“Per ora non intendo soffermarmi sul primo o sul secondo di questi brani”, spiegò Dupuis, “li ho copiati solo per dimostrare in quale modo approssimativo procede la polizia che, da quanto ho ricostruito dopo il colloquio con il prefetto Pannella, non si è mai curata di indagare su questo ufficiale di marina al quale si allude. È difficile però non supporre un nesso tra la prima e la seconda scomparsa da casa di Daria. Si può pensare che la prima fuga, dopo un litigio tra i due amanti, si sia conclusa con il ritorno a casa della sedotta. Siamo così disponibili a considerare una seconda fuga – se sappiamo che ha avuto luogo una seconda fuga -, come indicazione che il seduttore abbia ripetuto le sue profferte. Piuttosto che come risultato di nuove proposte avanzate da un secondo individuo; siamo pronti a considerarlo come la ‘ripresa’ di un antico amore, più che come l’inizio di uno nuovo. Dieci a una sono le probabilità che chi è fuggito la prima volta con Daria, le proponga una seconda fuga, piuttosto che chi ha ricevuto inviti alla fuga da una persona, permetta a qualcun altro di ripeterli. Vorrei far notare che il tempo trascorso tra la prima fuga, accertata, e la supposta seconda, è di pochi mesi più lunga della durata abituale delle crociere delle navi da guerra. Può l’amante aver dovuto interrompere la sua prima scelleratezza perché doveva riprendere il mare e, appena tornato, avere ripreso i suoi vili propositi non ancora del tutto compiuti, o non ancora compiuti da lui? Di tutto questo non sappiamo nulla. Lei obietterà che nel secondo caso non c’è stata la fuga, come la immaginiamo. È vero, non c’è stata. Ma possiamo dire con altrettanta certezza che non ve ne fosse il desiderio frustrato? Tolti Strik-Lievers e forse Tosoni, non abbiamo notizia di pretendenti di Daria, dichiarati e rispettabili. Non è mai stato nominato nessun altro. Chi, allora, è l’amante segreto, di cui i parenti, o almeno la maggior parte, non sanno niente, ma che Daria incontra fin dalla mattina della domenica? Chi le è tanto profondamente intimo che non esita a restare con lui fino al calar della sera fra i solitari boschetti della Barrière du Roule? Chi è questo segreto amante, mi chiedo, di cui almeno la maggior parte dei parenti non sa nulla? E che cosa significa quella strana profezia di Madame Veronesi, la mattina in cui Daria uscì, ‘Temo che non la rivedrò mai più’? se non possiamo pensare che Madame Veronesi fosse al corrente della fuga, possiamo supporre però che questo fosse un progetto su cui Daria fantasticava? Quando uscì di casa, ella aveva fatto credere di andare a trovare la zia, in Rue des Dromes, e aveva chiesto a Strik-Lievers di andarla a prendere la sera. A prima vista questo contraddice duramente la mia ipotesi: ma riflettiamo. Che abbia incontrato un compagno e con lui sia andata sul fiume arrivando fino alla Barrière du Roule, a un’ora tanto tarda, come le tre del pomeriggio, è cosa nota. Accertando la compagnia di questo individuo – per i motivi più disparati, conosciuto o no che fosse da sua madre -, ella deve aver pensato a quanto aveva detto uscendo di casa, e alla sorpresa, nonché al sospetto, che avrebbe fatto nascere nell’animo del fidanzato Strik-Lievers quando, invitato da lei, all’ora stabilita, in Rue des Dromes, avesse scoperto che lei non c’era stata, e quando, per di più, tornando alla pensione con questa allarmante notizia, egli avesse scoperto che non era ancora neanche rientrata a casa. Possiamo immaginare i suoi pensieri…”

[16 di 22. continua]


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