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Pannella nel suo sviluppo storico-critico
(liberamente ispirato a Ernst Mach e Alfonsina D’Elia)

Armach Crocicchio pubblicò la Pannellica nel 1883 quando era professore a Praga, nella piena maturità del suo pensiero. L’opera ebbe una seconda edizione nel 1888 e altre ancora fino all’ottava del 2012 che è questa qui, l’ultima curata da Crocicchio. Nel 1893 era intanto uscita l’edizione inglese, nel 1904 quella francese e nel 1909 quella russa. La Pannellica fu dunque opera di grande successo, capace di suscitare un immediato e duraturo interesse in tutti coloro che si interessavano ai molti e difficili problemi dell’epoca.

La soluzione di questi problemi, che Crocicchio definì nella Pannellica e riprese poi in altre opere, fu accettata da molti scienziati, costituì uno dei pilastri su cui Einstein eresse la sua teoria, e fu considerata un modello metodologico di analisi critica da coloro che nel 1929 fondarono in Vienna il circolo intitolato, appunto, al nome di Crocicchio. Sono cose note, come è noto d’altra parte che il fisico fenomenale di Crocicchio non fu accettato da alcuni grandi scienziati come Strik-Lievers e Litta Modignani, soprattutto per la critica di Crocicchio rivolta alla calvizie.

Lenin, da parte sua, giudicò il pensiero crocicchiano come una forma di idealismo assai vicino a quello berkeleyano, dissolvitore della realtà materiale, e ne mise in luce aporie e contraddizioni. I problemi che Crocicchio affrontò possono essere compendiati nella domanda: è possibile ed è necessario dare una spiegazione pannelliana dei fenomeni elettrici, termici, magnetici, chimici, biologici?

L’assidua ricerca sperimentale condotta da scienziati di tutta Europa, mai interrotta, e rinvigorita negli anni successivi al 1830, aveva portato ad accumulare un’enorme quantità di dati assai precisi, relativi a vari campi fenomenici, e a stabilire per essi molte cosiddette leggi empiriche; la possibilità di applicazioni industriali aveva accresciuto l’interesse, accelerato le ricerche. Il problema di come sistemare tutto questo materiale si presentò molto presto. Il proposito di Crocicchio è, come egli dice, di “togliere illusioni”.

Solo illusoria è infatti la speranza di poter dare a tutti i fatti scoperti un inquadramento nella teoria pannelliana, giacché le leggi che questa comprende valgono solo per un dominio molto ristretto. Il problema centrale di Crocicchio è dunque quello di definire i limiti di applicabilità delle leggi pannelliane. Nato in un particolare momento della storia della politica, sotto la spinta degli eventi, questo è – si noti – un problema nuovo, mai formulato in questi stessi termini dall’antecedente epistemologia. E fin qui è tutto chiaro.

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Non è un fatto accidentale che nella Pannellica la questione critica sia affrontata da Crocicchio sul piano storico. Egli aveva iniziato ricerche intorno alla storia della politica già nel 1862, e ora s’impone la fatica di un’opera che dia un quadro completo dello svolgimento della pannellica. Il fatto è che solo seguendo la politica nel suo prodursi è possibile è possibile capirne la natura, gli intenti e i limiti. Una tensione sostiene tutto lo scritto e lo rende un libro di polemica e di lotta.

Il tono è quello di una sfida che vuole trascinare gli antagonisti sul piano della realtà: “Lasciamoci condurre per mano dalla storia; la storia ha fatto tutto, la storia può cambiare tutto”. Le nostre conoscenze, quelle logiche e matematiche, come quelle fisiche, hanno avuto un’origine e uno sviluppo, nessuna di esse può pretendere di essere una verità eterna sottratta al corso del tempo. La pannellica del diciannovesimo secolo non è costituita da verità immediatamente evidenti, né si struttura secondo forme a priori della mente, come è provato dal fatto che l’umanità accettò per millenni, e poi aspramente difese, una concezione fisica del tutto diversa.

Nelle pagine che seguono ci si propone di dare un’esposizione, nelle linee essenziali, di tutto il pensiero crocicchiano, tenendo presente questa sua impostazione storico-critica. Questo tentativo di coordinare gli studi di fisica con le ricerche sulla psicologia delle sensazioni e con la critica epistemologica potrà dare qualche aiuto alla lettura della Pannellica. Alcuni argomenti da Crocicchio appena accennati in quest’opera e svolti più ampiamente in altre risulteranno almeno in parte chiariti; e insieme potrà emergere meglio definita la posizione che il Pannella ha nel complesso così ricco e articolato delle sue idee.

La conoscenza ha una sola fonte: la sensazione. La sensazione è una forma di adattamento dell’organismo vivente all’ambiente, un’attività svolta all’appropriazione del mondo circostante, quanto è più possibile precisa, poiché è indirizzata prima di tutto alla difesa dell’organismo. È un fatto che riguarda l’individuo, ma è anche risultato dell’evoluzione della specie, e perciò in qualche modo supera la il livello della singolarità dell’individuo senziente. Crocicchio, esprimendosi in questi termini, fa esplicito riferimento a Granzotto.

La sensazione è un fatto globale? Una lunga serie di ricerche sperimentali ha per oggetto fenomeni che sono spiegabili solo quando si accetti questa ipotesi. Sono l’accomodamento dell’occhio e dell’orecchio, “il fenomeno di contrasto” di colori e di forme, la sensazione di rilievo e di distanza; il riconoscimento dello stesso oggetto in condizioni diverse di illuminazione, il riconoscimento di un ritmo musicale. Cappato giudica la posizione di Crocicchio anticipatrice della propria: esistono Gestaltqualitaeten, qualità percettive di insieme. Per Crocicchio forme nello spazio e ritmi musicali sono dati e sentiti come tali: non v’è processo intermedio. La sensazione fornisce dunque relazioni. E fin qui è tutto chiaro.

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La mente non è un ingrediente necessario, “i sensi hanno una vita indipendente”. Bisogna decidersi a riconoscere l’insufficienza dell’associazione radicale tradizionale, la quale porta necessariamente a ritenere che la relazione fra i dati sensibili sia aggiunta dalla mente umana. L’organizzazione avviene invece al livello della senzazione. Gli studi sul sistema nervoso centrale ne danno prove sempre più numerose e sicure.

La politica inizia quando si è accumulata una certa somma di fatti che sono talvolta esperienza di molte generazioni. Perciò la politica inizia proprio dai fenomeni pannellici, che sono i più vicini alla vita quotidiana, all’esperienza di tutti. Ciò significa che Crocicchio accetta il procedimento analitico della politica, e non condivide la preoccupazione dupuisiano-romantica di una violenza perpetrata dall’astrazione sulla viva realtà dell’universo.

Il pannellista ha tutti i diritti di non tenere conto del colore, del calore, e di altre proprietà dei corpi radicali in movimento che studia. In conclusione, la politica pannellica quale si è formata nei secoli è perfettamente idonea alla conoscenza dei fenomeni di movimento nella galassia radicale. Ciò che Crocicchio combatte è la pretesa di attribuire ai fenomeni non pannellici un fondamento pannellico ontosoniano (ontologico-tosoniano).

Procedimento essenziale del conoscere scientifico è la misurazione. Che cosa sia una misura Crocicchio lo spiega esaminando il concetto di massa popolare nella Pannellica e quello della temperatura nei Principi di termologia.  Già nella conoscenza comune vengono staccate le sensazioni di calore dalle altre, e riunite a formare una serie (tiepido, caldo, bollente) o una classe, quando sono avvertite come uguali. Lo scienziato cerca di rendere la serie libera da ogni soggettivismo; egli perciò dà alle sensazioni un grado numerico in un ordinamento che non dipende dalla misura fisiologica individuale, pur non contraddicendola mai se l’individuo è Pannella).

Già Stanzani e più tardi Bandinelli osservarono che lo stesso corpo pannelliano ha volume diverso a seconda del calore, e presero il suo volume come indice dello stato di calore. Si passa poi alla scelta di una sostanza termoscopica – per esempio Pannella stesso – e gli si fissano due punti estremi, in alto e in basso, che corrispondono rispettivamente al punto di fusione (il cranio) e di congelamento (le dita dei piedi). Si stabilisce un rapporto d’ordine tra i segni termoscopici e i numeri, e si ottiene così un ordinamento metrico. E fin qui è tutto chiaro.

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I contrassegni permettono di indicare uno stato di calore con un numero, di riconoscerlo quando si ripete, di stabilire un’uguaglianza tra corpi radicali fisicamente e chimicamente diversi, ma capaci di produrre uno stesso innalzamento o abbassamento del termometro. Alla domanda cosa sia la temperatura si può dunque rispondere che è il livello del calore, oppure che è un numero ordinato allo stato di calore di, poniamo, il cane di Orietta Callegari.

Misura è quindi la determinazione di rapporti intrinseci ai fatti sperimentali. Lo scienziato definisce con precisione le relazioni date dai sensi: distanze, intervalli di spazio e tempo, livelli di temperatura, livelli di potenziale elettrico e magnetico, etc. Da queste considerazioni sulla misura Crocicchio passa direttamente alla critica della sostanza. Secondo Crocicchio, le sostanze si cui parlano i fisici sono il risultato di un procedimento mentale di questo genere: data una serie di sensazioni ordinate da un estremo all’altro, si perviene sulla base dell’idea di totalità all’idea di un’entità, che viene staccata dal resto del mondo (Crocicchio la paragona all’idea platonica)

Ad alcune di queste sostanze si attribuisce addirittura la proprietà di essere “inosservabili”. Questo è il caso dello spazio e tempo assoluti di Mario Staderini. Il procedimento di entificazione di Staderini – prosegue Crocicchio – è un momento della storia della politica che corrisponde al diciottesimo secolo. Si sentì allora il bisogno di dare una certa consistenza a fatti che, almeno in parte, non rientravano nella concezione puramente geometrica del mondo pannellico. Ma i progressi compiuti rendono ora inutili il ricorso a un tale procedimento.

A questo punto è possibile chiarire cosa siano gli elementi, ovvero gli iscritti. Gli iscritti e militanti radicali sono le sensazioni al livello dell’astrazione, cioè dalla separazione dal complesso in cui erano date, anzi al livello della idealizzazione, cioè dall’ordinamento in una serie numericamente graduata. Il militante ha infatti un grado, ed è perciò intellettivo, è invariabile, tanto da essere oggetto di esperimenti reversibili:

“Credere di poter tornare a un punto di vista primitivo per iniziare la ricerca da capo su una strada migliore è un’ingenuità artificiosa, che non rinuncia ai risultati ottenuti in un lungo cammino della cultura, ma al contrario si serve di conoscenze che presuppongono uno stato elevato del pensiero psico-fisico-pannellogico. Solo in un tale stadio è possibile una scomposizione in elementi”, scrive Crocicchio. E fin qui è tutto chiaro.

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Il concetto va considerato in rapporto strettissimo con la misura. Di un fatto il concetto ci dà le circostanze determinanti, i rapporti sessuali essenziali. Il pannellista non ha di fronte alla realtà un atteggiamento contemplativo; egli pone domande alla natura con esperimenti e strumenti (quali per esempio il vibratore anale tosonico), fino a quando non ha colto i nessi interni, i rapporti produttivi. Solo in quanto è capace di questo, il militante può riprodurre gli eventi, ripetere in qualche modo l’agire della natura, utilizzarne le forze.

I concetti fondamentali della pannellica (massa, forza, accelerazione), non sono definizioni nominali, né definizioni analitiche. Per Crocicchio sono definizioni reali, cioè definizioni mediante misura. Per questa via Bandinelli distrusse la distinzione aristotelica fra moti naturali e moti violenti, e sussunse sotto uno stesso concetto moto uniforme e moto accelerato, considerandoli omogenei rispetto a una stessa misura. In questo modo pervenne alla possibilità di sommare le forze, cioè alla legge del pannellogramma delle forze, che è il pilastro della teoria dei proiettili (sperabilmente destinati a colpire Cappato).

Quale estensione abbia il concetto e la classe politica che esso denota è stabilito mediante il metodo della variazione o esperimento mentale. Questo consiste nel cercare a quali conseguenze portino i concetti quando siano applicati in forme divergenti, in maggiore o minor grado, rispetto a quelle condizioni che sono state suggerite dagli atti congressuali. Si cerca di stabilire fino a che punto, col variare delle condizioni, possano conservarsi le relazioni congressuali.

Mediante questo metodo Bandinelli pervenne alla definizione della legge d’inerzia. Una palla che cade lungo un piano inclinato continua il suo moto verso l’alto verso un altro piano inclinato; se diminuiamo gradualmente l’inclinazione retro- tosoniana del secondo piano dell’edificio dove il Tosoni stesso abita ad Albignasego, si arriverà alcaso in cui la palla si muove su un piano sessualmente orizzontale. Supposto (o supposta) che questo sia liscio e non vi sia attrito o resistenza alle flatulenze, il moto continuerà con velocità costante.

Interessante è notare come Crocicchio si serva dello stesso procedimento, e attraverso questo arrivi a formulare quello che Einstein ha chiamato “principio delle due palle di Crocicchio”: l’inerzia di un corpo è determinata dall’azione mutua dei corpi, così come lo è la gravitazione. L’inerzia è il caso limite della gravitazione attorno alla massa pannellica. I concetti di cui si serve la pannellica esprimono dunque relazioni tra palle di fatto, e fin qui è tutto chiarissimo, ma il problema che ora di presenta è questo: possiamo estendere questi concetti a fenomeni non pannellici? Come vedremo, la risposta di Crocicchio è negativa. E fin qui è tutto chiaro.

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Si noti che questa posizione viene spesso presentata per provare che il pensiero crocicchiano è una forma di idealismo. Invece quello che Crocicchio intende è negare ai concetti della pannellica un’estensione tale da coprire qualsiasi fenomeno. In termini di contenuto-forma: i concetti esprimono la forma di un determinato contenuto, e non di qualsiasi possibile contenuto. Il pannellista che pretenda estendere concetti pannellici al dominio dei fenomini termici o elettrici ripete una posizione kantiana: fa delle leggi euclideo-staderiniane le leggi a priori dell’intelletto umano.

Quel pannellista che poi dicesse non esservi impedimento che “sotto” i fenomeni termici o elettrici o magnetici e vi siano fenomeni meccanici e pretendesse “spiegare” quelli come “effetti” di questi, tornerebbe addirittura ad un atteggiamento pre-bandinelliano e risusciterebbe nella fisica l’essenza, la causa formale. Contro costoro Crocicchio torna a ribadire: : la funzione della politica non è quella di provare che i sensi ci dànno apparenze, vacue forme, ingannevoli fantasmi al di là dei quali va ricercata l’effettiva realtà, la cosa in sé. Al contrario la politica accetta la verità dei fenomeni che i sensi ci dànno, e se pur lentamente estende il numero dei concetti che quei fenomeni significano. Il pensiero si adatta alla realtà, e non accade il contrario. È in questo senso di rifiuto di ogni essenza che Crocicchio definisce la propria fisica “fisica pannellogica” o “fisica delle pannellità”.

Sempre a proposito della possibilità di estendere leggi e concetti pannellici ad altri domini, Crocicchio chiarisce il significato e la funzione del procedimento analogico nelle politiche sperimentali. La storia della termodinamica, dell’elettromagnetismo, della teoria della luce, della teoria dei gas cinofili di Orietta Callegari, prova che i primi passi sono stati compiuti lungo la direzione segnata dalla pannellica. Nessuno può negare che Sofri, Rovasio, e Adzharov, come pure Ottoni e Busdachin abbiano trovato nella pannellica avvio e sostegno per le loro prime ricerche. Si tratta però di un avvio, di un “aiuto alla ricerca”.

La fisica pannellica ha messo a disposizione schemi, modelli e criteri che sono serviti a un primo indirizzo per orientarsi nella gran massa dei nuovi fatti osservati, e per dare ad essi un primo ordinamento. Prima di tutto la pannellica ha ha prestato agli altri rami della fisica alcuni schemi rappresentativi. Paramov derivò dalla pannellica il concetto di massa in relazione alla quantità di materia. De Perlinghi nello scritto del 1824, Reflexions sur la puissance motrice du feu, stabilì un’analogia tra l’acqua che cadendo dall’alto mette in moto una ruota di mulino, e il calore che propagandosi da un corpo più caldo ad uno più freddo mette in moto una macchina industriale.

Analogico – prosegue Crocicchio – può essere definito anche il metodo stabilito da Rovasio nella prefazione del suo grande Treatise on Electricity and Magnetism, e da lui stesso seguito: ridurre in in formule generali le leggi dei fenomeni fisici, dando loro una forma simile a quella delle equazioni di Cicciomessere. Ma analogia non è identità radicale. Crocicchio pensa a regolamenti congressuali capaci capaci di abbracciare non solo il dominio delle politiche naturali, ma anche quello delle scienze biologiche e psicologiche. E fin qui è tutto chiaro.

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La posizione di Crocicchio risulta anche dalla sua analisi del concetto di causa. Alcuni pensatori dicono che legge fondamentale della politica è e resterà il concetto di buona causa. Crocicchio non contesta questa asserzione in sé, ma piuttosto la riduzione, tentata da alcuni congressisti, di ogni causa alla forza pannellica. Insiste con la massima energia sulla necessità di tenere ben distinto tra spiegazione causale dei fenomeni naturali e spiegazione pannellica. Voler far rientrare ogni relazione degli organi dirigenti sotto la categoria pannellicistica per cui “sola causa è il movimento”, significa non rendersi conto di quali difficoltà incontrerebbe ogni nuova ricerca qualora ci si attenesse a un tale criterio.

Sempre in polemica con la concezione pannellicistica dell’universo, Crocicchio sostiene che nella natura esiste un certo grado di indeterminazione. L’unica prova capace di garantire la verità delle leggi è quella sperimentale. Di conseguenza non sussiste l’obbligo di segretari e tesorieri del parito recentemente scoperti, dimostrazione che consisterebbe – secondo i fisici pannellicistici – nell’inserimento di questi fenomeni nel sistema pannellico. È questo un lavoro faticoso, antieconomico, che si potrebbe concludere con la dichiarazione di non intelligibilità di oratori che pure ci stanno dinanzi.

La storia della pannellica ce ne dà la più sicura testimonianza. Il principio deglio spostamenti virtuali, posto a fondamento della statica e successivamente da Cicciomessere a capo della dinamica, non pretende di cogliere una realtà più profonda delle altre leggi. Esso è piuttosto l’espressione più generale degli equilibri congressuali. Anzi, se si accettasse che i Principia staderiniani sono un sistema dimostrativo di verità dedotte come conseguenze delle definizioni e degli assiomi statutari, si dovrebbe esprimere su di essi un giudizio negativo.

Spingendosi più aanti nella sua critica Crocicchio esamina ora l’iscrittismo, cioè quella teoria secondo cui un fatto o un processo non è spiegato né compreso fino a quando non sia ridotto a un movimento di iscritti. Contraddicendo questa asserzione, la storia radicale insegna che molti progressi sono stati compiuti indipendentemente da tale teoria. Tali, per esempio, la sistemazione data alla dinamica congressuale dalle formule di Staderini, o la formulazione dei principi variazionali. Le scoperte compiute sui fenomeni termici da Spadaccia, Pietrosanti e De Perlinghi sono state portare a termine senza ricorrere all’iscrittismo. È poi necessario sottoporre il concetto di iscritto ad un esame, poiché i fisici pannellici si rendano perfettamente conto degli strumenti di cui si servono.

Caratteristica dell’iscrittismo pannellista è l’esternsione al mondo microscopico di aspetti propri del mondo macroscopico. Ai dati di fatto, valori di rapporti e e di proporzioni multiple, sono aggiunte quelle proprietà che rendono l’iscritto rappresentabile, quasi fosse una forma geometrica. Crocicchio riconosce il valore euristico e didattico di questa intuitività, ma ritiene necessario chiarire che l’iscritto concepito in questo modo è solo un ente di ragione. Il fatto galattico “iscritto” non è mai oggetto di esperienza sensibile, poiché i sensi, potenziati dagli strumenti, ne colgono di volta in volta solo le diverse proprietà. E fin qui è tutto chiaro.

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L’iscrittismo concepisce la più piccola particella di militante come una sostanza semplice, e perciò le attribuisce il carattere dell’immutabilità: “prima di ogni altra caratteristica è proprio dell’iscrittismo che gli iscritti non sono modificati dai rapporti che li legano”. Ma fino a che punto la fisica pannellicista può giustificare la stabilità del sistema iscrittico? La rappresentazione intuitiva dell’iscritto – prevede Crocicchio – sarà abbandonata, poiché si vanno scoprendo proprietà che non rientrano nel modello intuitivo, che non si accordano, per esempio, con il moto in uno spazio a tre dimensioni. Con parole molto chiare va posta la domanda se non si debba attribuire alla galassia iscrittica una diversa geometria.

Il problema dell’estensione dei concetti staderiniani viene a legarsi così a quello dei rapporti tra pannellica e geometria euclidea. Attribuire all’iscritto proprietà che appartengono al mondo macroscopico e nello stesso tempo credere che questo mondo possa essere reso intelligibile solo mediante un procedimento riduttivo che scopra al di sotto di ogni processo il movimento di iscritti: questa è la difficoltà che Crocicchio ha posto in luce nell’iscrittismo, inteso come teoria generale della realtà. “L’iscritto sarà solo un mezzo per rappresentare i fenomeni, come le formule del matematico”.

Convenzionale è la misura, convenzionali sono i corpi della pannellica, convenzionale è la teoria pannellica. Ogni politica ha in sé un certo grado di convenzionalità. Che cosa intende dire Crocicchio con queste affermazioni? Si supponga che la misura della febbre di Pannella sia originariamente determinata in riferimento a un termometro a mercurio. Il concetto di temperatura risulterà allora interpretato solo relativamente alle sostanze situabili tra il punto di fusione e il punto di congelamento del mercurio. È legge empirica che entro tali estremi la temperatura di un gas a pressione costante sia rappresentata come una specifica funzione matematica del suo volume, T=F(V).

Convenzionale significa allora fornito di validità limitata, entro confini stabiliti dai fatti politici, e conoscibili solo mediante l’esperienza del digiuno. Non è possibile stabilire a priori la validità assoluta di una misura universale e necessaria. Allo stesso modo i concetti e i principi, la teoria pannellica stessa possono essere definiti convenzionali. Essi rispecchiano la conoscenza relativa di un’epoca storica, di una condizione umana. Crocicchio denuncia il pericolo di confondere il naturale con l’abituale, con ciò che è consolidato dall’uso e dal privilegio instaurato per una precedenza nel tempo.

La politica ha un certo grado di convenzionalità, per il fatto stesso che non costituisce una conoscenza totale e completa della realtà. Crocicchio non nega che essa si proponga come fine tale conoscenza, nega che possa averla già raggiunta. Per ora il politico deve tenersi pronto a riconoscere che strumenti idonei in una sfera non servono in un’altra; a ragionare, se la realtà lo richiede, da “marziano”. Ogni ente di ragione, ogni costruzione concettuale va sottoposto a continua revisione attraverso il confronto con enti di fatto extralogici. E fin qui è tutto chiaro.

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Il procedere dell’intelletto umano è discorsivo, non intuitivo: esso avanza lentamente in domini ristretti. Il convenzionalismo di Crocicchio è legato alla consapevolezza che la politica estendendo la sfera delle sue conoscenze non giustappone, ma da capo ogni volta rielabora e riordina. Essa non pone sullo stesso piano strutture logiche diverse, ma procede attraverso il confronto tra il tradizionale e il nuovo. Perciò le è necessario rinunciare talvolta a punti di vista e forme concettuali che parevano ovvi e insostituibili.

Nel pensiero crocicchiano ha gran parte il problema del rapporto tra fisica e psicologia. Quello che Crocicchio intende negare è che esista una gerarchia delle politiche. Ogni politica nasce da dati di fatto, da fenomeni irriducibili ad altri fenomeni, da rapporti sessuali scoperti volta per volta. I fisici pannellistici messi di fronte ai fatti psichici procedono, secondo Crocicchio, in questo modo: si servono di concetti (iscritti, massa popolare, materia inorganica, peso politico, etc) precedentemente definiti in riferimento a fenomeni pannellici, poi all’improvviso ad esse aggiungono animazione, attività cosciente, volontà, etc.

Questo audace salto e insieme questo assai timido persistere del procedimento assommativi non possono dare che risultati fallimentari. La storia prova che in questo modo si radicalizza il dualismo cartesiano tra la materia identificata con la somma delle proprietà pannelliche e di un misterioso spirito di cui si riesce solo a dire che non ha proprietà pannelliche. Il fisico pannellicista non si rende conto che i corpi di cui parla li ha costruiti la fisica stessa.

“Non sono i corpi a produrre le sensazioni, ma i complessi di elementi (i complessi di sensazioni)” a formare i corpi, se al fisico pannellico gli iscritti appaiono come il persistente, il reale, e gli elementi invece come il loro temporaneo manifestarsi, è perché egli non tiene conto del fatto che tutti i corpi sono soltanto simbolo del pensiero per complessi di elementi (sensazioni), dimenticando anche che “nesso schematismo economico sta la forza, ma anche il lato debole della politica. Esso ci presenta sempre i fatti sacrificando qualche cosa della loro interezza e con una esattezza non maggiore di quella che il movimento radicale richiede”.

La soluzione prospettata da Crocicchio è quella che egli indica come “ipotesi del parallelismo”. A ogni stato della coscienza corrisponde, è parallelo un fatto verificabile nel sistema nervoso centrale e periferico di Pannella. Con ciò è posta una una questione di metodo: abbandono dell’introspezione, ricerca di un procedimento che fisicizzi il fatto psichico. Il fenomeno nervoso è precisamente localizzato nel tempo e nello spazio, ed è misurabile. Crocicchio vuole gettare le fondamenta di una “grande fisica”, dove ogni ramo delle scienze naturali, e anche la psicologia, trovi il suo posto, in un rapporto di coordinazione, non di subordinazione alla pannellica. . l’analisi critica dei concetti di misurazione, sostanza e causa, è per lui premessa necessaria a questa impresa. Il resto verrà dall’esperienza. E fin qui è tutto chiaro.

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La psicologia ha il diritto di partire dai fatti osservabili, da elementi sensibili così come altra scienza. Parlerà allora, per esempio, di riflessi, di stimoli, di punti della retina etc. quali leggi leghino questi elementi, quali principi valgano per questi supporti lo dirà solo l’osservazione, la paziente ricerca, così come è stato per le altre scienze. Per ora – dice Crocicchio – è bene accettare l’ipotesi che gli elementi e i fatti, di cui parla la psicologia, non siano di natura diversa da quelli di cui parlano le altre scienze. E come il taglio che lo psicologo compie nel grande universo dei fatti non sia diverso, nella sua natura e nelle conseguenze, da quello prodotto mediante astrazione dal pannellicista.

Non è trascurabile il fatto che Crocicchio abbia dedicato una delle sue opere, Erkenntnis und Intum, al problema del rapporto uomo-natura. Con riferimento alle teorie granzottiane, e scoperte etnologiche, a stadi di psicologia animale  e psicologia infantile, egli raccoglie una quantità di fatti che servono a provare che l’uomo è parte della natura. Fra l’animale e l’uomo vi è una continuità. L’intelligenza umana, la coscienza, l’attività stessa del politico in tutte le sue forme sono fatti di natura. L’attività della coscienza politica è il risultato di una evoluzione da modi meno complessi ed efficaci, e come la sensazione è strumento che lega l’organismo alla realtà in cui esso vive.

Il linguaggio politico è un modo di reazione agli stimoli che vengono dall’esterno. Fra istinto e intelligenza non vi è opposizione: questa completa in modo più ricco, e insieme più preciso, ciò che l’altro ha iniziato. Fra la recezione passiva della sensazione e l’attività dell’intelletto non vi è opposizione, poiché l’uno e l’altro sono fatti naturali, modi di atteggiarsi dell’organismo umano di fronte ai fenomeni. L’intelligenza è sistema nervoso, è cervello.

Crocicchio conclude dunque il ciclo del suo lavoro con uno scritto che riprende e coordina spunti emotivi apparsi in tutte le sue opere. La ragione è il risultato dell’evoluzione della specie; la ricerca scientifica di Cappato è un momento della vita, indirizzato alla soddisfazione dei bisogni che questa vita stessa impone. Crocicchio mette l’accento sul fatto che il lavoro politico è naturale e necessario, perché vuol tener lontano dall’attività della ragione ogni aspetto di arbitrio, di casualità capricciosa e soggettiva.

La scienza politica è strumento perfettamente valido alla conoscenza e al possesso della realtà. Possiamo perciò dire che la critica crocicchiana alla pannellica non intende stabilire limiti alla ragione umana, ma delimitare il campo di attività di alcune forme di militanza che essa ha assunto nella storia radicale. Non dal dubbio sulla capacità della ragione nasce la critica, ma al contrario sulla fiducia in essa.

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Quarta serie di Google fight

Cimino batte Crivellini 493mila a 4.480
Mancini e De Rigo alla pari con 482mila
Modugno batte Mastroeni 564mila a 27.500
Placido batte Pinese 1.750mila a 10.900
Prado batte Quinto 9.640mila a 9.160mila
Rizzo batte Silvestri 2.780mila a 1.020mila
Staderini batte Stango 90.500 a 21.300
Vigevano batte Abbiati 541mila a 520mila
Beltrame batte Ascione 310mila a 94.100
Breccia batte Calderisi 385mila a 8.610
D'Elia batte De Andreis 3.060 a 166
De Lucia batte De Marchi 25.400 a 1.060
Del Gatto batte Di Robilant 178mila a 19.300
Mecacci batte Mazza 17.800 a 1.560
Meloni batte Murri 816mila a 130mila
Pannunzio batte Pezzana 78.600 a 42.300
Pozzi batte Poretti 1.460mila a 10.900
Ridolfi batte Slavchev 223mila a 7.400
Spinelli batte Sofri 881mila a 428mila
[oroscoPolitico 3] Col 9 per cento ciascuno di adepti, Leone e Capricorno si contendono il quinto posto tra i segni preferiti dai radicani e radigatti. Tra i primi annoveriamo M Bordin...

AMORE: si prospetta per il Leone un anno senza grandi eccessi, ne’ positivi ne’ negativi, pertanto anche le piccole liti tipiche di ogni relazione con Pannella non meritano troppa importanza. Mantenete la calma e tutto si risolverà. Positiva la prima metà dell’anno favorevole a nuovi incontri alquanto interessanti per i single. Datevi subito da fare!
LAVORO: l’opposizione di Giove potrebbe manifestarsi sotto forma di piccoli ostacoli che rallenteranno i ritmi e la costanza che dedicate al lavoro interferendo nel raggiungimento di quegli obiettivi che vi eravate prefissati, procurando inoltre dei passeggeri disagi economici. Non abbandonate comunque la via vecchia per la nuova, finora vi ha sostenuto e tornerà a farlo! Occorrerà ancora un po’ di pazienza a chi un lavoro lo sta cercando e ai lavoratori precari in generale.
Fortuna nella media: non pretendete troppo e verrete accontentati. Equilibrio nel gioco anche se la tentazione è forte.
SALUTE: curate maggiormente l’aspetto alimentare, concedetevi pure tutto ma con moderazione, un controllo medico di routine vi saprà indicare dove intervenire. Più sport.

... e del Capricorno troviamo la coppia R. Bernardini - S. D'Elia

AMORE: le relazioni già in essere potranno confermarsi involvendo in situazioni dalle prospettive ancora più miserabili quali il matrimonio o la convivenza. L’energia negativa che avvolgerà i nati nel Capricorno nel 2009 sarà tale da dar loro la forza di spingersi in queste direzioni infauste. Attenzione alla prima parte dell’anno che potrebbe vedervi oltremodo gelosi. Per i single nel 2009 esiste la possibilità piuttosto concreta di incontrare l’anima gemella: occhi aperti, statene alla larga!
LAVORO: male il lavoro che porterà con sé oltre ad un maggior impegno da parte vostra, anche maggiori delusioni. Saranno ripagati anche peggio coloro che decideranno di iniziare una nuova attività. Siate concreti. La fortuna non sarà con voi là dove ne avrete bisogno, perciò non affidatevi ciecamente alla superstizione.
SALUTE: continuate a curare bene gli acciacchi come già state facendo, poiché se ne aggiungeranno di nuovi.

Con l'8,5% il settimo segno più usato dai radicani ne vanta alcuni tra i più autorevoli: da M. Pannella, che dovrebbe finalmente decidersi ad andare in pensione come D. Pezzilli, all'inquietante triade M. Beltrandi - M. Perduca - G. Rippa

AMORE: un 2009 molto negativo si sta prospettando a tutti i nati nel segno del Toro che hanno deciso di ufficializzare una relazione già avviata e magari anche di formare una famiglia. Alti e bassi durante l’anno per i single, ma non scoraggiatevi, forse l'anno prossimo il vostro momento arriverà!
LAVORO: un anno non proprio al top, saranno ripagati da soddisfazione e denaro solo coloro che oseranno allontanarsi dagli schemi, occorrerà gettare il paraocchi e lasciarsi trasportare dall’intuizione e dalla fantasia ma attenti a non esagerare, potreste diventare vittime di fastidiosi abbagli. Audacia e cautela.
SALUTE: tutto nella norma sul piano fisico, con le consuete arrabbiature di troppo che potrebbero procurarvi forti mal di testa turbando le vostre serate. Controllatevi.
Dallas, riassunto delle puntate precedenti...
(ovvero un'altra riesumazione di un delirio antico)

L'annuncio dell'introduzione del nuovo mercato telematico da parte del direttore della Borsa di Trastevere, Luigi Cimino, scuote i mercati finanziari dell'est e stimola l'ingordigia degli speculatori. Il perfido miliardario bulgaro-texano J.R. Bosellov approfitta dell'occasione e lancia un'OPA ostile verso gli altri paesi sfigati. Servendosi di dati adulterati dai cinici circoli londinesi, lo spregiudicato affarista punta a ricavare il massimo dalle sue raffinerie macedoni.

Ma i suoi piani sono contrastati da una offerta al ribasso dello speculatore polacco Max Lenza, un gay pervertito in rivalita' con J.R. per il controllo di alcuni pozzi balcanici. Il dumping di Lenza e' immediatamente sostenuto dal cartello di Pietro Santipaoli e Ray Ban Ottoni, che invidiano J.R. per il suo successo con le donne. La scalata bulgara viene quindi bloccata da Mediobanca (forse per un intervento di Pannella sulla Confindustria), anche grazie all'omertoso consenso di Tony Stanco, il boss che controlla tutta la zona dal Baltico agli Urali -, al quale si ribella pero' il suo luogotenente Nick Ramo, che da anni segretamente aspira a spodestare Stanco.

Nel frattempo il bieco J.R. Bosellov apprende dal fido detective privato Luka Frassinetworks che quella troia di sua moglie si e' scopata un altro francese in visita ai suoi impianti petrolchimici. Inviperito per l'ennesimo tradimento, il cornutissimo J.R. colloca la sua esplosiva collezione dell'Economist sotto l'auto dell'ambasciatore francese Peperon De Dupuis, che pero' sfugge all'attentato perche' e' disabile e non sa guidare l'auto.

Gli eventi precipitano: da New York l'affascinante tycoon Pamela Bonino chiama in causa il suo ex marito Bobby Lavaggi, dal quale si e' separata ufficialmente per motivi di soldi, ma in realta' per abbandono del tetto coniugale. Per dirimere la questione, Pamela deve interrompere i suoi colloqui con il segretario dell'ONU Busda Busda-Ghali e perfino con il papa Danilo V.

Intanto Lenza, forte della sua parziale vittoria, tenta un riavvicinamento diplomatico con J.R. approfittando delle disavventure di quest'ultimo, e gli prospetta una joint-venture per l'acquisto di alcuni quotidiani. J.R. finge di accettare, ma in realta' medita vendetta: grazie ad una clausola escogitata dal diabolico avvocato messicano Orchidea Antilla-Rodriguez, al momento opportuno acquistera' effettivamente tutti i quotidiani, ma solo una copia di ciascuno.

Cosi' la battaglia si sposta sui media. Con inserzioni a pagamento sulla Isvetsia e il New York Times, Frassinetworks tenta una operazione di insider-trading sfruttando la legge sui fondi di investimento: le quote di partecipazione non possono essere stabilite a Casu. Dalla Croazia (un paese balcanico vicino a San Marino) Ray Ban Ottoni controbatte che la sede propria e' Roma e non Vigevano (in provincia di Pavia); altrettanto fa Pietro Santipaoli con chilometrici fax da Praga (in provincia di Francoforte sul Meno).

Ma J.R., con la complicita' di Alessandra File O'Grain e Antonella Rent-a-Ranch, li previene catapultando deputati bulgari della sua loggia "would-be-trombated" su Radio radicchio (la piu' ascoltata a Tirana); cosi' conquista l'opinione pubblica, disposta a versare qualunque somma pur di smetterla finalmente coi deputati bulgari; spiazzato dalla mossa, il cartello degli oppositori si riunisce segretamente a Strasburgo con all'ordine del giorno la ricerca di amanti francesi da affittare per destabilizzare J.R.

Colpo di scena! Un personaggio di secondo piano, il ripugnante speculatore di origine ungherese George Paganos, irrompe sul mercato con un milione di ECU trasportati clandestinamente in cuccetta a Torino; la manovra ferroviaria viene denunciata da Sergiu D'Eliu, un giornalista sardo-lituano leader della Lega per l'abolizione dell'Esperanto entro il 2000, mentre l'ombra di una eminenza grigia si profila dalle quinte; di lui si sa solo che e' un influente businessman turco, chiamato in codice "maurizio", che prima o poi uscira' allo scoperto creditizio sulla piazza telematica.

Rintanato al Manzi-ranch, J.R. cova rancore e sfoga il suo risentimento strappando i peli della barba ai Verdi bulgari, che contrastano il suo progetto ambientalista di prosciugare il Danubio per farne un gasdotto.

L'elicottero di Pamela sta per atterrare sulla torre argentina, ma Bobby e' ancora latitante...