Federalismo e nazionalità, di Olivier Dupuis
2.18. Il partito della democrazia linguistica
Si tratta quindi di riuscire a tutelare questo diritto alla lingua garantendo, nel contempo, la comunicazione internazionale. Nelle condizioni storiche che sono le nostre, l'esperanto ci sembra il mezzo maggiormente in grado di farlo perché, se assunto come mezzo di comunicazione dai vari stati membri della CE o del Consiglio d'Europa, consentirebbe di garantire una effettiva uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla questione comunicazione.
Quali iniziative ?
La battaglia per la democrazia linguistica non è nuova nel PR. Da alcuni anni ormai, alcuni compagni prima, Marco Pannella poi, altri compagni ed amici appartenenti a sempre più numerosi paesi si sono adoperati, con l'ERA (Associazione Radicale Esperantista) in particolare, prima per far conoscere questo problema, e poi per avanzare proposte. Alcune iniziative sono in corso. Al Parlamento europeo è stata chiesta la redazione di uno studio sui vantaggi che potrebbe rivestire l'adozione dell'esperanto come lingua di comunicazione nella C.E.
Altri obiettivi potrebbero essere definiti come:
1. l'adozione dell'esperanto come lingua-ponte nelle istituzioni europee, usandolo nei sistemi di traduzione e di interpretariato comunitari. Una tale richiesta potrebbe essere estesa ad altre organizzazioni internazionali come l'ONU, la CSCE, il Consiglio d'Europa.
2. l'adozione nella C.E. (ed anche in altre istituzioni internazionali) dell'esperanto come lingua di riferimento giuridico per tutti i documenti ufficiali.
3. l'introduzione nelle varie convenzioni internazionali del diritto alla lingua;
4. l'adozione nel Consiglio d'Europa, insieme all'inglese e al francese, e nell'ONU, insieme all'inglese, al francese, al russo, al cinese e allo spagnolo, dell'esperanto come "lingua di garanzia" (del diritto alla lingua) e, in quanto tale, come ulteriore lingua ufficiale di queste organizzazioni.
5. l'inserimento dell'esperanto nell'insegnamento elementare da parte di più paesi, anche come strumento propedeutico.
Un progetto questo che necessita anche di un maggiore sviluppo dell'ERA, in particolare al di fuori dell'Italia ma che si potrebbe anche articolare intorno ad una lega parlamentare "per la democrazia linguistica - promozione dell'esperanto".
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