia, e dopo una lunga vicenda giudiziaria, un decreto della Corte’appello di Milano, confermato in Cassazione, ha stabilito l’interruzione del trattamento di sostegno vitale artificiale realizzato mediante alimentazione e idratazione, e ha impartito delle disposizioni accessorie circa il protocollo da seguire nell’attuazione dell’interruzione de trattamento. Tra queste, oltre la sospensione dell’erogazione di presidi medici collerati, anche la somministrazione di sedativi e antiepilettici. Prima e dopo la morte della donna, avvenuta nella clinica di Udine nella quale era ricoverata per dare attuazione alla sentenza il 9 febbraio 2009, la vicenda ha colpito fortemente l’opinione pubblica, spaccata in due, anche con roventi polemiche e strascichi politici. La lopemica ha riguardato, oltre alle questioni etiche, scientifiche, giuridiche e politiche, anche le modalità che hanno condotto alla morte della Englaro per le quali si è parlato di eutanasia in relazione al prescritto utilizzo di sedativi.

Giovanni Nuvoli. Ammalato di sclerosi laterale amiorfica e ormai completamente paralizzato, chiese più volte ai medici che gli staccassero il respiratore artificiale che lo manteneva in vita. Il medico anestesista Tommaso Ciacca, che il 10 luglio 2007 stava per eseguire le sue volontà, fu bloccato dall’intervento dei carabinieri di Alghero e della procura di Sassari. A seguito di ciò, il 16 luglio 2007 Giovani Nuvoli iniziò uno scopero della fame e della sete che lo portò alla morte il 23 luglio 2007.

Piergiorgio Welby. Il dibattito sull’eutanasia si è riproposto alla fine del 2006 quando il poeta alla memoria del quale è intitolato questo log chiese che gli venisse staccato il respiratore che lo teneva in vita. Welby è morto il 20 dicembre 2006 per insufficienza respiratoria sopravvenuta a seguito del distacco del respiratore ad oper del medico anestesista Mario Riccio, di Cremona. Questi, in una conferenza stampa tenutasi il giorno dopo, ha confermato le circostanze della morte di Welby e si è autodenunciato.

Terri Schiavo. Negli Stati uniti fece scalpore il caso di Terri Schiavo, in stato vegetativo persistente (PVS) dal 1990, al cui marito Michael la corte suprema dello stato della Florida diede nel 2005 il permesso di sospendere l’alimentazione forzata. Anche in quel caso si discusse sulla correttezza dell’uso del termine eutanasia. L’esame autoptico praticato sulla donna dopo la sua morte appurò che il cervello di Terri Schiavo pesava circa la metà di quello di una donna in salute della stessa età, che gran parte delle cellule erano irrimediabilmente distrutte o danneggiate, e che essa era totalmente incapace di percepire alcun senso, tanto meno sentire o vedere.

Ramon Sampedro. A 25 anni, il 23 agosto 1968, tuffandosi in mare ha un incidente che gli procura la frattura della settima vertebra cervicale, con conseguente paralisi totale. Da allora inizia un lungo e doloroso itinerario giuridico per ottenere dai tribunali spagnoli la possibilità di ricorrere all’eutanasia. Nel gennaio del 1998, segretamente, grazie a una mano amica, ha raggiunto lo scopo. Da questa dolorosa vicenda che ebbe grande risonanza in tutto il mondo, è stato tratto nel 2004 il film Mare dentro, presentato con grande successo alla Mostra del cinema di Venezia.

È stata condannata all’ergastolo per omicidio volontario premeditato la madre britannica Francis Inglis, 57 anni, che ha somministrato una dose letale di eroina al figlio disabile di 22 anni, con l’intento di portare a termine la sua sofferenza. Secondo quanto ha raccontato lei stessa al tribunale Old Bailay di Londra, il figlio viveva “un inferno in terra” dopo che le lesioni alla testa provocate dalla caduta da un’ambulanza nel luglio 2007 lo resero disabile. La 57-enne ha descritto la “sofferenza costante” negli occhi del figlio, e ha dichiarato di “non avere avuto altra scelta” e di avere compiuto il gesto “pensando solo al suo bene”.

28 marzo 2008. Sono stati resi noti i risultati dell’autopsia: Chantal Sèbire è morta per avere ingerito una dose letale di barbiturici. Ma trattandosi di barbiturici non venduti in farmacia rimane il mistero sulla sua morte. Imago Romae si è occupato della vicenda della donna francese, affetta dal 2002 da un grave tumore deformante e alla quale il tribunale di Digione ha negato il permesso di richiedere l’eutanasia. Infatti in Francia come in Italia questa pratica non è possibile ed è considerata reato. Recentemente la donna è stata trovata morta nella sua casa di Plombières-lès-Dijon. Non vogliamo qui discutere di bioetica, ma porci una domanda: la signora è morta esattamente due giorni dopo il rifiuto del tribunale. Tragica fatalità, oppure eutanasia praticata di nascosto?

* [hanno collaborato Michele Boselli e Adriano De Stefano]
NYLON!, libro terzo

AUTOBIOGRAFIA DI ROBERTO GRANZOTTO: 1985-89


Non avendo evidentemente niente di meglio da fare, in provincia di Treviso faccio il Partito radicale. Mi aggrego a un piccolo nucleo di Treviso - Manuela Zuccarello e il suo compagno Giorgio Cossu, il fedelissimo Michele Pavan e il tesoriere-finanziatore Livio Casale, l’unico coi soldi - e il talento si vede subito: segretario dell’Associazione disarmo e giustizia di via Tommasini e in provincia si schizza subito al record di quasi cento iscritti con produttività di 3-4000 firme a referendum, cifre senza precedenti. A Conegliano scopro che i principali esponenti storici del Gruppo ecologico, cioè la consulta di associazioni ambientaliste, sono radicali: Adriano De Stefano, Leon Pinese, Giandomenico Beltrame. L’ispirazione radicale dell’epoca era molto ambientalista. Tra i referendum c’era il nucleare e più in generale c’era in atto l’operazione di mettere in piedi i verdi. La stessa Zuccarello diverrà consigliere provinciale dei verdi a Treviso, forse lo è ancora, o forse ha lasciato la politica quando ha avuto bambini. De Stefano è ancora splendidamente attivo come lega anticaccia (ma anche sui recenti referendum) e in quanto tale bestia nera dell’orrido presidente leghista Zaia. La parte più orientale e remota della provincia era da me controllata tramite Bruno Volpi ed Elisabetta Grosso, strana coppia di insegnanti cugini conviventi che ho sempre sospettato incestuosi ma non ne ho mai avute le prove, e che dovrebbero essere ancora in giro negli ambienti radicali di quelle parti. Il mio giro di amici privati, molti dei quali comunque inevitabilmente coinvolgo nelle iniziative politiche, ruota attorno a Radio Base 81, quella alternativa delle tre radio locali di Conegliano, oggi credo del circuito Radio Popolare. Alla radio conduco trasmissioni innovative quali... le interviste per strada à la Dentamaro e... la rassegna stampa. Come Dr Cornacchione sono un DJ piuttosto popolare anche con una trasmissione dalle 22 alle 24 dove dispenso notizie, opinioni, consigli e ottima musica rock, punk, dark e cantautori italiani. Sessualmente scopo Mario a Padova e Giovanna a Conegliano, la procuratrice legale dei tossici, che aveva le tette molto grandi ma era anche di costituzione piccolina, per cui sembravano enormi. Giovanna e’ una donna meridionale con una personalità molto spiccata che in modo inquietante richiama vagamente colei la quale, invece, frequentando le riunioni radicali con Emilio Vesce nel nord-est, conobbi a Venezia nel tardo 1987 per rivoluzionare le rispettive esistenze, la donna che aspettando con pazienza arrivasse finalmente questo punto dell’autobiografia ha già preparato l’equivalente di una Bibbia di invettive e improperi pronti da rovesciarmi addosso nel forum. Dora Pezzilli. Con Dora convivemmo per quattro anni a Pordenone nella montana via Monte Pelmo, la marittima via Lignano e infine, dove lei ancora abita tuttora, in via, ahinoi, Goldoni.

Commediografo italiano nato a Venezia nel 1707, Carlo Goldoni lascia la sua carriera giuridica per il teatro, raggiungendo il primo successo nel 1734 con la tragedia Belisario. All'età di quarantun'anni entra a far parte, come poeta drammatico, nella compagnia di Gerolamo Medebac di Venezia, rappresentando la sua prima commedia scritta interamente, La donna di Garbo (1743). Per la stessa compagnia e per il Teatro Sant'Angelo, il Goldoni scrisse numerose commedie, attuando quella riforma parzialmente cominciata nel 1738 con il Momolo cortesan. Con tale riforma, esposta nel Teatro Comico nel 1751, l'autore si propone di restituire dignità letteraria al teatro contrapponendo alle buffonesche improvvisazioni della commedia dell'arte il brioso e garbato studio dei costumi della sua commedia di carattere. Prendendo spunto dalla vita quotidiana ne rinnova la trama facendo uso di un linguaggio che evidenzia l'aspetto realistico delle situazioni create dai suoi personaggi oramai privi di maschere. Nel 1762 si trasferisce a Parigi a dirigere la Commédie Italienne; fu poi insegnante di italiano alle figlie di Luigi XV. Morirà a Parigi nell'anno 1793.

Mi insediai in via Monte Pelmo da Dora Pezzilli e le sue figlie primogenita Antonella, futura signora Spolaor-Dentamaro, e Francesca. La cosa è un po’ weird perché Anto è solo un anno più giovane di me, che ne ho 22, per cui verrebbe da pensare che... invece il menage a quatre funziona tranquillo - io dormo con Dora e loro nelle rispettive camerette - a parte una volta che Antonella ci tiene a mostrarsi nuda e io lì per lì non capisco il perché: infatti non ha le tette. A rifletterci bene, che senso ha vedere una donna nuda se non ha le tette? Beninteso, Antonella era ed è unanimemente ritenuta una bella giovane signora, per di più mi spiegava Gaetano che con la maternità le sono cresciute delle belle tette. Me ne sono felicitato per lui. Ricordo anche che rimasi impressionato dalla fritola molto pelosa, sia per estensione che per densità della foresta, but then again, suppongo che adesso il marito la decespugli periodicamente. Pensavo molto ad Antonella in questi giorni perché lo scorso w-e a una festa di italiani ho incontrato casualmente Bruno, il fidanzato di Antonella prima che lei conoscesse Gaetano. Vive a Londra praticamente da subito dopo che si lasciarono. Ha fatto il master qui e da 12 anni fa l’avvocato nella City ma ha appena comprato una palazzina a Kensington Gardens e mi spiega che il segreto è semplicissimo: basta guadagnare il doppio della propria età, in migliaia di sterline, dai 20 ai trent’anni, e il triplo dai 30 ai quaranta, e così via esponenzialmente. In questa maniera, con gli opportuni investimenti immobiliari, lui può annunciarmi orgoglioso che leggerò il suo nome nella prossima classifica del Times dei 500 più ricchi nel Regno unito. Mi chiede io come me la passo, per cambiare discorso gli parlo di Antonella.

- Antonella ha sposato un alto diplomatico della Farnesina, ha una vita sociale molto intensa. La si può intercettare fare la Spola sul corridoio Brussels-Montecarlo via Ginevra e Strasburgo. L’ho vista proprio la settimana scorsa nuda in spiaggia a Cannes. Adesso ha le tette. Se avesse saputo che ti avrei incontrato!

Quando Rippa scinde il partito a Genova porta con se’ i radicali di Napoli, Bari e, curiosamente, del Friuli. Tra loro Dora Pezzilli e il suo compagno co-fondatore dei consultori Aied di Pordenone e Udine, il consigliere comunale eminenza verde Mario Puiatti che ne gestisce l’amministrazione mentre Dora vi è stata l’ostetrica degli aborti e ne è la sessuologa psicoterapeuta berniana. Non avendo evidentemente niente di meglio da fare, come a Treviso anche a Pordenone armato dello strumento principe e supremo del conquistatore, il tabultato storico del tesoro romano, anche stavolta (ma in quanto tesoriere dell’Associazione per le libertà e l’antiproibizionismo, i compagni trevigiani erano delusi dalla mia defezione e ce l’avevano un po’ con la Pezzilli, ma io ero animato dalla priorità di schiacciare l’aborrita eresia) faccio in un anno il partito in un’intera provincia, popolata un terzo ma con stessa produttività di 3-4000 firme, col doppio gusto di dare fastidio a Puiatti (che per la verità fa altrettante firme e quindi grazie alla competizione da una cittadina di cinquantamila abitanti come Pordenone arrivano a Roma cifre di firme relativamente mostruose). Non resta che coordinarsi con Trieste per marciare da due direzioni su Udine e riconquistare l’intero Friuli sotto il rito pannelliano romano. Sulla sede di Trieste convergono compagni soprattutto di Firenze, ma ricordo anche Rene’ Andreani da Genova, perché ci sono le elezioni regionali ma soprattutto perché sono gli anni in cui iniziano le operazioni in ex Yugo. Da Trieste si gestiscono gli invii postali agli indirizzi copiati nel pc dagli elenchi telefonici sottratti oltre confine (la prima cosa da fare in ognuno dei paesi dove poi siamo andati), si organizzano le azioni dimostrative nonviolente, si monitora la stampa nelle lingue slave, ci si coordina con Roma sull’attività politica quotidiana. In questo senso Trieste è la prima sede radicale “all’estero”, se si eccettua per ovvi motivi Brussels: intendo la protosede del futuro trans. Il primo viaggio a Budapest avviene con Dora nell’estate 1988, per turismo. Ricordo, al ritorno, un particolarmente piacevole amplesso sul cofano della sua Polo in una boscaglia in mezzo alla puszta non lontano dal Balaton. Quella volta si era con la sua Polo, ma ero più spesso con la mia Moskvich giardinetta verde, la “Volvo sovietica”, con la quale era imbarazzante girare per Budapest perché al semaforo gli indigeni in Trabant anelanti una Golf ridevano sguaiatamente alla targa occidentale su una macchina russa. Una volta eravamo in sei - non sono sicuro ma probabilmente Dora, Massimo Lensi, Andrea Tamburi, Olivier - quindi Sandro Ottoni dovette adattarsi a viaggiare nel “baule”, quello spazio dove solitamente viaggiano il pastore tedesco o i bagagli in una station wagon, e non lo vidi mai così imbarazzato. Col Toshiba portatile di Sandro, nell’agosto del 1989 realizzai da Logodi utca il primo collegamento dall’Est alla neonata Agorà telematica. Era appena caduto il muro di Berlino ed erano già passati quattro mesi dal congresso di Budapest, che avevo avuto l’onore di essere chiamato ad aiutare organizzare. A Budapest, con grande gioia di alcuni di noi per la vicinanza alle terme del Geller, ma per la disgrazia del lettore, eravamo inizialmente alloggiati nella foresteria di Bartok Bela ut.

Musicista ungherese, Bela Bartok nacque a Nagyszentmiklos nel 1881. Questo compositore, tra i più grandi del secolo, è noto per le sue ricerche folkloristiche; il materiale raccolto in viaggi attraverso le terre Balcaniche si trova in un interessante volume di saggi. Scrisse sei quartetti, l'opera "Il Castello di Barbablù", "Balletti"," Una sonata per due pianoforti" e "Percussione", "Microkosmos" e altri 150 e più pezzi per pianoforte, varia musica da camera, tre Concerti per pianoforte e Orchestra, un Concerto per Orchestra e molte altre opere. Muore a New York nel 1945.
Dopo il congresso però, dai risultati del quale fu chiaro che saremmo rimasti a Budapest per organizzare da lì il trans all’Est, la foresteria si trasferisce nella mitica Logodi utca, dove anni più tardi Olivier avrebbe trovato sistemazione definitiva e quindi io avrei soggiornato nei miei frequenti passaggi dalla capitale magiara. Per questo, prima di proseguire, è opportuno chiarire qualcosa su Logodi utca e per fare presto facciamo così: http://uk.search.yahoo.com/search?p=logodi+utca Ma prima di lasciare Logodi utca (per ritornarvi, in un altro appartamento, un paio d’anni dopo) feci un salto indietro a Pordenone per fare insieme a Dora il Consultorio telematico. Esattamente al passaggio dagli anni ottanta ai novanta nasce il primo servizio interattivo di consulenza medico-sessuologica in Italia (coinvolgendo come partner l’Aiecs di Milano per gli aspetti medici), sul Videotel Sip, secondo in Europa dopo il primo a Lilla sul molto più sviluppato Minitel francese. Mentre io mi occupo degli aspetti tecnici e grafici del sito 5737 ConTel, su sbuffanti Amstrad dell’epoca Dora Pezzilli svolge il servizio di consulenza medesimo e scrive i contenuti del sito - ora da lungo sepolto col sistema Videotel stesso -, che sono stati recuperati e archiviati da Alessandro Depetro nel nuovo sito del mio nuovo editore Studi Pezzilli.



Ai fini del Radicalometro Storico, questo e i prossimi post sono etichettati con i nomi di iscritti e simpatizzanti radicali degli anni 80, suddivisi in batch di 18 per post, dei quali questo è il TERZO di 8.