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Andrea Tamburi. Quando si pensa la vita vada male, bisogna ricordare a chi è andata peggio, e aspetta ancora di essere vendicato. Ecco come lo appresi dalla segretaria-interprete:

MICHELE, SONO VENUTA PER DARTI UNA PESSIMA NOTIZIA.
ANDREA TAMBURI E' DECEDUTO OGGI NELL' OSPEDALE.
REQUIESCAT IN PACEM!
MASSIMO MI HA TELEFONATO A CASA E MI HA PREGATO DI COMUNICARTELO, SICCOME IL TELEFONO NON FUNZIONA. HA ANCHE DETTO CHE PUOI TROVARE DIVERSI PARTICOLARI SU AGORA', MA MI RENDO CONTO CHE NON TI PUOI COLLEGARE. COMUNQUE QUANDO IO HO TELEFONATO, MI DAVA IL SEGNALE DI LINEA LIBERA. I FUNERALI SARANNO A FIRENZE, MA NON SI SA ANCORA QUANDO, PERCHE' CI SONO TEMPI TECNICI.
LA MIA CASA E' A TUA INTERA DISPOSIZIONE, SE VUOI VENIRE PER CERCARE DI COLLEGARTI AD AGORA'. BASTA PRENDERE IL CAVO PER IL MODEM ED IL PROCOMM.
MI DISPIACE IMMENSAMENTE PER IL NOSTRO COMPAGNO E TUO AMICO!
D.

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Andrea Tamburi

Ho conosciuto personalmente Andrea in una delle nostre sgangherate campagne elettorali, 6 anni fa in Friuli, ma gia' ne avevo sentito parlare come di uno del vivace gruppo di militanti fiorentini.
Difficile infatti immaginare qualcuno di piu' toscanaccio di Andrea nel modo di fare, la cui caratteristica principale era forse quella di fare le battute piu' sarcastiche, i commenti apparentemente piu' cinici, perfino i complimenti "pesanti" alle signore, senza riuscire a risultare volgare, per quanti sforzi facesse! Non poteva riuscirci perche' si sapeva che sotto questa scorza goliardica lui era buono come il pane.

Negli anni seguenti, quando le nostre esperienze si incrociarono nei referendum italiani e nel progetto transnazionale, mi colpi' la sua incessante attivita'. Sembrava instancabile e alla fine il suo impegno, a Roma come a Kiev, era sempre premiato dai numeri. Semplicemente, mi e' arduo immaginare il Partito radicale senza Andrea. Al dolore che ha colpito tutti i radicali si associano le compagne della sede di Sofia.
ED ECCO COME SONO ANDATE VERAMENTE LE COSE

per farsi perdonare le lunghe assenze, questo sabato Miss Welby vi regala tre perle di letteratura radicale degli anni novanta. in questo post - ED ECCO COME SONO ANDATE VERAMENTE LE COSE - il resoconto interno di un'assemblea radicale ed esperantista a Varna nel gennaio 1994.

Ore 18.00 del 8/1, con sole 22 ore di ritardo, Pagano esce senza fare danni dall'aeroporto di Sofia e s'imbarca sulla R5 insieme a Boselli, Kircheva e Osmanova, direzione Varna.

Km.1, Pagano spiega l'importanza dell'esperanto in Belgio.
Km.2, Pagano indica le ragioni dell'esperanto in Germania.
Km.3, Pagano introduce i motivi dell'esperanto in Andorra.
Km.50, Pagano esaurisce i paesi europei e comincia gli asiatici, ma dal Km.4 in poi l'autoradio era gia' al massimo del volume.

Ore 21.00, km.225, tutte le ragazze carine si danno alla fuga appena Pagano entra nel ristorante. Boselli leggermente adirato.

Km.300, l'autoradio si dichiara sconfitta da Pagano.
Km.350, Pagano non riesce ad entrare nel cesso del bistrot Oasis.

Ore 01.00 del 9/1, km.450, arrivo a Varna. Disarrotolamento delle segretarie rattrappite sul sedile posteriore. Boselli finalmente puo' bere alcol e invita tutti al night-bar, l'unico posto dove l'influsso di Pagano fara' danni materiali (ma solo qualche bicchiere e un tavolino).

Ore 04.00, Pagano comincia a russare.
Ore 07.45, Boselli comincia a dormire.
Ore 08.00, sveglia.

Ore 10.00, assemblea. Una cosa mai vista: la sala e' affollatissima, c'e' gente in piedi, 120 in tutto di cui 20 persone normali e 100 esperantisti venuti da mezza Bulgaria, c'e' perfino un abate in abito talare.

Ore 10.05, relazione introduttiva di Boselli in bulgaro e dibattito generale.

Ore 11.05, spazio esperanto: inizio dell'intervento di Pagano in italiano che spiega di avere incontrato il viceministro Dick Butthead che gli ha promesso un altro appuntamento nel '97.

Ore 11.20, Pagano racconta la sua telefonata col sottosegretario Pippo Cacamucazzo che lo richiamera' in settembre.
L'interprete Kircheva e' leggermente stralunata.

Ore 11.35, Pagano disquisisce sulla disoccupazione del noto scultore lussemburghese Tete de Pommes Frites a causa della mancanza di esperanto nella Repubblica di San Marino.
Kircheva comincia a sudare freddo.

Ore 11.50, Pagano illustra le proposizioni linguistiche dell'IRPEF, dell'ILOR, del SIULP, dei COBAS e dell'USIGRAI.
Kircheva traduce automaticamente con lo sguardo perso nel vuoto.

Intanto restano solo esperantisti e le persone normali se ne vanno, tranne i pochi varnenzi fedeli all'aiatollah Boselli.

Ore 12.05, Pagano basta!, ringhia Boselli preoccupato per la salute psichica dell'interprete e soprattutto del linciaggio che potrebbe subire dalla cittadinanza.

Ore 12.20, fine del primo intervento di Pagano, seguono interventi di numerosi esperantisti che suonano tutti la stessa musica: "siamo molto delusi perche' ci aspettavamo che qui si parlasse di esperanto IN esperanto, invece s'e' parlato in bulgaro e in italiano".

Ore 12.55, punto sul vivo da queste sbrodolate polemiche e pure aggressive, Pagano da' finalmente il meglio di se' e sostanzialmente risponde "cari esperantisti elitari della mia fava, piantatela di farvi le seghe tra di voi e prendete atto che le vostre associazioni e rappresentanti non fanno un cazzo, mentre solo il Pr scopa bene sul piano politico".

Ore 13.15, seguono a Pagano gli interventi di due giovanissimi esperantisti (gli unici due), che gli danno ragione sostanzialmente perche' "qui ci sono presenti persone che non sanno l'esperanto mentre tutti sanno il bulgaro, e se davvero vogliamo spiegare l'utilita' dell'esperanto dobbiamo farci capire dalla gente".

Insomma con TRE parole i DUE ragazzi hanno tirato UNA grande palata d'immerda sui vetero-esperantisti, allineandosi con un Pagano che per la prima volta ho quasi ammirato.

Ore 13.30, chiusura dell'assemblea con la raccolta di una decina di iscrizioni (di cui solo un paio di "categoria esperantisti", ma altri si riservano di pensarci e hanno lasciato i loro indirizzi come manifestazione di interesse).

Ore 14.00, pranzo con pochi intimi su due tavoli separati: tavolo per Boselli ed iscritte carine; tavolo per Pagano con esperantisti (e Kircheva sottoposta a supplemento di tortura).

Ore 16.00, partenza da Varna e viaggio in condizioni meteo estremamente sfavorevoli. Nonostante la benzina a soli 93 ottani, non ho mai visto una R5 con tanta fretta di tornare a Sofia. Per scaricare al piu' presto Pagano, evidentemente, che durante il viaggio si e' dilungato sulle sue impressioni. Perfino la polizia (lo sapete che sono abbonato alle multe) non ha avuto il coraggio di fermare Pagano.

catalogo libri mille-leva

- Danilo Quinto, PIETRO ALZA LA VOCE !
Edizioni Paoline, Citta' del Vaticano 1995.
la prefazione di Antonella Filograno spiega "...l'incommensurabile valore etico della nostra santissima verginita'..."

- Michele Boselli, DARINKA ABBASSA IL VOLUME !!!
Edizioni Radio Radicchio, Varna 1994.
dalla prefazione di Giorgio Pagano: "...finalmente anche boselli ha capito che questa storia dell'esperanto e' utile per fare iscritti..."

- Giorgio Pagano, L'ESPERANTO DA PORDENONE A FROSINONE
Guido Gentile Editore, Treviso 1994.
nella prefazione di Davide Tutino si legge: "...giorgio pagano e' molto alto..."

- Marino Busdachin, NIKOLAY KHRAMOV E' UNA TESTA DI CAZZO
Edizioni US-AID, New York 1995.
prefazione di Massimo Lensi, che approfondisce: "...nikolay khramov e' una testa di cazzo..."

- Nikolay Khramov, MARINO BUSDACHIN E' UN PEZZO D'IMMERDA
Edizioni Ostiensi, Fiumicino 1995.
prefazione di Antonio Stango, che fornisce una chiave di lettura: "...non dimentichiamo inoltre che forse io tra un po' divento importante..."

- Antonella Spolaor, LA MELONI NON PUO' FARE LA RAGAZZA PON-PON PERCHE' HA LE TETTE SOTTO LE GINOCCHIA
Edizioni Pietose, Trastevere 1995.
prefazione di AA.VV.: "...finalmente un libro di peso che tiene in considerazione la forza di gravita'..."

- Riccarda Meloni, LA SPOLAOR NON HA DELLE BELLE TETTONE COME QUELLE DELLA ZAMPARUTTI
Edizioni del Tubo, Spilimbergo 1995.
dalla prefazione di Teresa Dentamaro: "...non ho letto questo libro..."

- Michele Boselli, ANCH'IO NON HO LE TETTE PERO' MI PIACEREBBE TANTO
Edizioni Ergife, Montecitorio 1995.
prefazione di Sergio Rovasio, che scrive tra l'altro "...l'Autore e' un caso umano molto pietoso..."

- Massimo Lensi, BOSELLI SI MASTURBA MOLTISSIMO
Edizioni Logodi Utca, Budapest 1995.
prefazione di Olivier Dupuis, che specifica: "...ha ragione l'Autore a lamentarsi, io stesso non dormiro' mai piu' in una doppia con boselli, schizza come un gatto in calore..."

- Michele Boselli, LENSI E' FROCIO
Edizioni Bulgare, Sofia 1995.
prefazione di Darinka Kircheva, che precisa: "...noi comunisti bulgari siamo notoriamente molto tolleranti, ma certi omosessuali ungheresi sono davvero troppo immorali..."

- Sandro Ottoni, BOSELLI NON HA LE TETTE MA IO SI'
Edizioni Tomac, Zagabria 1995.
prefazione di Marijana Stefanic, che spiega "devo ammettere che l'Autore e' molto piu' dotato di sopra di quanto lo sia di sotto"

- Roberto Spagnoli, CHI E' ROBERTO SPAGNOLI
Edizioni Torre Argentina, Quartoggiaro 1995.
prefazione di Rita Bernardini e Maurizio Turco, che scrivono tra l'altro "...effettivamente Roberto Spagnoli esiste..."

- Emma Bonino, BOSELLI PIANTALA DI FARE IL PIRLA IN CONFERENZA
Edizioni Pericolose, Terranova 1995
prefazione di Marco Pannella: "...cose turche, anzi, bulgare..."
sommario: destra o sinistra, gay o frocioni, avanti o indietro, scuola pubblica o privata, in alto o in basso, tacchi alti o scarponi anfibi ???
introduciamo al dibattito una nuova dicotomia: SI' O NO ?

[traduzione di d.kircheva]

Dire di si' o di no e' la cosa piu' semplice ed elementare che puo' dire chichessia. Anche quando per dire di si' uno dice "da", che e' quel che dice un bulgaro. Ed anche se non fosse un monosillabo, anche se in qualche lingua la parola per dire di si' e' kilometrica e sdrucciola, c'e' un gesto universale di affermazione che consiste nel muovere la testa di su' in giu'. Ma e' proprio li' il problema. I bulgari hanno scambiato i gesti universali di affermazione e di negazione, loro muovono la testa da sinistra a destra o viceversa per dire di si' - quando il resto dei mortali usano questo gesto per dire di no - e di conseguenza muovono la testa di su' in giu' per dire di no, pur se tutti gli altri facciano questo gesto proprio per dire di si'. Un casino. Una disconformita' basica. Uno schematico e radicale principio di ribellione. Il riassunto linguistico di un temperamento discolo e di una mentalita' indisciplinata. La pietra angolare di tutto un processo di incomunicazione. Ed ovviamente il motivo di tanti stupori quando il bulgaro, muovendo la testa in qualsiasi senso, fa sempre capire il contrario di quel che voleva dire. Si produce sempre un momento di sconcerto e di confusione che i bulgari, molto orgogliosi di questa particolarita' gestuale, di questo segno di identita' nazionale, trovano, senza eccezioni, enormemente divertente.
ALL’AMBASCIATORE ITALIANO IN BULGARIA, AL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA

[da ITALIANI IN BULGARIA numero 3 del 14 ottobre 1997]

Noi sottoscritti cittadini bulgari, docenti e studenti, traduttori e interpreti, giornalisti e altri professionisti di diverse fedi politiche e religiose, con in comune l’interesse per la lingua e la cultura italiana,

CONSIDERATO CHE:

-         gli storici rapporti di amicizia tra l’Italia e la Bulgaria si sono positivamente intensificati dopo la dissoluzione delle barriere ideologiche che li avevano ostacolati nell’ultimo mezzo secolo;
-         al miglioramento delle relazioni politiche ed economiche non fa purtroppo riscontro una adeguata valorizzazione delle grandissime risorse culturali ed artistiche italiane, principalmente a causa della mancanza di un Centro culturale italiano in Bulgaria;
-         la diffusione della cultura, l’educazione, la corretta informazione rappresentano il miglior antidoto alle diffidenze, i luoghi comuni, la xenofobia, nonché il fondamento di ogni altra relazione personale o istituzionale, dal dialogo politico alle transazioni commerciali;

E CONSTATATO CHE;

-         i giornali quotidiani italiani hanno prezzi inaccessibili nonché irragionevoli rispetto alla stampa di altri paesi; il servizio pubblico della radio italiana è di difficoltosa ricezione e limitato ad apparecchi con particolari bande di frequenza, di scarsa diffusione:
-         diversi altri paesi occidentali dispongono a Sofia di un proprio Centro culturale nonché, alcuni di essi, di emittente radiofonica ufficiale in modulazione di frequenza (Voice of America, British Broadcasting Corporation, Radio France, Deutsche Welle);

CI APPELLIAMO ALLE AUTORITA’ DELLA REPUBBLICA ITALIANA AFFINCHE’:

a)     sia al più presto istituito in Sofia un Centro culturale italiano che offra al pubblico la consultazione a titolo gratuito di libri e riviste, nonché corsi di lingua italiana a prezzi ragionevoli e concorrenziali non escludendo infine attività commerciali quali ad esempio la vendita di dischi e cassette di musica italiana e/o dei libri stessi;
b)    intervengano presso l’azienda concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo (RAI) per sollecitare la trasmissione di uno dei suoi canali radio in modulazione di frequenza, almeno sul territorio di Sofia, al pari delle stazioni radio degli altri maggiori paesi europei, eventualmente tramite accordi con emittenti locali già esistenti.

LA LISTA DEI PRIMI FIRMATARI:

Kiril Andreev, interprete
Alexander Antov, traduttore
Cristina Atanassova, interprete
Antoaneta Bozhilova, interprete
Tania Bozhilova, interprete
Orlin Chochov, commerciante
Ekaterina Cholakova, giornalista
Ivan Christov, filosofo
Shetla Dimitrova, interprete
Alessandra Geleva, studente
Gergana Grigorova, studentessa
Violetta Grigorova, traduttrice
Ludmila Ilieva, docente
Svetlana Ilkova, studentessa
Elina Ivanova, studentessa
Stoian Kirchev, giornalista
Darinka Kircheva, interprete
Blagovest Lefterov, tour operator
Biliana Milanova, impiegata
Anna Nenova, studentessa
Valentina Petrova, interprete
Elena Poptodorova, parlamentare
Ivan Tomov, rappresentante
Dimo Velinov, commerciante
Iliana Vladimirova, studentessa
Vanya Voynova, giornalista
Bania Zarceva, interprete
Ognian Zlatev, manager

BELLE DONNE IN BULGARIA

[da ITALIANI IN BULGARIA numero 1 del 29 settembre 1997]

VIOLETTA GRIGOROVA merita certamente di essere citata per prima in questo spazio dedicato ai bulgari appassionati della cultura italiana. Traduttrice di italiano e per tanti anni nota giornalista della Radio nazionale bulgara, Violetta rimase gravemente ferita in un terribile incidente stradale tre anni fa, ma seppe riprendersi completamente con la straordinaria forza di carattere ed esuberante vivacità che la contraddistinguono. Sposata con un autorevole medico cardiologo, il dottor Grigorov, Violetta ha una figlia ormai grande, la bella Germana, e il pigrissimo gatto Tigre che non s’è sognato di fare una piega neppure quando fu introdotto in casa un bestiale cane da caccia. Tra gli altri “animali” parenti di Violetta è d’obbligo citare suo fratello, il professor Stefan Karastoyanov, docente di geopolitica e decano degli studenti stranieri all’università di Sofia, un uomo generoso che non si dà arie nonostante l’elevata cattedra accademica.

DARINKA KIRCHEVA è quel che si dice un “mostro” linguistico, conoscendo molto bene quasi tutti gli idiomi di radice latina: francese, italiano, spagnolo e in particolare il portoghese (ha tradotto in bulgaro le poesie di Pessoa). Darinka ha lavorato a lungo, e tuttora prosegue il suo rapporto di lavoro, nel dipartimento delle relazioni internazionali dei sindacati bulgari, tranne una parentesi di qualche anno per una organizzazione politica non-governativa internazionale: il Partito radicale, del quale è consigliere generale. Darinka ha un figlio, Konstantin, appassionato di musica al computer e già alto quasi come l’edificio dove vive la sua famiglia alla periferia di Sofia; un marito, il dottor Liudmil Trendafilov, di professione fisico nucleare; ed un fratello un po’ strano, il terribile giornalista Stoian Kirchev, direttore del settimanale di pettegolezzi bulgaro High Club.

ELENA BORISLAVOVA POPTODOROVA-PETROVA è l’onorevole più poliglotta del parlamento bulgaro e non c’è delegazione straniera che non debba fare i conti con lei, sempre in volo per Roma, Strasburgo, Brussels o New York. Elena è molto affascinante e soprattutto intelligente: passata dall’ala moderata, “social-democratica” del vecchio partito unico, ha saputo riciclarsi bene in una nuova formazione politica più presentabile. Oggi Elena, con il marito Georgi Petrov e il simpaticissimo figlioletto Gigi che studia alla scuola italiana, costituisce letteralmente un mito per le nuove generazioni di ragazze bulgare che vogliono farsi strada nella vita.

Ai fini del Radicalometro Storico, questo e i prossimi post sono etichettati con i nomi di iscritti radicali nei Balcani negli anni 90, suddivisi in batch di 18 per post, dei quali questo è il NONO di 22.

Ai fini del Radicalometro Storico, questo e i prossimi post sono etichettati con i nomi di iscritti radicali nei Balcani negli anni 90, suddivisi in batch di 18 per post, dei quali questo è il DECIMO di 22.