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Ai fini del Radicalometro storico, per farne un completo Radicalometro dei Mille, etichetto circa 200 soggetti radicani presenti in Facebook, in 11 batch di 18 ciascuno
ALESSIO, COLACICCO, CROCICCHIO, DENTAMARO, ESPOSITO, FERRETTI, GENTILI, PALMA, SPADACCIA, TORTORELLI, ZAMPARUTTI, VOTANO, STRAQUADANIO
A' Zozzi (5)


Mi trovo dunque a Manzano, vicino a Udine, nell'ultima tappa di questo estenuante tour elettorale padano che mi ha già vista protagonista nel determinare i risultati elettorali di Buccinasco, Conegliano e Santa Lucia di Piave allo scopo di trombare a sangue i tromboni della Lega Merd. Eppure qui a Manzano mi devo inchinare dinanzi al candidato sindaco leghista Lucio Zamò in quanto è CUGINO della MAMMA dello ZIO della SORELLA ACQUISITA della CAGNOLINA della mia fidanzata locale, e si sa come vanno le cose nella politica italiana: le parentele còntano.

La quale cagnolina della mia nuova fidanzata, immediatamente nominata corrispondente sul posto di Miss Welby (si sa come vanno le cose nell'editoria italiana: le parentele còntano), mi ha accompagnata in giro per Manzano annusando una ventina di candidati delle otto liste coalizzate in tre schieramenti. Ecco il suo verdetto: Zamò va bene in quanto CUGINO della MAMMA dello ZIO della SORELLA ACQUISITA della CAGNOLINA stessa, la quale lo ha ritenuto sufficientemente puzzolente (il pisello di Zamò) per slinguazzarlo ed essere quindi approvato.

Nella lista leghista di Zamò e in quelle correlate la cagnolina ha approvato come simpatici anche GRATTONI e l'indipendente GRUER, mentre non va per niente bene l'antipatica URBANCIG e il suo giudizio resta sospeso per FRAGRANTE e ZAMPARUTTI.

Personalmente invece il mio giudizio resta sospeso sui capilista Annamaria CHIAPPO e Marino ZOMPICCHIATTI. Ma mi chiedo io, è mai possibile che questi della Lega Merd per farsi pubblicità debbano andare a cercarsi col lanternino i candidati coi nomi più inverosimili? Ma vi rendete conto del dramma umano di un povero cristo che di cognome fa ZOMPICCHIATTI ?!? Fossi stata in lui mi sarei suicidata alla nascita.

D'altronde bisogna considerare che una GRATTONI e un FRAGRANTE e nientemeno che una CHIAPPO non se la càvino molto meglio: tutto è relativo. ANAlizziamo infatti, con l'aiuto dell'esperto nasoppio della cagnolina, i candidati delle liste correlate: non ci crederete ma, controllare per verificare, alla CHIAPPO leghista è collegata una CHIAPPINO dell'Udc. Non ho parole, a questo punto mi manca il respiro, concedetemi qualche istante per riprendermi dallo sgomento...

Ok, grazie per la pazienza, mi sono ripresa e veniamo alle altre liste. Nel Pdl sembrano essere tutti parenti: leggo di seguito due BELTRAME e due BRAIDA, ma vabbeh, si sanno come vanno le cose in quel partito... Qui la preferenza della cagnolina andrebbe all'ultimo in lista, ZUCCO, che, converrete con lei, è pur sempre meglio uno ZUCCO di uno ZOMPICCHIATTI.


Veniamo infine alle liste di sinistra, capitanate dal candidato sindaco Mauro IACUMIN. Costui la cagnolina approva in quanto mi dice essere fratello di Samantha. Ora, io non ho la minima idea di chi diavolo sia questa Samantha, ma il nome suona sexy (mentre IACUMIN suona meno sexy). Dopo un BARON abbiamo un preferibile AMOR. Ahò, io non ci posso fare niente se questa gente si chiama veramente così: verificate voi stessi sui siti del ministero degli interni e della regione FVG.

Concludo per par conditio con un altro candidato legato alla lista di sinistra. Ma santa pazienza, nel candidare un GODEASSI, avete idea di cosa possa significare, di come potrebbe essere interpretato in inglese?

A' Zozzi! Siete dei Zozzoni...
Nomenclatura radicale / 9 di 10 / Adel/aide, Adriano, Armando, Claudio, Daniele, Domenico, Donatella, Elio, Elisabetta, Enzo,

E per concludere i cinquanta nomi più ricorrenti ecco quelli presenti almeno due volte, che devo dividere in due post: Adele/Adelaide (rispettivamente AGLIETTA e FACCIO); Adriano (DE STEFANO, SOFRI); Armando (CROCICCHIO, DREON); Claudio (BARAZZETTA, MARTELLI); Daniela CACACE e Daniele CARCEA; Domenico (MODUGNO, SPENA); Donatella (CORLEO, PORETTI); Elio (POLIZZOTTO, VITTORINI); Elisabetta (GROSSO, ZAMPARUTTI); Enzo (CUCCO, TORTORA)
Granzotto 
contro Pavon 
in Alcologia 
San Michele
e altri racconti brevi 
di Michele Boselli

Licenza Creative Commons 3.1. 
La riproduzione e diffusione di questa opera di narrativa sono liberamente consentite a fini non commerciali e citandone la fonte. Le immagini dell'attrice e pasionaria friulana Tina Modotti sono opera del suo amante e fotografo Edward Weston. In copertina autoscatto di Michele Boselli. Fatti, nomi e luoghi di quest'opera di finzione narrativa sono invenzioni di fantasia e ogni eventuale riferimento a persone realmente esistenti è puramente casuale.

Granzotto contro Pavon in Alcologia San Michele - Capitolo 2

Nel pomeriggio di quella stessa domenica che Granzotto aveva assaporato sulle quattro labbra della caposala Diana Bernardini, la di questa sottoposta infermiera Marika Serracchiani atterrò puntuale a Ronchi dei Legionari sul volo da Roma, dove come ogni anno si era recata in udienza privata dal Papa per rinfocolare il suo fervente disprezzo anticlericale. Si sentiva perciò in forma smagliante e desiderosa di festeggiare al più presto con un sano omicidio di prete ortodosso. Se c'era infatti qualcosa che le faceva ancora più schifo dei preti cattolici erano i preti ortodossi, sempre sporchi e spesso ubriachi, molti dei quali taquero per vigliaccheria durante il totalitarismo e alcuni ne furono complici per progredire nelle gerarchie ecclesiastiche moralmente corrotte nominate dai comitati centrali dei partiti comunisti dell'Europa centro-orientale. 

Nella sua ancora breve ma intensa carriera di infermiera sicaria ne aveva fatti fuori parecchi, di preti ortodossi, nel reparto Alcologia dove si diresse spedita pur consapevole che in quel periodo non vi era ricoverato nessuno di quegli "scarafaggi" che abitualmente "eutanasizzava", come amava pensare, con potenti endovenose di LSD, affinché delusi dall'assenza del loro presunto dio vedessero almeno i fuochi artificiali. In fondo, si giustificava con le sue coscienza ed etica paramedica, tale sistematica attività omicida era di beneficio, oltre che ovviamente alla collettività, anche agli stessi scarafaggi, privilegiati perfino nella morte da un orgasmico trapasso psichedelico.

In mancanza di prelati in Alcologia, a colpo sicuro ne trovò un paio nella cappella ortodossa dell'ospedale, anch'essa intitolata a San Michele in omaggio a Granzotto e che, convenientemente situata accanto all'obitorio, avrebbe risparmiato tempo e fatica ai suoi colleghi anatomo-patologi. Svuotatasi la cappella dopo la funzione, padre Gilbert Dromedario e padre Julian Zamparrosto camminavano affiancati in atteggiamento ieratico consumando le pietre vetuste, ammantati in un'aura di trasfigurazione, di quando in quando sostando davanti a un'icona e con un gesto misurato passandosi la mano sulle teste pelosamente autocefale come la logica del dogma. Li seguì discretamente nella speranza si dirigessero verso la penombra della sacrestia male illuminata, e il loro dio volle che così facessero. 

Con un singolo taglio esperto recise loro le gole dall'orecchio destro di uno a quello sinistro dell'altro e poi accuratamente scuoiò loro le barbe, in quei pochi istanti assaporando il gusto del duplice omicidio fine a sé stesso, mentre osservava in religioso silenzio i cadaveri mutilati dei peli facciali divenuti reliquie che avrebbe conservato come ennesimo trofeo. Erano suoi giovani coetanei di circa quarant'anni o poco più, forse non erano che incolpevoli chierichetti quand'era caduto il muro di Berlino. Un corridoio dopo l'altro Marika risalì il labirinto ospedaliero verso una meritata pinta di Moretti doppio malto per esorcizzare la pagana cerimonia apotropaica, abbandonandosi alla dolciastra malinconia che sempre la pervadeva dopo ogni sacrificio umano con l'ineluttabilità di una tristezza post-coitale. 
Extra labels for 2009: BANDINELLI, BERNARDINI, BONINO, BOSELLI, BORDIN, BUSDACHIN, CALLEGARI, CORLEO, COSCIONI, CROCICCHIO, FIUME, PAGANO, PANNELLA, PATELLI, PIETROSANTI, STRIK-LIEVERS, TOSONI, VERONESI, WELBY, ZAMPARUTTI
Sconvolgimento del Radicalometro a soli cinque giorni dal precedente aggiornamento: come si vede nell'ondata di post precedenti qui sotto, John Patelli (nella foto) mi ha corrotta per entrare nella top-ten. Ne ha fatto le spese il malcapitato Capezzone, sorpassato anche da Callegari e Dupuis. Contemporaneamente Suttora ha riacciuffato Cappato in cima alla classifica, Granzotto allunga su Pannella, in media classifica guadagnano ancora posizioni Bernardini e Pezzilli e in bassa classifica Manzi e Zamparutti. Clicca il link per la classifica completa
Polpetton, capitolo III

Era solo nella nebbia, Mauro S., e ripensava alle copie del suo libro da vendere, e quando si mise tra le labbra una sigaretta, la debole luce del suo accendino illuminò un gigantesco cartellone pubblicitario che attirò la sua attenzione. Incorniciato dai riccioli ribelli il faccione rubizzo di Roberto Granzotto campeggiava su 64 metri cubi di quel cartellone pubblicitario a rilievo. La mente affaticata dalle emozioni di Mauro si abbandono' a rievocare l'epoca in cui l'irresistibile ascesa del pasionario veneto era cominciata....

Per certi versi Roberto Granzotto lasciò Ginevra con le pive nel sacco. Correva il 7 aprile 2002 e tre giorni prima vi era arrivato per partecipare al XXXVIII congresso con la speranza di uscirne segretario del partito, forte dei sondaggi che negli ultimi mesi lo davano in costante ascesa. Ma non avrebbe mai potuto ottenere la maggioranza assoluta al primo ballottaggio senza l'appoggio del satrapo mesopotamico, il cui cinquanta per cento di voti gli era necessario per essere legittimato da una maggioranza forte.

Dovette accettare di malavoglia il compromesso impostogli dal grande vecchio: accontentarsi della direzione dei soli radicali italiani, un tempo sì glorioso tronco dal quale aveva avuto origine il partito transnazionale, ma oggi ormai rinsecchito nelle iniziative e striminzito nel numero di iscritti dall'incuria dei dirigenti più recenti.

"Ma che ne sarà di Capezzone?" indago' Granzotto fingendo di intenerirsi al pensiero del destino del più fallimentare segretario nella storia radicale, sperando di muovere a compassione il leader cosicché questi sfrattasse invece il belga dalla sedia transnazionale ch'egli bramava veramente. "Niente paura," lo aveva rassicurato il satrapo: "Daniele non si accorgerà di nulla se lo lasciamo continuare a fare quel che ha sempre fatto come segretario".

Ancora oggi infatti, quindici anni dopo, il radicale attento riconosce Capezzone distribuire volantini col menù davanti al McPizza in Piazza di Spagna. Lo pagano in nero sotto il salario minimo, ma è quel che gli basta per mantenersi nutrendosi di hamburger modificati geneticamente e conseguire una laurea con la CEPU ("Se soltanto avessi dato ascolto a Suttora, che me lo ripeteva sempre di prima laurearmi...")

Era un modo di metterlo alla prova su di una barchetta prima di metterlo al timone del partito vero - arzigogolava Granzotto cercando di abituarsi alla gavetta -, quello che aveva per interlocutori capi di stato e parlamenti di tutto il mondo, e tale prova nella provincia italiana egli doveva entrare nell'ordine di idee di disporsi ad affrontare come un bagno di umiltà nella missione di restituire fiducia ai militonti cosicché tornassero nell'ovile dove li attendevano ancora come figlioli prodighi i trentanove presidenti e due iscritti radicali rimasti in Italia. Una sfida quasi impossibile.

Atterrò a Ciampino con un piano di azione già ben delineato nella sua mente vulcanica e trovò ad attenderlo in Torre Argentina la direzione straordinaria che aveva nominato poche ore prima nello stupore della platea congressuale che lo aveva appena eletto. Tutte donne, tanto per cominciare segnalando un taglio netto col recente passato. Più che una segreteria, malignavano i maschietti silurati, un gineceo: Olivia Gatti, Silvja Vitelli, Rita Sanbernardi, Elisabetta Zamparrosto, Orietta Calamari...

Granzotto era un uomo di mondo a suo agio tra le donne (eufemismo per playboy in italiano, womaniser in inglese), e giunto nella saletta riunioni sfoderò senza indugi il suo piano rivoluzionario, contemplante al primo punto il cambiamento delle elle: quello radicale italiano sarebbe ora divenuto conosciuto come il movimento Laico, Liberale e Libertario. I liberisti si sarebbero incacchiati, se soltanto ve ne fossero rimasti, ma il nuovo tesoriere Polezel li aveva già licenziati tutti con un messaggio SMS, tra l'altro così risanando le casse del movimento in men che non si dica.

Naturalmente i liberisti avevano protestato, fondando all'uopo un sindacato, ma c'era ben poco da fare col muscoloso e irremovibile Polezel, campione di boxe formatosi allo studio Sbardolini, lo Zorro bresciano dal quale aveva appreso l'arte di micidiali link.

Agli osservatori più acuti di cose radicali, inizialmente la coabitazione forzata tra Granzotto e Polezel sembrava destinata ad essere burrascosa per rivalità campanilistiche: non soltanto erano nati nei comuni confinanti di Santa Lucia di Piave e di Mareno di Piave, ma erano cresciuti nella contesa frazione divisa a metà di Bocca di Strada (la localita' prendeva il nome da una prostituta che alleviò le pene dei soldati nella grande guerra), appartenti rispettivamente ai clan acerrimi rivali del Bar da Bano e della Pizzeria al Sole.

Col tempo però il sodalizio tra i roberti si andò gradualmente cementando fino a farne la coppia inseparabile che Suttora avrebbe poi impietosamente anatomizzato nel libro "Granzotto e Polezel SRL".

Cambiato un aggettivo e risanate le finanze con l'eliminazione dei liberisti parastatali, non restava che escogitare una grande campagna che avrebbe trainato il movimento verso luminosi traguardi, e Granzotto non esitò un istante nell'indicare la via: i nuovi radicali avrebbero lanciato 25 PdL! Non si perse molto tempo a consultare i militanti su quali PdL scegliere, ma vennero invece subito avviati ad un training professionale per svolgere un'azione efficace.

Superata la resistenza alla singolare novità, i militanti radicali invasero pacificamente le strade di tutta Italia per suonare i campanelli e presentare le 25 Proposte di Lavoretti popolari elaborate da Granzotto, che era un uomo pratico col bernoccolo del fai da te:

Lavare la macchina; Sturare il lavandino; Preparare il risotto; Passare l'aspirapolvere; Lucidare l'argenteria; Vulcanizzare la gomma della bicicletta; Stendere il bucato; Riparare l'orologio a cucù; Stirare le camicie; Rinnovare il filtro della lavatrice; Rasare l'erba; Cambiare il pannolino; Raddrizzare l'antenna; Programmare il videoregistratore; Rammendare i calzini; Fare la coda in posta; Scendere a prendere le sigarette; Passeggiare il cane; Portare a scuola i bambini; Aggiustare il telecomando; Sostituire le batterie ai vibratori; Pedinare il marito cornuto; Settare il modem; Sintonizzare radio radicale; Manicure e pedicure.

Fu un successo enorme. Un gioiosa armata di militanti entusiasti raccoglieva migliaia di iscrizioni e milioni di euro in contributi (sui quali avevano una percentuale come incentivo). Da Corso Venezia ai Parioli, da Quarto Oggiaro a Tor Pignattara la gente non faceva che parlare delle 25 Proposte di Lavoretti e di come i nuovi radicali granzottiani fossero divenuti indispensabili al funzionamento del Paese.

I sondaggi prospettavano successi elettorali inauditi e per Granzotto e Polesel fu un gioco formalizzare la loro leadership nel congresso italiano di luglio. In soli cento giorni avevano ricostruito il movimento e con l'esperienza acquisita sul campo si apprestavano ora a rivoltare l'Italia come un calzino con la Rivoluzione liberale.

Ma quella sarebbe stata un'altra storia, si riebbe intontito Suttora da quei frastornanti ricordi, e nel riprendere la sua indagine si avviò col suo incedere vissuto verso il Porno Eden, come la sua vecchia amica sessuologa Rhoda Pellizzi gli aveva insegnato ad anagrammare Pordenone...
The Polpetton Hash – Chapter 3

Mauro was alone in the fog, thinking again of his book, when lightening up a cigarette the weak light illuminated a gigantic billboard which caught his attention. Framed in rebel curls, Robert Granzotto’s hale face camped on 64 cubic meters of a 3-D advertising billboard. Mauro’s mind, tired by emotions, indulged in recalling the age when the irresistible rise of the Venetian pasionario began…

In some ways Robert Granzotto left Geneva empty handed. It was April 7, 2002 and three days before he had got there to take part to the XXXVIII conference of the party hoping to leave it as its new general secretary, strong of the polls which in recent months saw him constantly rising. But he couldn’t obtain the absolute majority at the first ballot without support by the Mesopotamian satrap, whose fifty per cent was needed in order to be legitimized by a strong majority. He had instead to reluctantly accept the great compromise imposed by the old tyrant: to satisfy himself with the leadership of Italian radicals only, once upon a time the glorious log from which the transnational party had had origin from, but by now dried up of initiatives and skimpy in membership due to the careless of recent leaders.

“But what will it be of Capezzone?” Granzotto enquired pretending to care at the thought of the destiny of the most bankrupt secretary in radical history, hoping this way to move to compassion the leader so that he would evict the Belgian one instead from the transnational chair he really coveted.

“Don’t worry” – reassured him the satrap – “Daniel won’t notice if we leave him do whatever he has always done as secretary”.

Still today, actually, fifteen years later, the careful radical eye recognizes Capezzone distributing menu leaflets in front of the McPizza in Piazza di Spagna. They pay him casually under the minimal salary, but it’s enough to nourish himself of genetically modified burgers and achieve a bachelor with the University of Spokane (”If I only had listened to Suttora, who always told me to graduate before…”)

It was a way to test him on a small boat before putting him to the rudder of the real party – day-dreamed Granzotto trying to accustom himself to mess-tin -, the one which had as interlocutors heads of state and parliamentarians from of all the world, and such test in the Italian province he had to accept to face as bathe of humility in the mission to give back confidence to the activists so that they would return to the fold where they were waited for like prodigal sons by the thirty-nine presidents and the two radical members left in Italy. A nearly impossible challenge. He landed in Ciampino airport with an action plan already well outlined in his volcanic mind and found in Via di Torre Argentina the extraordinary board he had appointed a few hours before for the astonishment of the congress assizes which had just elected him. All women, in order to clearly begin signaling a cut with the recent past. More than a secretariat, maliciously complained the torpedoed men, a gynaeceum: Olivia Cats, Silvja Calves, Rita Saint-Bernard, Elisabetta Roastpaws, Orietta Squids…

Granzotto was a man of the world, comfortable among women (an euphemism for womaniser), and reaching the meeting room outlined with no hesitation his revolutionary plan, contemplating at the first point the change of the L – Italian radicals now would have become known as a movement “Liberal, Libertarian and Lay” instead of Liberist. The liberists would have got angry, if only there wer any left, but the new treasurer Polezel had already fired them all via text message SMS, by doing so balancing the budget in no time. Naturally the liberists protested, ironically setting up a trade union, but they were no match for the brawny an unyelding Polezel.
To the acute observer of radical things, initially the forced cohabitation between Granzotto and Polezel seemed destined to be stormy because of parochial rivalries: not only they were born in the adjacent municipalities of Santa Lucia di Piave and Mareno di Piave, but they had grown up in the split village of Boccadistrada (the place, meaning Mouth of the road, took its name from a prostitute who alleviated the pains of soldiers in the great war), and wer members of the implacably rival clans of the Bano’s Bar and the Sunlight Pizzeria respectively. But with tome the bond between the roberts gradually cemented until making them the inseparable pair that Mauro Suttora would later anatomize in hus book “Granzotto & Polesel Plc”.

A adjective changed and the finances balanced, a great campaign had to be devised to launch the movement towards luminous goals, and Granzotto did not hesitate a second in show the way: the new radicals would have launchud 25 bill drafts! Wasting no time in asking the members which bills to choose, he sent them instead to quickly start a professional training so that they could carry out an effective action. Overcoming the reluctance to the peculiar innovation, the radical activists peacefully invaded Italian streets ringing door-bells to introduce the 25 job draft proposals, for he was a practical man with a flair for DIY:

Clean the car; Unclog the washbasin; Cook the risotto; Hoover the carpet; Polish the silvervare; Vulcanize of bicycle’s tyres; Hang out the laundry; Repair the cuckoo clock; Iron the shirts; Renew the filter of the washing machine; Mow the lawn; Change the diaper; Straighten the aerial; Program the video recorder; Darn the socks; Queue at the post office; Buy the cigarettes; Walk the dog; Take the kids to school; Fix the remote control; Replace the dildo’s batteries; Shadow the cuckold husband; Set the modem; Tune Radio radicale; Manicure and chiropodist.

It was an enormous success. A joyful army of enthusiastic activists collected thousands of signatures and millions of euros in tips. From Venice to Sicily people can’t help talking about the 25 Job Proposals and the new granzottian radicals had become essential in managing the Country. The polls anticipated electoral successes unheard of before and for Granzotto and Polezel it was easy formalize their leadership in the Italian party conference in July. In one hundred days they had rebuilt the movement and with the experience acquired on the field they were now ready to turn Italy upside down with their liberal revolution.

But that was to be another story. Mauro recovered dazed by those disturbing memories to resume his investigation with experienced gait in direction of Porno Eden, as his old sexologist Rhoda Pellizzi had taught him how to anagram the nearby town of Pordenone.
[oroscoPolitico 4] Cominciano i segni sotto la media radicane: solo il 6,9% sono dello Scorpione come R. Cicciomessere...

AMORE: un anno piuttosto difficile è quello che dovranno affrontare i nati nello Scorpione. L’amore risentirà spesso della vostra mancanza di entusiasmo acuendo le tensioni e generando qualche attrito col partner. Non è da escludere quindi un livello di confusione in ambito sentimentale tale che potrebbe anche spingervi verso il cambiamento, ma valutate attentamente prima di compiere azioni avventate delle quali potreste pentirvi successivamente. Non lasciate che le preoccupazioni che vi affliggono, derivanti dalle altre sfere della vita, finiscano per rovinare anche ciò che c’è di buono.
LAVORO: il lavoro sarà più gravoso del solito, richiederà il massimo impegno da parte vostra e sforzi maggiori rispetto a quelli a cui siete abituati per ottenere comunque i medesimi risultati. Perseverate. L’aspetto finanziario richiede anch’esso massima attenzione, risparmiate e desistete dalla tentazione di lasciarvi andare a spese che si potrebbero rivelare più onerose del previsto. Non è il momento. Fortuna: ne avete bisogno. Evitate il gioco e la barca a vela.
SALUTE: concedetevi pure qualche extra a tavola, dovete recuperare le energie. Evitate fatiche inutili, riposo!

... ex aequo al 6.9% con gli Acquario come D Poretti

AMORE: l’Acquario godrà dei benevoli influssi di Giove in transito tutto l’anno, effetti certamente salubri per l’amore e la passione. Armonia e serenità saranno le costanti delle quali godranno i benefici le coppie già formate, mentre i single incontreranno il maggior successo con l’altro sesso prevalentemente nei mesi estivi.
LAVORO: le premesse ci sono, il 2009 è propizio per gettare le basi di qualunque progetto lavorativo vogliate realizzare, poiché grazie all’aiuto di Giove riuscirete ad ottenere il massimo risultato col minimo sforzo. Utilizzate dunque tutte le vostre energie ed otterrete tutto ciò che vorrete, ma attenti a non disperderle! Bene anche la situazione finanziaria che vi vedrà registrare maggiori guadagni e premiati i vostri investimenti. Per l'Acquario la fortuna è concreta ovunque, anche dove non occorrerebbe chiamarla in causa. Possibili vincite nei giochi a premi.
SALUTE: nessuna preoccupazione, i piccoli malesseri passeggeri non vi ostacoleranno purchè non li ignoriate del tutto.

Avviandoci verso la conclusione, solo il 5.8% del manicomio radicale è composto da Gemelli, ma imporanti come M. Cappato, A. Casu e G. Dell'Alba.

AMORE: i Gemelli per tutto il 2009 non potranno contare sull’appoggio di Giove che non sarà di aiuto nello stimolarvi a vivere una intensa e stuzzicante vita sociale di scarso appagamento, e si verranno a creare in molte occasioni le condizioni ottimali per intraprendere relazioni amorose molto disastrose quanto purtroppo durature: ne approfitti chi ha programmato di sposarsi infelicemente entro l’anno.
LAVORO: la spiccata intraprendenza ma anche il pessimismo che vedrà i Gemelli protagonisti in negativo nel 2009, si tradurrà anche in campo lavorativo in pessime opportunità da cogliere per farsi del male. Divertitevi.
SALUTE: la fortuna vi abbandonerà anche su questo fronte, coi soliti noiosi fastidi di stagione più gravi del solito.

Penultimo per popolarità tra i segni zodiacali radicani (5,3%), ha la peculiarità di dividersi tra Ariete femminile (D. Veronesi) per il quale va tutto bene, e Ariete maschile (M. Turco) al quale andrà tutto storto. Infine, il più basso tasso di incidenza radicavola è il 4,2 della Bilancia (M. De Lucia e E. Zamparutti), il cui oroscopo è pertanto di interesse irrilevante.
Extra labels for 2008: BANDINELLI, BERNARDINI, BONINO, BORDIN, BUSDACHIN, CALLEGARI, CORLEO, COSCIONI, CROCICCHIO, FIUME, PAGANO, PANNELLA, PATELLI, PIETROSANTI, STRIK-LIEVERS, TOSONI, VERONESI, WELBY, ZAMPARUTTI
Miss Welby capì che avrebbe fatto prima, e fatto una favore all'umanità, ad ucciderlo piuttosto che banalmente lasciarlo, quando Boris Cappato espose il lato più oscuro del suo insano feticismo.

La sua massima perversione si rivelò consistere nello spalmarselo di Nutella per appiccicarvi sopra delle cipolline sottaceto: un azzardato accostamento ero-gastronomico quantomeno disgustoso, specialmente nel contesto di un rapporto orale. Fu a quel punto che miss Welby decise che non ne poteva più del dannato eurodecappato ed era giunto il momento di eradicarlo da questo pianeta per tramite del sicario Londradical, l'uomo mezzo frocio che amava veramente e che, pur avendolo piccolino, perlomeno nelle sue rarissime erezioni non se lo spalmava di Nutella e cipolline sottaceto.

Approntarono un piano, slinguandosi a Walpole park, sulla base delle preferenze emerse da un sondaggio sul blog della stessa miss Welby, il cui indirizzo ora mi sfugge ma, se state leggendo questo post, ahivoi ci siete già. Il voto democratico espresse una chiara indicazione sulle modalità del cappaticidio: dovrà avvenire per tramite di contagio di malattia sessuale, il che complica la faccenda (accidenti alla democrazia). Praticamente ci è stato suggerito che l'unico modo per ammazzare Cappato senza che ne resti vittima lo stesso killer Londradical consiste in quest'ultimo prendersi una malattia venerea sull'esterno di un preservativo e poi utilizzare lo stesso nel penetrare l'eurodecappato. Operazione complicata, ma non impossibile.

***

Il vento polare tirava violentissimo nella glaciazione delle highland scozzesi, la temperatura era già scesa a meno venti e per la notte successiva tendeva a meno quaranta. Agli elicotteri di soccorso si solidificava il carburante e cadevano come zanzare congelate. Tutte le comunicazioni via etere erano disturbate o interrotte e l'unica cosa che teneva il camper ancorato al suolo nella tempesta era il cavo di acciaio immerso nel cemento del promontorio, parallelo al cavo delle telecomunicazioni riservate all'"ufficio", la metà anteriore del camper avveniristico che sovraintendeva al rapimento più eclatante di tutti i tempi.

Sotto, dove entravano i due cavi, che cosa c'era sotto? Oltre a Cisco networks e a Londradical lo sapevano solo Etoile, la sua bionda complice strafiga come Jane Mansfield, ma ne erano all'oscuro la di lei sorellastra minorenne Soleil, e tanto più gli sgraditi ospiti che avevano soccorso nella tempesta, dei banali radicani italiani in vacanza in Scozia in un periodo di radicane cambiamento climatico che più sbagliato non avrebbe potuto essere. Ma il camper progettato dalla quindicenne Soleil è un sofisticato mini-bus che si aggancia al pianeta grazie al magnetismo prodotto da un paio di generatori alimentati in abbondanza, e anche le riserve di cibo non mancano: la decina di confinati possono sopravvivere a temperature polari fino a tre settimane. Basteranno?

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La guerra della puzza d'immerda contro quella delle sigarette. In un ambiente forzatamente ristretto, nel cesso Berlusconi e Putin eiettono degli stronzi particolarmente puzzolenti, anche per via della dieta a base di sandwich dell'aratore (capirete che in questa situazione non possiamo permetterci molto di meglio nel tenerli detenuti). Avvolti da questa puzza d'immerda infernale, con Etoile e Soleil non possiamo fare altro che fumare per neutralizzarla. Nell'"ufficio" di comando inaliamo puzza d'immerda per espirare cannabis (cioè, viceversa, insomma ci siamo capiti), che profuma decisamente un po' meglio.

Di notte la bambina Soleil si abbiglia in modo provocante perché vorrebbe essere dichiaratamente sverginata da Londradical. Etoile non è d'accordo, è gelosa, e si abbiglia ancor più provocante, praticamente seminuda a evidenziare il vitino di vespa tra le super-tettone appuntite e il culone fenomenale a tronizzare le sue fantastiche gambe su tacchi spettacolari. Riuscirà Londradical a resistere alla tentazione di sverginare Soleil prima che questa compia 16 anni dopodomani? Boh, chi lo sa, intanto il fortunato s'impecora nel tremebondo lettone con Etoile, Soleil e la sottoscritta miss Welby. Complice il freddo, domattina ci ritroveremo alquanto attorcigliati.

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Lanfranco Suttora se l'era legato al dito - eufemismo per esserselo effettivamente legato al pene -, quello sgarbo degli esperantisti radicani che lo avevano sodomizzato nella pubertà. Ricordava bene come l''ex terrorista esperantista Giorgio D'Elia ridesse di gusto mentre veniva penetrato dalla di questi sua partner friulana Elisabestia Zamparrosto, nota come la bionda dal clitoride di venti centimetri in acciaio inox. Lanfranco Suttora non si sarebbe mai dato (Lanfranco) Pace fino a quando non fosse riuscito a vendicare l'abuso dell'uso del buso. Ne approfittò dileguandosi a Taipei, dove il jumbo traforato aveva fatto scalo di emergenza, per mettersi sulle tracce del latitante Renzo Roberto Severino Riva-Scaruffi-Martelli, che della Zamparrosto era il figlio segreto concepito su Vleeptron. Al diavolo le vanagloriose olimpiadi cinesi, c'era ben altra carne al fuoco per imbastire uno scoop da premio Pulitzer...

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Figlia segreta era pure la genovese Oriella Gattigari, figlia segreta del professor Bandinelli che era pure padre segreto di un Vasto Cazzaro padovano da lui diseredato, per cui, del Vasto, Oriella è la sorella, tanto per far rima bandinelliana. Tuttavia tutto ciò non c'entra una fava con la narrazione, che si riporta sui binari del tram numero uno da MacMahon in centro con la Gilda di Testori, ma anche questo non c'entra un tubo, era solo per esibire un briciolo di cultura letteraria e rinfrescarmi piacevoli memorie sul tram numero uno verso piazza Firenze, sul quale vado un attimo a masturbarmi ma torno subito.
Per la prima volta nella storia si sa già prima del voto quali saranno le quattro deputate radicali (su otto) di sesso anatomico vagamente femminile. in una serie di puntate elettorali, Miss Welby vi presenterà una galleria di costoro, cominciando da Zamparutti.



Tony Zamparutti è una esperta di politiche ambientali che ha lavorato all'OECD e poi si è messa in proprio come consulente, ma nega di essere mai stata tesoriera di Radicali italiani, per cui mi devo essere confusa: riproviamo.








Marco Zamparutti è una docente svedese anch'ella di origini friulane: lo dimostra il fatto che è nientemenoché Ordförande, Företagsstyrelserepresentant e Förhandlingsdelegationsledamot. ma anche lei nega legami coi radicali: riproviamo.






Thierry Zamparutti: con questa seducente cinefila belga non ci si può sbagliare: dev'essere lei la nuova deputata radicale eletta ancora prima di candidarsi. no eh? vabbe', riproviamo. anzi, lasciamo perdere e annulliamo la scheda
Ai fini del Radicalometro Storico, questo e il prossimo post sono etichettati con i nomi di iscritti e simpatizzanti radicali degli anni 90, suddivisi in batch di 18 per post, dei quali questo è il SETTIMO di 8.