Alimentazione bulgara. Un modo immediato ed economico di cominciare a fare conoscenza con la psicologia nazionale di questo paese e' molto piu' semplice di quanto possiate immaginare: consistera' infatti nei vostri primi tentativi in Bulgaria di soddisfare la basilare necessita' di introdurre cibi nel vostro corpo (preferibilmente attraverso la bocca) allo scopo talvolta invano di tentare di alimentarne il metabolismo per far funzionare i vostri arti (talvolta perfino il vostro cervello) in modo vagamente efficiente.

ALIMENTAZIONE "ITALO-BULGARA"

Come vedremo piu' avanti nella nostra dissertazione sulle piu' insospettabuili delle vostre esigenze gastronomiche, siete capitati nel paese piu' sbagliato del mondo se non potete rinunciare a tre o quattro generi alimentari che gli italiani per la prima volta nei Balcani non avrebbero mai pensato di poter fare a meno per piu' di una settimana. Essi sono:

1. Il prosciutto crudo.

Scordatevi le discussioni tra amici se sia superiore quello di Parma o quello di San Daniele: dopo poche settimane che una volta qui ne siate stati privati per il semplice fatto della sua inesistenza sul mercato locale, inseguireste un cinghiale e lo azzannereste ancora vivo, perfino se foste nati vegetariani: i millenni di fame accumulati alle spalle dalle rispettive generazioni, con minime differenze di pochi secoli, essendo infatti una delle poche cose che accomunano bulgari e italiani.

2. I prodotti caseari.

Il primo ministro bulgaro (che sembrerebbe quasi una persona seria rispetto a tutti i suoi predecessori) ha ammesso che solo due dei duemila caseifici del paese soddisfano gli standard di qualita' stabiliti dalla Commissione delle comunita' europee per l'importazione negli stati membri dell'Unione.

- La mozzarella: Scordatevi il marchio di qualita' di quella di bufala, e nelle pizzerie locali disponetevi l'animo ad accettare una... bufala.
- Quanto al parmigiano scordatevi le disquisizioni sulla qualita' del reggiano contro la popolarita' del grana padano (forse non vi siete ancora resi conto di essere capitati nel paese i cui ristoranti servono "spaghetti alla milanese" e "cotoletta all'amatriciana")

3. La lattuga.

In nome del "progresso" i comunisti sovietici decisero che uno dei paese piu' verdi d'Europa, e che prosperava fornendo frutta e verdura a quasi meta' del continente, dovesse essere per forza industrializzato (contenendo il simbolo del comunismo non solo la falce ma anche il martello).

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