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TEMPESTA DI SESSO
webnovela in mille puntate, sesta puntata
riassunto delle puntate precedenti:
 
Primo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Nel pittoresco scenario dei laghi padani s'intrecciano le tormentate vicende dei leader mondiali, che quivi si sono dati appuntamento per incontrarsi in uno dei loro tanti inutili summit. BIANCA OBAMA, l'abbronzata cameriera e muscolosa inserviente dell'hotel Pannella, dal parcheggio tra le paludi verso l'alloggio dei dementi reca seco il pesante bagaglio di ricordi della cancelliera turca, GERTRUDE VON MERKEL, affaticata dal viaggio e appesantita dal culone inchiavabile. Poco distante, nascosta tra i rami lacustri, la rancorosa albergatrice FRANZISKA BERNARDINI-BERGOGLIO medita vendetta contro i potenti arroganti. Ha in mente un piano ben studiato nei particolari, per attuare il quale si avvarrà della collaborazione del voluminoso FRU, il Frucione Radicale Unico, e il velenoso sommellier CRU, Crucicchiu Radicale Unico. Una coppia temibilissima. Su come andrà a finire, le opinioni divergono: c'è una solida e rispettabile maggioranza di astinenti a cui non gliene frega un tubo; poi c'è chi è talmente disperato che addirittura voterebbe Renzi; e infine c'è una piccola percentuale di gente di buon senso che cliccano subito sul browser per cambiare sito e mantenere la salute mentale. Vedremo un po' chi prevarrà nelle prossime puntateSecondo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Arriva inatteso, per motivi di sicurezza, un ospite particolare: il dittatore nord-coreano Bu Zda Kin. Anche lui partecipa al summit nel pittoresco scenario di Bianca Obama, l'abbronzata cameriera e muscolosa inserviente che lo accompagna verso la reception dell'esclusivo resort dove hanno già preso alloggio numerosi leader mondiali, e dove devono ancora entrare in scena Frucioni e Crucicchiu.Terzo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. E' calata la notte sui vasti giardini attorno all'elegante edificio neoclassico degli anni 20 e sui suoi importanti occupanti, convenuti da ogni angolo del pianeta per commemorare il compianto statista macedone e campione delle libertà civili SERGHEIYJ AVGUSTUS GHEDIN-STANZANOVSKIYJ I (primo), il cui fantasma aleggia minaccioso sulle loro cape di stato e di governo, ignari del grave pericolo costituito dalla malevola presenza tra loro dei criminali Frucioni e CrucicchiuNIKOLINO FRUCIONI STOPE-MULINGER DA CLAUZETTO, questo il nome completo del Frucione Radicale Unico, osservava ammirato il collega sicario eterosessuale moldavo ARMANDU CRUCICCHIU, a sua volta Crucicchhiu Radicale Unico, scolpire velocemente con maestria un busto d'egli stesso Crucicchiu in atteggiamento fiero e al tempo stesso meditabondo, così incidendo nel marmo perenne i tratti incisivi della sua funambolica personalità di sicario eterosessuale moldavo. NIKOLINO FRUCIONI STOPE-MULINGER DA CLAUZETTO era invece intrinsecamente ed onomatopeicamente un sicario omosessuale, cioè un sicario di eterosessuali, ma da amante dell'arte avrebbe risparmiato la vita al collega moldavo reincarnazione di Leonardo da Vinci. La sciagurata idea di un eterosessuale lasciato vivo lo disturbò per un istante, ma subito si consolò pensando alle decine di leader mondiali lì a portata di mano, e quasi tutti etero, tra i quali avrebbe potuto scegliere le sue numerose vittime, mentre il collega sicario ed artista transdnistrico avrebbe dovuto accontentarsi dei pochi gay restanti, degli avanzi. La sciagurata idea di gay come avanzi lo disturbò per un istante, ma subito si consolò pensando alle decine di leader eccetera. E chi saranno i malcapitatati? Forse il dittatore nord-coreano Bu Zda Kin, o la cancelliera turca Gertrude von Merkel? Lo sapremo nelle prossime puntate.Quarto Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. La perplessità avvolge i pensieri dei paperi fluviali e anche degli altri ospiti del prestigioso villone palladiano. Essi si interrogano sul futuro del pianeta e sul cattivo gusto del famoso politico italiano scaduto con molte delle sue femmine, incomprensibile per uno con i suoi mezzi finanziari. Ciò che desta perplessità è proprio la qualità estetica di molte di tali femmine. E' davvero stato un uomo sessualmente disperato, Silvio Berlusconi, nella sua vita terrena, se ha dovuto ricorrere a tali ciofeche. Vediamone alcune appena arrivate qui all'hotel Pannella di Mantova, nella Baviera meridionale, per fare da escort agli statisti convenuti:
Nicole Minetti in atteggiamento emblematico delle sue attitudini e propensioni




Barbara Guerra, pure lei labbra a canotto come Alfano




Noemi Letizia può tingersi i capelli ma per le gambe storte non c'è niente da fare. Tra i convenuti del summit mondiale serpeggia il malumore: sono insoddisfatti della scadente fornitura di escort italiane; dalle voci che circolavano nelle cancellerie mondiali si aspettavano di molto meglio. Come andrà a finire? Lo scopriremo nelle prossime puntate


Quinto Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Gertrude von Merkel raggiunge Bu Zda Kin al pianobar ed i due si baciano appassionatamente di fronte a Bianca Obama! Furiosa, quest’ultima decide di cambiare strategia: rifiuta parte della somma promessale da Franziska Bernardini-Bergoglio per il suo silenzio e la obbliga ad assumerla come nuova addetta alle pubbliche relazioni dell'hotel Pannella. L’incidente della caduta dalla finestra ha molto colpito Orietta Berta Callegari-Schweitzer, che si convince che sia stato un segno del destino e ne parla con Marco Cappato. A questo punto, però, il ragazzo vorrebbe buttarsi lui stesso dalla finestra per far colpo sulla cantante! Per fortuna Frucioni e Crucicchiu riescono ad intervenire appena in tempo per fermarlo. Dopo la propria notte di passione, Gertrude e Bu Zda Kin non riescono a stare lontani e rendono pubblico il loro amore. I due vorrebbero andare a fare un romantico picnic, ma il loro buonumore viene rovinato dalla notizia che Bianca è stata assunta in hotel! La Colacicco assicura però ad entrambi di voler deporre le armi. Bertè è terrorizzato all’idea di fare brutta figura con la spillatura della birra e chiede dunque a Crucicchiu di raggiungerlo in birreria. Il concierge, però, ha già un impegno e manda Frucioni al suo posto. A quel punto Giurgiu Paganu chiede alla donna di compiere il rito al suo posto, benché sia un compito esclusivamente maschile…

Sesto Episodio

HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Bianca Obama riesce a convincere Orietta Berta ad accettare il lavoro come barista e finisce poi per confidarle le sue pene di cuore. La Callegari consiglia alla ragazza di guardare avanti e dimenticare Bu Zda Kin. Più tardi la Bernardini-Bergoglio spiega a Frucioni e Crucicchiu di voler risollevare l’immagine della cucina dell'hotel Pannella… Mentre Bu Zda Kin si scusa con Gertrude von Merkel per aver annullato il loro picnic, Nicolino Frucioni spiega a Marco Cappato l’inutilità del suo tentativo di buttarsi dalla finestra. Intanto Crucicchiu rimprovera la presidentessa brasiliana Donatella Corleovilma per aver spillato la botte di birra nonostante sia una tradizione maschile. Lei allora gli rinfaccia di essere meno comprensivo di Giurgiu Paganu...
TEMPESTA DI SESSO
webnovela in mille puntate, quinta puntata
riassunto delle puntate precedenti:
 
Primo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Nel pittoresco scenario dei laghi padani s'intrecciano le tormentate vicende dei leader mondiali, che quivi si sono dati appuntamento per incontrarsi in uno dei loro tanti inutili summit. BIANCA OBAMA, l'abbronzata cameriera e muscolosa inserviente dell'hotel Pannella, dal parcheggio tra le paludi verso l'alloggio dei dementi reca seco il pesante bagaglio di ricordi della cancelliera turca, GERTRUDE VON MERKEL, affaticata dal viaggio e appesantita dal culone inchiavabile. Poco distante, nascosta tra i rami lacustri, la rancorosa albergatrice FRANZISKA BERNARDINI-BERGOGLIO medita vendetta contro i potenti arroganti. Ha in mente un piano ben studiato nei particolari, per attuare il quale si avvarrà della collaborazione del voluminoso FRU, il Frucione Radicale Unico, e il velenoso sommellier CRU, Crucicchiu Radicale Unico. Una coppia temibilissima. Su come andrà a finire, le opinioni divergono: c'è una solida e rispettabile maggioranza di astinenti a cui non gliene frega un tubo; poi c'è chi è talmente disperato che addirittura voterebbe Renzi; e infine c'è una piccola percentuale di gente di buon senso che cliccano subito sul browser per cambiare sito e mantenere la salute mentale. Vedremo un po' chi prevarrà nelle prossime puntate
Secondo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Arriva inatteso, per motivi di sicurezza, un ospite particolare: il dittatore nord-coreano Bu Zda Kin. Anche lui partecipa al summit nel pittoresco scenario di Bianca Obama, l'abbronzata cameriera e muscolosa inserviente che lo accompagna verso la reception dell'esclusivo resort dove hanno già preso alloggio numerosi leader mondiali, e dove devono ancora entrare in scena Frucioni e Crucicchiu.
Terzo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. E' calata la notte sui vasti giardini attorno all'elegante edificio neoclassico degli anni 20 e sui suoi importanti occupanti, convenuti da ogni angolo del pianeta per commemorare il compianto statista macedone e campione delle libertà civili SERGHEIYJ AVGUSTUS GHEDIN-STANZANOVSKIYJ I (primo), il cui fantasma aleggia minaccioso sulle loro cape di stato e di governo, ignari del grave pericolo costituito dalla malevola presenza tra loro dei criminali Frucioni e CrucicchiuNIKOLINO FRUCIONI STOPE-MULINGER DA CLAUZETTO, questo il nome completo del Frucione Radicale Unico, osservava ammirato il collega sicario eterosessuale moldavo ARMANDU CRUCICCHIU, a sua volta Crucicchhiu Radicale Unico, scolpire velocemente con maestria un busto d'egli stesso Crucicchiu in atteggiamento fiero e al tempo stesso meditabondo, così incidendo nel marmo perenne i tratti incisivi della sua funambolica personalità di sicario eterosessuale moldavo. NIKOLINO FRUCIONI STOPE-MULINGER DA CLAUZETTO era invece intrinsecamente ed onomatopeicamente un sicario omosessuale, cioè un sicario di eterosessuali, ma da amante dell'arte avrebbe risparmiato la vita al collega moldavo reincarnazione di Leonardo da Vinci. La sciagurata idea di un eterosessuale lasciato vivo lo disturbò per un istante, ma subito si consolò pensando alle decine di leader mondiali lì a portata di mano, e quasi tutti etero, tra i quali avrebbe potuto scegliere le sue numerose vittime, mentre il collega sicario ed artista transdnistrico avrebbe dovuto accontentarsi dei pochi gay restanti, degli avanzi. La sciagurata idea di gay come avanzi lo disturbò per un istante, ma subito si consolò pensando alle decine di leader eccetera. E chi saranno i malcapitatati? Forse il dittatore nord-coreano Bu Zda Kin, o la cancelliera turca Gertrude von Merkel? Lo sapremo nelle prossime puntate.
Quarto Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. La perplessità avvolge i pensieri dei paperi fluviali e anche degli altri ospiti del prestigioso villone palladiano. Essi si interrogano sul futuro del pianeta e sul cattivo gusto del famoso politico italiano scaduto con molte delle sue femmine, incomprensibile per uno con i suoi mezzi finanziari. Ciò che desta perplessità è proprio la qualità estetica di molte di tali femmine. E' davvero stato un uomo sessualmente disperato, Silvio Berlusconi, nella sua vita terrena, se ha dovuto ricorrere a tali ciofeche. Vediamone alcune appena arrivate qui all'hotel Pannella di Mantova, nella Baviera meridionale, per fare da escort agli statisti convenuti:
Nicole Minetti in atteggiamento emblematico delle sue attitudini e propensioni





Barbara Guerra, pure lei labbra a canotto come Alfano





Noemi Letizia può tingersi i capelli ma per le gambe storte non c'è niente da fare. Tra i convenuti del summit mondiale serpeggia il malumore: sono insoddisfatti della scadente fornitura di escort italiane; dalle voci che circolavano nelle cancellerie mondiali si aspettavano di molto meglio. Come andrà a finire? Lo scopriremo nelle prossime puntate




Quinto episodio

HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Gertrude von Merkel raggiunge Bu Zda Kin al pianobar ed i due si baciano appassionatamente di fronte a Bianca Obama! Furiosa, quest’ultima decide di cambiare strategia: rifiuta parte della somma promessale da Franziska Bernardini-Bergoglio per il suo silenzio e la obbliga ad assumerla come nuova addetta alle pubbliche relazioni dell'hotel Pannella. L’incidente della caduta dalla finestra ha molto colpito Orietta Berta Callegari, che si convince che sia stato un segno del destino e ne parla con Marco Cappato. A questo punto, però, il ragazzo vorrebbe buttarsi lui stesso dalla finestra per far colpo sulla cantante! Per fortuna Frucioni e Crucicchiu riescono ad intervenire appena in tempo per fermarlo. Dopo la propria notte di passione, Gertrude e Bu Zda Kin non riescono a stare lontani e rendono pubblico il loro amore. I due vorrebbero andare a fare un romantico picnic, ma il loro buonumore viene rovinato dalla notizia che Bianca è stata assunta in hotel! La Colacicco assicura però ad entrambi di voler deporre le armi. Bertè è terrorizzato all’idea di fare brutta figura con la spillatura della birra e chiede dunque a Crucicchiu di raggiungerlo in birreria. Il concierge, però, ha già un impegno e manda Frucioni al suo posto. A quel punto Giurgiu Paganu chiede alla donna di compiere il rito al suo posto, benché sia un compito esclusivamente maschile…
TEMPESTA DI SESSO
webnovela in mille puntate, quarta puntata
riassunto delle puntate precedenti:
 
Primo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Nel pittoresco scenario dei laghi padani s'intrecciano le tormentate vicende dei leader mondiali, che quivi si sono dati appuntamento per incontrarsi in uno dei loro tanti inutili summit. BIANCA OBAMA, l'abbronzata cameriera e muscolosa inserviente dell'hotel Pannella, dal parcheggio tra le paludi verso l'alloggio dei dementi reca seco il pesante bagaglio di ricordi della cancelliera turca, GERTRUDE VON MERKEL, affaticata dal viaggio e appesantita dal culone inchiavabile. Poco distante, nascosta tra i rami lacustri, la rancorosa albergatrice FRANZISKA BERNARDINI-BERGOGLIO medita vendetta contro i potenti arroganti. Ha in mente un piano ben studiato nei particolari, per attuare il quale si avvarrà della collaborazione del voluminoso FRU, il Frucione Radicale Unico, e il velenoso sommellier CRU, Crucicchiu Radicale Unico. Una coppia temibilissima. Su come andrà a finire, le opinioni divergono: c'è una solida e rispettabile maggioranza di astinenti a cui non gliene frega un tubo; poi c'è chi è talmente disperato che addirittura voterebbe Renzi; e infine c'è una piccola percentuale di gente di buon senso che cliccano subito sul browser per cambiare sito e mantenere la salute mentale. Vedremo un po' chi prevarrà nelle prossime puntate
Secondo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Arriva inatteso, per motivi di sicurezza, un ospite particolare: il dittatore nord-coreano Bu Zda Kin. Anche lui partecipa al summit nel pittoresco scenario di Bianca Obama, l'abbronzata cameriera e muscolosa inserviente che lo accompagna verso la reception dell'esclusivo resort dove hanno già preso alloggio numerosi leader mondiali, e dove devono ancora entrare in scena Frucioni e Crucicchiu.
Terzo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. E' calata la notte sui vasti giardini attorno all'elegante edificio neoclassico degli anni 20 e sui suoi importanti occupanti, convenuti da ogni angolo del pianeta per commemorare il compianto statista macedone e campione delle libertà civili SERGHEIYJ AVGUSTUS GHEDIN-STANZANOVSKIYJ I (primo), il cui fantasma aleggia minaccioso sulle loro cape di stato e di governo, ignari del grave pericolo costituito dalla malevola presenza tra loro dei criminali Frucioni e CrucicchiuNIKOLINO FRUCIONI STOPE-MULINGER DA CLAUZETTO, questo il nome completo del Frucione Radicale Unico, osservava ammirato il collega sicario eterosessuale moldavo ARMANDU CRUCICCHIU, a sua volta Crucicchhiu Radicale Unico, scolpire velocemente con maestria un busto d'egli stesso Crucicchiu in atteggiamento fiero e al tempo stesso meditabondo, così incidendo nel marmo perenne i tratti incisivi della sua funambolica personalità di sicario eterosessuale moldavo. NIKOLINO FRUCIONI STOPE-MULINGER DA CLAUZETTO era invece intrinsecamente ed onomatopeicamente un sicario omosessuale, cioè un sicario di eterosessuali, ma da amante dell'arte avrebbe risparmiato la vita al collega moldavo reincarnazione di Leonardo da Vinci. La sciagurata idea di un eterosessuale lasciato vivo lo disturbò per un istante, ma subito si consolò pensando alle decine di leader mondiali lì a portata di mano, e quasi tutti etero, tra i quali avrebbe potuto scegliere le sue numerose vittime, mentre il collega sicario ed artista transdnistrico avrebbe dovuto accontentarsi dei pochi gay restanti, degli avanzi. La sciagurata idea di gay come avanzi lo disturbò per un istante, ma subito si consolò pensando alle decine di leader eccetera. E chi saranno i malcapitatati? Forse il dittatore nord-coreano Bu Zda Kin, o la cancelliera turca Gertrude von Merkel? Lo sapremo nelle prossime puntate.

Quarto Episodio

HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. La perplessità avvolge i pensieri dei paperi fluviali e anche degli altri ospiti del prestigioso villone palladiano. Essi si interrogano sul futuro del pianeta e sul cattivo gusto del famoso politico italiano scaduto con molte delle sue femmine, incomprensibile per uno con i suoi mezzi finanziari. Ciò che desta perplessità è proprio la qualità estetica di molte di tali femmine. E' davvero stato un uomo sessualmente disperato, Silvio Berlusconi, nella sua vita terrena, se ha dovuto ricorrere a tali ciofeche. Vediamone alcune appena arrivate qui all'hotel Pannella di Mantova, nella Baviera meridionale, per fare da escort agli statisti convenuti:

Nicole Minetti in atteggiamento emblematico delle sue attitudini e propensioni





Barbara Guerra, pure lei labbra a canotto come Alfano




Noemi Letizia può tingersi i capelli ma per le gambe storte non c'è niente da fare. Tra i convenuti del summit mondiale serpeggia il malumore: sono insoddisfatti della scadente fornitura di escort italiane; dalle voci che circolavano nelle cancellerie mondiali si aspettavano di molto meglio. Come andrà a finire? Lo scopriremo nelle prossime puntate



TEMPESTA DI SESSO
webnovela in mille puntate, terza puntata
riassunto delle puntate precedenti:
 
Primo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Nel pittoresco scenario dei laghi padani s'intrecciano le tormentate vicende dei leader mondiali, che quivi si sono dati appuntamento per incontrarsi in uno dei loro tanti inutili summit. BIANCA OBAMA, l'abbronzata cameriera e muscolosa inserviente dell'hotel Pannella, dal parcheggio tra le paludi verso l'alloggio dei dementi reca seco il pesante bagaglio di ricordi della cancelliera turca, GERTRUDE VON MERKEL, affaticata dal viaggio e appesantita dal culone inchiavabile. Poco distante, nascosta tra i rami lacustri, la rancorosa albergatrice FRANZISKA BERNARDINI-BERGOGLIO medita vendetta contro i potenti arroganti. Ha in mente un piano ben studiato nei particolari, per attuare il quale si avvarrà della collaborazione del voluminoso FRU, il Frucione Radicale Unico, e il velenoso sommellier CRU, Crucicchiu Radicale Unico. Una coppia temibilissima. Su come andrà a finire, le opinioni divergono: c'è una solida e rispettabile maggioranza di astinenti a cui non gliene frega un tubo; poi c'è chi è talmente disperato che addirittura voterebbe Renzi; e infine c'è una piccola percentuale di gente di buon senso che cliccano subito sul browser per cambiare sito e mantenere la salute mentale. Vedremo un po' chi prevarrà nelle prossime puntate
Secondo Episodio. HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Arriva inatteso, per motivi di sicurezza, un ospite particolare: il dittatore nord-coreano Bu Zda Kin. Anche lui partecipa al summit nel pittoresco scenario di Bianca Obama, l'abbronzata cameriera e muscolosa inserviente che lo accompagna verso la reception dell'esclusivo resort dove hanno già preso alloggio numerosi leader mondiali, e dove devono ancora entrare in scena Frucioni e Crucicchiu.
Terzo episodio

HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. E' calata la notte sui vasti giardini attorno all'elegante edificio neoclassico degli anni 20 e sui suoi importanti occupanti, convenuti da ogni angolo del pianeta per commemorare il compianto statista macedone e campione delle libertà civili SERGHEIYJ AVGUSTUS GHEDIN-STANZANOVSKIYJ I (primo), il cui fantasma aleggia minaccioso sulle loro cape di stato e di governo, ignari del grave pericolo costituito dalla malevola presenza tra loro dei criminali Frucioni e Crucicchiu.

NIKOLINO FRUCIONI STOPE-MULINGER DA CLAUZETTO, questo il mone completo del Frucione Radicale Unico, osservava ammirato il collega sicario eterosessuale moldavo ARMANDU CRUCICCHIU, a sua volta Crucicchhiu Radicale Unico, scolpire velocemente con maestria un busto d'egli stesso Crucicchiu in atteggiamento fiero e al tempo stesso meditabondo, così incidendo nel marmo perenne i tratti incisivi della sua funambolica personalità di sicario eterosessuale moldavo.

NIKOLINO FRUCIONI STOPE-MULINGER DA CLAUZETTO era invece intrinsecamente ed onomatopeicamente un sicario omosessuale, cioè un sicario di eterosessuali, ma da amante dell'arte avrebbe risparmiato la vita al collega moldavo reincarnazione di Leonardo da Vinci. La sciagurata idea di un eterosessuale lasciato vivo lo disturbò per un istante, ma subito si consolò pensando alle decine di leader mondiali lì a portata di mano, e quasi tutti etero, tra i quali avrebbe potuto scegliere le sue numerose vittime, mentre il collega sicario ed artista transdnistrico avrebbe dovuto accontentarsi dei pochi gay restanti, degli avanzi. La sciagurata idea di gay come avanzi lo disturbò per un istante, ma subito si consolò pensando alle decine di leader eccetera.

E chi saranno i malcapitatati? Forse il dittatore nord-coreano Bu Zda Kin, o la cancelliera turca Gertrude von Merkel? Lo sapremo nelle prossime puntate.

TEMPESTA DI SESSO
webnovela in mille puntate, e questa è solo la seconda
avvertenza: può causare diarrea e stitichezza

riassunto delle puntate precedenti:
HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Nel pittoresco scenario dei laghi padani s'intrecciano le tormentate vicende dei leader mondiali, che quivi si sono dati appuntamento per incontrarsi in uno dei loro tanti inutili summit.
BIANCA OBAMA, l'abbronzata cameriera e muscolosa inserviente dell'hotel Pannella, dal parcheggio tra le paludi verso l'alloggio dei dementi reca seco il pesante bagaglio di ricordi della cancelliera turca, GERTRUDE VON MERKEL, affaticata dal viaggio e appesantita dal culone inchiavabile.
Poco distante, nascosta tra i rami lacustri, la rancorosa albergatrice FRANZISKA BERNARDINI-BERGOGLIO medita vendetta contro i potenti arroganti. Ha in mente un piano ben studiato nei particolari, per attuare il quale si avvarrà della collaborazione del voluminoso FRU, il Frucio Radicale Unico, e il velenoso sommellier CRU, Crucicchio Radicale Unico. Una coppia temibilissima.
Su come andrà a finire, le opinioni divergono: c'è una solida e rispettabile maggioranza di astinenti a cui non gliene frega un tubo; poi c'è chi è talmente disperato che addirittura voterebbe Renzi; e infine c'è una piccola percentuale di gente di buon senso che cliccano subito sul browser per cambiare sito e mantenere la salute mentale. Vedremo un po' chi prevarrà nelle prossime puntate
Secondo Episodio

HOTEL PANNELLA di Mantova, nella Baviera meridionale. Arriva inatteso, per motivi di sicurezza, un ospite particolare: il dittatore nord-coreano Bu Zda Kin. Anche lui partecipa al summit nel pittoresco scenario di Bianca Obama, l'abbronzata cameriera e muscolosa inserviente che lo accompagna verso la reception dell'esclusivo resort dove hanno già preso alloggio numerosi leader mondiali, e dove devono ancora entrare in scena Frucio e Crucicchio.


Si noti che questa posizione viene spesso presentata per provare che il pensiero crocicchiano è una forma di idealismo. Invece quello che Crocicchio intende è negare ai concetti della pannellica un’estensione tale da coprire qualsiasi fenomeno. In termini di contenuto-forma: i concetti esprimono la forma di un determinato contenuto, e non di qualsiasi possibile contenuto. Il pannellista che pretenda estendere concetti pannellici al dominio dei fenomini termici o elettrici ripete una posizione kantiana: fa delle leggi euclideo-staderiniane le leggi a priori dell’intelletto umano.

Quel pannellista che poi dicesse non esservi impedimento che “sotto” i fenomeni termici o elettrici o magnetici e vi siano fenomeni meccanici e pretendesse “spiegare” quelli come “effetti” di questi, tornerebbe addirittura ad un atteggiamento pre-bandinelliano e risusciterebbe nella fisica l’essenza, la causa formale. Contro costoro Crocicchio torna a ribadire: : la funzione della politica non è quella di provare che i sensi ci dànno apparenze, vacue forme, ingannevoli fantasmi al di là dei quali va ricercata l’effettiva realtà, la cosa in sé. Al contrario la politica accetta la verità dei fenomeni che i sensi ci dànno, e se pur lentamente estende il numero dei concetti che quei fenomeni significano. Il pensiero si adatta alla realtà, e non accade il contrario. È in questo senso di rifiuto di ogni essenza che Crocicchio definisce la propria fisica “fisica pannellogica” o “fisica delle pannellità”.

Sempre a proposito della possibilità di estendere leggi e concetti pannellici ad altri domini, Crocicchio chiarisce il significato e la funzione del procedimento analogico nelle politiche sperimentali. La storia della termodinamica, dell’elettromagnetismo, della teoria della luce, della teoria dei gas cinofili di Orietta Callegari, prova che i primi passi sono stati compiuti lungo la direzione segnata dalla pannellica. Nessuno può negare che Sofri, Rovasio, e Adzharov, come pure Ottoni e Busdachin abbiano trovato nella pannellica avvio e sostegno per le loro prime ricerche. Si tratta però di un avvio, di un “aiuto alla ricerca”.

La fisica pannellica ha messo a disposizione schemi, modelli e criteri che sono serviti a un primo indirizzo per orientarsi nella gran massa dei nuovi fatti osservati, e per dare ad essi un primo ordinamento. Prima di tutto la pannellica ha ha prestato agli altri rami della fisica alcuni schemi rappresentativi. Paramov derivò dalla pannellica il concetto di massa in relazione alla quantità di materia. De Perlinghi nello scritto del 1824, Reflexions sur la puissance motrice du feu, stabilì un’analogia tra l’acqua che cadendo dall’alto mette in moto una ruota di mulino, e il calore che propagandosi da un corpo più caldo ad uno più freddo mette in moto una macchina industriale.

Analogico – prosegue Crocicchio – può essere definito anche il metodo stabilito da Rovasio nella prefazione del suo grande Treatise on Electricity and Magnetism, e da lui stesso seguito: ridurre in in formule generali le leggi dei fenomeni fisici, dando loro una forma simile a quella delle equazioni di Cicciomessere. Ma analogia non è identità radicale. Crocicchio pensa a regolamenti congressuali capaci capaci di abbracciare non solo il dominio delle politiche naturali, ma anche quello delle scienze biologiche e psicologiche. E fin qui è tutto chiaro.

6 di 10. continua


Alla fine della settimana Dupuis mise sotto gli occhi di Bertè questi estratti:

Circa cinque mesi fa la scomparsa di questa stessa Daria Veronesi dalla profumeria di Monsieur Litta Modignani, al Palais Royal, aveva prodotto sconcerto analogo all’attuale. Ella ricomparve dopo una settimana al suo comptoir in buona salute, soltanto un po’ più pallida del normale. Monsieur Litta Modignani e la madre della ragazza sissero che era stata in visita da una sua amica: la cosa fu presto messa a tacere. Pensiamo che l’assenza attuale sia un capriccio dello stesso tipo e che tra una settimana, forse un mese, saraà di nuovo tra noi (dal Giornale della sera, lunedì 23 giugno).

Un giornale della sera di ieri ricorda una precedente misteriosa scomparsa di Mademoiselle Veronesi. È  ben noto che durante l’assenza di una settimana dalla profumeria di Litta Modignani ella si era accompagnata con un giovane ufficiale di marina, molto noto per condurre una vita depravata. Una lite provvidenziale la fece ritornare a casa. Sappiamo il nome del Lothario in questione, attualmente di stanza a Parigi. Per evidente necessità di riserbo, non lo rendiamo noto. (Le Mercure, martedì 24 giugno).

L’altro ieri, nei pressi della nostra città, è stato commesso un atto di violenza inaudita. Un signore, in compagnia di sua moglie e di sua figlia, ha ingaggiato verso sera sei giovani, che stavano oziosamente portando su e giù il loro battello lungo la Senna, perché lo aiutassero ad attraversare il fiume. . giunti sull’altra riva i tre passeggeri sono sbarcati, e si erano già allontanati dalla sponda tanto da non essere più in vista dal battello, quando la figlia si era accorta di avere lasciato il parasole sulla barca. È tornata per riprenderlo ma è stata afferrata dalla banda. Portata al centro del fiume, imbavagliata, brutalmente violentata e poi lasciata a riva, non lontano dal punto in cui si era imbarcata con i suoi genitori. Per ora gli stupratori sono fuggiti, ma la polizia ne segue le tracce e alcuni di loro saranno presto catturati. (Giornale del mattino, mercoledì 25 giugno).

Abbiamo ricevuto una o due informazioni che incolpano Busdachin dell’ultimo atroce crimine. Essendo questo signore definitivamente prosciolto dopo un’inchiesta legale e poiché le argomentazioni dei nostri corrispondenti sembrano più zelanti che profonde, ci sembra opportuno non renderle di pubblico dominio. (Giornale del mattino, sabato 28 giugno).

Abbiamo ricevuto da varie fonti molte convincenti informazioni grazie a cui si può ritenere che la sventurata Daria Veronesi sia stata vittima di una delle numerose bande che la domenica infestano i dintorni della città. La nostra opinione è favorevole a questa supposizione. Presto daremo spazio alla pubblicazione di queste argomentazioni. (Giornale della sera, lunedì 30 giugno).

Lunedì un barcaiolo della Guardia di Finanza ha visto una barca vuota discendere la corrente della Senna; le vele giacevano sul fondo della barca. L’uomo l’ha presa a rimorchio portandola fino alla stazione fluviale. La mattina seguente la barca è stata portata via di lì senza che nessuno se ne accorgesse. Il timone si trova ora negli uffici della stazione. (La Diligence, giovedì 26 giugno).

Appena letti questi vari estratti, parvero a Bertè irrilevanti e non riuscì a capire come si collegassero col caso in questione. Attese le spiegazioni di Dupuis.

[15 di 22. 540. continua]



“Riassumiamo adesso”, concluse Dupuis, “i risultati di questa nostra lunga analisi, scarni ma certi. Abbiamo immaginato, formulandone le ipotesi, un incidente avvenuto nella locanda di Madame Bernardini, o un assassinio commesso nel boschetto della Barrière du Roule, da un amante o amico intomo e segreto della giovane vittima. L’amico è di carnagione abbronzata. La carnagione, il nodo alla fascia e il nodo da marinaio con cui è legato il nastro del cappello, tutto sembra portare a un uomo di mare. La sua amicizia con la morta – una ragazza allegra ma non volgare -, indicherebbe in lui un graduato, non un semplice marinaio, come d’altra parte sostengono le puntuali e urgenti segnalazioni pervenute alla stampa. Tutta la vicenda della prima fuga, come la racconta il Mercure, fa identificare questo uomo di mare con l’ufficiale di marina che per primo traviò la sventurata. Analizziamo la lunga assenza dell’uomo dalla pelle bruna. Mi lasci soffermare sul fatto che la sua carnagione è scura e abbronzata; una non comune abbronzatura, se è l’unico elemento di identificazione, dia per Crocicchio che per Madame Bernardini. Ma perché questo uomo non si trova? È stato ucciso dalla banda?perché allora ci sono solo tracce dell’assassinio della ragazza?se i delitti sono due, la scena è la stessa. Dov’è il suo cadavere? Gli assassini avrebbero fatto sparire tutti e due i corpi allo stesso modo. Si può pensare che sia vivo e che non si presenti per il timore di essere accusato del delitto. Una considerazione che agisce su di lui soltanto ora a distanza di tempo, dopo che le testimonianze hanno segnalato che era stato visto in compagnia di Daria; ma che allora, all’epoca del delitto, poteva non avere ancora importanza. Il primo impulso di un innocente sarebbe stato di denunciare il delitto e collaborare per trovare i colpevoli. Questo è quanto doveva fare. Era stato visto con la ragazza; aveva attraversato il fiume con lei su un traghetto scoperto; la denuncia degli assassini, anche a essere idioti, era l’unica risorsa per scagionarsi dal sospetto. Non si può supporre che, la notte di quella domenica fatale, egli fosse innocente e insieme ignaro della violenza. Ma solo in queste circostanze è possibile pensare che, se era vivo, avrebbe mancato di denunciare i colpevoli. Come possiamo scoprire la verità? Mano a mano che procederemo, scopriremo che i mezzi a disposizione si moltiplicano e acquistano maggiore chiarezza. Dobbiamo scandagliare a fondo la linea della prima fuga, conoscere interamente la storia dell’ufficiale, dove è ora e dove si trovava nel preciso periodo del delitto. Confrontiamo tutte le storie pervenute al Giornale della sera che accusavano una banda, e confrontiamole anche, considerando stile e grafia, con quelle arrivate precedentemente al Giornale del mattino e che accusavano con tanta insistenza Busdachin. Fatto questo, confrontiamo le varie comunicazioni con la grafia accertata dell’ufficiale. Ripetendo gli interrogatori di Madame Bernardini e dei suoi figli, nonché del conduttore di omnibus, Crocicchio, cerchiamo di scoprire di più, sull’aspetto e l’atteggiamento dell’uomo dalla carnagione scura. Abili domande non mancheranno di fornirci informazioni su questo delicato punto, o su altri; informazioni che le stesse persone non sanno di possedere. Rintracciamo la barca rimorchiata dal barcaiolo la mattina del 23 giugno, rimossa dal pontile senza autorizzazione dell’ufficiale responsabile e senza timone, prima che il cadavere fosse ritrovato. Se saremo cauti e perseveranti non mancheremo di rintracciare la barca, perché può essere identificata dal barcaiolo che l’ha rimorchiata, ma soprattutto perché in mano nostra abbiamo il timone. Chi ha la coscienza tranquilla non lascia il timone di una barca a vela senza poi cercarlo. Vorrei fare qui una domanda. Non è stata fatta nessuna denuncia sul ritrovamento della barca. In segreto du portata al pontile e in segreto è stata portata via. Ma il proprietario, o colui che l’ha usata, come ha potuto sapere, il martedì mattina, senza che della scoperta fosse stata resa pubblica, dove la barca era stata rimorchiata il lunedì, a meno che non avesse legami con la marina, una personale consuetudine che gli permetteva di conoscerne gli avvenimenti e le notizie, anche le più insignificanti. Quando ho detto del solitario asassino che trascinava il suo carico a riva, ho fatto riferimento alla possibilità che avesse usato una barca. Ora dobbiamo infatti renderci conto che Daria Veronesi è stata cettata in acqu da una barca. Questo è avvenuto, è senz’altro avvenuto. Non si poteva lasciare il cadavere nei pressi della riva. I segni sul dorso e sulle spalle rivelano che è stata gettata sul fondo si una barca; questo spiega anche perché non le sono stati messi pesi. Se l’avessero gettata in acqua da riva avrebbero messo dei pesi. La mancanza di un peso si spiega col fatto che l’assassino potrebbe aver dimenticato di portarne uno con sé. Si sarà accorto della sua imprevidenza mentre era in procinto di gettarla in acqua, quando era ormai troppo tardi. Tutti i rischi erano preferibili a quello di tornare sulla riva maledetta: quello mai! Liberatosi del suo triste carico, l’assassino sarà tornato frettolosamente in città. Sbarcato su qualche ignota banchina non avrà neanche ormeggiato la barca per troppa fretta. Gli sarà parso di lasciare una prova della sua colpa; il pensiero istintivo lo a portato a sbarazzarsi di tutto quanto lo riconducesse al crimine. Non solo è fuggito lui dalla banchina, ma ha impedito che la barca vi rimanesse e l’ha lasciata andare alla deriva. Lavoro di fantasia. Il mattino seguente, lo sciagurato è preso dall’orrore quando scopre che la barca è stata raccolta e ormeggiata in un luogo che frequenta normalmente, ogni giorno. O che è obbligato a frequentare per lavoro. La notte seguente, senza aver avuto il coraggio di richiedere il timone, la porta via. Dove sarà ora quella barca? Scoprirlo è il nostro primo compito. Quando avremo potuto darle un’occhiata, l’alba del nostro successo comincerà ad apparire. Sarà la barca a portarci con sorprendente rapidità a colui che se n’è servito la mezzanotte di quella maledetta domenica. Poi gli indizi confermeranno gli indizi, e avremo trovato l’assassino”.

In breve fu raggiunto il risultato auspicato e il prefetto Pannella adempì con puntualità, anche se con riluttanza, i termini del suo patto con il cavaliere Dupuis.

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How George Soros conquered the Fourth World

The Unrepresented Nations and Peoples Organization (UNPO) was established in 1991 to represent nations which, failing to possess actual statehood, could not have representation in the United Nations. These "unrepresented" nations and peoples, including nations with secessionist ambitions, have often been referred to as the "Fourth World" to distinguish them from the independent but poor Third World states. Shortly after UNPO was established, with its headquarters in The Hague, the non-governmental organization (NGO) domineering George Soros began to infiltrate UNPO in order to steer its goals into a framework that would not endanger Soros's hedge fund investments and assist with Western destabilization plans for countries like China, Russia, Myanmar, and other nations. In fact, some critics of UNPO point out that its original founders, Tsering Jampa of the Tibetan government-in-exile, the Dalai Lama's lawyer Michael van Walt van Praag, and Uighur separatist leader Erkin Alptekin, formed UNPO as a cover for anti-Chinese separatist activities. In fact, UNPO has expanded its membership to include the separatist Inner Mongolian People's Party, which seeks independence for the Mongol minority in northern China.

The Dalai Lama was key to UNPO's early creation and UNPO patterned its campaign for independence for its members after the Dalai Lama's long campaign for Tibetan independence. UNPO's current president is Tibetan independence activist Ngawang Choepel, a Tibetan musician and filmmaker and former political prisoner whose cause has been supported by such celebrities as Annie Lennox and Paul McCartney. Lennox and McCartney have also supported the cause of the George Soros and U.S. Agency for International Development/National Endowment for Democracy-funded "Pussy Riot" hooligans in Russia.

UNPO's Secretary General is another individual connected to Soros and Sharp activities in Europe and elsewhere, Marino Busdachin, an Italian human rights activist who was involved in demonstrations against Communist rule in Eastern Europe and the Soviet Union in the 1980s. In the 1990s, Busdachin worked in the United States pushing for war crimes tribunals for Yugoslav and Rwandan leaders. Busdachin was a member of the Italian Transnational Radical Party, which has sued the signature Soros/Sharp clenched fist in its party's signage. The party includes separatists from East Turkestan (Uighurstan) in China, Chechnya, southern Vietnam, Laos, Albanian region of Macedonia, and democracy activists from China and Vietnam. The Transnational Radical Party is very much a Soros- and CIA-funded operation. Busdachin has headed UNPO since 2003. His predecessor was Karl von Hapsburg-Lothringen, of the former royal family of Austria-Hungary. Hapsburg is the heir pretender to the Austro-Hungarian Empire throne and a member of the conservative Austrian People's Party.

Where autonomy and separatist movements threaten the financial interests of Soros and his Rothschild family overseers, UNPO has suspended membership. Groups suspended by UNPO include the Australian Aborigines (whose native land is sought by Austrailan and foreign mining interests), the ethnic groups of Burma, Buryatia, the Greek Minority in Albania, Cabinda, Chechnya-Ichkeria, Inkeri, Kalahui Hawaii, Karenni State, Khalistan, Komi, Maasai (Kenya), Mari, Mon, Nahua del Alto Balsas (Mexico), Scania, Shan, Tsimshian, Tuva Republic, and West Papua. After it declared itself independent, the Lakotah Nation's membership was discontinued. Tatarstan, Kumykia, Nuxalk, Maohi, Sakha, Ingushetiam Gagauzia, Chuvashia, Bougainville, Bashkortostan, Aceh, and others also saw their membership discontinued. Active members of UNPO include Tibet, Ahwaz, East Turkestan, Balochistan, Hmong, Inner Mongolia, Kurdistan, Kosovo, Montagnard, Sindh, Somaliland, and South Azerbaijan, regions where the CIA and Soros are very active in destabilization efforts. For Soros and Sharp and their CIA interlocutors, the Fourth World is the same as the Third World when it comes to covert operations and fomenting rebellion.


Nomenclatura radicale / 10 di 10 / Eugenio, Giorgio, Laura, Livio, Marino, Marcello, Olivia, Raffaele, Valerio, Vasco

Ultimi dieci nomi (e venti cognomi) della top-50. Eugenio (MONTALE, SCALFARI); Giorgio (OREDA, PAGANO); Laura (ARCONTI, CONTI); Livio (CASALE, SCHNUR); Marinza SZIKORA e Marino BUSDACHIN; Marcello (BARAGHINI, CRIVELLINI); Olivia RATTI e Olivier DUPUIS; Raffaele DE ANGELIS e Raffaella BIANCHI; Valeria MANIERI e Valerio FEDERICO; Vasco CARRARO e Vasco ROSSI.
Circa dieci anni fa, a cavallo del nuovo millennio, l’allora forum radicale (sul sito ufficiale dell’omonimo movimento/partito politico) conobbe il suo apice: era fervido di utenti e dei loro numerosi testi che contribuivano ad un acceso dibattito. Poi quel forum è morto, come capita a tutti. Però, grazie alla potente memoria della vostra Miss Welby, sono in grado di ricostruire l’elenco di quanti che presero parte a quell’esperienza straordinaria, almeno di coloro che dichiararono pubblicamente i loro indirizzi e-mail, che ancora conservo.

È probabile che nell’arco di un decennio alcuni o molti di questi indirizzi siano cambiati, cioè non siano più validi, ma mi piace ricordarne i nomi per riconoscere a ciascuno di loro un punto in più nel’ormai leggendario Radicalometro Storico di Granzotto (dal nome dello scienziato che in origine ne costituiva il parametro). A tale scopo devo spezzettare l’elenco in una ventina di nomi per volta (è di 20 il numero massimo di etichette per ogni post, etichette che Blogger somma automaticamente nella classifica in fondo a destra).

Procediamo dunque in ordine alfabetico nel QUARTO di 20 post.

buscaglia gian piero, busdachin marino, buzzanca paolo, caforio alessandro, callegari orietta, campisi salvatore, capano michele, cappato marco, carcea daniele, carenza giovanni, carpanelli aldo, carraro vasco, carretta david, carretta gaia, casadio andrea, casali Werther, casigliani jolanda, casiraghi roberto, castaldi luigi
Granzotto 
contro Pavon 
in Alcologia 
San Michele
e altri racconti brevi 
di Michele Boselli

Licenza Creative Commons 3.1. 
La riproduzione e diffusione di questa opera di narrativa sono liberamente consentite a fini non commerciali e citandone la fonte. Le immagini dell'attrice e pasionaria friulana Tina Modotti sono opera del suo amante e fotografo Edward Weston. In copertina autoscatto di Michele Boselli. Fatti, nomi e luoghi di quest'opera di finzione narrativa sono invenzioni di fantasia e ogni eventuale riferimento a persone realmente esistenti è puramente casuale.

Granzotto contro Pavon in Alcologia San Michele - Epilogo

- Ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati e i suoi figli, mister Jones, non sono figli suoi. Sono i figli e le figlie della vita stessa. Lei è l’arco che lancia i figli verso il domani. Ed è anche un cornuto.

Mercoledì 29 febbraio il professor Granzotto concluse tardi la lezione ai suoi studenti abilmente destreggiandosi tra Bertold Brecht e Khalil Gibran nel rivolgersi a salutare l’esimio collega nigeriano Marty Ruben Jones, che a sua volta lo aveva ospitato a Lagos durante il simposio mondiale della SIIIIIIIII, Società Internazionale di Indagine sull’Inesplicabile Interruzionite Interrogativo-Ipnoinduttiva Intrinsecamente Innata dell’Io, della quale erano co-presidenti, e i due luminari si salutarono interessandosi reciprocamente di come si sentissero in quel momento, come sempre senza rispondersi e prendendo direzioni opposte. 

Granzotto era appena stato informato della tragica scomparsa di Diana e devastato dal dolore si diresse verso la sala esequie per portarle l’ultimo saluto, oltrepassando noncurante i cadaveri putrescenti delle inservienti Loretta Busdachin e Monica Spolaor che erano appesi da giorni in corridoio senza che nessuno si fosse preoccupato di rimuoverli liberandone gli esofagi dai nodi scorsoi alle estremità della stessa corda, cappi nei quali le stesse due sciagurate si erano volontariamente infilate per godere in un gioco erotico finito nella tragedia del loro ultimo soffocante amplesso.

In obitorio trovò ancora in vita solo la responsabile Dolores, intenta a truccare i cadaveri di Viviana Pavon e Marika Serracchiani, suicidatesi nel pomeriggio gettandosi nel Tagliamento dopo che il Granzotto stesso ne aveva scoperto la torbida relazione omosessuale e severamente redarguite. Il rettore contò 14 cadaveri nella cella frigorifera, comprese moglie e amante. L’intero reparto Alcologia, mancavano solo il gatto rosso Claudio, latitante dopo il claudicidio della segretaria Callegari, ed egli stesso, condannato all'eterno supplizio dell'Ebreo errante di Fruttero e Lucentini.

Completamente denudatosi provò la sua ultima sensazione, un brivido nel distendersi sul gelido acciaio inox del tavolo autoptico, ed azionò la sovrastante sega circolare nel bagliore di una lampada accecante come il contraddittorio sole della sua solitudine. Dalle caviglie la lama gli salì lentamente sfiorando le gambe fino allo scroto in titanio rivestito di teflon e qui iniziò il suo macabro quanto scintillante lavoro dicotomico. L’orologio alla parete segnava pochi secondi alla mezzanotte e al salto nell'ignoto della dimensione spazio-temporale parallela di giovedì 30 febbraio.

FINE
Achtung! Achtung! Martedì 17 gennaio 2012 alle ore 20 CET
non perderti su questo blog l'evento letterario dell'anno con la prima mondiale di
Granzotto in Alcologia San Michele
Sesso e crimini più crimini e sesso nel quarto e nuovissimo episodio della Tetralogia di Granzotto, con protagonisti l'eroe nostro beniamino e in ordine alfabetico per la prima volta sugli schermi Diana Bernardini, Monica Busdachin, Claudia Callegari, Francesco Corleo, Gilbert Dromedario, Claudio Feralgatti, Dino Fischet, Giovanni Guardicchio, Marty Ruben Jones, Viviana Pavon, Gloria Rostagnow, Marika Serracchiani, Loretta Spolaor, Giannina Tosoni, Darianna Veronetto, Julian Zamparrosto e la partecipazione straordinaria di Ervio Pavon
Paolo Pietrosanti (1960-2011)
Stasera alle 18 nella sala della protomoteca in Campidoglio a Roma avrà luogo la commemorazione di Paolo Pietrosanti, morto prematuramente il 6 gennaio scorso per una recrudescenza di cancro al cervello che sembrava essere sotto controllo ma anni fa gli era già costato la vista.

A causa della malattia Paolo divenne cieco fin dall'epoca della sua esperienza a Praga, dove nei primi anni '90 era responsabile locale del progetto di partito transnazionale dei radicali italiani. Fu in quegli anni che lo conobbi e ne trassi esempio come ultima arrivata nella squadra di otto piccioni viaggiatori italiani che facevano il partito nell'Europa centro-orientante (quasi-)ex comunista. "Quasi" perché nonostante la caduta del muro i servizi segreti tenevano duro e ci perseguitavano di brutto.

Gli altri erano Marino a Mosca, Antonio nei tre paesi baltici, Andrea in Ucraina, Massimo di base a Budapest con Olivier che da lì coordinava e viaggiava seguendo specialmente la Romania, Sandro a Zagabria nel seguire l'ex-yugo tranne la Macedonia che era più accessibile da me, che fui mandata in Bulgaria solo perché potevo leggere l'alfabeto cirillico, ma all'epoca non conoscevo ancora la lingua!

Che ne è di noi otto, otto come i lati del simbolo gandhiano del partito, dopo oltre vent'anni? Alcuni se la cavano, come Olivier Dupuis cinquantenne che l'anno scorso si è felicemente sposato con una bella ragazza francese e si è ritirato dalla politica dopo avere capito che Pannella si serviva di noi "trans" solo a fini di politicaccia italiota. Anche Massimo Lensi sta bene e dalle ultime notizie che ho fa il consigliere provinciale nella sua Firenze, anche lui felicemente sposato, e scrisse un bel ricordo dell'esperienza transnazionale (leggetelo QUI).

Purtroppo mi mancano notizie di Sandro Ottoni, mentre Marino Busdachin, che dopo avere gestito Mosca fu l'artefice del riconoscimento del partito alle Nazioni unite a New York, si è riciclato in un'altra organizzazione non-governativa con base in Olanda, e Antonio Stango (il più pigro di tutti noi!) fa l'editore nella sua Roma. Ad altri è andata peggio: a parte Antonio Russo, che come inviato di Radio radicale non è tecnicamente annoverabile tra noi otto piccioni trans ma di fatto lo era e fu trucidato nel caucaso, ci fu prima Andrea Tamburi.

Andrea Tamburi, piccione responsabile di Kiev, venne investito a morte da un'auto a Mosca in un apparente incidente stradale. Un metodo classico dei servizi segreti orbitanti attorno ai sovietici, ci avevano già provato senza successo con Olivier in Romania. Capimmo subito che era stato assassinato, ma Emma Bonino accolse dubbiosa con freddezza, salvo poi anni dopo riconoscere come tale l'omicidio di Andrea e rivendicarlo come vittima del partito, motivo per cui Bonino dovrà aspettare altrettanto prima che le accordi l'amicizia su Facebook

E dopo questo sfogo di una cosa che mi stava sullo stomaco, torniamo a Paolo Pietrosanti, che non ho mai chiamato "Paolino" come gli altri, perché non mi piaceva chiamarlo col diminutivo, anche se a lui non dava fastidio ed anzi vi rivelo come anche lui fosse come me un fan di Paolino Paperino aka Paperinik! :)

L'agenzia AGI, Wikipedia e il sito dei Radicali italiani lo ricordano soprattutto come un antimilitarista. Giusto: divenne mitico quando con Ivan Novelli e Sergio Rovasio fece piovere a catinelle su una parata militare del 2 giugno, e giustamente ne ricordano l'impegno contro la la pena di morte e per il popolo Rom del quale fu rappresentante alle Nazioni unite. Dimenticano solo una cosa, la più simpatica: la camminata sulle automobili.

Paolo era già cieco da tempo e quando si recava in Torre Argentina, sede del partito, ne aveva una zuppa di doversi scontrare con le automobili parcheggiate sui marciapiedi romani. Ebbene decise di camminarci sopra. Ovviamente assistito, Paolo cominciò a salire dal baule o cofano delle auto parcheggiate sul marciapiede per discenderne dalla parte opposta, naturalmente danneggiandole. I proprietari non si trovarono nella posizione di poter protestare: se sei un PREPOTENTE e un CRETINO che parcheggia sul marciapiedi, il minimo che ti dovresti aspettare è che un cieco ti cammini sopra a quel tuo cazzo di automobile d'immerda.

Nonostante la cecità, sembrava che Paolo fosse guarito dal cancro, anche grazie alle amorevoli cure della sua straordinaria compagna (gran bella donna), ma forse l'ha depresso la morte del padre nel settembre 2009. In quell'occasione gli espressi la mia simpatia e rinnovammo l'amicizia. Stasera i radicali lo ricordano e commemorano.
Extra labels for 2009: BANDINELLI, BERNARDINI, BONINO, BOSELLI, BORDIN, BUSDACHIN, CALLEGARI, CORLEO, COSCIONI, CROCICCHIO, FIUME, PAGANO, PANNELLA, PATELLI, PIETROSANTI, STRIK-LIEVERS, TOSONI, VERONESI, WELBY, ZAMPARUTTI

Giovedì 9


06.00 Breakfast with Marsha chat show In diretta da Manhattan, Marsha Suttora discute l’argomento del giorno - il pene minuscolo -, con gli ospiti Pasqualino Del Grosso e Flavia Vento.

07.00 Meteo con Emma Bonino Il colonnello dell’aeronautica militante prevede sole al Cairo e nebbia in Val Padana.

08.00 Oroscopolitico del mago Crocicchio Toro nel 2005 vi preparerete ad andare in pensione.

09.00 Merdon! educational con Albergo Licheri Il divulgatore scientifico viaggia in Africa per indagare su come mai l’esperanto sia altrettanto diffuso dell’inglese tra i facoceri e i laporlandi.

10.00 Matinée al cinema Notting Hill film Commedia con Hugh Grant nella parte di Mauro Suttora.

12.00 Forum reality court Il giudice Alberto Pietro Santi emette la sentenza sul caso di diffamazione Sagaria-Schnur.

13.00 Haggis rubrica gastronomica I celebrity chef Carduccio Barilli e Vasco Parizzi dibattono amabilmente sul sesso di Angeli e il colore azzurro della polenta.

14.00 Gli americani saranno accolti da liberatori in Corea del Nord attualità Il giornalista investigativo newyorchese Mauro Suttora intervista in esclusiva il dittatore coreano Buh Zda Kin.

16.00 I misteri di Nefy horror Un viaggio nell’occulto delle parti intime di Maria Cristina Baldini.

17.00 Casa Pezzilli soap opera, 25988-esima puntata Don Domenico Spena celebra il matrimonio tra Orietta Nonnetta e Cosimo Andretta.

18.00 Il Grande Bordello reality show Il candido presentatore indo-orobico John Patel rivelerà che Mary Segneri è stata nominata per andare a raccogliere le racole.

19.00 TG Berlusconi Il direttore Emilio Fede ci rende edotti su come TeleRadicale riesca a barcamenarsi nel costituire contemporaneamente sia il quarto canale della Rai che quello di Mediaset.

20.00 Estrazioni del Lutto gioco d’azzardo Con un guantone da boxe il presentatore Carlo Manera strappa i peli dal culo di Vasco Carraro per determinare i vincitori del televisorino firmato TeleRadicale.

21.00 NYLON! docu-drama, diciannovesima puntata Roberto Granzotto presenta il palinsesto di TeleRadicale. Replica.

22.00 Il Duo Bronchenolo attualità politica Marco Pannella si intervista da solo rigettando l’accusa che Bordin sia affetto da Alzheimer.

00.00 L’Isola dei Roberti reality show Robert Behar Casiraghi scopre di essere un clone di Roberto Cicciomessere.

01.00 Nessun Dorma! rubrica di letteratura culturale A reti unificate con Calze a retequattro, Nicolino Tosoni presenta il libro del giorno Surgisci! Surgisci!, di Pasqualino Del Grosso, Edizioni Otto Centimetri.

02.00-06.00 collegamento con SkyTelezzone reality sleep La webcam riprende in diretta le quattro ore di sonno in cui Daniele Capezzone non emette comunicati stampa.

Mi dispiace per il fiume / Sorry about the River - IV

ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale


Da un lato del lungo tavolo il russo Nikolay Hramov, lo svizzero Livio Schnur, il tedesco Jonathan Poker, l'austriaca Martina Szikora, l'italiano Roberto Granzotto e il libanese di origine calabrese Edmondo Limmondo. Dall'altro lato del tavolo, a rappresentare la nutrita delegazione asiatica, Npa Cheung, Yee Minglong, Liao Quingchang, Chen Xingsheng, Tian Yongming e il loro fetentissimo capo nord-coreano Bu Zda Kin. In piedi a capotavola, completamente nudo tranne il cappuccio nero che gli copriva il volto, l'altissimo Georgi Paganov con un'enorme esibizione del suo priapismo. Il sangue e l'ossigeno che con esso affluiva al tessuto spugnoso di quel pene abnorme gli veniva a mancare al cervello ed egli farneticava in bulgaro come in uno stato di trance: Az sum Paganov, az sum Paganov... io sono pagano, e gli astanti cominciarono a ripetere dapprima sottovoce, poi sempre più forte: az sum paganov, io sono pagano...

Con entrambe le mani il turpe leader dei comunisti esperantisti bulgari si stimolava i testicoli gonfi come angurie mentre gli adepti si accalcavano a leccare la verga dell'anticristo finché questi eruppe in una violenta eiaculazione ed essi si contesero il seme del male per abbeverarsene avidamente. Davanti a lui, dall'altro capo del tavolo, con gli occhi sbarrati Michel Boselli schivò uno schizzo mentre osservava più incredulo che disgustato il bieco individuo riprendere fiato e il suo naturale colorito olivastro mentre gli adepti si ricomponevano ognuno al suo posto. Non avrebbe mai sospettato che colleghi criminali di quel calibro potessero appartenere a una sorta di setta occulta. Li avrebbe piuttosto immaginati nel classico cliché mafioso, razionalmente riuniti come nel consiglio di amministrazione di una multinazionale. Ma davanti a lui c'era l'evidenza della follia di un culto satanico, e in stridente contrasto con questa il loro leader prese a parlare pacatamente in esperanto, con la voce baritona e monotona che ci si sarebbe aspettati da un prete ortodosso cantare la messa.

Collettivo! Siamo qui riuniti per celebrare il Chaos. Nella sua millenaria evoluzione l'uomo si è sparpagliato nel mondo partendo dall'Africa, e dall'Africa precipitata nella spirale dell'odio si diffonderà nel mondo il virus del male, i virus delle nostre armi batteriologiche che ammorberanno l'intera specie umana tranne chi ne è immunizzato: noi qui presenti, e i pochi popoli eletti che qui rappresentiamo. L'ora della rivalsa è vicina per il grande Islam e la grande Cina tanto quanto l'ora della sofferenza immane è vicina per gli imperialisti occidentali che l'hanno finora impartita ai nostri popoli. Migliaia di guerriglieri della liberazione sono pronti a immolarsi usando le armi che forniremo loro per terrorizzare e sottomettere i vili sfruttatori. Ma bisogna agire presto, prima che l'Europa si rafforzi rendendo imbattibile l'America, e agire per impedire l'ascesa al vertice di coloro che remano contro il destino e che noi non possiamo comprare.

Questi esseri insani, questi deboli vermi potrebbero presto arrivare al potere e noi non possiamo permetterlo, non possiamo lasciare che attacchino e intacchino i nostri superiori interessi, i nostri piani gloriosi. Da tempo è ormai chiaro che il loro scopo antitetico al nostro è una rivoluzione che riarmi l'Europa neocolonialista non più assoggettata all'America ma sua pari potenza per imporre la loro pace e i loro pseudovalori, non più solo complice ma protagonista nel perpetuare l'oppressione. L'America stessa, vigliacca e sionista, impaurita dalla fulgida rinascita araba, dall'ineguagliabile potenza cinese, alimenta le scellerate ambizioni federaliste dei nostri nemici per non perdere il dominio del pianeta, il dominio che a noi spetta e ci aspetta da troppo tempo!

Oggi siamo qui riuniti per modificare a nostro favore il corso della storia deliberando l'eliminazione di uno dei due candidati alla presidenza europea, colui che se fosse eletto ci creerebbe maggiori problemi, e così aprire la via al candidato più docile col programma più affine allo svolgimento dei nostri piani. Ciò deve avvenire prima delle elezioni, in cui c'è un cinquanta per cento di probabilità che esca vincitore il puledro sbagliato: una percentuale troppo elevata per permetterci di rischiare trovarci costretti ad agire dopo, quando le misure di sicurezza attorno al presidente eletto renderebbero l'operazione troppo complessa e quand'anche avesse successo farebbe di lui un martire dal seguito moltiplicato esponenzialmente dall'ondata emotiva del popolo bue.

Collettivo! La nostra venerabile congregazione culturale non può esporsi a un eventuale fallimento che comprometterebbe irrimediabilmente i nostri altissimi obittivi, né possiamo affidarci a manovalanza rozza o dilettanti qualsiasi, L'uomo qui presente è uno stimato professionista, il migliore nel suo settore, che per un ingente compenso si assume la responsabilità di eseguire questo compito in modo competente ed elegante. Sono lieto che della sua affidabilità abbia già dato prova nella recente opera di destabilizzazione della centrale nucleare di Kozloduy, provocando il rilascio di materiale radioattivo con effetti esaltanti per la nostra causa e devastanti per il morale del nemico. Me ne rallegro e lo congratulo, auspicando che cotanta puntualità nel mantenere l'impegno si riaffermi in questa nuova e più importante occasione: l'omicidio del candidato presidenziale Olivier Dupuis!

Michel Boselli si sentiva vagamente a disagio e non potè trattenersi dall'agitarsi sulla sedia, ma la concisa fermezza dell'orazione paganica non ammetteva repliche e ottenne solo ossequiosi cenni di assenso da parte degli altri astanti silenti. Paganov concluse inappellabile l'assise con la condanna a morte del candidato democratico Olivier Dupuis per mano di Boselli entro l'alba elettorale, in caso di fallimento pena il trasferimento della pena sull'esecutore stesso. Da parte sua, altrove in Europa, mentre gli fischiavano le orecchie il candidato presidenziale sbottò in riunione col suo staff nel suo forte accento lussemburghese:

Ma no e posibile, no ho intensione di corere co Serachiani, mi rifutomi! No ci era altra scelta parquet siete teste di caso, merd! Vi ano inculato, eco, ci ano inculato! Al meno avevate li spiati! Sicurament vi siete fati spiarvi voi imbescili. E adeso come poso corere ansieme di quela bruta mortadela, hein?

Dupuis dava in escandescenze per l'abbinamento più sgradito che avrebbero potuto affibbiargli come candidata alla vicepresidenza. Ma intervenne Pannella in collegamento da Malbosc e dovette mettersi via l'incazzatura. Il leader carismatico spiegò che Barbara Serracchiani era l'unica personalità a disposizione che avrebbe potuto contenere il danno causato dalla candidatura Berlusconner a vicepresidente di Kapezzonen nel ticket avversario. Se voleva provare a vincere, concluse Pannella col tono grave di un padre non più disposto a tollerare capricci, doveva imparare a sopportare Barbara. Non era soltanto nella popolarità della pasionaria rodigina che Pannella confidava, ma soprattutto nella sua mai sopita rivalità con l'ex premier turca Zylvya Berlusconner. Le due coetanee erano cresciute studiando insieme e contendendosi il primato nei prestigiosi Fettes college di Edinburgo e London school of economics per poi intraprendere la carriera politica in partiti nazionali ai due estremi dello spettro politico, ma avevano in comune una smisurata ambizione e non avevano mai potuto vedersi. Candidare Serracchiani avrebbe creato un piccolo problema con Olivier, non sarebbe stato facile conciliare i loro due caratterini, ma un problema ancor più grosso per i popolari.

Questi in effetti si erano presi una bella rivincita rispetto al congresso dei democratici, e adesso si era molto più vicini all'elezione. Difficile immaginare un colpo basso come affiancare a Kapezzonen l'ex premier turca, moglie del miliardario televisivo Rupert Murdoch che da quel punto in poi avrebbe infuso una montagna di eurodollari nella campagna elettorale col silenzio assenso dell'amministrazione americana, ufficialmente neutrale negli affari interni di una federazione amica ma in realtà ben più propensa a spalleggiare una controparte conservatrice che avrebbe tenuto una politica più in sintonia con la loro in un mondo in cui l'occidente non costituiva ormai che un settimo della popolazione, meno della sola India o della sola Cina, ed era perciò di vitale importanza rafforzare gli strumenti della propria leadership, del proprio benessere economico come condizione indispensabile al controllo politico e militare del pianeta. O meglio viceversa.
Extra labels for 2008: BANDINELLI, BERNARDINI, BONINO, BORDIN, BUSDACHIN, CALLEGARI, CORLEO, COSCIONI, CROCICCHIO, FIUME, PAGANO, PANNELLA, PATELLI, PIETROSANTI, STRIK-LIEVERS, TOSONI, VERONESI, WELBY, ZAMPARUTTI
Could you imagine if they accept them and they don't accept us ?!?

La moglie dell'alto funzionario del ministero turco, letteralmente sconvolta da una simile prospettiva, ripete' infervorita

"immagini se [la UE] accettasse loro [i paesi ex-comunisti dell'est] prima di accettare noi [la Turchia]"

L'ambasciatore europeo, ospite d'onore nel bell'appartamento della famiglia alto-borghese turca, rispose senza parole allargandosi in un sorriso ammiccante e comprensivo dello scandalo che tale incubo suscitava nella signora illividita e inorridita, quindi con un gesto misurato trasse di tasca un salmone affumicato che portava sempre con se', con l'altra mano appicco' nobilmente il fuoco a una camel (1) mentre il suo sguardo panoramizzava l'elegante salotto dal minibar con le bottiglie di martini (1) agli ultimissimi gadget elettronici sony (1) sparsi qua e la', fino ad un orribile orologio da tavolo firmato e omaggiato da Andreotti (1) quand'era ministro in visita ufficiale. Infine penso' ai curdi, si cancello' il sorriso comprensivo dal viso, ripose il salmone sconcertato e decise di affrontare l'argomento.

Con un'ultima acceleratina, Luigi giro' la chiave per smorzare dolcemente i 300 cavalli dell'alfa (1) blindata. Per prima cosa guardo' l'orologio e sul momento s'incazzo'. Come avesse fatto Boselli (2) ad arrivare ad Ankara in sole 12 ore da Skopje con una carretta di renault (1), proprio non riusciva a capacitarsene. Poi si placo', pensando che l'importante era di aver fatto il suo dovere arrivando comunque in tempo per prelevare l'ambasciatore sotto la casa dei suoi ospiti. Percio' si rilasso' regolando il sedile per distendersi e allungare le gambe.
Nella paziente attesa, Cimino (2) si accese uno spino.

In Turchia - penso' Boselli (2) che nel frattempo era gia' tornato in Macedonia su uno dei tappeti volanti di cui era rappresentante di commercio -, c'e' 'sto diavolo di Welfare party che ha vinto alla grande le ultime elezioni amministrative richiamandosi a "valori" islamici fondamentalisti in netto contrasto con lo stato laico di Kemal Ataturk.

Bisognerebbe almeno rendersi conto che eliminare fisicamente le curve non risolverebbe il problema della prostituzione, penso' Cimino (2) spegnendo lo spino che lo aveva trasportato in una fantasiosa associazione di idee senza soluzione di continuita', e un po' stanco per aver guidato tanto e perso nell'inquinamento luminoso che impediva il buio totale della notte sulla capitale turca e proiettava tutto in un'atmosfera surreale. Sotto un violento acquazzone, l'ambasciatore De Perlinghi (2) apri' la portiera inzaccherandosi da capo a piedi in una profonda pozzanghera, ma non se ne adiro' e aristocraticamente proferi' all'autista

"questi non capiscono un fico secco, voglio andare a Diyarbakir in Kurdistan"

Cimino (2) consulto' la carta stradale, capi' che avrebbe dovuto dominare mille miglia tra le montagne e fu preso da un momento di sconforto. L'ambasciatore plenipotenziario, seduto al suo fianco, si allaccio' la cintura e lo rassicuro'

"non preoccuparti, la prossima canna lo rollo io, intanto vai!"

Luigi rigiro' la chiave di accensione in senso orario, percepi' i 12 cilindri del motore vibrargli sensuali sotto le chiappe e su' con un brivido per la colonna vertebrale, innesto' la prima e con un profondo sospiro si dispose al viaggio.

"ferma!, ferma!!!"

esclamo' De Perlinghi (2) ex abrupto (l'ambasciatore non faceva mai niente che non fosse ex abrupto, o ex aequo, ex cathedra, ex lege, ex libris, ex novo, ex voto, ex urss o ex yugo...)

Cimino inchiodo' e inverti' (ex abrupto) la marcia a 7.000 giri. Il mostro meccanico accenno' per un attimo a ribellarsi ma poi, sia benedetto l'ABS, si rassegno' a tornare indietro per raccogliere l'autostoppista malcapitato sotto il diluvio delle montagne dell'anatolia.

"Si', mi chiamo Massimo Lensi (2)", dichiaro', "ma non sono il Massimo Lensi (2) che pensate voi: quello e' un mio cugino che mi ha usurpato il titolo ed e' emigrato in Ungheria, ma sono io il vero Massimo Lensi (2) del Pr e da anni vivo clandestinamente qui in Turchia. Mi sto recando a Tehran per andare a trovare il mio amico Ottoni (2), potreste darmi un passaggio fino a Erzurum ?"

Impietositosi dal caso umano, l'ambasciatore diede ordine all'autista di caricare nel baule dell'auto il bagaglio dell'autostoppista e l'autostoppista stesso.

L'alfa (1) ringhio' di rabbia e morse i tornanti ghiacciati che portavano a Erzurum, governata da uno stupefacente Cimino (2) completamente fuori di testa che riusci' miracolosamente a evitare gli scontri frontali con i criminali autisti di TIR lanciati in discesa con 200 quintali a 100 all'ora.

Arrivati a destinazione, Lensi (2) usci' dal baule e strinse la mano all'ambasciatore De Perlinghi (2), dicendogli semplicemente

"Non ci sono ca, caa..., cavoli!, come dice realisticamente Busda (2) questo paese bisogna cominciare a pensare di prenderlo dentro nella UE, il che non significa rinunciare alla difesa dei diritti umani, tutt'altro, anzi il contrario: se sapremo agire in questo senso, potremmo aiutare le forze piu' moderate e dare loro qualcosa da spendere nei confronti di un elettorato che e' sempre piu' tentato dagli integralisti islamici".

Fare politica nel e dal Pr significa certamente adoperarsi strenuamente e senza eccezioni per il rispetto dei diritti umani e civili, ma significa anche misurarsi realisticamente con le situazioni che si vorrebbero affrontare.

Facile dire che il governo di Ankara dovrebbe rispettare maggiormente i curdi, ma questa e' pura demagogia se semplicisticamente si contesta un fatto, pur accertato nella sua gravita' e dimensioni, senza riuscire a suggerire un qualche tipo di soluzione almeno provvisoria dello stesso, quantomeno per allentare le tensioni e cercare di rendesi utili.

Altri viaggiarono in Macedonia dove c'e' un problema analogo, sia pure 10 volte inferiore in termini di dimensioni geografiche e demografiche rispetto a quello dei curdi di Turchia, per scoprire che nessuno ha la verita' in tasca, e se si vuole combinare qualcosa bisognerebbe avere il buon senso di tenerne conto.

"Belli i grandi proclami", penso' l'autista dell'ambasciatore una volta parcheggiatosi a Erzurum, "ma se qui non trovo un po' di olio motore exxon (1) per l'alfa (1), la fava che riusciamo a tornare nella civilta'".

Come dire che, se non troviamo un po' di olio motore di produzione occidentale per far marciare la Turchia verso la direzione che desideriamo, l'europa stessa se lo prende nell'organo, e questo, certo, in perfetta linea con le sue comprovate tendenze masochiste.

Poi nel dibattito intervenne Turco, non a caso visto il nome.

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(1) camel, martini, sony, andreotti, stalin, exxon, alfa e renault sono marchi registrati di proprieta' delle rispettive compagnie.

(2) deperlinghi, boselli, cimino, lensi, ottoni, busda, turco e sisani sono marchi registrati di proprieta' del partito radicale.