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Il giornale del giorno seguente aggiungeva altri particolari:

LA TRAGEDIA DELLA RUE MORGUE

Sono state interrogate diverse persone su questo terribile e straordinario affare, ma niente è trapelato che che servisse a gettare un po’ di luce sulla vicenda. Forniamo qui di seguito le deposizioni rilasciate.

Pauline Bernardini, lavandaia, testimonia che conosceva le signore da tre anni, e che per tutto questo tempo ha lavorato per loro. La vecchia signora e la figlia sembravano intendersi bene ed erano molto affettuose l’una con l’altra. Ottime pagatrici. Non è in grado di dire niente sul loro genere di vita né sulle loro sostanze. Crede che Madame Rodriguez predicesse il futuro per campare. Passava per una che aveva denaro da parte. Non ha mai incontrato nessuno in casa quando andava a consegnare la biancheria o a ritirarla. È sicura che non avessero persone di servizio. Sembra che non ci fossero mobili in nessuna parte dell’edificio, salvo al quarto piano.

Pierre Mellini, tabaccaio, testimonia di avere fornito abitualmente per quadi quattro anni Madame Rodriguez di piccole quantità di tabacco, anche da fiuto. È nato nel quartiere e vi ha sempre vissuto. La defunta e sua figlia occupavano, da oltre sei anni, la casa dove hanno ritrovato i loro cadaveri. Precedentemente era abitata da un gioielliere, che subaffittava le stanze dei piani superiori a varie persone. La casa apparteneva a Madame Rodriguez. Molto scontenta di come il suo inquilino faceva uso della casa, era andata ad abitarvi personalmente, rifiutandosi di affittarne anche una sola parte. La vecchia signora aveva qualcosa di infantile. Il testimone dice di aver visto la figlia cinque o sei volte in quei sei anni. Tutte e due conducevano una vita eccessivamente ritirata; passavano per persone benestanti. Aveva sentito dire dai vicini che Madame Rodriguez leggeva il futuro, ma lui non ci credeva. Non ha mai visto nessuno oltrepassare la soglia di quella casa, tranne la vecchia signora e sua figlia, una o due volte un fattorino, e otto o dieci volte un medico. Varie persone depongono nello stesso senso. Non si sa di nessuno che frequentasse la casa. Nessuno sapeva se le due donne avessero parenti viventi. Gli scuri delle finestre della facciata venivano aperti di rado. Quelli del retro erano sempre chiusi, tranne quelli della grande stanza sul retro del quarto piano. La casa era bella e non molto vecchia.

Isidore Melega, gendarme, depone di essere stato chiamato verso le tre del mattino, e di aver trovato sul portone venti o trenta persone che cercavano di entrare. Lo ha forzato alla fine con la baionetta e non con una sbarra. Non ha avuto grandi difficoltà ad aprirlo, visto che era a due battenti e non c’era catenaccio né in alto né in basso. Le grida sono continuate fino a che la porta non è stata aperta, poi sono cessate, improvvisamente. Potevano essere le grida di una o più persone in preda a gravi sofferenze, grida acute e prolungate, non brevi e discontinue. Il testimone è salito davanti a tutti. Giunto al primo pianerottolo, ha sentito due persone che litigavano ad alta voce e molto aspramente: l’una era una voce rude, l’altra molto più stridula, una voce stranissima. Ha colto alcune parole della prima, era quella di un francese. È certo che non si trattasse di una voce femminile. Ha udito le parole sacré e diable. La voce stridula era straniera, ma non si può dire se di uomo o di donna. Non è riuscito a capire cosa stesse dicendo, ma pensa che parlasse spagnolo. Il testimone riferisce sullo stato della stanza e dei cadaveri negli stessi termini da noi usati ieri.

Henri De Perlinghi, un vicino, di professione orafo, testimonia di aver fatto parte del gruppo entrato per primo nella casa. Conferma in generale la testimonianza del gendarme. Dopo essersi introdotti nella casa, hanno sbarrato la porta per impedire l’ingresso alla folla che si era ammassata, malgrado l’ora. La voce stridula, a suo dire, era quella di un italiano. Certamente non di un francese. Non è sicuro che fosse una voce maschile, poteva anche essere una voce di donna. Il testimone non ha familiarità con la lingua italiana; non è riuscito a distinguere le parole, ma è convinto dall’intonazione che parlasse italiano. Ha conosciuto Madame Rodriguez e sua figlia. Ha parlato con loro spesso. È certo che la voce stridula non fosse di nessuna delle due vittime.

Odenheimer Schnur, restauratore. Questo testimone si è presentato volontariamente. Non parla francese. È stato interrogato con l’aiuto di un interprete. È nato ad Amsterdam. Passava davanti alla casa al momento delle urla. Sono durate alcuni minuti, forse dieci. Erano urla prolungate, molto alte, spaventose, grida sconvolgenti. È stato uno di quelli entrati nella casa. Ha confermato in tutto le testimonianze precedenti, a eccezione di un solo punto. È sicuro che la voce stridula fosse quella di un uomo, di un francese. Non ha distinto le parole: erano pronunciate a voce alta, precipitosa e discontinua, che esprimeva paura insieme a collera. Una voce aspra, più aspra che stridula. Non può  chiamarla stridula. La voce rude ha detto a più riprese sacré, diable e una volta mon dieu.

Jules Litta Modignani, banchiere della ditta Litta Modignani e Figli, Rue Deloraine. È il maggiore dei Litta Modignani. Madame Rodriguez aveva delle proprietà. Aveva aperto un conto nella sua banca otto anni prima. Depositava frequentemente piccole somme di denaro. Non aveva mai ritirato nulla fino a tre giorni prima della morte, quando era andata a prelevare di persona la somma di 4000 franchi. La somma le era stata pagata in oro e un impiegato era stato incaricato di consegnargliela a casa.

Adolphe Hramov, impiegato presso Litta Modignani e Figli, testimonia che il giorno in questione, verso mezzogiorno, ha accompagnato Madame Rodriguez fino a casa sua con i 4000 franchi sistemati in due borse. Quando la porta di aprì, comparve Mademoiselle Rodriguez che prese dalle sue mani una delle due borse, mentre la vecchia signora lo liberava dell’altra. Accomiatatosi con un inchino, era andato via. Nella strada in quel momento non aveva visto nessuno. Si tratta di una strada secondaria molto solitaria.

William Welby, sarto, testimonia di essere tra quelli che sono entrati in casa. È inglese. Ha vissuto due anni a Parigi. È stato uno dei primi a salire le scale. Ha sentito le voci dell’alterco. La voce rude era di un francese, è riuscito a distinguere alcune parole ma non le ricorda. Ha sentito distintamente sacré e mon dieu. Sembrava un litigio, un rumore come di colluttazione, con oggetti in frantumi e trascinati. La voce stridula era molto forte, più forte della voce rude. È sicuro che non fosse la voce di un inglese. Gli parve quella di un tedesco; forse anche di donna. Non capisce il tedesco.

Quattro dei testimoni appena menzionati sono stati convocati una seconda volta e hanno dichiarato che la porta della camera in cui si trovava il corpo di Mademoiselle Rodriguez era chiusa dall’interno quando sono arrivati.: tutto taceva, non gemiti o rumori di sorta. Dopo aver forzato la porta non videro nessuno. Le finestre della camera sul retro e di quella sulla facciata erano chiuse e sprangate da dentro. Una porta di comunicazione tra le due stanze era chiusa, ma non a chiave. La porta tra la camera sulla facciata e il corridoio era chiusa a chiave dall’interno; una stanzetta verso la strada, al quarto piano, all’inizio del corridoio, era aperta, con la porta socchiusa.; la stanza era ingombra di vecchi letti, casse, eccetera. Tutti gli oggetti sono stati accuratamente tirati fuori e ispezionati. Non un solo centimetro quadrato della casa è stato trascurato: sono state fatte passare scope su e giù per i camini. La casa è a quattro piani con mansarde. Una botola che dà sul tetto era stata inchiodata e chiaramente non era stata aperta da anni.. i testimoni divergono sulla durata dell’intervallo fra il momento in cui sono esplose le voci e quello in cui è stata forzata la porta. Per alcuni, è un intervallo molto breve di due o tre minuti, per altri, di cinque. La porta è stata aperta con molta fatica.

Alfonfo Sessarego, impresario di pompe funebri, dichiara di abitare in Rue Morgue. È nato in Spagna. È uno di coloro che sono entrati nella casa. Non ha salito le scale. I suoi nervi sono molto fragili e teme le conseguenze di un’emozione. Ha sentito le voci che litigavano. La voce rude era quella di un francese. Non è riuscito a distinguere cosa dicesse. La voce stridula era quella di un inglese, ne è sicuro. Il testimone non conosce l’inglese, e il suo parere nasce dal tipo di intonazione.

Alberto Spadaccia, pasticciere, testimonia di esseres stato uno dei primi a salire su per le scale. Ha sentito le voci in questione. La voce rude era quella di un francese. È riuscito a distinguere qualche parola. La persona che parlava sembrava fare rimproveri. Non è riuscito a cogliere cosa stesse dicendo la voce stridula. Parlava velocemente e in modo concitato. Gli è parsa la voce di un russo. Conferma in generale le testimonianze degli altri. È italiano; confessa di non avere mai parlato con un russo.

Alcuni testimoni, riconvocati, attestano che tutti i camini di tutte le stanze del quarto piano sono troppo stretti per permettere il passaggio di una persona. Quando avevano parlato di scope, intendevano quelle cilindriche che servono per pulire i camini. Le spazzole sono state fatte passare su e giù in tutti i camini della casa. Sul retro non vi è alcun passaggio che possa avere favorito la fuga dell’assassino, mentre i testimoni salivano per le scale. Il corpo di Mademoiselle Rodriguez era talmente incastrato nel camino che per estrarlo era stato necessario lo sforzo congiunto di quattro o cinque persone.

Paul Giordano, medico, testimonia di essere stato chiamato all’alba per esaminare i cadaveri. Giacevano entrambi sulla tela della lettiera nella camera dove era stata ritrovata Mademoiselle Rodriguez. Il cadavere della giovane donna era pieno di lividi e di escoriazioni spiegabili per il fatto che era stato introdotto a forza nel camino. La gola era stranamente scorticata. Proprio sotto il mento vi erano profondi graffi e macchie livide, evidentemente impronte di dita. La faccia era spaventosamente pallida e gli occhi fuoriuscivano dalle orbite. La lingua era mozzata a metà, una grossa ecchimosi riscontrata alla bocca dello stomaco era stata provocata, stando alle apparenze, dalla pressione di un ginocchio. Secondo Monsieur Giordano, Mademoiselle Rodriguez era stata strangolata da uno o più individui sconosciuti. Il cadavere della madre si presentava orribilmente mutilato. Tutte le ossa della gamba e del braccio destro erano fratturate; la tibia sinistra era molto frantumata come le costole dello stesso lato. Tutto il corpo era orribilmente coperto di ecchimosi e lividi. Era impossibile capire come lesioni simili potessero essere inferte. Un pesante randello o una grossa sbarra di ferro, una sedia, un’arma massiccia, pesante e smussata, avrebbe potuto produrre tali effetti se maneggiata da un uomo eccezionalmente robusto. Con nessun tipo di arma, quei colpi avrebbero potuto essere stati inferti da una donna. La testa della defunta, quando il testimone la vide, era completamente staccata dal corpo e, come il resto, fratturata. La gola era stata evidentemente recisa con uno strumento molto affilato, probabilmente un rasoio.

Alexandre Marino, chirurgo, è  stato chiamato contemporaneamente a Monsieur Giordano, per esaminare i cadaveri; conferma la testimonianza e l’opinione di Monsieur Giordano. Benché siano state ascoltate molte altre persone, non è stato possibile ottenere alcuna altra informazione di qualche valore. Mai delitto così misterioso e sconcertante in tutti i suoi particolari è stato commesso prima a Parigi, ammesso che ci sia stato delitto. La polizia è completamente disorientata, fatto non usuale in questioni del genere. Non esiste comunque, a quanto sembra, alcun indizio.

[4 di 12. continua]


Seconda serie di Google fight

Schnur batte Fiume 464mila a 53.700
De Stefano batte Tortora 2 milioni a 527mila
Faccio batte turco 115mila a 105mila
Palazzolo batte Poptodorova 484mila a 1.340
Piccarco batte Dentamaro 90.900 a 1.890
Englaro batte Pietrosanti 120mila a 17.300
Rutelli batte Lensi 156mila a 153mila
Carraro batte Spena 834mila a 46mila
Negri batte Zamparutti 154mila a 11.600
Orlandi batte Corleo 515mila a 7.030
Sciascia batte Ottoni 223mila a 206mila
Salvadori batte Bagatin 267mila a 21.400
Coscioni batte Deperlinghi 64.200 a 1.500
Pisani batte Vesce 156mila a 37.500
Fischetti batte Depetro 201mila a 89.800
Manieri batte Lamedica 166mila a 89.100
Marino batte Russo 29.200 a 11.200
Tamburi batte Capriccioli 351mila a 32.700
Castaldi batte Voltolina 292mila a 109mila
Grigorova batte Colacione 32.500 a 3.170
NyLon! – chapter 17

A few hours before the candid Hindu-orobic tycoon John Patel was landing in Bergamo’s airport Orio al Serio, he already was re-embarking to Rome Ciampino with a light bulb. I carried on towards London with Abigail bound to Scotland, and back at home I relaxed writing a letter to an old acquantaince of mine, an Esperantomorphic australopitecous

Dearest Hotel, you won’t believe this one! Last Friday I went to the assembly of our local Lib-Dem primaries in order to choose the PPC, that is our candidate to next years’ parliamentary election in my constituency. It was my first time, even if I’m enrolled since many years but previously I was living in Scotland and there had not been a similar opportunity. Well, all this to tell you that in their primaries they use your Australian electoral system! In fact on the card I had to indicate four candidates in preference order. As anticipated in NyLon!, I’ve voted Gary for I know him personally (and because he his my accomplice in our secret plan to infiltrate the Italian radicals without making it known through their forum, etc), but I didn’t know the possibility to give a second, third and fourth preference. Thus I have given the second one to Nahid just because I spoke to her, at least by telephone. I didn’t know in in any way anybody else. It works like this: every other candidate cannot be present when a competitor carries out their presentation. This is because they could copy the answers to the members’ pernicious questions (all is monitored by a pair of employees of the party headquarters), in short the wretched ones are submitted to a scholastic exam. Therefore while a candidate speaks, the other three are confined in a contiguous small room. Exactly because I’ve gone there already with a clear idea on who to vote, I couldn’t care less to listen to them, therefore I went to the toilet to wee the beer and smoke a fag. Coming back I stop by the contiguous small room where the three candidates are confined while in the main room the fourth is taking the floor, a tall know-it-all looking like a kind of Cappattozzoni OGM-Inflated. In the small room I greet Gary confirming him my first preference and personally meet Nahid reassuring her of my second preference, when this 25-y-o wonder of nature in miniskirt and stiletto heels. But you Pakistani women wouldn’t be supposed to carry the Koran under the burka?

- That woul be hard, being my job a belly dancer in the Leicester Square Suk.

Norsheen aka Kiki had spoken in before, when I hadn’t arrived yet. I’m sorry, I told her, not having been able to listen to her speech. No worries, she replies, I’ll repeat it here in private audience especially for you. And she quickly changed in front of me in belly dancer apparel, rappingly blurting off her little speech in perfect Esperanto

- This constituency is winnable and I believe that together with local party members I can make this happen! I want to represent you as the first Liberal Democrat MP for Ealing, Acton and Shepherd's Bush. We now have to solid base but we need to make inroads into areas where we are currently weak. We need to prove that we are the clear challengers to Labour and squeeze the Tory vote. We have successfully done this in Brent East where I previously was the Liberal Democrat candidate and the think this is clearly possible here. Please give me the opportunity to help you make this a Liberal Democrat constituency!

What a faint of a girl. She has legs as they should be, unlike Naomi Campbell. Tits equally small, but in order to make them grow it would be enough to work on them patiently massaging them, while to bendy legs there is no remedy. Goodbye Hotel, deferently I salute your dick, let me know me in private on the forum if you have finally been successful in having pre-nuptial intercourses with Sara. PS: For the record, Gary has been elected, with just two preferences more than the OGM-Inflated .

In London penetrating Crapazzoni I was interrupted by Marco Cappato.

- I am Marco Cappato

All - Bastaaa!

Granzotto - Thanks. I was saying that while in London penetrating Crapazzoni, interpreted by Marco Cappato, I dared to inquire it on the fate of Olivier Dupuis.

- What happened to Olivier Dupuis?

- Boh, liquidated with a short notice like many others. Why do you ask?

- Mah, shame, he seemed a nice guy, not a Rutelli. He could turn out to be useful with what’s happening in Chechnya. And in Laos, and Tibet. Political investments in the long term, instead of the Sunday’a italiotic politics

Made jealous, Crapazzoni exacerbated - and what makes you to think that it was a type in leg?

- For example, except for Bonino he was the only one who calmly slept next to me when I drove them over 100 mph on the Macedonin roads. We amused ourselves a lot with the fines for speeding in Macedonia. Never mind, the party used to pay for them

Shit, I had betrayed myself. They always were sexual relationships to betray me, even if usually they were those of my wife. Fockoff, now Crapazzoni had uncovered me

- You are not Bob Granzotto, you are Michele Boselli!

- No, no, I swear to you that I am Bob Granzotto. Michele Boselli is nothing but my non-authorized biographer

Crapazzoni fell asleep pretending to believe me while in the Ferrari I carried him at 100 mph on the A4 towards Heathrow. Unloaded him there, went on to Ascot, where I had an appointment with Jarno for the last grand pix that the famous race course would have hosted before closing for next nineteen months because of renovation works. Not that Jarno had given himself to horse racing, that would rather should have done Briatore, but Jarno lived in nearby Binfield because of the Renault F1 team based in Wockingham. Therefore we frequently met in Ascot to try and shag the nimphomaniac upper class posh ladies in ridicules hats. He possessed the charme of F1 pilot, and I offered the fascination of a Ferrari that he envied to me because he only not succeeded to pass from a Renault to a Toyota. And since for the next season he would have to move to the Toyota team in Cologne, we greeted each other and Ascot as well for the last time. We wished the best and we wa also wished that Briatore met again the one with small tits and bendy legs so that the owner beat him up violently like her well known habit.


NyLon! - CHAPTER 18


The lighting system restored, in Torre Argentina days and nights elapsed of committee in permanent sitting in order to allow Bandinelli to carry out his short intervention, that I had reassumed in a dozen of chapters unfortunately removed and ripped by my Publisher, adducing that if he had wanted to publish a book by Bandinelli he would have asked Bandinelli himself to write it, while I had to put an end with lazily filling up the pages of repetitive radical committees. Therefore I sadly set off towards the meeting conclusion of the horrendous baroque sittings.

-… and thus it was like that the Richard Perle pocketed 5 million dollars when he was in the board of directors of the Hollinger that authorized enormous payments to Conrad Black thanks to a bonus system introduced by the same Black, let alone, through the controlled Hollinger Digital, two more million to the defense specialists Trireme Partners of which at the time he was an associate. To the face of the conflict of interest!

With one of his slaps Bandinelli concluded his hard scolding against the common delinquents of Wall Street risen to criminals of war in Capitol Hill. After a moment of respectful silence due to the authority of his measured gesture, a long standing ovation followed, interrupted twenty minutes later by another vigorous slap of the authoritative university professor who, satisfied of having completed his task to restore the truth in the radical archives, mumbling went to gobble up a deserved tripe. But as soon as he left the classroom, a noisy squabble exploded among the students.  

Anniballi to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Candid Hindu-orobic tycoon John Patel to Ghezzer – Jerk!
Giuliani to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Ghezzer to candid Hindu-orobic tycoon John Patel - Peracottaro!
Michelotti to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Candid Hindu-orobic tycoon John Patel to Turko – Jerk you too!
Licheri to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Ghezzer to Angeli – Intolerant bovine!
Abenate to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Candid Hindu-orobic tycoon John Patel to Albinoni – Fuck off!
Pacor to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Candid Hindu-orobic tycoon John Patel to Gazzea Vesce – Patented impostor!
Palombo to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Candid Hindu-orobic tycoon John Patel to Baldini – Dumb blonde!
Candid Hindu-orobic tycoon John Patel to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Palombo to Baldini – Prick!
Paolemili to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Borsoi to Baldini – Baboon with a mussel encephalon!
Pardi to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Arrigoni to Baldini - Witch!
Pezzilli to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Turko to Baldini – Gluttonous!
Turko to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Tosoni to Baldini – Undistinguished and unrespectful!
Pisani to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Baldini to Tosoni - Shame!
Romantini to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Marangoni to Marangoni - Head of a cock!
Manera to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Manera to Ciardulli – Nag!
Sessarego to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Milardi to Senatore - Son of a bitch!
Del Grosso to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Senatore to Milardi - Amoeba, ass-broken, frustrated foolish servant!
Casiraghi to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Spena to Casiraghi and Senatore – Shit!
Polesel to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Ridolfi to Vita - Squatter!
Punzi to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Ridolfi to Breccia - Lollipop, Emilio Fede!
Preitano to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Ridolfi to Borsoi – Big monkey with no brains!
Romantini to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Borsoi to Ridolfi - Fascist turd!
Dentamaro to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Ridolfi to Borsoi - Nazi pig from suburra!
Giordano to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Borsoi to Ridolfi – Filth of the filth!
Bianchi to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Ridolfi to Borsoi – Racist tanghero with the IQ of a hen!
Bacci to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Borsoi to Ridolfi - Subnormal penecefalo androcoprico!
Ridolfi to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Ridolfi to Schnur - Quaqquaraqua!
Sawicki to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Schnur to Ridolfi – Unpleasant impolite!
Schnur to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Schnur to Suttora – Catho-communist!
Suttora to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Suttora to Pannella – Mesopotamian satrap!
Angeli to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Angeli to Pannella – Balls-breaker!
Marchitti to Bordini - Enough with the requiem on Radio radicale!
Dyason to Pannella – Coiled up!
Tabar to Bordini - Grrrr… equiem… whoff!
Pannella to Bordini…
NyLon! – chapter 19

On the upper deck of his mega-yacht, the gloomy Esperantist australopithecus Hotel Licheri was laying in the sparkling bedsheets in company of a frosted beer, a powerful spliff, that gorgeous Sara Piccardo next to him and, as the only negative thing, that damn requiem in background. Completely naked, glaring beyond the stars, they chased passionate visions of love and got lost in the oblivion of an open eyes wonderful dream. Hand in hand, they tenderly thought of the long and dazzling Hawaiian sunsets, where the sun lavishes its last flares with renewed force, like meaning a last hard work before dying, but knowing to come back the next day, even more sumptuous and radiant with joy. They thought of the warm waters of Madagascar dampening the hot sands of the boundless beaches accomplices of an hypothetical, unattainable adventure. They thought of the time that would have passed before their next encounter, that murderous time only barrier to their unrestrainable passion. They thought and at the same time they didn’t, transported to the eleventh dimension of climax, which didn’t represent an idea but the attempt to catch it up it. To all that they romantically thought when the Publisher of this book took part.

- Enough with filling up the pages of romantic Esperantist mawkishes! To be able to sell this shit of book I demand more detailed pornography!

Duly obedient to the Publisher, I restarted from scratch in the next chapter.



NyLon! - chapter 21

The veterinarian gynaecologist from Rimini Dr Tabar nervously smoked the pipe thinking to his dog life. Candid Hindu-orobic tycoon John Patel, his perfect body shining in small openings of suffused light that penetrated through the lowered rolling shutter's chinks creating an exciting eroticism of sophisticated chiaroscuri, was laying beside him, the left arm outstretched beyond the nape to evidence the hairless and muscular chest, the right leg folded on the left, and the velvety skin slightly beaded by the liquid semen that strained from his lips after the canine fellatio.

The Formula 1 driver Jarno Trulli was nervously smoking a cigarette thinking of that cuckold Briatore. Heidi Klum, her perfect body shining in small openings of suffused light that penetrated through the lowered rolling shutter's chinks creating an exciting eroticism of sophisticated chiaroscuri, was laying beside him, the left arm outstretched beyond the nape to evidence the compact and mature breast, the right leg folded on the left, and the velvety skin slightly beaded by the fog of the Ruhr insinuating tenuously and sly in his Toyota small van. No wonder that the cuckold had fired him. Ok for shagging Naomi, anyway she had small tits and bandy legs, but with Heidi he had exaggerated: every model in the collection of his boss couldn’t systematically be shagged. Reason why he was exiled in Cologne and, as an Italian driver resident here, to us Londoner fans nothing was left but the motorbike champion Valentino Rossi, interpreted here by Livio Schnur.

The motorbike champion Livio Schnur was nervously smoking a cigarette thinking on how in this story he could reasonably posing as Valentino Rossi. Bruna Colacicco, her perfect body shining in small openings of suffused light that penetrated through the lowered rolling shutter's chinks creating an exciting eroticism of sophisticated chiaroscuri, was laying beside him, the left arm outstretched beyond the nape to evidence the compact and mature breast, the right leg folded on the left, and the velvety skin slightly beaded by the Castrol oil insinuating tenuously and sly under the motorcycle of Schnur in Piccadilly Circus.

Four hundred miles to the north, the Roman gladiator Giulio Carmelo Palmanfredi was nervously smoking a cigarette thinking on how his idyllic wedding with the radical secretariat member and translator into Italian the investigative adventures in Lindsay Davis’ imperial mysteries, had suddenly became in a Scottish nightmare as soon as they went through the fatal Adrian Wall. Abigail Palmanfredi, her perfect body shining in small openings of suffused light that penetrated through the lowered rolling shutter's chinks creating an exciting eroticism of sophisticated chiaroscuri, was laying beside him, the left arm outstretched beyond the nape to evidence the compact and mature breast, the right leg folded on the left, and the velvety skin slightly beaded by the humidity of the celtic moorland, gray-brown like her eyes saddened by those desolate lands of the bard Robert Burns, where it always rained the aborigines spoke like natives of Bergamo.


Nomenclatura radicale / 10 di 10 / Eugenio, Giorgio, Laura, Livio, Marino, Marcello, Olivia, Raffaele, Valerio, Vasco

Ultimi dieci nomi (e venti cognomi) della top-50. Eugenio (MONTALE, SCALFARI); Giorgio (OREDA, PAGANO); Laura (ARCONTI, CONTI); Livio (CASALE, SCHNUR); Marinza SZIKORA e Marino BUSDACHIN; Marcello (BARAGHINI, CRIVELLINI); Olivia RATTI e Olivier DUPUIS; Raffaele DE ANGELIS e Raffaella BIANCHI; Valeria MANIERI e Valerio FEDERICO; Vasco CARRARO e Vasco ROSSI.
Circa dieci anni fa, a cavallo del nuovo millennio, l’allora forum radicale (sul sito ufficiale dell’omonimo movimento/partito politico) conobbe il suo apice: era fervido di utenti e dei loro numerosi testi che contribuivano ad un acceso dibattito. Poi quel forum è morto, come capita a tutti. Però, grazie alla potente memoria della vostra Miss Welby, sono in grado di ricostruire l’elenco di quanti che presero parte a quell’esperienza straordinaria, almeno di coloro che dichiararono pubblicamente i loro indirizzi e-mail, che ancora conservo.

È probabile che nell’arco di un decennio alcuni o molti di questi indirizzi siano cambiati, cioè non siano più validi, ma mi piace ricordarne i nomi per riconoscere a ciascuno di loro un punto in più nel’ormai leggendario Radicalometro Storico di Granzotto (dal nome dello scienziato che in origine ne costituiva il parametro). A tale scopo devo spezzettare l’elenco in una ventina di nomi per volta (è di 20 il numero massimo di etichette per ogni post, etichette che Blogger somma automaticamente nella classifica in fondo a destra).

Procediamo dunque in ordine alfabetico nel DICIOTTESIMO di 20 post.

sbardolini enrico, scalari antonio, scandura sergio, scarpini marco, scaruffi severino, schett wilhelmine, schnur livio, scuppa stefano, segneri pier paolo, senatore marco, sessarego gabriele, sgura leonardo, simi giulia, simone giuseppe, spadoni cesare, spena domenico, spinato fabio, staderini mario


NyLon! - capitolo 18

Ripristinata l’illuminazione, in Torre Argentina erano trascorsi giorni e notti di comitato in seduta permanente per consentire a Bandinelli di svolgere il suo breve intervento, che avevo riassunto in una decina di capitoli purtroppo stralciati e stracciati dal mio Editore, Questi adducendo che se avesse voluto pubblicare un libro di Bandinelli l’avrebbe fatto scrivere a Bandinelli, mentre io dovevo farla finita col pigramente riempire le pagine di ripetitivi comitati radicali. A malincuore mi avviai pertanto verso la conclusione delle logorrende assise barocche.

- ... ed è così che Richard Perle si è intascato 5 milioni di dollari quando era nel consiglio di amministrazione della Hollinger che autorizzò enormi pagamenti a Conrad Black grazie a un sistema di bonus introdotto dallo stesso Black, nonché, tramite la controllata Hollinger Digital, altri due milioni e mezzo agli specialisti di difesa Trireme Partners di cui all’epoca era pure egli stesso un associato. Alla faccia del conflitto di interessi!

Con una delle sue manate concluse Bandinelli la sua durissima requisitoria contro i delinquenti comuni di Wall Street assurti a criminali di guerra in Capitol Hill. Dopo un attimo di rispettoso silenzio per l’autorevolezza del misurato gesto, seguì una lunghissima ovazione, interrotta venti minuti dopo da un’altra manata gagliarda dell’autorevole Professore che, soddisfatto di avere compiuto il suo compito di ripristinare la verità ai fini degli archivi radicali, bofonchiando se ne andò a sbafarsi una meritata trippa. Ma non appena lasciò l’aula, tra gli studenti esplose la cagnara.

Anniballi a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Il candido magnate indo-orobico John Patel a Ghezzer - Pirla!
Giuliani a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Ghezzer al candido magnate indo-orobico John Patel - Peracottaro!
Michelotti a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Il candido magnate indo-orobico John Patel a Turchetti - Pirl’anch’atte’!
Licheri a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Ghezzer ad Angeli - Bovino intollerante!
Abenate a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Il candido magnate indo-orobico John Patel ad Albinoni - Ma va a da via el cul!
Pacor a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Il candido magnate indo-orobico John Patel a Gazzea Vesce - Impostora patentata!
Palombo a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Il candido magnate indo-orobico John Patel a Baldini - Oca giuliva!
Il candido magnate indo-orobico John Patel a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Breccia a Baldini - Bischera!
Paolemili a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Borsoi a Baldini - Babbuina con l’encefalo di una cozza!
Pardi a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Arrigoni a Baldini - Befana!
Pezzilli a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Turko a Baldini - Ingorda!
Turko a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Tosoni a Baldini - Inesimia e disistimatissima!
Pisani a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Baldini a Tosoni - Vergogna!
Romantini a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Marangoni a Marangoni - Testa di cazzo!
Manera a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Manera a Ciardulli - Brocco!
Sessarego a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Milardi a Senatore - Figlio di puttana!
Del Grosso a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Senatore a Milardi - Ameba, rotto in culo, frustrato servo sciocco!
Casiraghi a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Spena a Casiraghi e Senatore - Merdaglia!
Spena a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Spena a Vita - Coglione!
Polesel a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Ridolfi a Vita - Squatter!
Punzi a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Ridolfi a Breccia - Lecca-lecca, Emilio Fido!
Preitano a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Ridolfi a Borsoi - Scimmione senza cervello!
Romantini a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Borsoi a Ridolfi - Stronzo fascista!
Dentamaro a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Ridolfi a Borsoi - Maiale nazista da suburra!
Giordano a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Borsoi a Ridolfi - Schifezza delle schifezze!
Bianchi a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Ridolfi a Borsoi - Tanghero leghista col QI di una gallina!
Bacci a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Borsoi a Ridolfi - Androcoprico penecefalo subnormale!
Ridolfi a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Ridolfi a Schnur - Quaqquaraqua!
Sawicki a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Schnur a Ridolfi - Sgradevole maleducato!
Schnur a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Schnur a Suttora - Cattocomunista!
Suttora a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Suttora a Pannella - Satrapo mesopotamico!
Angeli a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Angeli a Pannella - Rompicoglioni!
Marchitti a Bordini - Basta requiem a Radio radicale!
Dyason a Pannella - Attorcigliato!
Tabar a Bordini - Grrrr…equiem…whoff!
Pannella a Bordini …

NYLON!, capitolo 19.

Sul ponte superiore del suo mega-yacht, il lugubre australopiteco esperantista Albergo Licheri era disteso nelle frizzanti lenzuola del letto in compagnia di una birra gelata, un potentissimo cannone, quella ficona della madonna di Sara Piccardo accanto a lui e, uniche note negative, quelle del dannato requiem per sottofondo. Completamente nudi, lo sguardo oltre le stelle, inseguivano appassionate visioni d'amore e si perdevano nell'oblio di un meraviglioso sogno ad occhi aperti. Tenendosi per mano, teneramente pensavano ai lunghi e abbaglianti tramonti hawaiani, dove il sole elargisce i suoi ultimi bagliori con rinnovata forza, quasi a significare una ultima fatica prima di morire, pur sapendo di tornare, ancor più fastoso e raggiante di gioia, il giorno successivo. Pensavano alle calde acque dell'isola di Madagascar, che inumidivano le sabbie bollenti di sconfinate spiaggie complici di un'ipotetica, irrealizzabile avventura. Pensavano al tempo che sarebbe trascorso prima del loro prossimo incontro, quel tempo assassino unica barriera alla loro irrefrenabile passione. Pensavano e al tempo stesso non pensavano, perché trasportati nell'undicesima dimensione dell'amplesso sfuggiva ancora loro la perfezione del climax, che non rappresentava un'idea ma il tentativo di raggiungerla. A tutto ciò romanticamente pensavano quando intervenne l’Editore di questo libro.

- Basta riempire le pagine di romantiche melensaggini esperantiste! Per poter vendere questa cacata di libro esigo una più dettagliata pornografia!

Doverosamente obbediente all’Editore, ricominciai da capo al prossimo capitolo.



NyLon!, capitolo 21

Il veteroginecologo riminese Dr Tabar fumava nervosamente la pipa pensando alla sua vita da cani. Il candido magnate indo-orobico John Patel, il corpo perfetto risplendente in spiragli di luce soffusa che penetravano complici le fessure della tapparella abbassata creando eccitanti giochi erotici di sofisticati chiaroscuri, era sdraiato accanto a lui, il braccio sinistro proteso oltre la nuca a mettere in evidenza il petto glabro e muscoloso, la gamba destra piegata ad arco sulla sinistra, e la pelle vellutata leggermente imperlata dal liquido seminale che gli colava dalle labbra dopo la canina fellatio.

Il pilota di Formula 1 Jarno Trulli fumava nervosamente una sigaretta pensando a quel cornuto di Briatore. Heidi Klum, il corpo perfetto risplendente in spiragli di luce soffusa che penetravano complici le fessure della tapparella abbassata creando eccitanti giochi erotici di sofisticati chiaroscuri, era sdraiata accanto a lui, il braccio sinistro proteso oltre la nuca a mettere in evidenza il seno compatto e maturo, la gamba destra piegata ad arco sulla sinistra, e la pelle vellutata leggermente imperlata dalla nebbia della Ruhr che s'insinuava tenue ed astuta nel suo furgoncino Toyota. Non c’era da meravigliarsi che il cornuto lo avesse licenziato. Passi per Naomi, che tanto aveva le tette piccole e le gambe storte, ma con Heidi aveva esagerato: non poteva sistematicamente scoparsi ogni fotomodella del capo. Ragion per cui fu esiliato a Colonia e, come pilota italiano residente qui, a noi tifosi londinesi non rimase che il pluricampione del motomondiale Valentino Rossi, interpretato da Livio Schnur.

Il pluricampione del motomondiale Livio Schnur fumava nervosamente una sigaretta pensando a come in questa storia avrebbe potuto plausibilmente spacciarsi per Valentino Rossi. Bruna Colacicco, il corpo perfetto risplendente in spiragli di luce soffusa che penetravano complici le fessure della tapparella abbassata creando eccitanti giochi erotici di sofisticati chiaroscuri, era sdraiata accanto a lui, il braccio sinistro proteso oltre la nuca a mettere in evidenza il seno compatto e maturo, la gamba destra piegata ad arco sulla sinistra, e la pelle vellutata leggermente imperlata dall’olio Castrol che si insinuava tenue ed astuto da sotto la motocicletta di Schnur in una comparsata a Piccadilly Circus.

Quattrocento miglia più a nord, il gladiatore romano Giulio Carmelo Palmanfredi fumava nervosamente una sigaretta pensando a come il suo idilliaco matrimonio con la membra di segreteria radicale, che ne traduceva in italiano le avventure investigative nei misteri imperiali di Lindsay Davis, avesse potuto così repentinamente trasformarsi in un incubo scozzese una volta oltrepassato il fatidico Vallo di Adriano. Abigail Palmanfredi, il corpo perfetto risplendente in spiragli di rarissima illuminazione naturale che penetravano complice la finestra spalancata creando eccitanti giochi erotici di sofisticati chiaroscuri, era sdraiata accanto a lui, il braccio sinistro proteso oltre la nuca a mettere in evidenza il seno compatto e maturo, la gamba destra piegata ad arco sulla sinistra, e la pelle vellutata leggermente imperlata dall’umidità della brughiera celtica dal colore grigio-verde tendente al marrone come i suoi occhi immalinconiti da quella landa desolata del bardo Robert Burns dove pioveva sempre e gli indigeni parlavano bergamasco.


Palinsesto di TeleRadicale

Mercoledì 8

06.00 Breakfast with Marsha chat show In diretta da Manhattan, Marsha Suttora discute l’argomento del giorno - le tette piccole -, con le ospiti Naomi Campbell e Flavia Vento.
07.00 Meteo con Emma Bonino Il colonnello dell’aeronautica militante prevede pioggia a Brussels e sole al Cairo.
08.00 Oroscopolitico del mago Otelma Sagittario grandissimo successo del polpettone che state scrivendo.
09.00 Merdon! educational con Albergo Licheri Il divulgatore scientifico viaggia in Australia per indagare su come mai l’esperanto sia altrettanto diffuso dell’inglese tra i canguri e i laporlandi.
10.00 Matinée al cinema Four Weddings and a Funeral film Romantica commedia con Hugh Grant nei panni di Mauro Suttora.
12.00 Forum reality court Il giudice Antonio Di Pietro emette la sentenza sul caso di calunnia Sagaria-Dentamaro.
13.00 Haggis rubrica gastronomica I celebrity chef Vasco Barilli e Pierre Carraro s’interrogano amabilmente se nella pasta e fagioli ci vada o meno il peperoncino.
14.00 Gli americani saranno accolti da liberatori in Iran attualità Il giornalista investigativo newyorchese Mauro Suttora intervista in esclusiva l’ayatollah Olivier bin Dupuis.
16.00 Ascolta, si fa sega rubrica spirituale Padre Livio Schnur conduce la meditazione sul triste caso di Andrea Turko.
17.00 Casa Pezzilli soap opera, 25997-esima puntata Nel consultorio cattolico pordenonese il ginecologo Dr Tabar Depetro scopre che Dora Pezzilli è incinta del parroco don Domenico Spena.
18.00 Il Grande Bordello reality show Il candido presentatore indo-orobico John Patel rivelerà che Mary Segneri è stata nominata per andare a raccogliere le firme.
19.00 TG Berlusconi con il direttore Guido Piantieri La Redazione è a Teramo, in via dell'Aeroporto 19, eccetera.
20.00 Estrazioni del Loto gioco d’azzardo Il presentatore Sergio Rovasio estrae i semi di Loto dall’ombelico del Buddha Pannella per determinare i vincitori del televisorino firmato TeleRadicale.
21.00 NYLON! docu-drama, diciannovesima puntata Roberto Granzotto presenta il palinsesto di TeleRadicale.
22.00 Il Duo Bronchenolo attualità politica Marco Pannella si intervista da solo rigettando l’accusa che Bordin sia un po’ rincoglionito.
00.00 L’Isola dei Roberti reality show Roberto Abenate scopre di essere un clone di Roberto Cicciomessere.
01.00 Nessun Dorma! rubrica di letteratura culturale A reti unificate con Anale 5, Nicolino Tosoni presenta il libro del giorno A ognuno il suo, di Pasqualino Del Grosso, Edizioni Mignon.
02.00-06.00 collegamento con SkyTelezzone reality sleep La webcam riprende in diretta le quattro ore di sonno di Daniele Capezzone.
Mi dispiace per il fiume / Sorry about the River - IV

ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale


Da un lato del lungo tavolo il russo Nikolay Hramov, lo svizzero Livio Schnur, il tedesco Jonathan Poker, l'austriaca Martina Szikora, l'italiano Roberto Granzotto e il libanese di origine calabrese Edmondo Limmondo. Dall'altro lato del tavolo, a rappresentare la nutrita delegazione asiatica, Npa Cheung, Yee Minglong, Liao Quingchang, Chen Xingsheng, Tian Yongming e il loro fetentissimo capo nord-coreano Bu Zda Kin. In piedi a capotavola, completamente nudo tranne il cappuccio nero che gli copriva il volto, l'altissimo Georgi Paganov con un'enorme esibizione del suo priapismo. Il sangue e l'ossigeno che con esso affluiva al tessuto spugnoso di quel pene abnorme gli veniva a mancare al cervello ed egli farneticava in bulgaro come in uno stato di trance: Az sum Paganov, az sum Paganov... io sono pagano, e gli astanti cominciarono a ripetere dapprima sottovoce, poi sempre più forte: az sum paganov, io sono pagano...

Con entrambe le mani il turpe leader dei comunisti esperantisti bulgari si stimolava i testicoli gonfi come angurie mentre gli adepti si accalcavano a leccare la verga dell'anticristo finché questi eruppe in una violenta eiaculazione ed essi si contesero il seme del male per abbeverarsene avidamente. Davanti a lui, dall'altro capo del tavolo, con gli occhi sbarrati Michel Boselli schivò uno schizzo mentre osservava più incredulo che disgustato il bieco individuo riprendere fiato e il suo naturale colorito olivastro mentre gli adepti si ricomponevano ognuno al suo posto. Non avrebbe mai sospettato che colleghi criminali di quel calibro potessero appartenere a una sorta di setta occulta. Li avrebbe piuttosto immaginati nel classico cliché mafioso, razionalmente riuniti come nel consiglio di amministrazione di una multinazionale. Ma davanti a lui c'era l'evidenza della follia di un culto satanico, e in stridente contrasto con questa il loro leader prese a parlare pacatamente in esperanto, con la voce baritona e monotona che ci si sarebbe aspettati da un prete ortodosso cantare la messa.

Collettivo! Siamo qui riuniti per celebrare il Chaos. Nella sua millenaria evoluzione l'uomo si è sparpagliato nel mondo partendo dall'Africa, e dall'Africa precipitata nella spirale dell'odio si diffonderà nel mondo il virus del male, i virus delle nostre armi batteriologiche che ammorberanno l'intera specie umana tranne chi ne è immunizzato: noi qui presenti, e i pochi popoli eletti che qui rappresentiamo. L'ora della rivalsa è vicina per il grande Islam e la grande Cina tanto quanto l'ora della sofferenza immane è vicina per gli imperialisti occidentali che l'hanno finora impartita ai nostri popoli. Migliaia di guerriglieri della liberazione sono pronti a immolarsi usando le armi che forniremo loro per terrorizzare e sottomettere i vili sfruttatori. Ma bisogna agire presto, prima che l'Europa si rafforzi rendendo imbattibile l'America, e agire per impedire l'ascesa al vertice di coloro che remano contro il destino e che noi non possiamo comprare.

Questi esseri insani, questi deboli vermi potrebbero presto arrivare al potere e noi non possiamo permetterlo, non possiamo lasciare che attacchino e intacchino i nostri superiori interessi, i nostri piani gloriosi. Da tempo è ormai chiaro che il loro scopo antitetico al nostro è una rivoluzione che riarmi l'Europa neocolonialista non più assoggettata all'America ma sua pari potenza per imporre la loro pace e i loro pseudovalori, non più solo complice ma protagonista nel perpetuare l'oppressione. L'America stessa, vigliacca e sionista, impaurita dalla fulgida rinascita araba, dall'ineguagliabile potenza cinese, alimenta le scellerate ambizioni federaliste dei nostri nemici per non perdere il dominio del pianeta, il dominio che a noi spetta e ci aspetta da troppo tempo!

Oggi siamo qui riuniti per modificare a nostro favore il corso della storia deliberando l'eliminazione di uno dei due candidati alla presidenza europea, colui che se fosse eletto ci creerebbe maggiori problemi, e così aprire la via al candidato più docile col programma più affine allo svolgimento dei nostri piani. Ciò deve avvenire prima delle elezioni, in cui c'è un cinquanta per cento di probabilità che esca vincitore il puledro sbagliato: una percentuale troppo elevata per permetterci di rischiare trovarci costretti ad agire dopo, quando le misure di sicurezza attorno al presidente eletto renderebbero l'operazione troppo complessa e quand'anche avesse successo farebbe di lui un martire dal seguito moltiplicato esponenzialmente dall'ondata emotiva del popolo bue.

Collettivo! La nostra venerabile congregazione culturale non può esporsi a un eventuale fallimento che comprometterebbe irrimediabilmente i nostri altissimi obittivi, né possiamo affidarci a manovalanza rozza o dilettanti qualsiasi, L'uomo qui presente è uno stimato professionista, il migliore nel suo settore, che per un ingente compenso si assume la responsabilità di eseguire questo compito in modo competente ed elegante. Sono lieto che della sua affidabilità abbia già dato prova nella recente opera di destabilizzazione della centrale nucleare di Kozloduy, provocando il rilascio di materiale radioattivo con effetti esaltanti per la nostra causa e devastanti per il morale del nemico. Me ne rallegro e lo congratulo, auspicando che cotanta puntualità nel mantenere l'impegno si riaffermi in questa nuova e più importante occasione: l'omicidio del candidato presidenziale Olivier Dupuis!

Michel Boselli si sentiva vagamente a disagio e non potè trattenersi dall'agitarsi sulla sedia, ma la concisa fermezza dell'orazione paganica non ammetteva repliche e ottenne solo ossequiosi cenni di assenso da parte degli altri astanti silenti. Paganov concluse inappellabile l'assise con la condanna a morte del candidato democratico Olivier Dupuis per mano di Boselli entro l'alba elettorale, in caso di fallimento pena il trasferimento della pena sull'esecutore stesso. Da parte sua, altrove in Europa, mentre gli fischiavano le orecchie il candidato presidenziale sbottò in riunione col suo staff nel suo forte accento lussemburghese:

Ma no e posibile, no ho intensione di corere co Serachiani, mi rifutomi! No ci era altra scelta parquet siete teste di caso, merd! Vi ano inculato, eco, ci ano inculato! Al meno avevate li spiati! Sicurament vi siete fati spiarvi voi imbescili. E adeso come poso corere ansieme di quela bruta mortadela, hein?

Dupuis dava in escandescenze per l'abbinamento più sgradito che avrebbero potuto affibbiargli come candidata alla vicepresidenza. Ma intervenne Pannella in collegamento da Malbosc e dovette mettersi via l'incazzatura. Il leader carismatico spiegò che Barbara Serracchiani era l'unica personalità a disposizione che avrebbe potuto contenere il danno causato dalla candidatura Berlusconner a vicepresidente di Kapezzonen nel ticket avversario. Se voleva provare a vincere, concluse Pannella col tono grave di un padre non più disposto a tollerare capricci, doveva imparare a sopportare Barbara. Non era soltanto nella popolarità della pasionaria rodigina che Pannella confidava, ma soprattutto nella sua mai sopita rivalità con l'ex premier turca Zylvya Berlusconner. Le due coetanee erano cresciute studiando insieme e contendendosi il primato nei prestigiosi Fettes college di Edinburgo e London school of economics per poi intraprendere la carriera politica in partiti nazionali ai due estremi dello spettro politico, ma avevano in comune una smisurata ambizione e non avevano mai potuto vedersi. Candidare Serracchiani avrebbe creato un piccolo problema con Olivier, non sarebbe stato facile conciliare i loro due caratterini, ma un problema ancor più grosso per i popolari.

Questi in effetti si erano presi una bella rivincita rispetto al congresso dei democratici, e adesso si era molto più vicini all'elezione. Difficile immaginare un colpo basso come affiancare a Kapezzonen l'ex premier turca, moglie del miliardario televisivo Rupert Murdoch che da quel punto in poi avrebbe infuso una montagna di eurodollari nella campagna elettorale col silenzio assenso dell'amministrazione americana, ufficialmente neutrale negli affari interni di una federazione amica ma in realtà ben più propensa a spalleggiare una controparte conservatrice che avrebbe tenuto una politica più in sintonia con la loro in un mondo in cui l'occidente non costituiva ormai che un settimo della popolazione, meno della sola India o della sola Cina, ed era perciò di vitale importanza rafforzare gli strumenti della propria leadership, del proprio benessere economico come condizione indispensabile al controllo politico e militare del pianeta. O meglio viceversa.
OUTSOURCING. dopo avere esaminato lo streamlining e il downsizing grazie ai docenti Schnur e Patel in un precedente post, in questa puntata ci occupiamo invece di approfondire il concetto di outsourcing, che non vuol dire - come crede a.ennio - uscire in cerca di sorca (o "putan-tour" in Brianza), bensi' significa che un'azienda affida la gestione di un proprio dipartimento a una societa' esterna che ne svolgera' il business presso proprie sedi o quelle della stessa azienda. un tipico esempio di outsourcing sono i call centre in India.

nel nostro caso secessionista, la causa per Trieste capitale oltre alla sua elevata pregnanza geopolitica potrebbe rivelarsi anche un rivoluzionario modello di outsourcing. se infatti la regione Friuli-VG secedesse e Trieste rimanesse la capitale d'Italia, avremmo il caso di un paese, la Repubblica italiana, con la capitale all'estero. evidenti i vantaggi per l'Italia nello spendere di meno per i servizi governativi dandoli in outsourcing a Trieste, che sarebbe ovviamente una capitale molto piu' efficente, ma altrettanto significative le implicazioni per l'economia padana, che potrebbe trovare una nuova specializzazione in una nuova industria: l'outsourcing di capitali di stato.

insomma Trieste capitale d'Italia aprirebbe la prospettiva di una Bergamo capitale macedone al posto di Skopje, Padova della Repubblica srpska, e pensate al miglioramento d'immagine per l'Albania nell'avere Bologna capitale invece di Tirana. tutti questi paesi sfigati pagherebbero fior di quattrini per poter ricevere gli altri capi di stato in piazza a Vigevano (che peraltro so dov'e' per averci avuto una morosa - tie') piuttosto che a Podgorica. si tratta di un nuovo mercato da esplorare nonche' di un mio ulteriore valido contributo al grande dibattito sulla trigonometria della secessione.
Nell'immaginario collettivo manipolato dalla comunicazione di massa si identifica spesso il sistema statale come "verticale" in quanto dirigistico e contrapposto a una amministrazione più vicina ai cittadini e quindi più "orizzontale", ma due economisti britannici vanno controcorrente proponendo un'analisi dall'altra parte del cannocchiale, un ribaltamento della prospettiva che apre straordinari spazi a nuovi sviluppi della teoria e pratica della democrazia liberale.

La teoria della "verticalizzazione" delle regioni italiane è stata elaborata alla London School of Economics dai proff di marketing Schnur e Patel, rispettivamente docenti di downsizing e streamlining, tecniche che dimostrano in pratica nelle loro lezioni: Schnur sega due centimetri di pene a Patel (downsizing) che conseguentemente se lo alliscia col ferro da stiro per riportarlo alla lunghezza originale ma più sottile (streamlining). Alla fine dell'anno accademico è diventato così sottile che un parlamentare l'ha confuso per un pelo del pube e glie lo ha strappato durante la cerimonia elvetico-lombarda di cui a un post precedente.

L'originale teoria dei due eminenti studiosi consiste nel ruotare di 90 gradi sul proprio lato orientale la regione interessata alla secessione, poniamo il caso ancora la Lombardia. Nonostante le evidenti difficoltà di ordine pratico - occorre segare in profondità il perimetro della regione, separarla di sotto dalla crosta terrestre e sollevarla dal lato occidentale di 150 km -, Schnur e Patel sostengono ardentemente gli enormi vantaggi che ne deriverebbero alla causa secessionista.

I detrattori del duo londinese di guru del marketing, però, contestano sulla base di simulazioni al computer che soltanto i valtellinesi potrebbero accomodarsi a vivere su pareti rocciose ex verticali ora orizzontali, mentre il resto della popolazione rotolerebbe nel lago di Garda, causa la forza di gravità, e che neppure i milanesi - pur adattatisi a lavarsi nel wc -, potrebbero sopravvivere nello spazio senza polveri, benzeni e monossidi essenziali alla loro respirazione.

Protestano anche i piemontesi, per i quali il sole sorgerebbe a mezzogiorno, e i moderati del Movimento liberale secessionista puntualizzano che, pur prendendo seriamente in considerazione ogni idea originale, non possono abbandonarsi a facili soluzioni, scorciatoie fuorvianti rispetto al conseguimento del supremo diritto alla secessione. Accogliendo lo spirito rivoluzionario della proposta, ne contropropongono una sperimentale di semplicemente ruotare sul piano orizzontale per provare a vedere se la secessione funziona meglio con le alpi a strapiombo sul Po e Mantova come valico per la Svizzera, per esempio.

Va da se che ciò comporterebbe segare il perimetro lungo un quadrilatero di lati uguali, un quadrato di circa cento miglia per cento, e quindi ridisegnare i confini della regione: nella sua razionale quadratura la Lombardia perderebbe Bormio e l'oltrepo' pavese ma annetterebbe Piacenza e metà Ticino, mentre Novara risulterebbe segata in due. nel caso della rotazione di 180 gradi in esame, le stazioni della ferrovia si succederebbero: Torino - Novara Ovest - Desenzano - Brescia - Milano - Novara Est - Verona. e vi sono naturalmente altre due combinazioni per provare a vedere se ci si trova meglio con le alpi rivolte ai veneti o ai piemontesi.
NYLON! 2

2.

Come nuovo segretario del partito ho dovuto prendere delle decisioni impopolari per rimetterlo in sesto dal disastro politico e finanziario accumulatosi in un decennio di rovinosa gestione da parte dei catastrofici manager e impiegati statali. La cosa più urgente era spostare la tesoreria a Milàn in modo che Bernardini potesse essere affiancata dall’imprenditore Schnur nel segare i rami secchi. Il co-tesoriere di Rita, Pasquale Danilo V, l’abbiamo mandato a Delhi per gestire in outsourcing il call centre che adesso opera multilingue 24 per 7 nel chiedere soldi anche al resto del pianeta oltre ai soliti militonti italiani. A Roma pertanto non rimaneva che un organo peraltro già scivolato in secondo piano, la segreteria politica, e quindi tanto valeva spostare anche quella per fare un po’ di soldi (o almeno smettere di fare debiti) vendendo l’ottantasei di Torre Argentina. E poi, se non fosse per il papa e il vaticano, sul piano internazionale la Roma delle barzellette Berlusconi e Ciampi non conta più niente da 17 secoli, quindi ho spostato la segreteria qui a Londra. Anche per mia comodità, così per andare al lavoro posso contare su autobus che funzionano e taxi che costano meno. E poi col Chunnel siamo a due ore e mezzo dal centro della capitale europea Brussels o da un romantico fine settimana a Parigi. Downsizing e streamlining sono diventate le nostre nuove parole d’ordine esperantiste, per cui ho smontrioskato le matrioske in un unico soggetto politico strategicamente posizionato a Islington, dove ci sono anche i quartier generali mondiali di Amnesty e Greenpeace, così basta scendere nel cortile della scuola col famoso muro dei Pink Floyd per ritrovarsi a combinare qualcosa insieme. L’unico aspetto negativo di questa mossa è che ci ha scatenato contro un attacco furibondo da parte dei media xenofobi di Murdoch, il quale ha squinzagliando la sua stampa scandalistica a caccia di nostri scheletri nell’armadio. Il Sun spara in prima pagina Turko travestito da Turka e palesemente fatto come una biscia, col titolo cubitale “I radicali portano in Europa 70 milioni di musulmani drogati e culattoni”, incitando una campagna di odio sfociata nel brutale pestaggio del povero Strummer. Il News of the World è risalito a Dora Pezzilli che dietro lauto compenso ha rivelato tutti i particolari su un episodio risalente al 1989 di toccamento di Pisello nel vagone letto Budapest-Pordenone-Roma. Il Times ha scovato e pagato profumatamente Carlo Manera per farsi raccontare nei dettagli e serializzare a puntate tutte le sodomie di Nicolino Tosoni. Sky, Fox e Star hanno avviato la coproduzione di un colossal su quelle di Marco Pannella, che a questo punto è diventato un peso. Ingrato mi è il compito di mandare in pensione il Leader, che tutto sommato ha fatto mezzo secolo di lavoro abbastanza soddisfacente, ma abbiamo anche bisogno di soldi, che non bastano mai, per cui l’ho ceduto a Berlusconi in cambio di Shevchenko, che ho venduto per 50 milioni di paundi al Chelsea Football Club del miliardario russo Avramovich. Mi dispiace solo perché personalmente tifo per l’Arsenal, ma loro hanno offerto meno, avendo già Thierry Henry che è più bravo. Pazienza se questa stagione vincerà il Chelsea, non può sempre vincere l’Arsenal, e in fondo la cosa più importante è che non vinca il Manchester United. Appioppato Pannella al centro-destra (mo’ so’ cazzi loro), sto trattando su un secondo tavolo per cedere Bonino al centro-sinistra di Montezemolo in cambio di Schumacher, che conto di rivendere al migliore offerente tra Mercedes e BMW. Pazienza se l’anno prossimo vinceranno i tedeschi, non può sempre vincere la Ferrari, e in fondo la cosa importante è che almeno in Formula 1 non vincano gli americani. Sistemate queste faccenduole (sorprendente che i moderni romani non ci avessero mai pensato, ma erano troppo occupati a guardarsi in cagnesco tra loro), posso rilassarmi insieme ai simpatici amici che sono venuti a trovarmi nella nuova sede del partito per trascorrere un natalizio fine settimana londinese. Provenienti da Orio al Serio mi sono state mi scaricate le membra di gabinetto Raffa e John con Bernardini e Schnur. E da New York sono sbarcati i coniugi M&M Suttora portandomi come graditissimo regalo di natale la loro amica senza tette Gwen Stefani. Felicissimo di fare da cicerone alla comitiva di amici ansiosi di visitare i luoghi dove è stato girato NYLON, ho dato loro appuntamento alla sede del partito davanti al civico 4 di Cowley Street, dove i lettori ricorderanno Charles nella prima puntata servire doppi colpetti di malto singolo alla tesoriera Janine. Dopo la consueta visitina turistico-politica a Westminster - dove la Camera alta è stata arringata da Lord Patel esercitare il suo inglese indo-orobico nell’argomentare appassionatamente contro il Requiem a Radio radicale -, non potevamo che proseguire il pellegrinaggio verso l’avveniristico edificio di Channel 4, pure citato nella prima puntata, dove Mauro ha cortesemente declinato l’offerta di Jon Snow di condurre al suo posto il telegiornale delle 19, avendo già avuto un’offerta come vice-direttore di Emilio Fede nel capannone di Retequattro a Cologno monzese. Dalla Great Peter Street abbiamo svoltato a destra per il secolare mercatino di Strutton Ground, dove fra le altre cose si sbafano gustose specialità pasticciere della Cornovaglia, ma era ancora troppo presto tutto chiuso e non c’era nessuno, con grave disappunto della Raffa che sperava in un locale anche per poterci fare la pipì (è incontinente). E’ stato a questo punto che si è verificato l’increscioso episodio della Raffa orinare in una cabina del telefono in Victoria Street, con John Patel stenderlesi sotto implorandola d’innaffiarlo e Schnur di smanettarglierlo. Una scena normalissima in qualsiasi periferia britannica ogni alba del sabato o domenica, senonché qui siamo nella pulitissima Westminster a metà strada tra le omonime abbazia anglicana e cattedrale cattolica, dove Strutton Ground sbuca in Victoria Street proprio davanti a Scotland Yard. Insomma il posto meno indicato per la minzione cabino-telefonica con masturbatio aggravata. Grazie all’intervento del potentissimo Scaruffi del MI-007 siamo stati rilasciati da Scotland Yard dopo pochi minuti cavandocela con un blando ASBO - Anti Social Behaviour Order -, che ci intima di lasciare Westminster entro due ore e non rimetterci più piede per almeno altre dieci. Abbiamo solo due ore per correre lungo Whitehall a immergerci in una bovassa di lama nel cambio della guardia del reale reggente Olivier bin Dupuis, mentre con grave disappunto di Rita dobbiamo rimandare ad altra occasione l’invito a prendere il tè da dei tali suoi conoscenti Tony e Cherie nell’adiacente Downing Street. Invece da Trafalgar Square allunghiamo il passo lungo lo Strand. Veloce osservarzione del traffico sul vicolo laterale del Savoy, tanto per sfoggiare vanitosamente la mia dimestichezza con l’unica strada britannica dove si guida dalla parte sbagliata (la sola dove Granzotto non abbia distrutto le sue Ferrari Fiesta in un frontale), e poi via di fretta verso il quasi-prospiciente Covent Garden, dove questa volta a rallentarci è Schnur. Infatti, per via della stagione natalizia, le giovanissime attiviste delle charity abbordano i passanti travestite da babbenatale in minigonna è il turno di Patelli ricambiare il favore al segaiolo imprenditore e trascinarlo per la proboscidina su Aldwich verso l’imponente Marconi House della BBC, dove Mauro cortesemente declina l’offerta di Jeremy Paxman di condurre al suo posto la quotidiana Newsnight di approfondimento, avendo già avuto un’offerta come vice-direttore di Bruno Vespa in un capannone di Saxa rubra.
Post cancellato per riorganizzazione della Letteratura Sottosopra, ma conservato per i commenti
Sadomasochista – sinonimo di forumista radicale che coglie i (v.) romponi (“Sadomasochisti”, Pannella)

Saga-Folena – termine con il quale il forumista Alessandro Tapparini indica il collega Enrico Sagaria

Salma, Carmelo - consigliere regionale piemontese sepolto alla scozzese con la testa fuori per risparmiare sulla fotografia (“Carmelo Salma”, Busdachin)

Salute! - forma di commiato argonautico in sostituzione dei vetusti e appiccicaticci Love e Amo (Tosti)

Sapiens Sapiens, Homo - esemplare di cui il forumista Marco Senatore rappresenta la sospecie nella sua ontica egodiscrasia (“Esemplare di Sospecie di Homo Sapiens Sapiens che nella sua ontica egodiscrasia”, Tosoni)

Satrapo Mesopotamico – il leader radicale Marco Pannella nella definizione del suo biografo non autorizzato (“Il satrapo mesopotamico”, Suttora)

Sbrecciato – termine con il quale il forumista Roberto Severino Martelli-Scaruffi indica il forumista Paolo Breccia

Schnurismo - espressione priva di significato, valore o attinenza, prodotta al solo scopo di scassare la minchia al prossimo (Abenate)

Sciamano Peyotista, Scurandero – termini con i quali il forumista Andrea Turchetti (detto Turko) indica il forumista Roberto Severino Martelli-Scaruffi

Sconigliata - eiaculazione precoce di forumista ravennate (“E ho sconigliato”, Turko)

Sculettino - il segretario di Radicali italiani Daniele Capezzone nell’opinione del forumista Roberto Severino Martelli-Scaruffi

Sega, Segaiolo – (1) forumista di nome Livio Schnur consistente in una lama dentata di acciaio fissata ad un’intelaiatura, per tagliare legno, ferro, etc.; (2) attività sessuale manuale e autonoma (“A seghe vado fortissimo”, Palombo; “Nessuno mi impedisce di farmi una sega”, Viale); (3) cosa o persona di scarso valore, quale il potere di comprensione di un terzo dei cittadini statunitensi (“Un americano su tre non capisce una sega”, Abenate; “Un vescovo da sega”, Giordano; “Non ho capito una sega”, Senatore; “Segaiolo da oratorio”, Farina al collega forumista Turko); (4) barocca elucubrazione onanista (“Ti fa le seghe mentali”, Colacione al collega forumista Ennio)

Sex in the City, No - l’intensità e frequenza dell’attività sessuale del forumista Mauro of Manhattan risultano talvolta leggermente inferiori alle sue ambiziose aspettative

Sinistra – v. Destra, poi v. ancora Sinistra

Soundtrack – sottofondo musicale ad un intervento forumistico di Carlo Manera; v. anche OriginalSoundTred

Spinelli - antiproibizionisti radiofonici intimamente immalinconiti

Squatter - l’ex forumista Paolo Vita

Stronzetto, Sei solo un povero – argomento dialettico multiuso a disposizione di Valter Vecellio per confutazioni su qualsiasi tema, con assunzione previa, contemporanea o successiva alla digitazione, da parte del medesimo, di Alka seltzer sciolto in bicchiere d'acqua (Suttora)

Suburra – (1) nazistume di cui parla Pannella (“Il nazistume da Suburra di cui parla Pannella”, Bilotti); (2) quartiere romano dove è bello festeggiare con gli amici (“quartiere romano dove è bello festeggiare con gli amici”, Carraro)

Suk – locale romano sito nei pressi di via del Corso dove è bello ritrovare amici (“Locale romano sito nei pressi di via del Corso dove è bello ritrovare amici”, Carraro)

Surgite – esortazione tosoniana (“Surgite!”, Tosoni)

Suttoreggiare - predicato verbale attribuito a chi differisce dagli orientamenti militaristi del forumista Valter Vecellio