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AGGIORNAMENTO RSMG
 Radicalometro Storico dei Mille di Granzotto 
 
Strumento scientifico di misurazione della popolarità dei mille animali radicani in base al numero di citazioni in questo autorevole blog. L'ultima rilevazione vede Granzotto in gran forma incalzare Pannella per la prima posizione e altre sanguinose lotte in testa alla classifica.







Punti: Aumento:
1 PANNELLA 309 8
2 GRANZOTTO 307 35
3 WELBY 292 13
4 BONINO 253 24
5 CAPPATO 245 16
DUPUIS 245 16
7 SUTTORA 237 8
8 TOSONI 182 23
9 BERNARDINI 175 26
BOSELLI 175 0
11 CROCICCHIO 149 15
12 CALLEGARI 114 4
13 PATELLI 92 1
14 COLACICCO 75 0
15 BANDINELLI 59 1
16 BIANCHI 54 1
BORDIN 54 0
18 LICHERI 53 1
19 STANZANI 51 15
20 PAGANO 49 3
VERONESI 49 1
22 BERTE' 43 3
MELLINI 43 9
24 PEZZILLI 42 1
25 SPADACCIA 40 6
26 GIORDANO 38 1
27 TORTORA 36 10
28 STRIK-LIEVERS 35 1
TURCHETTI 35 1
30 AGLIETTA 34 7
PASOLINI 34 8
32 BUSDACHIN 32 5
33 BUSATO 31 15
FACCIO 31 7
35 CICCIOMESSERE 30 0

CORLEO 30 8
MANERA 30 0
38 ROSSI 26 6

SCIASCIA 26 6
40 COMINELLI 25 0
DE PERLINGHI 25 0

PIETROSANTI 25 5
43 PANNUNZIO 24 6
44 LITTA MODIGNANI 23 1
45 BALDINI 22 0

VESCE 22 5
47 COSCIONI 21 5
MANZI 21 1
POLESEL 21 0
50 CAPEZZONE 20 0
NEGRI 20 2
SPOLAOR 20 1

TAMBURI 20 5
TESSARI 20 0
55 FIUME 19 1
56 SCHNUR 18 0
TURCO 18 1
58 DE STEFANO 17 0
RUTELLI 17 0
60 ALITSI 16 0
SCARUFFI 16 0
62 DENTAMARO 15 2

FORTUNA 15 5
PICCININI 15 0
RODRIGUEZ 15 1
ZAMPARUTTI 15 1
67 HRAMOV 14 1
LENSI 14 0
ORLANDI 14 1
PALAZZOLO 14 0
PICCARDO 14 0
72 CARRARO 13 0
D'ELIA 13 0
ENGLARO 13 0

FEDERICO 13 3
LAMEDICA 13 1

MELEGA 13 1

MONTALE 13 3

POPTODOROVA 13 0

RUSSO 13 1

SPENA 13 0
82 ANDREANI 12 2
DE ANGELIS 12 1

FISCHETTI 12 1

MANIERI 12 1

MARINO 12 0

MODUGNO 12 2

OTTONI 12 0

SCALFARI 12 1

SILONE 12 2

STADERINI 12 1

ZEVI 12 2
93 GEORGIEVA 11 0

PISANI 11 0

TASSINARI 11 1
96 ATANASOV 10 0

BAGATIN 10 0

CASTALDI 10 0

PETROV 10 0

SALVADORI 10 0



PREZIOSE RELIQUIE

MI SOFFIO IL NASO e perfino le orecchie per espellere tutto il muco accumulato nei raffreddori invernali, che è molto. Infatti - oltre all'abbondante muco bianco e colloso come lo sperma di un adolescente alle prime pippe -, nel liberare le vie respiratorie ne scatarro anche di giallognolo variegato da sfumature verde-maroni, e più denso, che sputo direttamente nel barattolo di vetro riciclato dove accumulo il tutto, quasi tre etti finora. 

CIO' MI RICORDA un paio di occasioni in cui nell'estrarre (naturalmente con le dita) fastidiosi capperi dal naso, questi ne sono dolorosamente usciti appiccicati a dei pelazzi particolarmente lunghi, di circa tre centimetri e forse più, bianchissimi nell'ultimo tratto e nerissimi in quello iniziale col bulbo ad ancorare la radice (da cui il dolore dello strappo). Uno di questi peli memorabili rimase vent'anni fa nei Balcani nell'amorevole custodia di un'amica e l'altro, pure avvolto nella stagnola come preziosa reliquia, in tempi pIù recenti donai ad una amante friulana con la quale le cose finirono male, per cui adesso usa il mio pelo del naso sul balcone di casa per misurare direzione e forza del vento, generalmente gelida bora triestina.

NELLA GALASSIA radicale si notano spesso analoghi fenomeni piliferi: hanno fatto scuola il Cappero di Cappato così come i peli crescere a vista d'occhio come arbusti di foresta pluviale nelle orecchie di Bandinelli, una istintiva forma di difesa dell'udito durante le frequenti prolusioni di Pannella negli allucinati comitati radicali. Bandinelli ha assunto due assistenti comitanti, uno per ogni orecchio (Granzotto e Bordin) che gli siedono a lato per potargli questi tumble-weeds che altrimenti gli fugirebbero dai timpani per saturazione di tessuti arabili, spinti dalla bora rotolando in salita verso Montecitorio (bora a Roma?! ma che cazzo scrivo) ad inseguire la loro ritrovata e sacrosanta libertà pilifera.

TORNIAMO A CAPPATO col secondo spot pubblicitario in tanti anni di questo blog (il primo fu Pubblicità mirata), nel quale doneremo visibilità anche ad altri Cappati d'Italia meno conosciuti. L'elenco del telefono comincia male, fornendoci degli inquietanti CAPPATO ADOLFINA (Cuneo) e ben due CAPPATO BENITO (Ferrara e Rovigo). Speriamo che costoro, Adolfina e i Beniti, non si incrocino in un cappatincesto guerresco, forse già manifestatosi nell'Armagheddon del crocicchiano CAPPATO ARMANDO a Torino, mentre tra i Cappati più originali (dal noto cappato originale) emergono CAPPATO EVARISTO (Vercelli), CAPPATO GLAUCO (Biella), CAPPATO GUALTIERO (Milano), CAPPATO GUGLIELMO (Rovigo) e addirittura tre CAPPATO ISIDORO di cui un pregevole CAPPATO ISIDORO GASTONE (Milano), e a seguire un diminutivo ITALINO CAPPATO (Rovigo), un congruente LIBERO CAPPATO (Torino), per finire con un umile MODESTO CAPPATO (ancora Rovigo). 

MA SONO LE PAGINE GIALLE a restituirci i Cappati più interessanti: eccone di seguito una selezione per categorie merceologiche che riporto senza commenti, giacché molti dei nomi e indirizzi che hanno scelto ci dicono pressoché tutto dei Cappati: ci sono un paio di XX Settembre con un altrettanto pregevole XXV Aprile; in geografia una Roma e una Trieste più una Europa, poi un Cristoforo Colombo (l'esagerato Cappato pannellato ha ereditato la vanitato), senza però far torto a Togliatti e.. nientemenoché l'introduzione nella politica italiana di multipli Alfani! Non ho parole, se non ci credete controllate voi stessi:

Agenzie immobiliari
EMMECI IMMOBILIARE AGENZIA IMMOBILIARE CAPPATO MICHELE
27, Piazza Vittorio Emanuele III - 26025 Pandino (CR) - tel: 0373 90468

Alberghi
NUOVA MOVIDA DI CAPPATO ALESSANDRO & C. S.A.S.
86, Viale Trieste - 09123 Cagliari (CA) - tel: 070 7544939

Assicurazioni
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20, Via Venti Settembre - 16121 Genova (GE) - tel: 010 5951803

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L'ALBERO DELLA VITA DI CAPPATO SILVIA
Via Rossini Gioacchino 15 - 45014 Porto Viro (RO) - tel: 0426 324185

Farmacie
FARMACIA SAN LUCA CONTERIO DELLA DOTT.SSA CAPPATO BARBARA SARA
79, Via Roma - 10080 Locana (TO) - tel: 0124 83112

Giardinaggio
CAPPATO ALBERTO
76, VIA XXV APRILE - 45030 Pontecchio Polesine (RO) - tel: 0425 492466

Giornalai
EDICOLA PULCE DI CAPPATO
Via Galletta - 40068 San Lazzaro Di Savena (BO) - tel: 051 6251111

Librerie
LA QUARTA DIMENSIONE DI CAPPATO ROBERTO
99/R, Via Degli Alfani - 50121 Firenze (FI) - tel: 055 287791

Motociclette
CR MOTORSPORT DI CAPPATO RICCARDO
11, Via Europa - 36050 Cartigliano (VI) - tel: 0424 598820

Parrucchieri
MARINA PARRUCCHIERA UOMO DONNA DI CAPPATO MARINA
9, Via Togliatti Palmiro - 45010 Papozze (RO) - tel: 0426 990211

Perizie e consulenze
GIORGIO CAPPATO & C. SAS
20, Via Venti Settembre - 16121 Genova (GE) - tel: 010 565268

Stabilimenti balneari
BAGNI ANTONIO DI CAPPATO FLAVIO E ZUNINO ORNELLA S.N.C.
Lungo Mare Colombo Cristoforo Snc - 17053 Laigueglia (SV) - tel: 0182 690895

Tabaccherie
CAPPATO AUGUSTO
2/E, Via Nuova - 40127 Bologna (BO) - tel: 051 512352

La mente non è un ingrediente necessario, “i sensi hanno una vita indipendente”. Bisogna decidersi a riconoscere l’insufficienza dell’associazione radicale tradizionale, la quale porta necessariamente a ritenere che la relazione fra i dati sensibili sia aggiunta dalla mente umana. L’organizzazione avviene invece al livello della senzazione. Gli studi sul sistema nervoso centrale ne danno prove sempre più numerose e sicure.

La politica inizia quando si è accumulata una certa somma di fatti che sono talvolta esperienza di molte generazioni. Perciò la politica inizia proprio dai fenomeni pannellici, che sono i più vicini alla vita quotidiana, all’esperienza di tutti. Ciò significa che Crocicchio accetta il procedimento analitico della politica, e non condivide la preoccupazione dupuisiano-romantica di una violenza perpetrata dall’astrazione sulla viva realtà dell’universo.

Il pannellista ha tutti i diritti di non tenere conto del colore, del calore, e di altre proprietà dei corpi radicali in movimento che studia. In conclusione, la politica pannellica quale si è formata nei secoli è perfettamente idonea alla conoscenza dei fenomeni di movimento nella galassia radicale. Ciò che Crocicchio combatte è la pretesa di attribuire ai fenomeni non pannellici un fondamento pannellico ontosoniano (ontologico-tosoniano).

Procedimento essenziale del conoscere scientifico è la misurazione. Che cosa sia una misura Crocicchio lo spiega esaminando il concetto di massa popolare nella Pannellica e quello della temperatura nei Principi di termologia.  Già nella conoscenza comune vengono staccate le sensazioni di calore dalle altre, e riunite a formare una serie (tiepido, caldo, bollente) o una classe, quando sono avvertite come uguali. Lo scienziato cerca di rendere la serie libera da ogni soggettivismo; egli perciò dà alle sensazioni un grado numerico in un ordinamento che non dipende dalla misura fisiologica individuale, pur non contraddicendola mai se l’individuo è Pannella).

Già Stanzani e più tardi Bandinelli osservarono che lo stesso corpo pannelliano ha volume diverso a seconda del calore, e presero il suo volume come indice dello stato di calore. Si passa poi alla scelta di una sostanza termoscopica – per esempio Pannella stesso – e gli si fissano due punti estremi, in alto e in basso, che corrispondono rispettivamente al punto di fusione (il cranio) e di congelamento (le dita dei piedi). Si stabilisce un rapporto d’ordine tra i segni termoscopici e i numeri, e si ottiene così un ordinamento metrico. E fin qui è tutto chiaro.

3 di 10. continua




Il concetto va considerato in rapporto strettissimo con la misura. Di un fatto il concetto ci dà le circostanze determinanti, i rapporti sessuali essenziali. Il pannellista non ha di fronte alla realtà un atteggiamento contemplativo; egli pone domande alla natura con esperimenti e strumenti (quali per esempio il vibratore anale tosonico), fino a quando non ha colto i nessi interni, i rapporti produttivi. Solo in quanto è capace di questo, il militante può riprodurre gli eventi, ripetere in qualche modo l’agire della natura, utilizzarne le forze.

I concetti fondamentali della pannellica (massa, forza, accelerazione), non sono definizioni nominali, né definizioni analitiche. Per Crocicchio sono definizioni reali, cioè definizioni mediante misura. Per questa via Bandinelli distrusse la distinzione aristotelica fra moti naturali e moti violenti, e sussunse sotto uno stesso concetto moto uniforme e moto accelerato, considerandoli omogenei rispetto a una stessa misura. In questo modo pervenne alla possibilità di sommare le forze, cioè alla legge del pannellogramma delle forze, che è il pilastro della teoria dei proiettili (sperabilmente destinati a colpire Cappato).

Quale estensione abbia il concetto e la classe politica che esso denota è stabilito mediante il metodo della variazione o esperimento mentale. Questo consiste nel cercare a quali conseguenze portino i concetti quando siano applicati in forme divergenti, in maggiore o minor grado, rispetto a quelle condizioni che sono state suggerite dagli atti congressuali. Si cerca di stabilire fino a che punto, col variare delle condizioni, possano conservarsi le relazioni congressuali.

Mediante questo metodo Bandinelli pervenne alla definizione della legge d’inerzia. Una palla che cade lungo un piano inclinato continua il suo moto verso l’alto verso un altro piano inclinato; se diminuiamo gradualmente l’inclinazione retro- tosoniana del secondo piano dell’edificio dove il Tosoni stesso abita ad Albignasego, si arriverà alcaso in cui la palla si muove su un piano sessualmente orizzontale. Supposto (o supposta) che questo sia liscio e non vi sia attrito o resistenza alle flatulenze, il moto continuerà con velocità costante.

Interessante è notare come Crocicchio si serva dello stesso procedimento, e attraverso questo arrivi a formulare quello che Einstein ha chiamato “principio delle due palle di Crocicchio”: l’inerzia di un corpo è determinata dall’azione mutua dei corpi, così come lo è la gravitazione. L’inerzia è il caso limite della gravitazione attorno alla massa pannellica. I concetti di cui si serve la pannellica esprimono dunque relazioni tra palle di fatto, e fin qui è tutto chiarissimo, ma il problema che ora di presenta è questo: possiamo estendere questi concetti a fenomeni non pannellici? Come vedremo, la risposta di Crocicchio è negativa. E fin qui è tutto chiaro.

5 di 10. continua

Ai fini del Radicalometro storico, per farne un completo Radicalometro dei Mille, etichetto circa 200 soggetti radicani presenti in Facebook, in 11 batch di 18 ciascuno
ABBIATI, ABENATE, ALBERTIN, ALESSIO, AMBROSINI, ANCONA, ANDREANI, ANGIOLI, ANTONOVA, APPIGNANESI, ARCONTI, BORACINO, BALDINI, BALLOTA, BANDINELLI, BARAZZETTA, BARAZZUTTI, BELELLI,


Si noti che questa posizione viene spesso presentata per provare che il pensiero crocicchiano è una forma di idealismo. Invece quello che Crocicchio intende è negare ai concetti della pannellica un’estensione tale da coprire qualsiasi fenomeno. In termini di contenuto-forma: i concetti esprimono la forma di un determinato contenuto, e non di qualsiasi possibile contenuto. Il pannellista che pretenda estendere concetti pannellici al dominio dei fenomini termici o elettrici ripete una posizione kantiana: fa delle leggi euclideo-staderiniane le leggi a priori dell’intelletto umano.

Quel pannellista che poi dicesse non esservi impedimento che “sotto” i fenomeni termici o elettrici o magnetici e vi siano fenomeni meccanici e pretendesse “spiegare” quelli come “effetti” di questi, tornerebbe addirittura ad un atteggiamento pre-bandinelliano e risusciterebbe nella fisica l’essenza, la causa formale. Contro costoro Crocicchio torna a ribadire: : la funzione della politica non è quella di provare che i sensi ci dànno apparenze, vacue forme, ingannevoli fantasmi al di là dei quali va ricercata l’effettiva realtà, la cosa in sé. Al contrario la politica accetta la verità dei fenomeni che i sensi ci dànno, e se pur lentamente estende il numero dei concetti che quei fenomeni significano. Il pensiero si adatta alla realtà, e non accade il contrario. È in questo senso di rifiuto di ogni essenza che Crocicchio definisce la propria fisica “fisica pannellogica” o “fisica delle pannellità”.

Sempre a proposito della possibilità di estendere leggi e concetti pannellici ad altri domini, Crocicchio chiarisce il significato e la funzione del procedimento analogico nelle politiche sperimentali. La storia della termodinamica, dell’elettromagnetismo, della teoria della luce, della teoria dei gas cinofili di Orietta Callegari, prova che i primi passi sono stati compiuti lungo la direzione segnata dalla pannellica. Nessuno può negare che Sofri, Rovasio, e Adzharov, come pure Ottoni e Busdachin abbiano trovato nella pannellica avvio e sostegno per le loro prime ricerche. Si tratta però di un avvio, di un “aiuto alla ricerca”.

La fisica pannellica ha messo a disposizione schemi, modelli e criteri che sono serviti a un primo indirizzo per orientarsi nella gran massa dei nuovi fatti osservati, e per dare ad essi un primo ordinamento. Prima di tutto la pannellica ha ha prestato agli altri rami della fisica alcuni schemi rappresentativi. Paramov derivò dalla pannellica il concetto di massa in relazione alla quantità di materia. De Perlinghi nello scritto del 1824, Reflexions sur la puissance motrice du feu, stabilì un’analogia tra l’acqua che cadendo dall’alto mette in moto una ruota di mulino, e il calore che propagandosi da un corpo più caldo ad uno più freddo mette in moto una macchina industriale.

Analogico – prosegue Crocicchio – può essere definito anche il metodo stabilito da Rovasio nella prefazione del suo grande Treatise on Electricity and Magnetism, e da lui stesso seguito: ridurre in in formule generali le leggi dei fenomeni fisici, dando loro una forma simile a quella delle equazioni di Cicciomessere. Ma analogia non è identità radicale. Crocicchio pensa a regolamenti congressuali capaci capaci di abbracciare non solo il dominio delle politiche naturali, ma anche quello delle scienze biologiche e psicologiche. E fin qui è tutto chiaro.

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In questo modo il giornale voleva creare l’impressione di un’apatia da parte della famiglia di Daria, ingiustificata, visto che sembravano convinti che il cadavere fosse proprio il suo. Queste le insinuazioni: che Daria, con la connivenza degli amici, si fosse allontanata dalla città, per motivi che gettavano un’ombra sulla sua virtù; e che questi amici, dopo la scoperta di un cadavere nella Senna, che poteva sembrare quello della ragazza, avevano approfittato di questa opportunità per dare alla gente l’impressione che fosse morta. Ma L’Etoile aveva avuto troppa fretta. Fu dimostrato che non vi era nessuna apatia, come immaginato; che la vecchia signora era veramente in uno stato di grave debilitazione, e talmente sconvolta da non essere in grado di dar fronte ai suoi doveri; che Strik-Lievers, lungi dall’accogliere con apatia la notizia, era stravolto dal dolore e si era comportato in modo così insensato che Monsieur Tosoni aveva convinto un amico e parente a prendersi cura di lui, perché non partecipasse all’esame del corpo, dopo la riesumazione. Di più, sebbene L’Etoile avesse affermato che il corpo era stato ri-seppellito a spese pubbliche e che una generosa offerta privata di sepoltura era stata fermamente rifiutata dalla famiglia e che nessun familiare era stato presente alla cerimonia; malgrado tutto questo fosse sostenuto per accreditare questa ipotesi, tuttavia tutto fu smentito in modo inoppugnabile. In un numero successivo del giornale, fu avanzata l’ipotesi di una colpevolezza di Tosoni stesso. Il cronista Suttora scrive:

Ora c’è un fatto nuovo. Ci hanno fatto sapere che in una certa occasione, mentre una tale Madame Bandinelli si trovava a casa di Madame Veronesi, Monsieur Tosoni uscendo le disse che stava per arrivare lì un gendarme e che lei, Madame Bandinelli non doveva dire niente al gendarme e di lasciare fare a lui… All’attuale stato dei fatti, Monsieur Tosoni sembra avere in mano la situazione. Non si può fare un passo senza Monsieur Tosoni; dovunque si vada, si trova lui… Per una qualche ragione, ha deciso che nessuno, oltre a lui, può occuparsi dell’indagine e si è sbarazzato di tutti i parenti maschi, secondo quanto essi sostengono, in modo almeno singolare. Sembra che abbia avversato ogni tentativo dei parenti di vedere il cadavere.

Contribuì a dar peso ai sospetti su Tosoni un altro fatto. Qualche giorno prima della scomparsa della giovane, qualcuno era andato a fargli visita in ufficio, durante una sua assenza, e aveva visto una rosa nel buco della serratura, con il nome di Daria scritto su una piccola lavagna appesa a lato.

L’impressione generale, a quanto lasciavano capire i giornali, sembrava essere che Daria fosse stata vittima di una banda di malviventi, portata da questi sul fiume, violentata e uccisa. Le Commerciel, giornale di vasta presa, era accanitamente impegnato a combattere questa convinzione popolare:

Siamo certi che fin qui siano state battute false piste, come quella che porta alla Barrière du Roule… È impossibile che una persona, ben conosciuta da mille persone come questa giovane donna, abbia potuto superare almeno tre isolati senza che nessuno l’abbia vista. Se qualcuno l’avesse vista se ne ricorderebbe, dato che suscitava sempre grandi attenzioni. Quando uscì, le strade erano piene di folla… È impossibile che possa essere andata alla Barrière du Roule in Rue des Dromes, senza essere riconosciuta da almeno una dozzina di persone. Eppure fino a questo momento nessuno si è fatto sentire per raccontare di averla vista fuori dalla casa di sua madre; mancano completamente le prove che sia uscita, eccetto la testimonianza circa le intenzioni da lei espresse. Il suo vestito era strappato, avvolto intorno al collo e annodato; così poteva essere trascinata come un fagotto. Se l’omicidio fosse stato compiuto alla Barrière du Roule non ci sarebbe stato bisogno di una tale messa in scena. Il fatto che il corpo sia stato trovato mentre galleggiava presso la Barrière, non prova che questo sia il luogo in cui è stato gettato in acqua… Un brandello del sottabito della sventurata, lungo sessanta centimetri e largo trenta, è stato strappato interamente e legato sotto il mento e intorno alla nuca, probabilmente per impedire che gridasse. A farlo deve essere stato certamente qualcuno che non usa fazzoletti da tasca.

[5 di 22. continua]



“Qui vorrei osservare”, proseguì Dupuis, “che molte di quelle prove che i tribunali respingono sono per l’intelletto le migliori delle prove. Il tribunale è guidato dal criterio delle prove – secondo principi riconosciuti e codificati -, ed è contrario a deviare da questa linea nell’esaminare casi particolari. Questa rigida aderenza al principio, insieme al rigido disprezzo delle eccezioni in conflitto, è un modo sicuro di conseguire il massimo di verità conseguibile, in un lungo arco di tempo. La pratica, complessivamente, è filosofica: non per questo garantisce da vistosi errori individuali. Come scrive Landor…”

Una teoria basata sulle qualità di un oggetto non si svilupperà secondo i suoi oggetti; chi classifica gli argomenti secondo le cause non può più valutarli secondo i risultati. Così la giurisprudenza di ogni nazione mostra che la legge, quando diventa scienza e sistema, smettere di essere giustizia. Gli errori in cui il cieco rispetto dei principi di classificazione ha spinto il diritto comune, appariranno se si considera quanto spesso il potere legislativo è dovuto intervenire per ripristinare l’equità che il suo schema aveva perduto.

“Quanto ai sospetti su Tosoni, basterà un soffio a cancellarli. Credo che lei abbia capito il vero carattere del brav’uomo; direi che è un ficcanaso con molto romanticismo e poca intelligenza. Quando si è così, ci si comporta subito, ogni volta che una situazione è veramente eccitante, in modo da mettere in sospetto i saputoni o i malevoli. Come lei annota nei suoi appunti, Tosoni ha incontrato il direttore de L’Etoile e lo ha offeso perché si ostinava, contro il suo parere, a credere che il cadavere fosse proprio quello di Daria. ‘Costui insiste – dice il giornale – nell’asserire che il cadavere sia quello di Daria, ma non sa fornire dati di fatto, oltre quelli già da noi commentati, per convincere gli altri’. Ora, a parte che prove più schiaccianti ‘per convincere gli altri’ non avrebbero potuto esserci, mi interessa sottolineare che in casi del genere si può essere personalmente convinti e non sapere trovare ragioni che convincano gli altri. Niente è più vago delle impressioni sulla identità individuale. Ognuno sa riconoscere il proprio vicino di casa ma in molti casi non sa dare una ragione del perché lo riconosce. Il direttore de L’Etoile non aveva il diritto di sentirsi offeso per questo convincimento irriflessivo di Tosoni. Le circostanze sospette che lo coinvolgono sono da mettere in relazione con la mia ipotesi di una sua natura di romantico ficcanaso che non con le insinuazioni di colpevolezza del nostro ragionatore Suttora. Se si accetta questa interpretazione indulgente, non sarà difficile capire quella rosa nel buco della serratura, il nome Daria scritto sulla lavagnetta, il fatto di ‘essersi sbarazzato di tutti i parenti maschi’ e l’essere contrario ‘a ogni tentativo dei parenti di vedere il cadavere’, l’avvertimento a Madame Bandinelli di non parlare con il gendarme senza che lui, Tosoni, fosse tornato e infine la sua decisione ‘che nessuno oltre lui può occuparsi dell’indagine’. Mi sembra chiaro che Tosoni fosse uno degli spasimanti di Daria e che lei civettava con lui; Tosoni ci teneva a farsi credere un suo amico e confidente. Su questo punto non aggiungerò altro; visto che l’affermazione de L’Etoile sulla apatia della madre e degli altri parenti è evidentemente falsa – perché incompatibile con la loro certezza che il cadavere fosse quello della profumiera -, procederemo come se la questione dell’identità fosse risolta con nostra completa soddisfazione”.

“Che ne pensa, Dupuis”, disse Bertè, “delle opinioni di Le Commerciel?”

[12 di 22. continua]



“Dupuis”, disse Bertè molto seriamente,  “questo supera la mia capacità di comprensione. Le confesso, mi lascia attonito, non credo alle mie orecchie. Come ha potuto indovinare che pensavo a…”

Bertè si blocco per avere la certezza che avesse veramente indovinato.

“… a Bandinelli?”, disse, “perché si è interrotto? Stavo rimuginando sulla sua taglia minuta, non adatta alla tragedia”.

Era proprio il soggetto delle riflessioni di Bertè. Bandinelli era un ex-calzolaio della Rue St. Denis che, preso di passione per il teatro, aveva affrontato il ruolo di Serse nella tragedia di Crèbillon; i suoi sforzi avevano suscitato bordate di fischi.

“Mi dica, per amor del cielo”, esclamò Bertè, “il metodo, se ce n’è uno, grazie al quale è riuscito a sondare la mia anima in proposito”. A dire il vero era fuori di sé più di quanto non volesse mostrare.

“È stato il fruttivendolo”, replicò il suo amico, “che l’ha convinta che il ciabattino non è abbastanza alto per Serse et id genus omne”.

“Il fruttivendolo! Mi stupisce, non conosco fruttivendoli di sorta”

“L’uomo che l’ha urtata quando abbiamo imboccato la strada circa un quarto d’ora fa”.

Bertè ricordò allora che effettivamente un ortolano, che portava sul capo una cesta di mele, lo aveva quasi gettato in terra, mentre imboccavano da Rue Colacicco la strada che stavano percorrendo. Ma quale fosse il rapporto con Bandinelli, non lo capivo. Non c’era traccia di ciarlataneria in Dupuis.

“Le spiegherò”, disse, “e per farle capire chiaramente, riprenderemo da capo tutte le sue riflessioni, a a partire dal momento in cui le ho rivolto la parola fino alla rencontre con il fruttivendolo. Gli anelli principali della catena si susseguono in questo ordine: Crocicchio, Orione, il dottor Nichols, Epicuro, la stereotomia, il pavé, il fruttivendolo”.

Poche sono le persone che non si divertono, in qualche momento della loro vita, a ripercorrere il corso dei propri pensieri e a rintracciare per quale strada sono pervenuti a certe conclusioni. Spesso è un’occupazione di grande interesse, e chi la sperimenta per la prima volta si stupisce dell’incoerenza e della distanza apparentemente incolmabile tra il punto di partenza e il punto d’arrivo. Sarà facile perciò capire il mio stupore quando sentii il Belga parlare così, e fui obbligato a riconoscere che aveva detto la pura verità. Continuò:

“Stavamo parlando di cavalli, se la memoria non m’inganna, poco prima di imboccare Rue Colacicco. È stato il nostro ultimo argomento di conversazione. Appena girato su questa strada, un fruttivendolo con una cesta sulla testa passò precipitosamente davanti a noi, spingendola contro un mucchio di ciottoli ammassati in un punto in cui la strada è in riparazione. Lei è inciampato su uno di quei frammenti di pietra ed è scivolato e si è storto leggermente una caviglia; è parso irritato, risentito; ha borbottato qualche parola e si è girato a guardare il mucchio, poi ha proseguito il cammino in silenzio. Non è che stessi attento a tutto quello che faceva, ma ormai, da un pezzo, l’osservazione è diventata per me una specie di necessità. Ha continuato a tenere gli ochhi rivolti al suolo, osservando con una sorta di irritazione le buche e i solchi del percorso, tanto che mi sono accorto che continuava a pensare alle pietre, finché non abbiamo raggiunto la stradetta chiamata di Lamartine, pavimentata in via sperimentale con lastre accostate e fissate solidamente. Qui il suo volto s’è rischiarato, ho visto le sue labbra muoversi e ho indovinato, senza ombra di dubbio, che stava mormorando la parola ‘stereotomia’, un termine applicato con una certa pretesa a quel genere di pavimentazione. Sapevo che non poteva pronunciare il termine stereotomia senza associarlo agli atomi e quindi a Epicuro, e poiché in una nostra recente conversazione, a questo proposito, le avevo fatto notare che le vaghe congetture dell’illustre greco erano state curiosamente confermate, senza che nessuno se ne rendesse conto, dalle più recenti teorie sulle nebulose e delle ultime scoperte cosmogoniche, sentii che lei non avrebbe potuto fare a meno di sollevare gli occhi verso Orione; me lo aspettavo. Lei non mancò di farlo: allora fui sicuro di aver colto il percorso della sua mente. Ora l’autore di quella velenosa amara satira contro Bandinelli, comparsa ieri sul Musée, facendo allusioni malevole al fatto che il ciabattino ha cambiato nome da quando ha calzato i coturni, citava un verso latino di cui abbiamo discusso spesso. Intendo: Perditit antiquum litera prima sonum. Io sostenevo che si riferiva a Orione che prima si scriveva Urione e, per certe asprezze della discussione, ero sicuro che non l’avesse dimenticato. Pertanto ero certo che non poteva mancare di associare le due idee di Bandinelli e di Orione. Questa associazione mentale mi fu chiara vedendo il genere di sorriso che aleggiò sulle sue labbra. Stava pensando al sacrificio del povero calzolaio. Fino a quel momento aveva proceduto tutto curvo, ma ora la vidi drizzarsi in tutta la sua altezza. Fui sicuro che stava pensando alla minuscola figura di Bandinelli. A questo punto ho interrotto le sue riflessioni per osservare che in realtà questo Bandinelli era un uomo piccolo, e che sarebbe stato più adatto al Théatre des Variétés”.

[2 di 12. continua]


Radicalometro storico e Google fight
Per chi non conosce Google fight, è un sito che compara il numero di risultati tra due nominativi, perciò ci è utile per rivitalizzare il Radicalometro storico in basso a destra con le sfide tra i primi venti  in posizione dispari e i primi venti in posizione pari della celebre classifica, anche per vedere quanto è coerente coi risultati generali del web. Ecco il responso:

Welby batte Granzotto 218mila a 69.400
Pannella batte Suttora 108mila a 6.420
Dupuis batte Boselli 930mila a 211mila
Bonino batte Cappato 310mila a 76.600
Callegari batte Colacicco 208mila a 16.900
Tosoni batte Patelli 90.700 a 40.600
Bianchi batte Crocicchio 95.300 a 11.300
Bandinelli batte Licheri 74.500 a 29.100
Bordin batte Pezzilli 230mila a 5.260
Bernardini batte Turko 545mila a 34.900
Giordano batte Pagano 211mila a 154mila
Manera batte Cominelli 177mila a 31.300
Veronesi batte Polesel 16.500 a 5.730
Baldini batte Spadaccia 162mila a 4.170
Cicciomessere batte Strik-Lievers 2.410 a 1.050
Mellini batte Capezzone 50.500 a 17.100
Manzi batte Piccinini 350mila a 292mila
Alitsi batte Spolaor 460 a 458
Pasolini batte Busdachin 733mila a 735
Litta Modignani batte Scaruffi 4.870 a 4.500

Ripeterò il gioco per coloro che seguono in classifica, per ora mi devo fermare perché posso aggiungere solo venti etichette per post, cioè i nomi dei vincitori
Finalmente nella barra laterale sinistra è ritornato NyLon!, dopo una lunga rielaborazione, e presto (dopo un po' di meritato riposo) le trasmissioni del blog potranno riprendere regolarmente con altre eclatanti novità editoriali
NyLon! – chapter 16

- Nobody sleep! – barged in returning from Hamburg the Radical party’s Pavarotti – all’alba vinceròòò, viiiiinceròòòòòòò!

From the rivers Elba to the Tiber passing by the Hudson and the Thames, I plague to you with the first meeting of the radical committee to which I can participate, thanks to Andrea’s sacrifice. I have whispered in the Crapazzoni’s ear the right answer to the fifth question of the Testosoni, the second best guarded secret in Torre argentina. The first, most guarded secret was to be revealed by Crapazzoni himself, but not before the animosity calmed down.

Scaruffi to Casiraghi - corrupted dodger!
Farina to Michelotti – Presuntuos idiot!
Scaruffi to De Marchi - Demagogue!
Sagaria to De Marchi – ethilic demagogue!
Candid Hindu-orobic tycoon John Patel to Vecellio - Ingenerous!
Vecellio to candid Hindu-orobic tycoon John Patel - worm-eaten head!
Sagaria to Farina – Lunatic, you do not understand a dick!
Farina to Turko - You possess the intellectiv ability of a sloth!
Sagaria to Turko – Greve repressed mammone, wanker from the oratory!
Turko to Carraro - Stressed ignorant!
Carraro to Angeli - Imbecile!
Bilotti to Angeli - you are not nothing and you dontt know to reason about anything!
Colacione to Angeli - you do yourself mental wanks!
Tosoni to Senatore - Exemplary of Sub-species of Homo Sapiens Sapiens in his ontic egodyscrasia…
Senatore to Paolemili - You suck, jinxed!
Riva to Bilotti - cooked prosciutto!
Breccia to De Marchi - Slanderer!
Pezzilli to De Marchi - Worm, two times worm!
Pezzilli to Fischetti - Son of a bitch!
Farina to Argonauta - You suck and make myself feel sad!
Farina to Pardi - cicisbeoun allet!
Candid Hindu-orobic tycoon John Patel to Vecellio - Recommended!
Vecellio to candid Hindu-orobic tycoon John Patel - Cretin and fool!
Licheri to Spena - Youthshit!
Spena to Licheri - Dumb!
Dentamaro to Abenate - Retrologist!
Abenate to Gasparini – Frustrated imbecile!
Gasparini to Abenate - Testicle!
Abenate to Pacor - Terrorist!
Scaruffi to Crapazzoni – Sculettino, that is somebody swaying one’s hips!
Crapazzoni to all – Stop that now! Order! Hush! Discipline! Good morning and good job to all, take a seat and enough with the obsolete roman salutes roman, please. Bad news. We have found out that Berlusconi controls five televisions out of seven

- Really? Unheard of before! And who knew that?

In unison the voices of the committee raised in chorus by the incredule and dumbfound concubines who circoncided the presidency table in his secretariat. Unusually swearing for the hardness of the arduous and unjust task entrusted to him by History, continuing phrenetically through his bad news notes.

- We have also uncovered that Fini is fascist, Bossi is about to die and, in topic, with the excuse of scientific search Mr Sirchia shags the corpse of the Pope

- Oh my God! Who would have ever thought of that?!?

In unison the voices of the committee raised in chorus by the incredule and dumbfound concubines. Crapazzoni did not let transport himself by the easy astonishment that could have lead to dangerous democraticisms, and icily continued in its lucid analysis

- Our Country has become a bandana republic. Look at the Turka, for example

He said pointing at me, to which I replied:

- I am Granzotto, not the Turka, cazzo!

- Ok, I’m confused to me, it won’t be neither the first nor the last time. But never ever allow yourself to call me cazzo again

Among the the circonciding concubines mounted the restlessness: would have been of them Crapazzoni had been driven mad and scrapozzated to the left? Under the table turning the inches on the respective pussies, Orietta, Silvietta and Abigail were calm. Everything was going as foreseen. Hotel as well was very calm with his head in the clouds thinking to his next matrimonial-esperantophone life with Sara. Obviously I was calm too. All of us were calm. From such tranquillity, Crapazzoni expressed its restlessness in a boninian accent

- I am myzelf Crapassoni azzerting, with my great aztonizment and dizconzert, that for thiz week radicalz return to the left where we naturally belong, and you are not zurprized?

- Why do you suddenly speak with the Boninian zeta?

Mi permizi, I allowed myself, to intervene

Crapazzoni replied - I say that myzelf and this week it has to be done like that!

Granzotto – It took ten years to the Pannellone to understand that Berlusconi was fucking him around

Crapazzoni - There is worse. Here the bad news come. He will take twenty more years of Sunday homelies before admitting it

Bandinelli slyly intervened taking advantage of a Crapazzoni’s sentence without zeta

- Oi Crapazzò, how do you express yourself? A little respect for the leader!

Crapazzoni – Ezcuze me I let myself tranzport – glossed winking to me his sly little eye – trazport to London… Angiolo, please, go on

Bandinelli - I will be short - debuts the University professor - the announced change of political strategy in Italy will necessarily have to be reflected on the transnational level in ending with supporting the fucking new-conmen in order to align us with Soros, whom at least lends money…

Crapazzoni - Thankz of your contribution, Angiolo, short but preciouz as alwayz

Bandinelli… I haven’t finished yet, you little chicken, but be sure that I will be short. Therefore, I said, in talking about of money it is appropriate to draw the attention of us all on the company of oil constructions Halliburton of vice-president Cheney…

Crapazzoni - God has him in glory

Bandinelli -… Hush when I speak! - the eminent teacher got lightly angry planting on the chair of the radical secretariat a worthy slap that made it shake - I said, concerning Cheney’s Halliburton, that it is accused of having sugarly paid “commissions” piling at least 180 million dollars in order to win enormous contracts in Nigeria from 1996 up to now, in cahoots with French Technip…

Crapazzoni - Here! Az I supported the guilt iz on the Frogz! Angiolo, thankz for your worthy…

Bandinelli -… Shut up, newbie! - the August educator got angry in landing a powerful slap that made shake the worn-out concubines of the radical secretary - and stop it with the zetas, It will never ber a zeta to make you a Bonino. I said, concerning France, that the Parisian judge Renaud van Ruymbeke is about to interview for a second time Londoner lawyer Jeffrey Tesler whose Tristar company has been paid 176 million dollars in advance by Halliburton and its partners since 1995 in in order to smooth the transaction, or at least that’s what tells me my British correspondent…

Crapazzoni - Here! I knew that it was Gransotto’z guilt! Angiolo thankz for your mighty…

Bandinelli -… You shut up and keep silent, newbie! - the popular divulgator turned nasty in bombing a seismic slap that from his chair spread in a telluric movement towards the worn-out concubines who gratefully, unexpectedly and intimately enjoyed an orgasm filling them up as in a farting explosion of fireworks

- I must finish with Cheney before beginning with Perle…

Crapazzoni – Will you be zhort?

Bandinelli -… Hush, shut up and keep silent, newbie! - Vehemently vibrating a nuclear slap thundered one of the last historical radicals independent enough to allow himself to express what he truly thought - Therefore this cracking criminals that occupied Washington with the electoral fraud…

Crapazzoni - Eh no, ths ztory of the electoral fraud, as much as it is a true one, is not azzettable by thiz zpin-buzhian and anti-American prezidenzy

Bandinelli -… Shut your face, for decency! – violently pulling down a hairy big hand the unfortunate bench of the presidency and thus making to jolt all the bystanders, the illustrious man of letters reiteted- This is nothing less of five more episodes - Author and Publisher allowing - about the obscenity perpetrated by Dick Cheney. Then it will follow the other dick of Richard Pirla, for whom I reserve as many chapters, and to follow…

Crapazzoni - Angiolo, be realizic, if thiz zhit of radical novel limpz to the pace of a puntata per week, continuing like that for that age you’ll no longer be with uz…

Bandinelli -… Heavy words, fuck you and the cholera may take you for the arrogant presumption to survive me. Fuck off to Pannella as well, whom you unfortunately will survive. Undeservedly, you registered bushist of the blessed cock, just to insult you elegantly. And ztop to zpeak with Boninian zeta, you’re are not in the pozition.

The good and short Bandinelli was very far from ending his pro-American and logically anti-bushist prosecutor’s speech, then I got bored and returned to London via Bergamo. Bored above all by the characters’ complaints, like Raffa’s, that they had not been mentioned in this chapter. Orietta wanted Mauro Suttora to be played by Antonio Banderas, who Mauro considered a country bumpkin; Abigail couldn’t bear that in order to reduce the production costs I had moved her to Scotland, having her played by Daniela Nardini instead of Iréne Jacob; Maria Cristina protested against my Publisher; Andra Turko protested because he had not yet shagged Naomi Campbell, who in turn protested for the small tits and the bent legs. Crapazzoni, instead, was very happy to be interpreted by Marco Cappato. But it was Cappato himself that all this didn’t appeal at all.

Cappato – I am Marco Cappato

Granzotto - And who cares?

Cappato - I am Marco Cappato, I demand a more important role than Crapazzoni

Granzotto - I do have understood that you are Marco Cappato, but now just be pleased to play Crapazzoni because this mad bullshit is written by me and I already had enough of other characters’ claimings

Cappato - I am Marco Cappato

Granzotto - Again? Look, give me a break, here is Naomi Campbell

Cappato - I am Marco Cappato, Naomi Campbell has got small tits and bendy legs

Granzotto - Aarrrgggghhhhh! I am Bob Granzotto and if you don’t stop to break off my testicles I’ll write the next novel on the Catholic Action with Marangoni, Senatore and Naomi Campbell as protagonists

All - Nooo, mercy, it would be a deadly bore!

Cappato - I am Marco Cappato…

While I escaped from that cage of lunatics, the candid Hindu-orobic tycoon John Patel travelled with me on the Svirgin gigabus and confided to me:

- We are at the end of the sixth chapter and I finally re-enter the scene as the candid Hindu-orobic tycoon John Patel! As soon as I get to my mountain shelter in order to rest, suddenly Crapazzoni in person will call me on 0323,885113 (but please don’t publish it because someone could find it in the telephone directory)

Crapazzoni - John, we need you

Patel - Bleah, politics. How many million you want this time to put an end to the Mozart requiem on Radio radicale?

Crapazzoni - No, John, it’s not about money

Patel - Penecazzo, you don’t feel well?

Crapazzoni – As a matter of facts the situation is serious, Pannella is away and we are here in the darkness

Patel - I understand, you lack the leader’s enlightment pointing at the end of the tunnel

Crapazzoni - Erm, somehow this is true, but not exactly. You see, we know that you are an expert in some of the sophisticated electric household equipment that made your fortune…

Patel - Ah Crapazzò, cut it short, make light on what you want from me

Crapazzoni - Here, ahehm…

Patel – Will you finally explain yourself clearly?

Crapazzoni - Would you please jump down here to change a light bulb for us?