PER LA BEATIFICAZIONE E’ SUFFICIENTE IL MARTIRIO

[da ITALIANI IN BULGARIA numero 13 del 2 marzo 1998]

Ha visitato, e vissuto, a Porto Rico, nella Repubblica dominicana, in Madagascar, nelle isole Mauritius e alle Seychelles, non si tratta di un animatore turistico ma di un turista di anime. Sua eminenza monsignor Blasco Collaço è nunzio apostolico in Bulgaria dal 1996. è nato a Goa, in India, e si è laureato in diritto canonico all’Accademia diplomatica del Vaticano. Parla francese, inglese, italiano, portoghese, spagnolo, tedesco e ovviamente il latino. Ecco di seguito la traduzione di alcuni brani di una sua recente intervista al quotidiano 24 Chasa.

Ormai sono veramente stufo di questo tema dell’attentato al papa continuamente riproposto dai medi bulgari. O si parla di una delle tante dichiarazioni di Agca che sono spesso contraddittorie, o si parla di qualche libro pubblicato in Italia o negli Stati uniti, o di un altro legame con i “Lupi grigi”. Capisco benissimo che si tratta di una questione che riguarda la dignità, l’onore della Bulgaria, però pare che i media usino il tema a scopi commerciali. L’attentato contro la vita del papa è un fatto. Sappiamo che l’esecutore di questo atto è Agca, dopo l’attentato, Giovanni Paolo II ha sofferto molto, sia spiritualmente che fisicamente – le sue malattie sono una conseguenza di tutto questo. Tutte le prove dimostrano che Agca non ha potuto agire da solo – chi lo abbia aiutato rimane ancora un mistero. Vorrei aggiungere che il papa ha personalmente perdonato tutti quelli che hanno organizzato questo attentato, e se l’è dimenticato.

Ci sono delle ragioni per le quali il papa non ha ancora visitato la Bulgaria, ma decisamente non è per via dell’attentato. Una delle ragioni è il dissidio della chiesa bulgara. I rapporti del Vaticano con la vostra chiesa non sono sempre allo stesso livello, perché ci sono diverse commissioni che si occupano delle chiese ortodosse. Prima del mio arrivo qui era stato sostenuto pubblicamente che il patriarca Maxim si è opposto ad una visita del papa qui. L’anno scorso abbiamo però ricevuto una dichiarazione da parte sua nella quale c’è scritto che se il papa venisse come capo di stato, invitato dal presidente, lui non si opporrebbe ad una tale visita. Per quanto riguarda le relazioni diplomatiche con la Bulgaria, queste sono state ristabilite nel 1990 ed il primo nunzio è arrivato qui all’inizio del ’91. anche in Vaticano c’è un ambasciatore bulgaro. Ciò è testimonianza di buoni rapporti.

La differenza tra cattolici e ortodossi, tutti noi speriamo di seguire le dottrine di Gesù e nei primi nove secoli tutti noi eravamo cristiani. Successivamente la chiesa si è divisa a causa di differenze dottrinali e disciplinari. Sono comparsi i cristiani ortodossi, e nel XVI secolo i protestanti. Non parlerò delle cosiddette sette, perché non voglio chiamarli cristiani. Tutti noi nelle chiese diverse rispettiamo Gesù, però nelle nostre dottrine ci sono differenze. La nostra differenza principale con la chiesa ortodossa è che quest’ultima, non accetta, non riconosce il potere dato da Gesù al papa. Perciò il papa richiama tutti, specialmente gli ortodossi, a studiarsi questo momento descritto nel Vangelo. Che si cerchi una forma che permetta l’esecuzione di questo ordine di Cristo, e che questa forma venga accettata da tutti.

La canonizzazione dei santi è regolata dalla procedura giuridica che venne accettata nel codice canonico nel 1917. la chiesa ha deciso di stabilire questo processo perché in esso viene coinvolta l’autorità plurisecolare del papa. Di fatto deve essere investigata nei dettagli la vita della persona proposta per diventare santa, i suoi lavori scientifici, e se ha veramente vissuto secondo le virtù della vita cristiana. Ci devono essere dei miracoli veri e propri che la scienza non riesce a spiegare. Perciò l’ammalarsi e il guarirsi si studiano dal punto di vista medico. E se il guarire non si può spiegare in maniera scientifica, allora si tratta davvero di intervento divino. Però come sanno tutti non occorre essere pronunciati santi dal papa per andare in paradiso. Qui parliamo di un certo numero di persone per le quali la chiesa può dire sicuramente che sono in paradiso.

Il vescovo Bosilkov sarà pronunciato “martire beato”. Per essere martire è sufficiente provare che esso è stato ammazzato per il suo credo. Il processo allora è più facile. Secondo la nostra dottrina la morte del martire cancella tutte le debolezze e peccati che abbia commesso durante la sua vita. Può darsi che monsignor Bosilkov abbia compiuto anche dei miracoli, ma questi non sono stati investigati perché il martirio è sufficiente in questo caso, Per adesso è pronto solo il processo relativo a Bosilkov, gli altri tre preti che furono ammazzati insieme a lui sono sotto investigazione. Quanto alla differenza tra beato e santo, in entrambi i casi questo significa che questa persona è già in paradiso, e la chiesa permette che possa essere venerata pubblicamente. In onore del beato adesso si potrebbero fare delle messe. Poi si fanno altre investigazioni e nel canonizzarlo santo si mette il timbro della infallibilità del papa […] alcuni dicono che il vicepresidente Todor Kavaldzhiev abbia espresso il suo desiderio di essere presente alla beatificazione di Bosilkov. Poiché lo conosceva personalmente. So che lui ha fatto anche da testimone al processo per la sua beatificazione. Sarei felice se venisse, anche se non in veste ufficiale.

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