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TEMPESTA DI SESSO
webnovela in mille puntate, sesta puntata
riassunto delle puntate precedenti:
 
Primo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Nel pittoresco scenario dei laghi padani s'intrecciano le tormentate vicende dei leader mondiali, che quivi si sono dati appuntamento per incontrarsi in uno dei loro tanti inutili summit. BIANCA OBAMA, l'abbronzata cameriera e muscolosa inserviente dell'hotel Pannella, dal parcheggio tra le paludi verso l'alloggio dei dementi reca seco il pesante bagaglio di ricordi della cancelliera turca, GERTRUDE VON MERKEL, affaticata dal viaggio e appesantita dal culone inchiavabile. Poco distante, nascosta tra i rami lacustri, la rancorosa albergatrice FRANZISKA BERNARDINI-BERGOGLIO medita vendetta contro i potenti arroganti. Ha in mente un piano ben studiato nei particolari, per attuare il quale si avvarrà della collaborazione del voluminoso FRU, il Frucione Radicale Unico, e il velenoso sommellier CRU, Crucicchiu Radicale Unico. Una coppia temibilissima. Su come andrà a finire, le opinioni divergono: c'è una solida e rispettabile maggioranza di astinenti a cui non gliene frega un tubo; poi c'è chi è talmente disperato che addirittura voterebbe Renzi; e infine c'è una piccola percentuale di gente di buon senso che cliccano subito sul browser per cambiare sito e mantenere la salute mentale. Vedremo un po' chi prevarrà nelle prossime puntateSecondo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Arriva inatteso, per motivi di sicurezza, un ospite particolare: il dittatore nord-coreano Bu Zda Kin. Anche lui partecipa al summit nel pittoresco scenario di Bianca Obama, l'abbronzata cameriera e muscolosa inserviente che lo accompagna verso la reception dell'esclusivo resort dove hanno già preso alloggio numerosi leader mondiali, e dove devono ancora entrare in scena Frucioni e Crucicchiu.Terzo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. E' calata la notte sui vasti giardini attorno all'elegante edificio neoclassico degli anni 20 e sui suoi importanti occupanti, convenuti da ogni angolo del pianeta per commemorare il compianto statista macedone e campione delle libertà civili SERGHEIYJ AVGUSTUS GHEDIN-STANZANOVSKIYJ I (primo), il cui fantasma aleggia minaccioso sulle loro cape di stato e di governo, ignari del grave pericolo costituito dalla malevola presenza tra loro dei criminali Frucioni e CrucicchiuNIKOLINO FRUCIONI STOPE-MULINGER DA CLAUZETTO, questo il nome completo del Frucione Radicale Unico, osservava ammirato il collega sicario eterosessuale moldavo ARMANDU CRUCICCHIU, a sua volta Crucicchhiu Radicale Unico, scolpire velocemente con maestria un busto d'egli stesso Crucicchiu in atteggiamento fiero e al tempo stesso meditabondo, così incidendo nel marmo perenne i tratti incisivi della sua funambolica personalità di sicario eterosessuale moldavo. NIKOLINO FRUCIONI STOPE-MULINGER DA CLAUZETTO era invece intrinsecamente ed onomatopeicamente un sicario omosessuale, cioè un sicario di eterosessuali, ma da amante dell'arte avrebbe risparmiato la vita al collega moldavo reincarnazione di Leonardo da Vinci. La sciagurata idea di un eterosessuale lasciato vivo lo disturbò per un istante, ma subito si consolò pensando alle decine di leader mondiali lì a portata di mano, e quasi tutti etero, tra i quali avrebbe potuto scegliere le sue numerose vittime, mentre il collega sicario ed artista transdnistrico avrebbe dovuto accontentarsi dei pochi gay restanti, degli avanzi. La sciagurata idea di gay come avanzi lo disturbò per un istante, ma subito si consolò pensando alle decine di leader eccetera. E chi saranno i malcapitatati? Forse il dittatore nord-coreano Bu Zda Kin, o la cancelliera turca Gertrude von Merkel? Lo sapremo nelle prossime puntate.Quarto Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. La perplessità avvolge i pensieri dei paperi fluviali e anche degli altri ospiti del prestigioso villone palladiano. Essi si interrogano sul futuro del pianeta e sul cattivo gusto del famoso politico italiano scaduto con molte delle sue femmine, incomprensibile per uno con i suoi mezzi finanziari. Ciò che desta perplessità è proprio la qualità estetica di molte di tali femmine. E' davvero stato un uomo sessualmente disperato, Silvio Berlusconi, nella sua vita terrena, se ha dovuto ricorrere a tali ciofeche. Vediamone alcune appena arrivate qui all'hotel Pannella di Mantova, nella Baviera meridionale, per fare da escort agli statisti convenuti:
Nicole Minetti in atteggiamento emblematico delle sue attitudini e propensioni




Barbara Guerra, pure lei labbra a canotto come Alfano




Noemi Letizia può tingersi i capelli ma per le gambe storte non c'è niente da fare. Tra i convenuti del summit mondiale serpeggia il malumore: sono insoddisfatti della scadente fornitura di escort italiane; dalle voci che circolavano nelle cancellerie mondiali si aspettavano di molto meglio. Come andrà a finire? Lo scopriremo nelle prossime puntate


Quinto Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Gertrude von Merkel raggiunge Bu Zda Kin al pianobar ed i due si baciano appassionatamente di fronte a Bianca Obama! Furiosa, quest’ultima decide di cambiare strategia: rifiuta parte della somma promessale da Franziska Bernardini-Bergoglio per il suo silenzio e la obbliga ad assumerla come nuova addetta alle pubbliche relazioni dell'hotel Pannella. L’incidente della caduta dalla finestra ha molto colpito Orietta Berta Callegari-Schweitzer, che si convince che sia stato un segno del destino e ne parla con Marco Cappato. A questo punto, però, il ragazzo vorrebbe buttarsi lui stesso dalla finestra per far colpo sulla cantante! Per fortuna Frucioni e Crucicchiu riescono ad intervenire appena in tempo per fermarlo. Dopo la propria notte di passione, Gertrude e Bu Zda Kin non riescono a stare lontani e rendono pubblico il loro amore. I due vorrebbero andare a fare un romantico picnic, ma il loro buonumore viene rovinato dalla notizia che Bianca è stata assunta in hotel! La Colacicco assicura però ad entrambi di voler deporre le armi. Bertè è terrorizzato all’idea di fare brutta figura con la spillatura della birra e chiede dunque a Crucicchiu di raggiungerlo in birreria. Il concierge, però, ha già un impegno e manda Frucioni al suo posto. A quel punto Giurgiu Paganu chiede alla donna di compiere il rito al suo posto, benché sia un compito esclusivamente maschile…

Sesto Episodio

HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Bianca Obama riesce a convincere Orietta Berta ad accettare il lavoro come barista e finisce poi per confidarle le sue pene di cuore. La Callegari consiglia alla ragazza di guardare avanti e dimenticare Bu Zda Kin. Più tardi la Bernardini-Bergoglio spiega a Frucioni e Crucicchiu di voler risollevare l’immagine della cucina dell'hotel Pannella… Mentre Bu Zda Kin si scusa con Gertrude von Merkel per aver annullato il loro picnic, Nicolino Frucioni spiega a Marco Cappato l’inutilità del suo tentativo di buttarsi dalla finestra. Intanto Crucicchiu rimprovera la presidentessa brasiliana Donatella Corleovilma per aver spillato la botte di birra nonostante sia una tradizione maschile. Lei allora gli rinfaccia di essere meno comprensivo di Giurgiu Paganu...
TEMPESTA DI SESSO
webnovela in mille puntate, quinta puntata
riassunto delle puntate precedenti:
 
Primo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Nel pittoresco scenario dei laghi padani s'intrecciano le tormentate vicende dei leader mondiali, che quivi si sono dati appuntamento per incontrarsi in uno dei loro tanti inutili summit. BIANCA OBAMA, l'abbronzata cameriera e muscolosa inserviente dell'hotel Pannella, dal parcheggio tra le paludi verso l'alloggio dei dementi reca seco il pesante bagaglio di ricordi della cancelliera turca, GERTRUDE VON MERKEL, affaticata dal viaggio e appesantita dal culone inchiavabile. Poco distante, nascosta tra i rami lacustri, la rancorosa albergatrice FRANZISKA BERNARDINI-BERGOGLIO medita vendetta contro i potenti arroganti. Ha in mente un piano ben studiato nei particolari, per attuare il quale si avvarrà della collaborazione del voluminoso FRU, il Frucione Radicale Unico, e il velenoso sommellier CRU, Crucicchiu Radicale Unico. Una coppia temibilissima. Su come andrà a finire, le opinioni divergono: c'è una solida e rispettabile maggioranza di astinenti a cui non gliene frega un tubo; poi c'è chi è talmente disperato che addirittura voterebbe Renzi; e infine c'è una piccola percentuale di gente di buon senso che cliccano subito sul browser per cambiare sito e mantenere la salute mentale. Vedremo un po' chi prevarrà nelle prossime puntate
Secondo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Arriva inatteso, per motivi di sicurezza, un ospite particolare: il dittatore nord-coreano Bu Zda Kin. Anche lui partecipa al summit nel pittoresco scenario di Bianca Obama, l'abbronzata cameriera e muscolosa inserviente che lo accompagna verso la reception dell'esclusivo resort dove hanno già preso alloggio numerosi leader mondiali, e dove devono ancora entrare in scena Frucioni e Crucicchiu.
Terzo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. E' calata la notte sui vasti giardini attorno all'elegante edificio neoclassico degli anni 20 e sui suoi importanti occupanti, convenuti da ogni angolo del pianeta per commemorare il compianto statista macedone e campione delle libertà civili SERGHEIYJ AVGUSTUS GHEDIN-STANZANOVSKIYJ I (primo), il cui fantasma aleggia minaccioso sulle loro cape di stato e di governo, ignari del grave pericolo costituito dalla malevola presenza tra loro dei criminali Frucioni e CrucicchiuNIKOLINO FRUCIONI STOPE-MULINGER DA CLAUZETTO, questo il nome completo del Frucione Radicale Unico, osservava ammirato il collega sicario eterosessuale moldavo ARMANDU CRUCICCHIU, a sua volta Crucicchhiu Radicale Unico, scolpire velocemente con maestria un busto d'egli stesso Crucicchiu in atteggiamento fiero e al tempo stesso meditabondo, così incidendo nel marmo perenne i tratti incisivi della sua funambolica personalità di sicario eterosessuale moldavo. NIKOLINO FRUCIONI STOPE-MULINGER DA CLAUZETTO era invece intrinsecamente ed onomatopeicamente un sicario omosessuale, cioè un sicario di eterosessuali, ma da amante dell'arte avrebbe risparmiato la vita al collega moldavo reincarnazione di Leonardo da Vinci. La sciagurata idea di un eterosessuale lasciato vivo lo disturbò per un istante, ma subito si consolò pensando alle decine di leader mondiali lì a portata di mano, e quasi tutti etero, tra i quali avrebbe potuto scegliere le sue numerose vittime, mentre il collega sicario ed artista transdnistrico avrebbe dovuto accontentarsi dei pochi gay restanti, degli avanzi. La sciagurata idea di gay come avanzi lo disturbò per un istante, ma subito si consolò pensando alle decine di leader eccetera. E chi saranno i malcapitatati? Forse il dittatore nord-coreano Bu Zda Kin, o la cancelliera turca Gertrude von Merkel? Lo sapremo nelle prossime puntate.
Quarto Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. La perplessità avvolge i pensieri dei paperi fluviali e anche degli altri ospiti del prestigioso villone palladiano. Essi si interrogano sul futuro del pianeta e sul cattivo gusto del famoso politico italiano scaduto con molte delle sue femmine, incomprensibile per uno con i suoi mezzi finanziari. Ciò che desta perplessità è proprio la qualità estetica di molte di tali femmine. E' davvero stato un uomo sessualmente disperato, Silvio Berlusconi, nella sua vita terrena, se ha dovuto ricorrere a tali ciofeche. Vediamone alcune appena arrivate qui all'hotel Pannella di Mantova, nella Baviera meridionale, per fare da escort agli statisti convenuti:
Nicole Minetti in atteggiamento emblematico delle sue attitudini e propensioni





Barbara Guerra, pure lei labbra a canotto come Alfano





Noemi Letizia può tingersi i capelli ma per le gambe storte non c'è niente da fare. Tra i convenuti del summit mondiale serpeggia il malumore: sono insoddisfatti della scadente fornitura di escort italiane; dalle voci che circolavano nelle cancellerie mondiali si aspettavano di molto meglio. Come andrà a finire? Lo scopriremo nelle prossime puntate




Quinto episodio

HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Gertrude von Merkel raggiunge Bu Zda Kin al pianobar ed i due si baciano appassionatamente di fronte a Bianca Obama! Furiosa, quest’ultima decide di cambiare strategia: rifiuta parte della somma promessale da Franziska Bernardini-Bergoglio per il suo silenzio e la obbliga ad assumerla come nuova addetta alle pubbliche relazioni dell'hotel Pannella. L’incidente della caduta dalla finestra ha molto colpito Orietta Berta Callegari, che si convince che sia stato un segno del destino e ne parla con Marco Cappato. A questo punto, però, il ragazzo vorrebbe buttarsi lui stesso dalla finestra per far colpo sulla cantante! Per fortuna Frucioni e Crucicchiu riescono ad intervenire appena in tempo per fermarlo. Dopo la propria notte di passione, Gertrude e Bu Zda Kin non riescono a stare lontani e rendono pubblico il loro amore. I due vorrebbero andare a fare un romantico picnic, ma il loro buonumore viene rovinato dalla notizia che Bianca è stata assunta in hotel! La Colacicco assicura però ad entrambi di voler deporre le armi. Bertè è terrorizzato all’idea di fare brutta figura con la spillatura della birra e chiede dunque a Crucicchiu di raggiungerlo in birreria. Il concierge, però, ha già un impegno e manda Frucioni al suo posto. A quel punto Giurgiu Paganu chiede alla donna di compiere il rito al suo posto, benché sia un compito esclusivamente maschile…
TEMPESTA DI SESSO
webnovela in mille puntate, quarta puntata
riassunto delle puntate precedenti:
 
Primo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Nel pittoresco scenario dei laghi padani s'intrecciano le tormentate vicende dei leader mondiali, che quivi si sono dati appuntamento per incontrarsi in uno dei loro tanti inutili summit. BIANCA OBAMA, l'abbronzata cameriera e muscolosa inserviente dell'hotel Pannella, dal parcheggio tra le paludi verso l'alloggio dei dementi reca seco il pesante bagaglio di ricordi della cancelliera turca, GERTRUDE VON MERKEL, affaticata dal viaggio e appesantita dal culone inchiavabile. Poco distante, nascosta tra i rami lacustri, la rancorosa albergatrice FRANZISKA BERNARDINI-BERGOGLIO medita vendetta contro i potenti arroganti. Ha in mente un piano ben studiato nei particolari, per attuare il quale si avvarrà della collaborazione del voluminoso FRU, il Frucione Radicale Unico, e il velenoso sommellier CRU, Crucicchiu Radicale Unico. Una coppia temibilissima. Su come andrà a finire, le opinioni divergono: c'è una solida e rispettabile maggioranza di astinenti a cui non gliene frega un tubo; poi c'è chi è talmente disperato che addirittura voterebbe Renzi; e infine c'è una piccola percentuale di gente di buon senso che cliccano subito sul browser per cambiare sito e mantenere la salute mentale. Vedremo un po' chi prevarrà nelle prossime puntate
Secondo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Arriva inatteso, per motivi di sicurezza, un ospite particolare: il dittatore nord-coreano Bu Zda Kin. Anche lui partecipa al summit nel pittoresco scenario di Bianca Obama, l'abbronzata cameriera e muscolosa inserviente che lo accompagna verso la reception dell'esclusivo resort dove hanno già preso alloggio numerosi leader mondiali, e dove devono ancora entrare in scena Frucioni e Crucicchiu.
Terzo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. E' calata la notte sui vasti giardini attorno all'elegante edificio neoclassico degli anni 20 e sui suoi importanti occupanti, convenuti da ogni angolo del pianeta per commemorare il compianto statista macedone e campione delle libertà civili SERGHEIYJ AVGUSTUS GHEDIN-STANZANOVSKIYJ I (primo), il cui fantasma aleggia minaccioso sulle loro cape di stato e di governo, ignari del grave pericolo costituito dalla malevola presenza tra loro dei criminali Frucioni e CrucicchiuNIKOLINO FRUCIONI STOPE-MULINGER DA CLAUZETTO, questo il nome completo del Frucione Radicale Unico, osservava ammirato il collega sicario eterosessuale moldavo ARMANDU CRUCICCHIU, a sua volta Crucicchhiu Radicale Unico, scolpire velocemente con maestria un busto d'egli stesso Crucicchiu in atteggiamento fiero e al tempo stesso meditabondo, così incidendo nel marmo perenne i tratti incisivi della sua funambolica personalità di sicario eterosessuale moldavo. NIKOLINO FRUCIONI STOPE-MULINGER DA CLAUZETTO era invece intrinsecamente ed onomatopeicamente un sicario omosessuale, cioè un sicario di eterosessuali, ma da amante dell'arte avrebbe risparmiato la vita al collega moldavo reincarnazione di Leonardo da Vinci. La sciagurata idea di un eterosessuale lasciato vivo lo disturbò per un istante, ma subito si consolò pensando alle decine di leader mondiali lì a portata di mano, e quasi tutti etero, tra i quali avrebbe potuto scegliere le sue numerose vittime, mentre il collega sicario ed artista transdnistrico avrebbe dovuto accontentarsi dei pochi gay restanti, degli avanzi. La sciagurata idea di gay come avanzi lo disturbò per un istante, ma subito si consolò pensando alle decine di leader eccetera. E chi saranno i malcapitatati? Forse il dittatore nord-coreano Bu Zda Kin, o la cancelliera turca Gertrude von Merkel? Lo sapremo nelle prossime puntate.

Quarto Episodio

HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. La perplessità avvolge i pensieri dei paperi fluviali e anche degli altri ospiti del prestigioso villone palladiano. Essi si interrogano sul futuro del pianeta e sul cattivo gusto del famoso politico italiano scaduto con molte delle sue femmine, incomprensibile per uno con i suoi mezzi finanziari. Ciò che desta perplessità è proprio la qualità estetica di molte di tali femmine. E' davvero stato un uomo sessualmente disperato, Silvio Berlusconi, nella sua vita terrena, se ha dovuto ricorrere a tali ciofeche. Vediamone alcune appena arrivate qui all'hotel Pannella di Mantova, nella Baviera meridionale, per fare da escort agli statisti convenuti:

Nicole Minetti in atteggiamento emblematico delle sue attitudini e propensioni





Barbara Guerra, pure lei labbra a canotto come Alfano




Noemi Letizia può tingersi i capelli ma per le gambe storte non c'è niente da fare. Tra i convenuti del summit mondiale serpeggia il malumore: sono insoddisfatti della scadente fornitura di escort italiane; dalle voci che circolavano nelle cancellerie mondiali si aspettavano di molto meglio. Come andrà a finire? Lo scopriremo nelle prossime puntate



TEMPESTA DI SESSO
webnovela in mille puntate, terza puntata
riassunto delle puntate precedenti:
 
Primo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Nel pittoresco scenario dei laghi padani s'intrecciano le tormentate vicende dei leader mondiali, che quivi si sono dati appuntamento per incontrarsi in uno dei loro tanti inutili summit. BIANCA OBAMA, l'abbronzata cameriera e muscolosa inserviente dell'hotel Pannella, dal parcheggio tra le paludi verso l'alloggio dei dementi reca seco il pesante bagaglio di ricordi della cancelliera turca, GERTRUDE VON MERKEL, affaticata dal viaggio e appesantita dal culone inchiavabile. Poco distante, nascosta tra i rami lacustri, la rancorosa albergatrice FRANZISKA BERNARDINI-BERGOGLIO medita vendetta contro i potenti arroganti. Ha in mente un piano ben studiato nei particolari, per attuare il quale si avvarrà della collaborazione del voluminoso FRU, il Frucione Radicale Unico, e il velenoso sommellier CRU, Crucicchiu Radicale Unico. Una coppia temibilissima. Su come andrà a finire, le opinioni divergono: c'è una solida e rispettabile maggioranza di astinenti a cui non gliene frega un tubo; poi c'è chi è talmente disperato che addirittura voterebbe Renzi; e infine c'è una piccola percentuale di gente di buon senso che cliccano subito sul browser per cambiare sito e mantenere la salute mentale. Vedremo un po' chi prevarrà nelle prossime puntate
Secondo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Arriva inatteso, per motivi di sicurezza, un ospite particolare: il dittatore nord-coreano Bu Zda Kin. Anche lui partecipa al summit nel pittoresco scenario di Bianca Obama, l'abbronzata cameriera e muscolosa inserviente che lo accompagna verso la reception dell'esclusivo resort dove hanno già preso alloggio numerosi leader mondiali, e dove devono ancora entrare in scena Frucioni e Crucicchiu.
Terzo episodio

HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. E' calata la notte sui vasti giardini attorno all'elegante edificio neoclassico degli anni 20 e sui suoi importanti occupanti, convenuti da ogni angolo del pianeta per commemorare il compianto statista macedone e campione delle libertà civili SERGHEIYJ AVGUSTUS GHEDIN-STANZANOVSKIYJ I (primo), il cui fantasma aleggia minaccioso sulle loro cape di stato e di governo, ignari del grave pericolo costituito dalla malevola presenza tra loro dei criminali Frucioni e Crucicchiu.

NIKOLINO FRUCIONI STOPE-MULINGER DA CLAUZETTO, questo il mone completo del Frucione Radicale Unico, osservava ammirato il collega sicario eterosessuale moldavo ARMANDU CRUCICCHIU, a sua volta Crucicchhiu Radicale Unico, scolpire velocemente con maestria un busto d'egli stesso Crucicchiu in atteggiamento fiero e al tempo stesso meditabondo, così incidendo nel marmo perenne i tratti incisivi della sua funambolica personalità di sicario eterosessuale moldavo.

NIKOLINO FRUCIONI STOPE-MULINGER DA CLAUZETTO era invece intrinsecamente ed onomatopeicamente un sicario omosessuale, cioè un sicario di eterosessuali, ma da amante dell'arte avrebbe risparmiato la vita al collega moldavo reincarnazione di Leonardo da Vinci. La sciagurata idea di un eterosessuale lasciato vivo lo disturbò per un istante, ma subito si consolò pensando alle decine di leader mondiali lì a portata di mano, e quasi tutti etero, tra i quali avrebbe potuto scegliere le sue numerose vittime, mentre il collega sicario ed artista transdnistrico avrebbe dovuto accontentarsi dei pochi gay restanti, degli avanzi. La sciagurata idea di gay come avanzi lo disturbò per un istante, ma subito si consolò pensando alle decine di leader eccetera.

E chi saranno i malcapitatati? Forse il dittatore nord-coreano Bu Zda Kin, o la cancelliera turca Gertrude von Merkel? Lo sapremo nelle prossime puntate.

radical
206
31-X-13


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Va bene!

Sergio Augusto Stanzani (1923-2013), co-fondatore del Partito radicale, aveva la simpatica abitudine di intercalare con il suo famosissimo "va bene" (anche quando ci andava veramente proprio male di brutto, lui sosteneva impavido "va bene").

Caro Sergio, quel tuo sistematico, ossessivo "Va bene" resterà inciso nella storia del tuo glorioso partito politico e di un Paese, l'Italia. L'Italia migliore che te ne è grata.
Te ne sei andato? Non va bene!

ciao caro, ti ricorderò


La mente non è un ingrediente necessario, “i sensi hanno una vita indipendente”. Bisogna decidersi a riconoscere l’insufficienza dell’associazione radicale tradizionale, la quale porta necessariamente a ritenere che la relazione fra i dati sensibili sia aggiunta dalla mente umana. L’organizzazione avviene invece al livello della senzazione. Gli studi sul sistema nervoso centrale ne danno prove sempre più numerose e sicure.

La politica inizia quando si è accumulata una certa somma di fatti che sono talvolta esperienza di molte generazioni. Perciò la politica inizia proprio dai fenomeni pannellici, che sono i più vicini alla vita quotidiana, all’esperienza di tutti. Ciò significa che Crocicchio accetta il procedimento analitico della politica, e non condivide la preoccupazione dupuisiano-romantica di una violenza perpetrata dall’astrazione sulla viva realtà dell’universo.

Il pannellista ha tutti i diritti di non tenere conto del colore, del calore, e di altre proprietà dei corpi radicali in movimento che studia. In conclusione, la politica pannellica quale si è formata nei secoli è perfettamente idonea alla conoscenza dei fenomeni di movimento nella galassia radicale. Ciò che Crocicchio combatte è la pretesa di attribuire ai fenomeni non pannellici un fondamento pannellico ontosoniano (ontologico-tosoniano).

Procedimento essenziale del conoscere scientifico è la misurazione. Che cosa sia una misura Crocicchio lo spiega esaminando il concetto di massa popolare nella Pannellica e quello della temperatura nei Principi di termologia.  Già nella conoscenza comune vengono staccate le sensazioni di calore dalle altre, e riunite a formare una serie (tiepido, caldo, bollente) o una classe, quando sono avvertite come uguali. Lo scienziato cerca di rendere la serie libera da ogni soggettivismo; egli perciò dà alle sensazioni un grado numerico in un ordinamento che non dipende dalla misura fisiologica individuale, pur non contraddicendola mai se l’individuo è Pannella).

Già Stanzani e più tardi Bandinelli osservarono che lo stesso corpo pannelliano ha volume diverso a seconda del calore, e presero il suo volume come indice dello stato di calore. Si passa poi alla scelta di una sostanza termoscopica – per esempio Pannella stesso – e gli si fissano due punti estremi, in alto e in basso, che corrispondono rispettivamente al punto di fusione (il cranio) e di congelamento (le dita dei piedi). Si stabilisce un rapporto d’ordine tra i segni termoscopici e i numeri, e si ottiene così un ordinamento metrico. E fin qui è tutto chiaro.

3 di 10. continua


Ai fini del Radicalometro storico, per farne un completo Radicalometro dei Mille, etichetto circa 200 soggetti radicani presenti in Facebook, in 11 batch di 18 ciascuno

ROVASIO, ROVEDA, RUSSO, SAIN, SALIS, SANTAROSSA, SCHULTES, SEGNERI, SIMI, SINKOVICS, SOFRI, SPADACCIA, SPOLAOR, STADERINI, STANGO, STANZANI, STERZI, SUTTORA
Nomenclatura radicale / 7 di 10 / Bruno, Eleonora, Giulio, Luca, Mauro, Matteo, Nicola, Sergio

Dal 14-esimo al 21-esimo posto ci sono 4 ciascuno di Bruno (MARTELLONE, MELLANO, ZEVI e COLACICCO che però è Bruna, anche se è bionda); le Eleonore, senza sorpresa, sono tutte donne (DE RIGO, MONGELLI, PALMA, VOLTOLINA); le Giulie (CRIVELLINI, INNOCENZI, SIMI) più Giulio MANFREDI; i Luca (BAGATIN, BOVE, FRASSINETI, PATAVINO); i Mauri (MELLINI, ROSTAGNO, SUTTORA, ZANELLA); a esaurire il Vangelo i Mattei (ANGIOLI, COLLODEL, MAINARDI, MECACCI); svariate forme di Nicola (CALABRO, HRAMOV, MAGALETTI, TOSONI); e i Sergi (D'ELIA, GIORDANO, ROVASIO, STANZANI)

È un uomo potente, in questa nostra Italia del 2030, il commendator Marco Cappato Brambilla, come è ufficialmente conosciuto il premier dopo l’autoconferimento dell’onorificenza per meriti di statista e dopo il turbolento matrimonio con Michela Vittoria Cappato Brambilla, la ormai ex first lady che l’ha piantato per il suo grande avversario di sempre, quel cavalier Capezzone rinvigorito dai sondaggi e dalla ritrovata eterosessualità di mezza età, come è oggi universalmente conosciuto il fenomeno capezzonico di illuminazione, ritrovamento del sé e miracolosa guarigione nutrendo Fede.

È un altro uomo molto potente anche Armando Crocicchio, come sempre inseparabile al suo fianco, già assistente parlamentare e storico braccio destro di Cappato, ne è anche il fidato stalliere e l’unico altro uomo cui sia concesso avvicinarsi al bene prezioso più caro al commendatore: la stalla di cavalli campioni di polo che alleva nel Parco di Monza sequestrato al precedente capo di governo, che in una mossa a dir poco spericolata il giorno prima della scadenza del suo mandato vi aveva esteso per decreto la sua proprietà.

Come ogni domenica mattina da un quarto di secolo, Crocicchio e il premier conducono assonnati la rassegna stampa di Radio radicale, il cui unico ascoltatore è rimasto il leader dell’opposizzone Capezzone, che puntualmente replica via Velino e in questa maniera la cosa esce sui giornali in modo che il direttore Bordin abbia qualcosa da leggere nella rassegna stampa per il resto della settimana e concluderla discutendone a colpi di tosse col centenario Pannella e sempre più spesso anche Stanzani, più raramente Bandinelli. Insomma, normale tran tran di partito, ora torniamo in diretta. Siccome in questa notizia della Tribuna di Treviso era citato Cappato, questi la fa leggere a Crocicchio, trionfante:

SUTTORA CONDANNATO IN CASSAZIONE
Il giornalista playboy dovrà pagare gli alimenti anche alla sesta ex moglie. Il vittorioso divorzista Granzotto ottiene per Madonna anche il gigantesco ranch di Farmville. Il radicale Cappato: “Giusta sentenza”. Capezzone accusa: “Magistratura eversiva”.

Il leader radicale ascolta allisciandosi i baffi – che nessuno in Italia sapeva spiegarsi perché fosse presa a Capezzone e Cappato questa disgustosa mania di competere anche in peli facciali di tutte le fogge – senza sapere lui che proprio il soggetto Suttora del titolo stava per attentare alla sua vita per erogazione di cappaticidio. Sarà la volta buona o un altro fallimento? Riuscirà Mauro Suttora là dove il sicario Londradical ha sempre miseramente fallito? La risposta è: Boh, ecco intanto il primo capitolo.

Capitolo 1

Il giornale della sera prima addormentato su un tavolino del bar titolava inequivocabile:

SUTTORA CONDANNATO IN CASSAZIONE
Il giornalista playboy dovrà pagare gli alimenti anche alla sesta ex moglie. Il vittorioso divorzista Granzotto ottiene per Madonna anche il gigantesco ranch di Farmville. Il radicale Cappato: “Giusta sentenza”. Capezzone accusa: “Magistratura eversiva”.

“Giornalisti d’immerda” risputando l’arancia nello spritz al Campari imprecò Mauro Suttora, il cui vero obiettivo non erano i colleghi ma il rivale in amore Bob Granzotto, verso il quale aveva sempre covato invidia per il suo spregiudicato successo, e il rabbioso risentimento gli si rinfocolava alla rilettura sul Foglio della monumentale biografia di Granzotto scritta dal Cominelli con la mucca Martinenga, che inevitabilmente gli richiamava alla mente la moglie dell’acerrimo nemico, l’ambitissima nobildonna Concetta Quattrotetta Granzotto che lui non era mai riuscito a trombare e tutte le sue ex mogli sapevano quanto gli sarebbe dannatamente piaciuto togliersi lo sfizio.

Suttora avrebbe voluto ammazzare Granzotto, che il giorno prima in tribunale l’aveva pure ridotto in bancarotta, ma non poteva! Tutti avrebbero sospettato subito di lui! Avrebbe pertanto accoppato Cappato. Avrebbe proposto un patto allo sciagurato sicario Londradical, che attentava vanamente alla sua vita da talmente tanto tempo ormai che Cappato stesso era diventato calvo. Gliel’avrebbe sgozzato lui il dannato cappone, se Londradical in cambio avesse eliminato Granzotto. Londradical al telefono accettò subito con entusiasmo – It’s a deal! – e cominciò a darsi da fare elaborando un articolato piano di granzotticidio

1. Granzotto si sposta in Fiesta rossa, stesso modello dello stesso colore per tutta la vita, comprata nuova sette volte ad ogni restyling dando dentro la vecchia. Si potrebbero sabotare tutte le Fiesta rosse in produzione in Europa quest’anno e consigliargli di cambiare l’auto. Ipotesi macchinosa.
2. Granzotto ama molto la moglie: rapire la nobildonna Concetta Quattrotetta Granzotto e minacciare di squartarla se Granzotto non si suicida immolandosi per lei.
3. Assoldare Granzotto pagandolo profumatamente per raccogliere rospi di notte sul ciglio della provinciale di fondovalle e traghettarli in sicurezza al torrente. Procedere quindi con autotreno dei servizi ambientali.
4. Convincere Cappato che Granzotto lo vuole morto per fare in modo Cappato lo elimini preventivamente. Fare presto a parlare con Cappato prima che Suttora lo faccia fuori…

E così via per molte pagine in centinaia di ipotesi il professionista del delitto perfetto. Intanto anche Suttora si dava da fare con Cappato: lo seguiva dappertutto con la scusa di dover vivere con lui qualche giorno per documentarne l’attività in un numero speciale di Oggi – Tuttocappato – 150 pagine a colori di Cappato in volo, alla radio, in pigiama per soli venti euri, e su ogni pagina il comodo video-trafiletto interattivo con traduzzone in capezzone per comparare al body scanner ogni dettaglio di Capezzone e Cappato. Corri in edicola!

Eh eh, quell’allocco del sicario Londradical non l’avrebbe mai sospettato, ma con l’esclusiva di quel duplice omicidio Suttora avrebbe guadagnato venti milioni di euri, e poi avrebbe anche denunciato Londradical come colpevole di entrambi il granzotticidio ed il cappaticidio, che peraltro era notorio perseguisse avidamente, così l’unico testimone sarebbe stato in galera, e lui ricchissimo. Eh eh, sogghignava sotto i baffi finti mentre svoltava divertito dall’uscita del Parco Merduca che dava sul Largo Mucca Martinenga chiedendosi che cosa avrebbe architettato Londradical per eradicare Granzotto dal pianeta prima che lui lo vendesse alle autorità con un formidabile scoop in un milione di copie a 20 euri ciascuna.

E anche Londradical in quel momento stava leggendo la monumentale biografia del Cominelli sul Granzotto, che Suttora gli aveva consigliato di scaricare per documentarsi sul suo nuovo obiettivo. Esordiva l’alpestre ma erudito biografo::

Ci sono anni che vengono ricordati nella Storia per un singolo evento straordinario - come quelli dello sbarco sulla luna o della caduta del muro di Berlino -, altri anni insignificanti che non vengono ricordati affatto e, per mantenere la media, anni rarissimi in cui di eventi straordinari se ne verificano ben due. Il vento soffiava antiautoritario nel 1965, che sarebbe stato ricordato come l’anno in cui avvennero sia il concepimento del Granzotto che, nove mesi più tardi, la sua nascita il mattino presto di giovedì 16 dicembre alla clinica Mangiagalli di Milano.

Medico ostetrico nato a Mortara (Pavia) nel 1850, Luigi Mangiagalli nel 1902 fu deputato del Regno, poi nel 1922 eletto sindaco di Milano, ma soprattutto nel 1924 fu tra i fondatori dell'Università degli Studi, di cui fu eletto primo rettore. E invero il Granzotto si sarebbe ritrovato quasi 16 anni dopo a transitarvi davanti quotidianamente proprio per motivi di studio contemplando col doveroso rispetto l’edificio nel frattempo divenuto famoso per avergli dato i natali i natali nella beneugurante via della Pace, alla quale perveniva da via Manera, che però non ebbe mai modo di appurare se c’entrasse qualcosa con l’omonimo frociosofo Carlo Manera discepolo dell’omopatavino cardinal Tosoni. Inserita nel complesso ospedaliero degli Istituti Clinici di Perfezionamento, negli anni a venire la clinica Mangiagalli di Milano sarebbe stata al centro di aspre polemiche sull’aborto.

Nel luglio del 1976, mentre era in corso in Parlamento e nel paese il dibattito per la legalizzazione dell’aborto stesso, tre medici in servizio presso la clinica — Francesco Dambrosio, Bruno Brambati e Mauro Buscaglia — si recano a Seveso, in Brianza, dove si è sprigionata una nube tossica di diossina dallo stabilimento ICMESA, allo scopo di dissuadere le donne del luogo dal mettere al mondo figli per timore di malformazioni. Si accaniscono sul “caso Mangiagalli” il quotidiano Avvenire, Comunione e Liberazione, i medici Egidio Spaziante, Luigi Frigerio, Leandro Aletti, Angelo Craveri e il ministro della Sanità Carlo Donat Cattin. Dall’altra parte tra gli altri c’è Guido Tassinari: "Dobbiamo imparare a guardare in faccia la realtà. Perché giocare con le parole? L’aborto è un mezzo di controllo delle nascite, il più antico, il più diffuso, il più sofferto, il più punitivo nei confronti della donna".

1. continua
La manovra economica del governo non abolisce le province ma accoglie le dieci storiche proposte di MW per ridisegnare l'Italia:

1. Piemonte, scambio Torino-Detroit: sono città dalla popolazione analoga (900.000) e non si capisce perché Marchionne debba dannarsi a fare avanti e indietro tra il Piemonte e il Michigan quando sarebbe molto più comodo trasferire Torino a Detroit e viceversa, ribattezzando i rispettivi fiumi Puah e Detriti.

2. Verticalizzazione della Lombardia: i nostri politici hanno sempre dimostrato un pensiero piatto, meschinamente orizzontale. Ora, verticalizzare la Lombardia rettificandola di 90 gradi da Est a Ovest usando come cerniera il confine col Piemonte consentirebbe ai milanesi di usare i treni della linea 3 del metrò da Duomo in Centrale come ascensori, i quali non servirebbero più, con enorme risparmio, nel grattacielo dell'architetto Fuffas, il quale illustra le innovazioni dell'Expo 2015: navigli come cascate, aeroporti a decollo verticale, bergamaschi che rotolano schiantandosi su Arcore... il tutto pagato dagli svizzeri che per il vuoto creatosi saranno bagnati dal mare Adriatico (vedi punto successivo). Svantaggi: causa l'ombra in Piemonte il sole sorge a mezzogiorno, ma tanto a Torino abbiamo trasferito la popolazione di Detroit che, nuova del posto, pensa sia normale e non ci fa caso.

3. Abolizione del Veneto: diciamo la verità, è una regione inutile le cui province vanno scorporate con quella di Verona alla Lombardia, quella di Vicenza al Trentino, Belluno porta in dote le Dolomiti all'Alto Adige, Rovigo all'Emilia-Romagna (vedi punto successivo) con la metà meridionale della provincia di Venezia, la cui metà orientale di Portogruaro va al Friuli-VG mentre il capoluogo viene affondato per fatiscenza dei palazzi e puzza dei canali. Resta Padova che viene ribattezzata Nuova Venezia in quanto per il vuoto creatosi nella pianura padana la Svizzera (vedi punto precedente) è bagnata dal mare Adriatico. Ops: resta la provincia di Treviso che però può essere facilmente cancellata con un piccolo aiuto nucleare strategico da parte della vicina base americana di Aviano, un intervento chirurgico che risparmierà Boccadistrada in quanto costituisce un autorevole blog.

4. Emilia-Romagna: questa regione bastarda dal nome composto triplicherà la sua denominazione in BBCFPS: Bersani-Boselli-Casini-Fini-Prodi-Stanzani. Non ci sarebbe altro da aggiungere ma se proprio volete rimanangono ancora un'altra ventina di lettere dell'alfabeto.

Fin qui il federalismo al Nord, ora passiamo in forma più sintetica a quello del Centro-Sud:

5. Centro: unificazione del Centro in un regno pontificio con capitale il Vaticano, trasferito in provincia di Fermo per far posto a un centro commerciale a San Pietro.

6. Sud-Est: rescissione della Puglia da trainare in Adriatico per ricongiungersi all'Albania.

7. Sud-Ovest: riattivazione permanente dei quattro vulcani come forni crematori di tutti i meridionali.

8. Calabria: cancellazione dalla carta geografica delle obsolete province di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria a favore delle nuove province di Crotone e Vibo Valentia che pertanto diventano isole per fare concorrenza turistica alla Grecia.

9. Isole maggiori: cancellazione del progetto di ponte sullo stretto di Messina a favore di un più sobrio tunnel Cagliari-Palermo.

10. Colonie: istituzione sul modello francese dei Dom-Tom, domini e territori d'oltremare, con l'annessione dell'Africa orientale per compensare il calo di popolazione di cui ai punti 3 e 7.

[oroscoPolitico 1] Si svolge questo fine settimana il Comitato dei Radicali italiani, l'organo deli(be)rante composto dalla decina di individui ancora iscritti alla dozzina di soggetti della galassia radicale, che in un vivace dibattito ha affrontato in questa occasione il tema politico più scottante di ogni esordio di anno nuovo: l'oroscopolitico radicale dei dirigenti, parlamentari, comintanti, forumisti e radicani vari. Quali nuovi matrimoni endogami e gravidanze eterologhe, quali divozzi e abbotti si prevedono per il 2009? Che ne sarà dell'attuale segreteria Random se fallirà nello storico obiettivo di raggiungere un numero negativo di iscritti? E soprattutto, chi riuscirà a strappare uno strapuntino a Strasburgo? Lasciate perdere il mago Otelma, l'astrologo ufficiale di corte che non ne azzecca mai una: la vostra informatissima Miss Welby ha potuto invece contare su un corrispondente molto speciale, infiltratosi nei fumosi e incestuosi corridoi del comitato.

Il mio amato Londradical, mitico inviato in incognito, è un vero esperto che garantisce un approccio scientifico alla radicastrologia, tanto più quest'anno che è vagamente lucido dopo un mese di internamento in neuropsichiatria, perciò si sentiva perfettamente a suo agio nel comitato ("mi sembra di essere ancora in clinica") e per allenare anche a nostro beneficio la corteccia prefrontale si è per prima cosa dedicato all'astrattistica - che non è un'empirica corrente pittorica bensì la rigorosa statistica applicata all'astrologia - scienza esatta dalla quale apprendiamo per prima cosa che un radicane su otto appartiene al segno dei Pesci. Infatti, col 12,7% di radipesci, questo segno è di gran lunga più in voga tra i radicefali: tra quelli più autorevoli si annoverano E. Bonino, M. Mecacci, S. A. (Sua Altezza) Stanzani Ghedini e il noto leader liberale veneto Roberto Granzotto. Cominciamo pertanto da loro le previsioni 2009.

AMORE: In un anno all’insegna della trasformazione, la forza interiore perduta toglierà ai Pesci autorevolezza e caparbietà che in amore li condurrà a prendere decisioni sciagurate: consolidamento di relazioni infelici con tensioni e risentimenti che si trascinano da anni oppure tagli netti ai pochi rapporti che funzionavano. Propensi saranno anche i single nel lanciarsi verso nuove avventure, ma che raramente rivestiranno un carattere diverso da deludenti scopatine.
DENARO: Nonostante Plutone favorevole, il desiderio di cambiamento porterà i Pesci a tentare nuove strade in ambito politico peraltro con esiti molto insoddisfacenti. Ulteriori difficoltà incontrerà chi è in cerca di un lavoro, dovute soprattutto alla confusione interiore che pone questo stato d’animo in conflitto con l’esigenza di certezze: non ricorderete certamente il 2009 per la grande fortuna avuta, che comunque rimarrà nella vostra media mediocre.
SALUTE: traballante nel complesso, causa troppa pigrizia. Fate movimento e possibilmente all’aria aperta: un po' di sport come l'ippica non guasterebbe.
Chi è nato dopo che questo partito è stato fondato (esattamente dieci anni nel mio caso), ne immagina i primi passi collocandoli in quell'epoca tra il dopoguerra e il boom economico con gli strumenti di cui dispone, primo tra i quali il cinema italiano che viveva allora una florida stagione. Pellicole in bianco e nero ma dalle tonalità di grigio più chiare dell'ombroso noir francese perché girati nella soleggiata Roma, tra Lambrette e Seicento, raccontando, tra gli altri, di giovanotti borghesi dal capello inumidito all'indietro, occhiali dalla montatura spessa e il caratteristico taglio della giacca di moda all'epoca, che non saprei descrivere per difetto di vocabolario sartoriale.

Il 27 marzo del 1957 uno di questi gentiluomini scese dal filobus in piazza Tirana e, dirigendosi affannosamente verso il bar dove aveva un importante appuntamento, quasi si scontrò con una carrozzina spinta da una bàlia e contenente un moccioso pieno di nei, futuro sindaco della capitale. Per associazione di idee Bandinelli ricordò che quel giorno, un miglio più a nord in linea d'aria, aveva luogo un avvenimento storico: proprio in Campidoglio erano riuniti i capi di stato e di governo di sei Paesi per istituire le Comunità economiche europee in quello che sarebbe diventato noto come il Trattato di Roma.

Nell'evocare nella sua mente l'importante evento internazionale, che avveniva con le emozioni ancora infiammate dalla rivolta popolare ungherese, gli batteva forte il cuore nel sentirsi uomo protagonista del suo tempo grazie al documento sulla federazione balcanica che aveva redatto in interminabili notti insonni e che ora avrebbe finalmente presentato agli amici coi quali aveva appuntamento nel locale davanti al monumento a Skanderbeg: quel Giacinto Pannella che sul nostro pianeta aveva preso il nome di Marco ed il terzo giovane compagno di avventure col quale avrebbe condiviso il resto della sua vita politica, l'imprenditore emiliano Sergio Augusto Stanzani Ghedini, reduce dal terzo Consiglio nazionale del Partito radicale dei democratici e dei liberali italiani, dal quale aveva ricevuto il mandato di redigerne una bozza di statuto.

"Va bene!", disse Stanzani dopo avere letto il documento di Bandinelli, ma Pannella non sembrava troppo convinto. "È prematuro" sentenziò sorprendentemente l'alieno scuotendo il testone, e per dimostrarlo prese per mano i due amici, chiuse gli occhi invitandoli a fare altrettanto e in pochi secondi li condusse con un salto spazio-temporale nella Tirana di 45 anni dopo.

- Ringasio Anjolo Bandineli per il suo pipone su la federasione balcanica e a questo propò invito Capatto a dare letura del documento di Michel Boselì

Bandinelli riaprì gli occhi e nell’ambientarsi credette di riconoscere Pannella circondato da una trentina di persone in una sala dell'albergo Skanderbeg. Ma no, non era Pannella: lo sconosciuto spilungone dall'accento vallone lo aveva presentato come un tale Capatto. Schiarendosi la voce con un colpo di tosse questi si dispose trepidante a declamare il contributo scritto inviato ai lavori del Consiglio generale del Partito dal suo erudito maestro spirituale bulgaro-scozzese, sotto le occhiate invidiose di Massimo Lensi che aveva inutilmente pestato i piedi per il privilegio.
I segretari del Partito radicale del secolo scorso:

Mario Pannunzio (1956-1959)
Leopoldo Piccardi, Arrigo Olivetti, Franco Libonati (1959-1962)
Bruno Villabruna (1962-1963)
Luca Boneschi, Vittorio Luppi, Marco Pannella (1963-1967)
Gianfranco Spadaccia (1967-1968)
Mauro Mellini (1968-1969)
Angiolo Bandinelli (1969-1970)
Roberto Cicciomessere (1970-1971)
Angiolo Bandinelli (2ª volta, 1971-1973)
Giulio Ercolessi (1973-1974)
Gianfranco Spadaccia (2ª volta, 1974-1976)
Adelaide Aglietta (1976-1978)
Jean Fabre (1978-1979)
Giuseppe Rippa (1979-1980)
Francesco Rutelli (1980-1981)
Marco Pannella (2ª volta, 1981-1983)
Roberto Cicciomessere (2ª volta, 1983-1984)
Giovanni Negri (1984-1988)
Sergio Stanzani (1988-1993)
Emma Bonino (1993-1995)
Olivier Dupuis (1995-2003)
Ai fini del Radicalometro Storico, questo e i precedenti post sono etichettati con i nomi di iscritti e simpatizzanti radicali degli anni 90, suddivisi in batch di 18 per post, dei quali questo è l'OTTAVO di 8.

15. Il PR dopo il referendum

Il 1974 fu un anno fondamentale per lo sviluppo del Partito Radicale. La vittoria referendaria e la vivacità organizzativa di questo piccolo partito, lo portarono alla ribalta e buona parte dell’opinione pubblica conobbe così per la prima volta i metodi di lotta politica radicali e soprattutto il suo leader Pannella: "Il 1974 è stato un anno importante per la storia del PR: fino ad allora i radicali restavano una minoranza isolata dagli altri partiti e poco conosciuta all’opinione pubblica" . Dalla primavera all’autunno di quell’anno, passando per il divorzio, il PR, condusse una battaglia con le solite azioni fatte di digiuni e campagne stampa, per avere l’accesso alle trasmissioni della RAI, rivendicando anche per le minoranze non presenti in Parlamento, il diritto ad usare i mezzi pubblici di informazione. In un documento approvato all’inizio di luglio dal PR si rivendicò questo diritto: " L’opera di vero e proprio assassinio politico delle minoranze politiche e laiche...attuata con la violazione sempre più palese dei diritti fondamentali del cittadino...appare ormai quasi compiuta...il dissenso organizzato, le diversità religiose, culturali, politiche, sono ridotti all’illegalità... L’assemblea dichiara di accettare la decisione dei compagni che conducono il digiuno collettivo di proseguirlo ad oltranza..." . A metà luglio il digiuno di Pannella superò i settanta giorni e divenne un fatto da non ignorare più da parte degli ambienti politici e giornalistici. La novità dello stile delle battaglie radicali e la ostinazione nel proseguire i digiuni, aprì infatti una discussione nell’opinione pubblica che si occupò per la prima volta in maniera completa del mondo radicale. Tra la stampa il "Corriere della Sera", dedicò particolare attenzione alla lotta radicale grazie all’intervento di Pier Paolo Pasolini, che esaltò inoltre la loro nonviolenza e la totale estraneità al potere politico: "Caro lettore... Marco Pannella è a più di settanta giorni di digiuno... per l’informazione laica e in particolare il diritto all’informazione delle minoranze laiche... Si tratta di una richiesta di garanzie di normalissima vita democratica...questo principio assolutamente democratico è attualizzato da Pannella attraverso l’ideologia della nonviolenza... Ora ti meraviglierai profondamente, caro lettore, nel conoscere le iniziali ragioni per cui Pannella e altre decine di persone hanno dovuto adottare questa estrema arma del digiuno...Nessuno infatti ti ha informato... invece eccole: La garanzia che fosse concesso dalla RAI un quarto d’ora di trasmissione alla LID... la garanzia che il Presidente della Repubblica desse un’udienza pubblica ai rappresentanti della LID e del Partito Radicale..." . Pochi giorni dopo anche il settimanale "Il Mondo" pubblicò un’intervista di Pasolini a Pannella in cui il leader radicale accusava i mezzi di informazione di essere attigui al "regime": "...Noi diciamo che il regime si chiude. L’insensibilità della stampa, per settanta giorni, al nostro caso, è stata una dimostrazione enorme di questa nostra affermazione...Quando si può dire che un regime è tale? Lo si può dire quando esso non ha più bisogno della violenza perché i suoi valori siano accolti "da tutti"...Se davvero crediamo nella libertà come metodo, se siamo dei libertari, allora dobbiamo appunto considerare la libertà come un fine..." .

Queste azioni portarono ad attriti con il mondo politico e soprattutto con il PCI, ormai proiettato nell’ottica del compromesso storico , che rivendicò la non centralità del tema dei diritti civili e rifiutò atti simili compiuti da minoranze: "Per quanto riguarda le richieste di Pannella... non le consideriamo neppure il centro della problematica urgente della vicenda nazionale... e non pensiamo neppure che i gesti, disperati o clamorosi, servano a qualcosa... i suoi metodi non ci consentono di cambiare parere sulla richiesta degli otto referendum, che riteniamo sbagliata" . Agli inizi del 1975 il PR si prodigò per raccogliere firme per un referendum abrogativo per l’aborto e il 5 febbraio di quell’anno, grazie all’appoggio de "L’Espresso", furono consegnate in Cassazione ben 750000 firme per un referendum che avrebbe dovuto tenersi nella primavera dell’anno successivo.

Al XV Congresso svoltosi a Firenze nel Novembre del 1975, il PR constatò la sua crescita non solo come bagaglio di esperienze ma anche come organizzazione interna, consistentemente accresciuta e come interesse da parte di altri partiti . Il principale interlocutore politico fu individuato nel PSI e intenzione dei radicali fu non solo di preparare un comune programma politico di legislatura, ma anche di creare un rapporto federativo tra i due partiti, con le rispettive autonomie. Nonostante la vicinanza politica con i socialisti e la volontà dei radicali di creare in Italia una componente socialista e libertaria, nel 1976, come abbiamo già visto, il partito decise di tentare il grande passo dell’esperienza parlamentare e di presentarsi da solo alle elezioni politiche. Durante la campagna elettorale i radicali dopo un iniziale ostracismo della Rai e dopo un nuovo digiuno riuscirono ad ottenere l’accesso alle trasmissioni Tv per esprimere le loro idee. Il messaggio elettorale dei radicali, caratterizzato da un linguaggio diretto e dissacrante, verteva in primo luogo sulla difesa dei diritti civili e in secondo luogo sull’invito alle forze di sinistra di desistere dalla continua ricerca di accordo con la DC. Il PR ottenne l’1,1 % dei voti (394.439) e 4 deputati . Così il partito riuscì a mutare la sua condizione da promotore di lotte extraparlamentari a forza politica in grado di portare proprio dentro le istituzioni le proposte. L’esiguo gruppo parlamentare radicale cercò subito di instaurare rapporti di collaborazione con il PSI, proposta che venne subito rigettata dai socialisti . Il tentativo costante del gruppo radicale di aprire in Parlamento un dialogo con il resto della sinistra dette scarsi risultati: nella legislatura infatti della cosiddetta "solidarietà nazionale", il progetto radicale risultò inattuabile e Pannella e gli altri esponenti radicali si batterono contro la politica messa in atto dalla maggioranza della DC e del PCI.

Con la votazione del governo Andreotti nell’agosto 1976, che ebbe anche il sostegno attraverso l’astensione dei laici (PRI, PSDI) e della sinistra storica (PSI, PCI), il Partito Comunista entrò di fatto nell’area governativa: "Era nata attraverso la convergenza dei partiti del cosiddetto "arco costituzionale" una nuova stagione politica che relegava i radicali in un ruolo assai difficile e assolutamente singolare di oppositori quasi unici (Insieme a Democrazia Proletaria)...".

Conseguente fu quindi l’isolamento parlamentare dei radicali che votarono contro per numerosi provvedimenti come per esempio la legge sull’aborto che nacque come frutto di compromessi fra cattolici e comunisti. Il momento di massimo isolamento parlamentare si delineò all’inizio di marzo del 1977, quando al momento della discussione dello "Scandalo Lockheed" e della messa sotto accusa dei tre ex ministri Rumor, Tanassi e Gui, il capogruppo radicale Pannella chiamò in causa il presidente della Repubblica Giovanni Leone, e chiese un allargamento dell’indagine per accertare le sue responsabilità. Questa linea di azione radicale che mirò soprattutto ad allargare il processo al regime democristiano, mostrando come lo scandalo non fosse un’eccezione, ma una normale gestione di potere, rimase però isolata. L’esperienza parlamentare dei radicali confermò che l’azione parlamentare si sarebbe potuta rafforzare solo con un’azione diretta nel paese e quindi con il progetto referendario. Il Congresso di Napoli del novembre 1976 confermò questa strategia: "...solo con il consenso popolare espresso attraverso milioni di firme di democratici che non si consegnano al compromesso concordatario...sarà possibile impedire che in questa legislatura la DC crei le premesse per rovesciare i successi della sinistra, bloccare ogni volontà e possibilità di alternativa, di rinnovare e consolidare il proprio potere" .Il referendum rimase quindi per i radicali l’unico mezzo per scardinare il sistema che si era venuto a creare e per eliminare leggi che impedissero libertà individuali e collettive. Nell’Aprile del 1977 infatti, il PR aprì la campagna per la raccolta firme dirette a richiedere otto referendum, tra cui quelli per l’abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti, della legge Reale sull’ordine pubblico e sull’articolo del codice penale fascista sul delitto di aborto . I radicali attribuirono a questi otto referendum un significato oltre che di rottura degli equilibri statici del sistema politico, di trasformazione a vantaggio delle forze di sinistra: "I radicali consideravano lo strumento referendario l’iniziativa più adatta per scuotere l’immobilismo e per dare fiato alle istanze di chi non accettava la politica del "compromesso storico"" . La campagna a cui aderirono Lotta Continua, movimenti minori e singoli militanti di sinistra, si concluse positivamente con la consegna alla Cassazione, nel giugno, delle firme necessarie: "...oltre 700000 firme per ciascuna richiesta di referendum per un totale di cinque milioni e mezzo di adesioni" . Con l’uso positivo del meccanismo referendario i radicali ritrovarono così la loro dimensione di sempre, di movimento operante nella società per un rinnovamento politico e sociale. La Corte Costituzionale non ammise i referendum sui codici e l’ordinamento giudiziario militare, sul Concordato e sul codice penale fascista ; si votò quindi solo sul finanziamento ai partiti e sulla legge Reale, visto che per i manicomi, la Commissione Inquirente e l’aborto furono emanate nuove leggi.

L’esito referendario dell’1112 giugno 1978 non fu però positivo, anche se la richiesta di abolizione del finanziamento ottenne il 43 % dei voti e l’abolizione della legislazione straordinaria sull’ordine pubblico il 23%, malgrado nessun altro partito si fosse dichiarato favorevole: un partito con poco più dell’uno per cento aveva fatto breccia su un’altissima percentuale di elettori. La scelta referendaria era ormai divenuta il nuovo strumento per combattere i partiti della maggioranza e soprattutto la DC che secondo i radicali aveva trasformato la propria egemonia in una sorta di vero e proprio "regime": "I diritti civili dovevano essere il terreno adatto per nuove aggregazioni, destinate, secondo i radicali, a risultare maggioritarie e vincenti...di qui la dimensione strategica dei referendum...il voto polarizzato su due scelte, il "si" e il "no", avrebbe comportato necessariamente una bipolarizzazione dello scontro politico e cioè una spinta verso la ricomposizione degli schieramenti in una parte progressista ed in una parte conservatrice facente capo alla DC, considerata la vera destra storica del paese" .

Tra l’inverno del 1978 e il marzo 1979 i radicali misero a punto un nuovo "pacchetto" referendario. Le richieste furono dieci : Legge Cossiga (ordine pubblico), reati di opinione, riunione e associazione, ergastolo, caccia, porto d’armi, tribunali militari, legalizzazione delle droghe leggere, centrali nucleari, smilitarizzazione della Guardia di Finanza, più tre sull’aborto, di cui uno radicale volto a garantire un pieno diritto all’interruzione di gravidanza .

Proseguì nel frattempo la felice stagione elettorale radicale: nelle elezioni politiche del 1979, anche per effetto di consensi venuti meno al PSI da parte dei suoi tradizionali elettori che non si riconoscevano nella politica di Craxi, il PR, che candidò fra gli altri lo scrittore Leonardo Sciascia, raggiunse il 3,4% dei voti, con 17 deputati e 2 senatori . Dopo questo consistente successo per un piccolo partito, i radicali preferirono continuare sulla linea del movimento agile, sciolto da ogni impaccio burocratico, evitando così di agire alla stregua di tutti gli altri partiti. In questo periodo oltre agli elementi più attivi da tempo emerse Adele Faccio, Adelaide Aglietta, Emma Bonino, e Francesco Rutelli, obiettore di coscienza, in prima linea per far chiudere la centrale nucleare in provincia di Latina e eletto segretario del partito nel 1981. Accanto a questi troviamo alla presidenza del partito personalità della cultura come lo scrittore Elio Vittorini e dagli anni’80 il prof. Bruno Zevi. Il 9 febbraio 1981 la Corte Costituzionale ammise sei dei dieci referendum radicali per i quali la votazione fu fissata per la primavera dell’81: il referendum sull’ordine pubblico ottenne il 14,9 % di "Sì" e l’85,1% di "No", l’ergastolo il 22,6% di "Sì" e il 77,4 di "No", il porto d’armi il 14,1% di "Sì" e l’85,9% di "No". Anche i quesiti sull’aborto furono bocciati, il referendum radicale ottenne infatti l’11,65% di "Sì" e l’88,4% di "No". Negli anni ‘80 l’interesse del PR si intensificò attorno ai temi della non violenza e della disobbedienza civile e si allargò oltre i confini italiani, specie contro lo sterminio per fame delle popolazioni del terzo mondo con richieste tendenti ad assicurare una iniziativa in proposito del Parlamento italiano. Dal 1981 l’iniziativa centrale del PR divenne l’impegno contro lo sterminio per la fame nel mondo e l’azione radicale si concentrò attraverso marce, digiuni collettivi e il manifesto firmato nell’estate di quell’anno, da 54 premi Nobel, che invitava i governi a mobilitarsi per l’obiettivo minimo di tre milioni di persone da salvare dallo sterminio.

Nel frattempo i radicali non persero l’attenzione verso i problemi interni e constatando la situazione politica dominata dai partiti, decisero nel 1983 di presentarsi autonomamente e ottennero il 2%, 11 deputati e un senatore, diminuendo così i voti conseguiti alle precedenti elezioni . In quegli anni i radicali, da sempre contro la politica messa in atto dai grandi partiti, coniarono il termine tristemente famoso di "partitocrazia" e proprio contro ciò, nell’87 i radicali non parteciparono alle elezioni, invitando i cittadini ad uno sciopero elettorale.


Nel XXXIV Congresso, svoltosi a Bologna, nel gennaio dell’88, i radicali decisero di non presentarsi più come tali alle elezioni politiche: nacque così una nuova formazione "transnazionale e transpartitica", priva delle classiche strutture partitiche territoriali e pronta invece a proseguire le iniziative che superassero la logica dei confini nazionali, in particolare sui problemi dei diritti umani e sui problemi dell’inquinamento, auspicando inoltre il tema federalista della costituzione degli Stati uniti d’Europa. L’idea della sovranazionalità del partito, venuta da Pannella, suscitò non poche perplessità nella stessa compagine radicale anche perché serpeggiarono malumori nei confronti di una leadership carismatica che apparve contraddittoria per un partito che si proclamava libertario. Proseguì quindi l’esperienza transnazionale del partito e proprio in nome di ciò il XXXV Congresso si svolse a Budapest, nell’aprile dell’89 ; nel corso di questo congresso il segretario Sergio Stanzani rivendicò la lungimiranza della scelta che aveva trasformato un partito di italiani in un partito composto da oltre 50 etnie europee, africane, asiatiche . Il Partito Radicale transnazionale e transpartito continuò sulla sua strada aggiungendo ai consueti temi, anche la lotta contro ogni forma di proibizionismo in materia di stupefacenti e l’impegno contro la pena di morte, da abolire in tutti i paesi. A partecipare alla vita politica italiana restò una nuova formazione politica, un movimento creato da Pannella e denominato proprio Lista Pannella per sottolineare la personificazione del partito e per simboleggiare il valore della persona da eleggere mediante il sistema uninominale, propugnato da sempre dai radicali. Lo stesso movimento, creato nel 1992, si è progressivamente avvicinato al Polo di centrodestra e in particolare a Forza Italia, per poi distaccarsene quasi subito per inevitabili divergenze di carattere politico, preferendo così ancora una volta rimanere, a prezzo del rischio di un totale isolamento, un soggetto politico fuori dagli attuali schieramenti.