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Seconda serie di Google fight

Schnur batte Fiume 464mila a 53.700
De Stefano batte Tortora 2 milioni a 527mila
Faccio batte turco 115mila a 105mila
Palazzolo batte Poptodorova 484mila a 1.340
Piccarco batte Dentamaro 90.900 a 1.890
Englaro batte Pietrosanti 120mila a 17.300
Rutelli batte Lensi 156mila a 153mila
Carraro batte Spena 834mila a 46mila
Negri batte Zamparutti 154mila a 11.600
Orlandi batte Corleo 515mila a 7.030
Sciascia batte Ottoni 223mila a 206mila
Salvadori batte Bagatin 267mila a 21.400
Coscioni batte Deperlinghi 64.200 a 1.500
Pisani batte Vesce 156mila a 37.500
Fischetti batte Depetro 201mila a 89.800
Manieri batte Lamedica 166mila a 89.100
Marino batte Russo 29.200 a 11.200
Tamburi batte Capriccioli 351mila a 32.700
Castaldi batte Voltolina 292mila a 109mila
Grigorova batte Colacione 32.500 a 3.170
Nomenclatura radicale / 1 di 10 / Giovanni

Quali sono i 50 nomi più ricorrenti nella nomenclatura radicale? Ogni scusa è buona per aizzare la cruenta battaglia del Radicalometro Storico di Granzotto (dal nome dello scienziato che in origine ne costituiva il parametro), e in questa serie esploriamo i nomi più frequenti della galassia di animali radicani, presi dal Radicalometro stesso. Un'analisi controversa a causa dei nomi composti, a causa dei quali risulta a sopresa che il più frequente non è il prevedibile Marco, relegato al secondo posto dalle numerose (16) forme di Giovanni. Infatti ai quattro Giovanni "normali" (COMINELLI, DE PASCALIS, MASTROENI, NEGRI), un paio di abbreviati Gianni (BETTO e COLACIONE) e altrettanti John (FISCHETTI e PATELLI), si contano ben tre Gianfranchi (DELL'ALBA, PALAZZOLO e SPADACCIA) più Giancarlo ARNAO, Giandomenico BELTRAME, Gianluca TELARI, Gianluigi MELEGA e Gianmarco BONDI. A tali Giovanni vari corrispondono le etichette di questo post, che hanno un limite massimo, perciò per poter vedere gli altri nomi più frequenti dovrò spezzettare l'elenco in dieci post, affinché gli interessati ne traggano beneficio nella classifica del Radicalometro stesso. 

Buone notizie per il Friuli

Me ne vado. Il nuovo psichiatra (ha sostituito quello che ho fatto sgozzare) mi ha dato lo sfratto dal reparto per non finirci ricoverato lui stesso dopo che l'episodio del pinguino è degenerato nello struzzo. E' successo che un giorno mi sono presentata in terapia di gruppo accompagnata da un pinguino, sostenendo che fosse mio figlio, e fin qui tutto normale, ma un'altra paziente ha sollevato il problema del marito che si comporterebbe come uno struzzo, nascondendo la testa sotto la sabbia. A me ha sempre fatto incazzare come un coccodrillo questa disinformazione diffamante nei confronti degli struzzi, che' nessun etologo è mai riusciuto a documentare uno struzzo con la testa insabbiata, allora io per dimostrare che questa leggenda metropolitana della savana esiste solo nei cartoni animati alla seduta successiva mi sono presentata con lo struzzo al posto del pinguino, e ovviamente un camion di sabbia invece dell'autobotte per il ghiaccio. Lo psichiatra non ha gradito e così dopo un mese e mezzo di incursioni e sabotaggi in questo ospedale di omessa località del medio Friuli (vedasi i post su obitorio, ambulatorio di odontoiatria, reparto psichiatria e magazzino presidi) sono pronta per la strage finale e la mia fuga entro una settimana. Lascio queste tormentate terre, che la mia presenza aveva già scosso nel 1976, con un omaggio alle sue località forse meno note ma meritevoli di essere segnalate ai turisti.

Adegliaccio, comune intitolato alla memoria di Adelaide Aglietta e Adele Faccio
Amaro, comune con due locali pubblici gestiti da extracomunitari: il Bar Lucano e il Bar Montenegro
Attimis, comune dai lunghissimi tempi di attesa in municipio
Bagnaria Arsa, comune ossimoro
Belgrado, capitale balcanica frazione del comune di Varmo
Bellazoia, frazione di Povoletto popolata da giovinette allegramente discinte
Bolzano, capoluogo alto-atesino frazione del comune di San Giovanni al Natisone
Buia, località friulana caratterizzata da scarsa illuminazione pubblica
Cazzaso, frazione di Tolmezzo afflitta da organo sessuale nel naso
Chiasottis, frazione di Pavia di Udine abitata da chiaccheroni rumorosi e confusionari
Chioutzoquin, frazione di Dogna luogo natale del grande capo Eestiqatsi
Coccau, valico di confine nel comune di Tarvisio ove rimorchiare prostitute sarde

Pubblicità: Onoranze funebri BIDON, soddisfatti o rimborsati

Cornazzai, frazione di Varmo e passato remoto di prima persona adultera
Cornino, frazione di Forgaria del Friuli abitata dal coniuge di bassa statura della persona di cui sopra
Coseano, comune i cui abitanti indulgono nell'introdursi oggetti posteriormente
Enemonzo, solido comune stretto e lungo defecato in seguito a clistere
Grado, comune marittimo per la misurazione della temperatura dell'Adriatico
Latisana, località termale di riabilitazione contro la dipendenza da caffeina
Latisanotta, frazione ipnoinducente di Latisana da assumersi prima di coricarsi
Madonna Buia, frazione di Buia gemellata con Czestochowa
Màgnano in Riviera, comune i cui abitanti ronfano in collina
Manzano, comune di allevamenti per l'inseminazione di giovani bovini omosessuali
Mereto di Tomba, vedasi Tomba di Mereto di Tomba

Pubblicità: Onoranze funebri GUERRA, sconti per comitive

Morsano di Strada, comune i cui abitanti addentano orifizi sulla pubblica via
Mortegliano, comune che conta tre agenzie di onoranze funebri
Muscoli, frazione di Cervignano del Friuli priva di palestra comunale
Noiaretto, frazione di Comeglians affetta da fastidiosa stitichezza
Osoppo, comune prima persona singolare del verbo osoppare
Osoppò, frazione di Osoppo terza persona singolare del passato remoto
Palazzolo dello Stella, comune gemellato col giornalista de La voce repubblicana, Palazzolo della Stalla
Paradiso, estatica località ultraterrena nel comune di Pocenia
Piani di Là, frazione di Chiusaforte di Qua
Piano di Sopra, frazione di Arta Terme abitata da condomini che calzano sempre zoccoli
Pinzano al Tagliamento, comune doppiamente doloroso
Pordenone, capoluogo di provincia anagramma di Porno Eden

Pubblicità: Onoranze funebri SORDO, per un eterno silenzio

Porzus, frazione di Attimis alla quali i blasfemi abitanti antepongono invano divinità monoteista
Prapnotizza, frazione prapnotizzante gli abitanti del capoluogo Drenchia
San Daniele del Friuli, comune nel cui obitorio si affettano prosciutti
Santa Maria la Longa, comune coniugato con San Giuseppe il Breve
Scrutto, comune composto dalle frazioni di Testticculo destro e Testticculo sinistro
Sedilis, comoda frazione in pelle di Tarcento
Solars, frazione di Ravascletto alimentata da energia rinnovabile
Straccis, frazione di San Vito al Tagliamento sede del mercato comunale
Temerat, frazione di Forni Avoltri abitata da fedeli molto devoti
Terzo Bacino, frazione di San Michele al Tagliamento al terzo appuntamento
Terzo di Aquileia, comune minoritario in opposizione alla maggioranza qualificata di Aquileia
Tomba, oscura località del comune di Buia situata tra il capoluogo e l'oltretomba

Pubblicità: DIO BONINO, le onoranze funebri laiche prenotate da Marco Pannella

Tomba di Mereto di Tomba, frazione di Mereto di Tomba sede del cimitero comunale
Topolò, frazione di Grimacco luogo natale del commissario Basettò
Torreano, frazione di Martignacco sede del campionato regionale di sodomia estrema
Torviscosa, oleoso quartiere periferico di Roma trapiantato in Friuli
Truja, frazione di Prato Carnico brulicante di dunne peccaminuse
Villa Vicentina, comune abitato da compagni che hanno sbagliato regione
Vinaio, frazione di Lauco con unico abitante l'oste
Zompicchia, frazione saltellante attorno al comune di Codroipo
La cenetta intima di Mauro Suttora e Valter Vecellio
Un riavvicinamento storico tra il famoso caporedattore di Oggi e il suo vecchio compagno di merende direttore di Notizie radicali, o solo un'alleanza tattica in vista di sempre più probabili elezioni anticipate e un'eventuale ingresso dei due nell'arena politica? Più che una merenda, una cena con sottofondo di musica romantica in un noto locale milanese, dove i due sono stati avvistati ieri notte in compagnia di avvenenti accompagnatrici, forse per confondere le acque sull'inattesa ripresa della loro focosa e tormentata relazione ultradecennale. O, più semplicemente, dopo La camicia rossa di Spadaccia, un altro effetto onirico dello Xanax che mi viene consigliato "con una birretta sopra" dal medico che me lo prescrive. Fatto sta che io, Suttora (che oggi compie 97 anni), Vecellio e una giornalista enogastronomica non meglio identificata ma fighissima si era al Savini in galleria per fare degli assaggi critici omaggio della casa, e la prima cosa che mi ha fatto incazzare è che siamo stati divisi accoppiando Suttora con la figona e me con Vecellio, il quale è - opinione pressoché unanime su molti pianeti -, notoriamente e oggettivamente antipatico, per cui sarebbe stato molto meglio abbinare me con la figona e Suttora con Vecellio. Dal che se ne adduce che il titolo di questo post è un po' ingannevole, ma d'altronde stiamo parlando di giornalisti. La seconda cosa che mi ha fatto incazzare è che agli altri due hanno portato un meraviglioso risotto giallo, mentre a me e Vecellio una poltiglia di molluschi e verdura cotta, e la terza è che a un certo punto loro sono stati sistemati in una saletta privata con musica soave, mentre io e Vecellio esiliati fuori nel chiasso dei turisti scapestrati roteare sulle palle del toro, e qui mi sono svegliata da quello che era diventato un incubo, consolandomi che tutto sommato poteva andarmi peggio: infatti oggi è il compleanno anche di Capezzone. Spero che lo festeggi con Vecellio e a Suttora auguro cento fine settimana con Lanfranco Palazzolo.
Radical Pain – Dolore Radicale – Capitolo 7

(i precedenti: 1-2-3-4-5-6)

Da quando si era dato al giornalismo radiofonico, Mauro Suttora doveva alzarsi presto il mattino per presentarsi prima delle 7.30 in corso Sempione, dove il redattore Lanfranco Palazzolo si stava già rischiarando la gola per scatarrargli in un occhio (era il suo modo di augurargli il buon giorno) e rivolgersi agli ascoltatori per annunciare il palinsesto.

"Buongiorno agli ascoltatori di Radio radicane dagli studi di via Emanuele Filiberto"

"Ecco sì, via Emanuele Filiberto, per favore"

"No no, è proprio una cosa toponomastica"

"Ma quando mai, se è ancora vivo, purtroppo, come fa ad avere intitolata una via??"

"Come purtroppo? Guarda che l'amore vince sempre sull'odio..."

"...e sull'invidia. Ma casomai sarà corso Vittorio Emanuele, o viale Regina Margherita, o via Principe Amedeo..."

"Suttora, ti richiamo al rispetto della mia cultura..."

"...e della mia religione"

"E quale sarebbe?"

"Sono agnostico"

"E qual'è il dio degli agnostici"

"E che ne so? Sono agnostico!"

"Cioè ignorante, come ho sempre sostenuto. Veniamo al palinsesto, va ora in onda la rassegna stampa del direttore Massimo Bordin, seguirà per tutto il giorno il requiem di Mozart intervallato da brevi interventi di Marco Pannella"

Con questo simpatico siparietto tra Palazzolo e Suttora si aprivano ogni mattina le trasmissioni di Radio radicane per consentire al direttore di cominciare in ritardo la rassegna stampa.

"Buongiorno agli ascoltatori di Radio radicane con la rassegna stampa quotidiana. Cominciamo subito con un breve articolo di Bondinelli sul Foglio"

Suttora: "Ma come Bondinelli? E' Bondi o Bandinelli?"

Bordin: "Un incrocio"

"Ma che orrore! Povero Angiolo"

"C'è di peggio, ecco sul Mattino di Padova un incrocio tra Suttora e Tosoni, un articolo a firma del collega Suttosoni"

"Ma che schifo! E' raccapricciante! E'..." protestò reiteratamente Suttora mentre Bordin rendeva edotti gli ascoltatori del titolo del Mattino di Padova

SUTTORA CONDANNATO IN CASSAZIONE
Il giornalista playboy dovrà pagare gli alimenti anche alla sesta ex moglie. Il vittorioso divorzista Granzotto ottiene per Madonna anche il gigantesco ranch di Farmville. Il radicale Cappato: “Giusta sentenza”. Capezzone accusa: “Magistratura eversiva”.

Nicolino Tosoni da Clauzetto, ma residente ad Albignasego, fu da questa seconda località violentemente proiettato indietro proprio tra i monti di Clauzetto dalla potentissima eiaculazione di Armando Crocicchio, il cui martello pneumatico usava traforarlo ogni lunedì da mezzanotte a mezzogiorno per concludere sempre puntualissimo schizzandogli nell'orifizio posteriore una raffica di spermatozoi grossi come rospi, che il Tosoni spendeva le successive dodici ore nell'espellere dolorosamente saltellanti dalla cavità, o meglio caverna, anale.

A poca distanza sulle alpi orientali, l'eroico leader metalmeccanico liberale Granzotto spendeva il suo tempo familiarizzando con i rospi sulle Montagne dei Rospi Mutanti, dove si era esiliato per sei mesi (così lui credeva) per simulare la propria dipartita ad opera del sicario Londradical, che ne aveva barattato il granzotticidio con il reciproco cappaticidio da parte di Suttora, il quale aveva a sua volta contrattato con Bonino il cappaticidio da parte di costei in cambio di eliminarle tutti i 2029 capezzoni italiani servendosi di un alligatore, la qual cosa al ritmo di tre capezzoni al giorno avrebbe richiesto quasi due anni, all'insaputa del povero Granzotto, ignaro che avrebbe dovuto trascorrere altri due inverni tra i rospi, che erano mutanti per evidenti ragioni di trattamento tosoniano anale.

In cotanta letteratura anale, il lettore si chiederà ansiosamente dove fosse andato ad abitare il Granzotto negli anni ottanta secondo la monumentale biografia opera del Cominelli, che Londradical continuava a leggere avidamente.

Dopo via Metastasio il Granzotto trascorse ancora un anno a Milano, trasferendosi però in via Val Lagarina. Il nome Vallagarina o Val Lagarina (Lagertal in tedesco) identifica l'ultimo tratto tra i monti della valle percorsa dal fiume Adige. Il limite superiore è fissato comunemente all'altezza dei "Murazzi", stretta della valle poco a nord del paese di Besenello, circa 10 km a sud di Trento; a nord di essa la valle prende il nome di Val d'Adige. Il limite inferiore è lo sbocco in pianura Padana del fiume presso la Chiusa di Ceraino. Le parti più a nord della valle in cui scorre l'Adige sono chiamate Val Venosta tra le sorgenti e Merano, e Val d'Adige tra Merano e l'inizio della Vallagarina. Come la Val d'Adige, anche la Vallagarina è di origine glaciale. Dal punto di vista orografico la valle separa le Prealpi Bresciane e Gardesane ad ovest dalle Prealpi Venete ad est. La valle è caratterizzata dalla presenza di vari forti costruiti a difesa dell'Impero Austroungarico sul finire del XIX secolo. Nella parte nord della valle, in località Lavini di Marco presso Rovereto, sono visibili le orme di dinosauri della specie Camptosaurus (erbivoro) e Dilophosaurus (carnivoro) che vi vissero nel periodo Triassico (circa 200 milioni di anni fa). La stessa località è citata da Dante Alighieri nel Canto XII dell'Inferno a causa degli enormi massi causati da una grande frana che si abbatté sulla sinistra orografica dell'Adige, causando a un antenato del Granzotto, tale Lagarino Granzotto, un violento mal di testa.

7. continua
Nell'agosto del 2008 qui nel blog dei radicalometri e consimili strumenti radiscopici confrontammo il numero di risultati che si ottenevano su Google per una decina di animali radicani. Due anni dopo lo stesso confronto è sorprendente: evidentemente Google ha fatto le pulizie, soprattutto di cappati e capezzoni, e ad avere migliorato sono solo in tre...

Bonino da 570.000 a 310.000 (-46%)
Pannella da 442.000 a 235.000 (-47%)
Cappato da 291.000 a 60.800 (-79%)
Capezzone da 261.000 a 65.800 (-75%)
Bordin da 46.200 a 36.600 (-21%)
Bandinelli da 31.500 a 45.600 (+45%)
Suttora da 14.700 a 28.000 (+90%)
Litta Modignani da 13.100 a 6.980 (-47%)
Palazzolo da 7.470 a 20.200 (+170%)
Strik-Lievers da 4.235 a 3.580 (-15%)

Totale campione da 1.681.205 a 812.560 (-51.7%)
No Sex in Beijing: intervista esclusiva a Mauro Suttora

Mauro Suttora, 51 anni portati con fisico e piglio giovanili, giornalista romano del settimanale Oggi inviato alle Olimpiadi dopo anni a New York, dove scrisse il libro "No Sex in the City" (ed Kaos) raccontando le sue ingloriose esperienze sul tema nella grande mela. Noi della redazione di Miss Welby vantiamo il telefono rosso con l'intrepido reporter investigativo di origine libanese, che scrive anche per Il Foglio, Libero e altre testate, riversando i suoi articoli nel suo ben noto blog. Nonostante fosse appena arrivato dal lungo viaggio e già impegnato a scrivere contemporaneamente quattro nuovi articoli con ognuno dei suoi arti (da cui il nome articoli), ha acconsentito a questa intervista esclusiva.

MW - Suttora, come autore del libro citato è banale chiederti un confronto sessuale tra New York e Pechino.

Suttora - Sì, la tua domanda è banale, ma prima di tutto mi preme precisare che non ho concesso questa né alcuna altra intervista a MW. In secondo luogo sono più giovane e soprattutto non sono romano né di origini libanesi, capito?

MW - Però non ha risposto alla domanda.

Suttora - Adesso ci diamo del lei?

MW - Risponde sempre con una domanda?

Suttora - Sono un giornalista, si presume che le domande le faccia io, no?

MW - Ha trombato a Pechino?

Suttora - No. Perché?

MW - Come no! In due settimane!! Che le succede Suttora, che ne è rimasto di lei?

Suttora - Non lo so... mi aiuti, Miss Welby, la prego... la prego?

MW - A NYC però trombavi.

Suttora - Ci diamo nuovamente del tu?

MW - Le tue domande sono ripetitive, rispondi alla mia: quanto hai trombato in America?

Suttora - Ma si parla solo di sesso in questa falsa intervista?

MW - Sì, adesso rispondi di preciso: quante americane hai zompato?

[Suttora abbassa lo sguardo e conta le dita di una mano]

MW - Cinque in quanti anni? Rispondi!

[Suttora ha già lo sguardo abbassato e lo volge a contare le dita dell'altra mano]

MW - Cinque in cinque anni! Impotente! Onta dell'italica mascolinità! Avrebbe fatto di meglio Tosoni!

[Suttora mantiene lo sguardo abbassato come a porgere il capo alla cenere]

MW - Vabbè, poco sesso a New York e niente a Pechino: almeno ci racconti qualcosa di Pannella...

Suttora - Ci si ridà del lei? L'ha raffreddata la mia scarsa virilità? E che c'entra Pannella?

MW - La tua breve relazione segreta col guru radicale negli anni 70, intensa e neanche troppo breve considerati gli standard pannelliani, rivelata dal redattore di Radio radicale Lanfranco Palazzolo nel suo esplosivo best-seller "No Sex with Suttora"...

Suttora - Sono tutte infamanti menzogne di un imbecille parastatale invidioso...

Palazzolo - ...Non è vero! Ho ragione io! Ho ragione io! E il parastale è lui!

Suttora - Sia chiaro che se c'è anche Palazzolo, io da questa intervista me ne vado.

MW - No, no, tranquillo, caccio via Palazzolo. Palazzolo, pussa via! Sciò! Sciò! Ecco che se ne va... Suttora, torniamo a lei: ci racconti l'esperienza sessuale più strana della sua vita, e tralasci per una volta il noioso "adesso ci diamo del lei?" che fa perdere tempo ai lettori.

Suttora - Una volta a un ricevimento di beneficenza per Radio radicale organizzato da una nobildonna romana...

MW - Suttora, se attacchi con le nobildonne chiamo indietro Palazzolo!

Suttora - No no! Una volta a un ricevimento in un bel palazzo romano ai Parioli ero al balcon affacciato meditabondo sulla vacuità della vita umana con un whisky in mano. Nel chiaror di luna pochi metri alla mia destra notai una sagoma aggraziata. La sagoma s'accorse d'esser stata vista, ma invece di scappare piano piano mi si appropinquò... cinque metri, mi sentii paralizzato, due metri, mi sentii le viscere avvamparsi, pochi centimetri... le sue labbra si posarono delicatamente sulle mie, senza muoversi, senza premere, in quello sfiorarsi per pochi secondi creare tra noi una indescrivibile elettriccitazione. Ero estasiato, incapace che di dire "come ti chiami?" e già allontanandosi in una disapparizione eterea, rispondere "Lanfrancoo... Lanfrancooopalazzoooolooooo...."

MW - Ma la sua è un'ossessione! Crede di vederlo dappertutto, poco fa perfino in questa intervista.

Suttora - Ma è lui che mi perseguita!

MW - Schiocchezze. Palazzolo non esiste, è solo un frutto della tua immaginazione, una proiezione delle sue fantasie sessuali, la metà oscura di voi stesso, il lontano cugino calabrese della di lui portinaia...

Licheri - Ho controllato su Google e Wikipedia: Palazzolo esiste veramente. E posso testimoniare di averlo visto anch'io poco fa in questa intervista.

Palazzolo - Grazie Licheri.

MW - Grazie un cazzo Licheri per la tua solita pedanteria. Per punizione accompagna Palazzolo fuori da questa intervista, così vi togliete dalle ovaie tutt'e due. Suttora, torniamo a voi. Ha suscitato polemiche l'anticipazione del vostro articolo in uscita domani su Oggi sulla bestialità, intesa come la pratica di avere rapporti sessuali con una varietà di animali. Voi vi siete infiltrato undercover in un circolo segreto di zoorasti che vi hanno introdotto al mondo del sesso bestiale e scrivete tra l'altro "per la sua nobiltà, le linee sensuali, il nitrito orgasmico e ovviamente il pisellone..."

Suttora - Ma non è vero niente, l'articolo parla di tutt'altro, ma vi pare che Oggi pubblicherebbe roba del genere?!

MW - "... oltre ai rapporti passivi con i cavalli ne ho potuti sperimentare numerosi di attivi, in particolare con anatre, un'oca in variante orale e pollame vario. queste specie sono popolari tra gli appassionati in quanto si agitano e starnazzano molto durante la penetrazione, rendendo il tutto ancora più eccitante, mentre le tanto declamate pecore non mi hanno entusiasmato, ma un buon giornalista deve sapersi infilare nella parte..."

Suttora - Ma è completamente falso, non ho mai scritto niente del genere! L'articolo riguarda invece la necrofilia e ciò che ho scritto veramente è "Un buon giornalista deve sapersi infilare nella parte, penso davanti al cadavere nudo della giovane donna che ho aiutato i pervertiti ad esumare per abusarne, e adesso tocca a me dar prova di essere degno del lurido club... mi avvicino tremebondo..."

MW - Suona promettente, ma è finito lo spazio per l'intervista. Grazie Mauro e buonanotte a tutti
Ogni tanto bisogna cambiarsi d'abito e questo invisibile l'ho scelto per fare un pompino a Boris Cappato. per principio non mi piace fare i pompini, e non tanto perché rappresentino la sottomissione della donna all'organo sessuale maschile, ma piuttosto perché sono poco igienici. infatti li faccio più che volentieri a Londradical, slinguazzandogli gustosamente la sua circoncisione bulgarese, ma Cappato non è altrettanto circonciso e francamente il suo glande somigliante a un cherry tomato mi faceva un po' schifo, per tacer del fatto che nel venire chissà perché urlava "Monica! oh Monica!!" Cazzo, mi chiamo V, non Monica, coglionazzo deficiente.

ingoiata la spruzzatina dell'eurodecappato, mi sono dedicata a un nuovo hobby: vorrei imparare un pochino di esperanto, quel tanto che basta per potermene vantare come col francese, che non ho mai studiato ma lo fingo molto bene. ecco perché ho lanciato qui sopra la terza lingua del blog e spero nell'ospitalità dell'Albergo Likero. e speriamo anche sia circonciso. nota per Suttora: mi faccio io più cinesi in Europa di quante tu a Pechino. minchia quanto sei sfigato, quasi quanto Palazzolo
Causa il deprecabile decadimento dell'attività isotopica del blog nello scorso mese di luglio, non ci sono significative variazioni in classifica da segnalare nel RADICALOMETRO di Granzotto, lo strumento di misurazione della popolarità degli animali radicani che trovate in fondo alla sidebar. per compensare la vacanza di tale autorevole dispositivo di valutazione politica mi sono avvalsa di un altro strumento del web, uno di quelli molto probabilmente già ben noto a molti, che confronta il numero di citazioni su Google. applicatolo ai radicani, ho dunque condotto i seguenti olimpici confronti tra notori amici-avversari.

Cappato 291.000 - Capezzone 261.000

qui Cappato conserva un vantaggio ma piccolo, a rischio di erosione... proseguiamo:

Pannella 442.000 - Bonino 570.000

questo mi fa incazzare: Bonino avrebbe immeritatamente superato il leader storico. farà molto incazzare anche lui (anticipandone la successione un po' troppo prematuramente?) non appena lo verrà a sapere. aspettatevi dei grossi casini inauditi in casa radicane... inauditi si fa per dire, ormai s'è già sentito di tutto

Suttora 14.700 - Palazzolo 7.470

eccoci a un confronto tra giornalisti radicani in competizione: Palazzolo de "la Voce repubblicana" (incredibilmente pare esista ancora), nonostante il suo notevole impegno denigratorio nei confronti del nemico, si ferma alla metà di Suttora. quella di sotto, come peraltro gli accade sistematicamente anche nella vita sessuale. e ancora, casomai foste nottambuli senza nient'altro da fare, tra i duellanti radicani risulta anche lo scontro tra:

Bordin 46.200 - Bandinelli 31.500

e infine ecco per curiosità un confronto locale tra radicani storici milanesi:

Litta Modignani 13.100 - Strik Lievers 4.235

buuuuuh, vergogna, è molto più figo Strik! ma riassumendo, ecco questa estemporanea top ten:

1. Bonino d'Emma 570.000
2. Pannella Mario 442.000
3. Cappato Boris 291.000
4. Capezzone Silvietto 261.000
5. Bordin Maximo 46.200
6. Bandinelli Anglolo 31.500
7. Suttora Lanfranco 14.700
8. Litta Modignani 13.100
9. Palazzolo Mauro 7.470
10. Strik Lievers 4.235
Puntata numero 2 della mini serie sulla Bulgaria. questa è l'unica immagine che sono riuscita a ottenere nel web di Mauro Palazzolo, il redattore parastatale di Radio Maria Voce Repubblicana che odia visceralmente il suo collega giornalista Lanfranco Suttora nonché me stessa giacché a un disperato di tali sembianze non lo/a darebbe neanche una lucertola.

Palazzolo a parte - la cui brillante espressione di lucidità lascia traperlarne il quoziente di intelligenza - veniamo al dunque.

Puntata numero 2 della mini serie sulla Bulgaria. intervistando il nostro esperto Londradical, che lasciò il paese balcanico prima che si svuotasse di fighe in fuga per l'occidente, come qualificare e quantificare il fenomeno?

Londradical: con moderatezza nelle dovute proporzioni. dopo tutto le bulgaresi femmine erano solo quattro milioni, che tolte le minorenni si riducono a tre milioni in età scopabile, e tolti due terzi di bruttone che facevano schifo al cazzo ne rimaneva solo un milioncino, ma sono tutte emigrate a Strasburgo, Boston e Londra. ai bulgaresi maschi non rimane che spararsi le seghe, ma va relativamente meglio che in Russia.

MW: cioè?

Londradical: le russe erano molte di più, e alcune ancor più strafighe delle balcaniche. Ma osservi la demografia: dopo la caduta dell'Unione sovietica la grande Russia è dimezzata da 300 a 150 milioni di abitanti, di cui 3 femmine ultra-ottantenni e il resto maschi che si inculano tra loro molto virilmente inneggiando a Putin con il braccio teso: Heil Putin! Heil Putin!

MW: stiamo divagando, lei insinua che Putin sia frocioscita?

Londradical: e quante volte abbiamo sentito ripetere da Berlusconi il ritornello sul suo amico Putin? mi sembra abbastanza ovvio che se lo siano reciprocamente ciucciato e rispettivamente introdotto.

MW: ma non risulta evidenza di queste sue insinuazioni...

Londradical: ettecredo, non c'è peggior froscista di chi non vuole ammetterlo.

MW: cioè Berlusconi e Putin sarebbero froci?

Londradical: con rispetto parlando per i froci dichiarati, tra i quali annovero miei amici, questi sono frociazzi ipocriti vergognosi che s'inculacchino e spompinano tra di loro di nascosto.

MW: si rende conto che questa affermazione potrebbe costarle una querela? e su quali fatti trae tali scandalose conclusioni?

Londradical: guardi, miss Welby, da quando lei ha iniziato a intervistarmi me ne sono già piovute quattro, di querele. capisco che questo è il prezzo che devo pagare per poterla trombare in tutte le posizioni, per potermi illudere di possedere temporaneamente il suo corpo spettacolare.

MW (riaggiustandosi i capelli dopo tre ore di possedimento, pur temporaneo ma spettacolare): ahehm, vabbè, riprendiamo l'intervista, eravamo rimasti a Putin e Berlusconi...

Londradical: è semplice, è psicosessuopolitica, ce l'hanno, sommato in due, più piccolo del mio, e perfino un impotente come Sgarbi ce l'ha un pelino più grandicello del loro. e addirittura Palazzolo è dotato di una vaga sembianza di pene. andiamo miss Welby, diciamocela tutta, le donne moderne emancipate oltre ai soldi cercano dei cazzi molto grossi per godere molto quando penetrate. simple as that.

MW: uhm, questo mi fa pensare... ma gli uomini invece cosa cercano?

Londradical: "fica stretta e una bella sigaretta", come rimava un deputato bulgaro. era l'unica frase che conoscesse in italiano. lo silurarono. così siamo tornati al tema dell'intervista, la Bulgaria. riprendiamo?

MW: uhm, no... mi è venuta una cosa... una voglia... un arrapamento... senta, vorrei il suo parere: io ce l'ho un po' discutibilmente pelosetta però è bella stretta... che ne pensa?

Londradical: purché dopo non mi faccia ricomiciare a fumare....

MW: dai, mettimelo dentro, scòpami tanto, baciami dappertutto

Londradical: come volevasi dimostrare, le donne hanno sempre ragione

Cappato: hey, un momento, e io dove sono in questa puntata?!

Tutti: Cappato, per una volta tanto che non si parlava di te in questo blog, vuoi lasciarne in pace i lettori derelitti che non ne possono più del tormentone ? grazie
Ecco, una non se ne può stare in santa pace per un paio di settimane a disintossicarsi dal web, che sùbito qualcuno pensa bene di appiopparti un premio, in questo caso il premio Brillante weblog, assegnato ai blog che risaltano per la loro brillantezza sia per quanto riguarda i temi, che per il design. Regolamento:
1. Al ricevimento del premio, bisogna scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato mostrando il link del suo blog;
2. Scegli un minimo di 7 blog che credi siano brillanti nei loro temi o nel loro design. Esibisci il loro nome e il loro link ed avvisali che hanno ottenuto il Premio “Brillante Weblog”.

il premio mi è stato doppiamente rifilato dai blog della CALIBANA WELBY e di SOGNI E BISOGNI, i quali con un potente rovescio tennistico nomino come miei destinatari del premio stesso: un trattamento stronzo e maleducato che sarà applicato a quanti altri si permetteranno di affibbiarmi premi in futuro. ora mi restano da nominare altri cinque blog e senza esitare da Wimbledon sparo un servizio a MILDAREVENO, per puro sadismo in quanto so quanto lo irritino questi "premi di sant'Antonio".

i prossimi tre nominati sono giornalisti: ELEONORA VOLTOLINA per avere sfondato sul Magazine del Corriere grazie al suo blog effettivamente utile. l'anno scorso nella stessa città, Milano, con Eleonora non ci si poteva vedere, ci si accapigliava causa molta invidia e gelosie nella categoria, ma adesso che per lontananza non ci si può proprio vedere, non ci si può neanche azzuffare e quindi ci siamo perfino amorevolmente scambiati i link. un altro blog premiato è quello del frequentatore abituale MAURO SUTTORA, premiato per la stoica pazienza con la quale sopporta gli ossessivi attacchi di un suo collega nella stessa città, Roma, causa molta invidia e gelosie nella categoria. trattasi di LANFRANCO PALAZZOLO, il cui blog nomino non certo per brillantezza e design bensì perché mossa da profonda pena per la sua solitudine: infatti in 57 post è riuscito a stabilire il record di zero commenti, e a zero è inchiodata la sua authority su Technorati perché non l'ha ancora mai linkato nessuno. in tal modo si è appena preso il suo primo link e conseguente punticino su Technorati.

sistemati i giornalisti, mi resta ancora un blog da nominare e inevitabilmente il premio va alla mia amica REBECCA ALITSI che avrebbe tanto bisogno di essere aiutata e invece è tanto generosa da confortarmi nei momenti difficili. se volete premiarla veramente anche voi, linkatela e sarete controlinkati. à plus
Grezza o pettinata? una questione di lana caprina... si è fatto incandescente negli ambienti radicali il dibattito politico acceso da una cravatta verde di lana irlandese che è stato sorpreso a indossare il magnate dell'editoria e noto sciupafemmine italo-americano Mario Suttora. l'aspra polemica è stata innescata mercoledì scorso dal direttore di Radio radicale e batterista metallaro Mike Bordin: "Le cravatte scozzesi sono strette, quella che sfoggia Suttora è troppo larga. Anche i colori sono troppo brillanti. Le cravatte scozzesi sono di lana pettinata, quelle irlandesi di lana grezza".

è noto che tra i due giornalisti in fiera competizione per il titolo di massimo radicologo non corre buon sangue, tanto che Bordin ha incaricato uno dei suoi redattori - Mattia Palazzolo - di seguirne ogni mossa per esporne i fallimenti sessuali. agli osservatori più attenti non è sfuggito che tra le righe del suo comunicato Bordin implicitamente accusa Suttora di ipocrita doppiezza, quest'ultimo essendo l'ideologo dietro all'inserimento nel programma elettorale romano di Beppe Grillo della clausola contro i candidati condannati dalla fashion police per esibizione pubblica di cravatta larga da burino.

la polemica sembrava a questo punto spostarsi su Grillo, ma si è introdotto nel dibbbatito lo scultore quacchero Bartolommeo Bandinelli (ritratto nella foto con la lana grezza che egli stesso si tosa per le sue cravatte pettinate), acerrimo avversario di Michelangelo e dello stesso Bordin, per precisare che non è esatto dire che le cravatte scozzesi sono sempre di lana pettinata: "Non tutte, ci sono anche quelle di lana appena cardata e comunque grezza, ruvida [...] ogni clan ha due tipi di cravatta, quello di campagna e quello di cerimonia. Però tutti e due hanno colori un po' cupi, che riproducono colori naturali [...] Una volta accompagnai mio suocero a caccia di colombi. Lui sparava, io andavo a racogliere i colombi caduti [...] Venendo da Roma avevo cravatte chiare, bianche. Mio suocero me le fece coprire con i risvolti della giacca, appunto per non mettere in allarme i piccioni".

e così, finora, 2-1 per Suttora e Bandinelli contro Bordin e i piccioni scozzesi. come andrà a finire? si lascerà trascinare nella polemica il critico di cravattarte Malvino Castaldi, noto estimatore del Bandinelli? quante scheletriche cravatte si celano nell'armadio di Grillo e quali editoriali incravattati dobbiamo aspettarci da Foglio, Opinione e Riformista? ai postumi l'ardua cravatta
Un sorriso lungo un anno. il sito http://www.comicomix.com/ ha intrapreso una iniziativa per sostenere la lotta al neuroblastoma, una grave malattia infantile, consistente in una catena di Sant'Antonio (o, con un termine più laicamente evoluzionista, un meme di Dawkins), del quale sono stata fatta vittima da parte del Riformista alchemico, a sua volta bersagliato dall'irsuto erotomane Luca Barbatin che ne sarebbe stato contagiato da Vulvia.

la catena consiste nell'elencare 6 cose che fanno sorridere, appioppare il meme ad altri 6 malcapitati e comunicare il proprio post ai contagiatori originali. per evitare la figuraccia della crudele indifferente devo pertanto sottopormi a questa angheria per beneficenza, ma non prima di precisare la mia posizione generale sui bambini sani, che non amo: i bambini sani sono chiassosissimi, spesso sporchi di cacca, talvolta pidocchiosi e la gran parte dei più piccoli sono analfabeti, per tacer del fatto che l'esistenza di bambini è la ragione principale per cui le nostre strade sono piene di pedofili. e con l'estinguersi dei comunisti, che se ne nutrivano, i bambini sono il gruppo che registra il più alto tasso di crescita demografica: la quasi totalità dei neonati è costituita da minorenni, moltissimi dei quali asiatici che crescendo diverranno maniacali urlatori di cellulare nei nostri scompartimenti - "I AM ON THE TRAIN!" - e a scanso di equivoci non mi si accusi di razzismo: lo stesso fenomeno si riscontra anche in ex bambini bianchissimi, deprecabilmente polacchi.

1. ciò doverosamente premesso, veniamo alle 6 cose che mi hanno fatto sorridere oggi: per prima cosa al risveglio, il tempo atmosferico della primavera britannica col cielo sereno e una gradevole brezza levantina che allontana il chiasso di Heathrow dal lurido tugurio di Londradical, temperatura mite (quasi caldo) proprio oggi che riparto dopo due settimane di prevalente pioggia. ho messo un vestitino leggero sulle gambe finalmente nude e sono uscita presto per godermi le ultime ore londinesi. sulla via della stazione ho fatto sosta al negozietto dove ieri sera ho giocato al lotto i miei soliti numeri e proprio stavolta ho azzeccato un montepremi da 3 milioni di paundi! (quattro in euri). purtroppo ieri sera avevo dimenticato di ritirare la schedina, che ho compilato per prima cosa e lasciato alla cassa intanto che facevo la spesa per poi pagare tutto insieme, e stamattina ho trovato la serranda abbassata col cartello "CHIUSO PER VINCITA AL LOTTO. TORNIAMO IN INDIA E IN POLONIA. INGLESI D'IMMERDA VAFFANCULO". questo mi ha temporaneamente spento il sorriso, ma pazienza - mi sono detta trotterellando sui sandaletti sexy con dietro Londradical a portarmi il bagaglio imprecando volgari ingiurie xenofobe - sono cose che càpitano e bisogna saperle prendere con filosofia.

2. arrivata a Waterloo avevo ore da perdere e invece di infilarmi nel tubo ho voluto passeggiare tranquillamente fino a St Pancras, sempre con dietro Londradical caricato come un cammello e scatarrante bestemmie come un lama (andino, non hymalaiano). c'era bassa marea e ho preso un po' di sole sulla banchina meridionale. è stato da qui in poi, oltre il notorio ponte di Blackfriars, che il secondo sorriso della giornata mi è stato regalato dai nuovi mendicanti della City: sono oltre quattromila nuovi poveri ragionieri senzatetto che fino a ieri guadagnavano oltre centomila sterline con le loro fantasiose speculazioni finanziarie che hanno messo in ginocchio l'economia mondiale, e ora i poveracci si ritrovano senza più le tenute di campagna, le Bentley e i cavalli, le mogli e le/gli amanti. a uno di questi mendicanti ho mentito "scusa, sono disoccupata, ma se vuoi ti elemosino una sigaretta". grato, mi ha sorriso, e l'ho ricambiato col mio secondo della giornata.

3. il sorriso mi si è di nuovo temporaneamente adombrato a St Pancras dove ho appreso che il mio Eurostar sarebbe partito con ore di ritardo per il mancato arrivo del treno da Parigi causa il fatto che un tale Bandinelli si sarebbe steso sui binari sotto il tunnel per manifestare il suo isterico odio verso questo mezzo di trasporto. ma per fortuna a St Pancras c'è lo champagne-bar più lungo del mondo e nell'attesa hanno trattato i passeggeri con un calice in omaggio, col quale ho salutato sorridendo l'esausto Londradical, che non ne poteva più di portarmi il bagaglio per sole tre miglia (circa 5 km) e francamente non ne potevo più neanch'io dopo quasi due settimane con lui: io lo amo tanto ma sono ancora molto giovane e mi sembra naturale il mio desiderio di sperimentare alternandolo ad altri cazzi. lui di tanta franchezza c'è rimasto male e questo mi ha un pochino rattristata mentre appisolata sotto il chunnel ripercorrevo questi giorni col mio amore culminati ieri sera quando mi ha offerto a sorpresa lo straordinario concerto londinese di Celine Dion.

4. il sorriso mi si è prontamente ristampato sul viso quando, risvegliatami stasera alla Gare du Nord, nel salire sull'autobus 27 per quella di St Lazare uno splendido ragazzo alto e muscoloso si è offerto di aiutarmi col pesantissimo bagaglio. non ho potuto fare a meno di ricambiarlo invitandolo a casa per un tè e per avere del sesso occasionale. lui è uno strano miscuglio belga-russo-arabo e, mi dispiace renderlo pubblico, ce l'ha molto più grosso di Londradical. d'altra parte però non è altrettanto circonciso e questo incrementa il rischio di malattie sessuali, considerato che irresponsabilmente presi dalla passione non abbiamo usato il preservativo, la preoccupazione per le possibili conseguenze togliermi temporaneamente il sorriso mentre fumo la classica post-sigaretta qui sul balcone di rue de l'Arcade.

5. ma proprio il balcone mi regala il quinto sorriso della giornata: un ragazzo polacco su una Golf ha rubato il cellulare a un passante indiano (Londra o Parigi, tutto il mondo è paese) e si è dato alla fuga sgommando ma è rimasto incastrato nel traffico proprio qui sotto. il grosso delinquente indiano l'ha pertanto potuto raggiungere, estratto dalla Golf di cui ha gettato le chiavi nel tombino e picchiato a sangue mentre col cellulare rubato il ladro chiedeva soccorso alla polizia. interviene una pattuglia ma anche la comunità degli idraulici polacchi che provvista degli attrezzi del mestiere picchia a sangue i due poliziotti, che tuttavia fanno in tempo ad allertare altre due pattuglie, però nel frattempo per qualche ragione misteriosa si sente coinvolta la comunità islamica che scende in massa con numerose taniche di benzina (poi c'è poco da meravigliarsi per il prezzo del petrolio) per incendiare la Golf del polacco e qualunque altra Golf, qualunque altro indiano o polacco, qualunque altro cellulare (telefono o furgone della polizia), nonché naturalmente una bandiera di Israele. risultato: Parigi è in fiamme, il che mi ha temporaneamente rovinato il quinto sorriso.

6. ma fa presto a ritornarmi: il sesto ed ultimo sorriso di questa giornata di viaggio vagamente intensa è quello col quale mi addormento pensando ai sei disgraziati cui rifilare questo meme: prima di tutto lo rispedisco ai mittenti, così imparano a non tediarmi: i già citati Riformista, Vulvia, e l'orripilante Barbatin. ma anche quella deprecabile esperantista di mia lontana bis-cugina Romilda Reveno, cui queste catene di St Antonio danno particolarmente fastidio, e il redattore di Rr noto col nome d'arte di "Palazzolo" sotto il quale si cela il giornalista Marco Suttora (al quale verrebbe l'itterizia piuttosto di doversi sottoporre a questo esercizio) a sua volta oggetto delle incessanti e morbose attenzioni dello sciagurato Barbatin, il quale nomina tra le altre incolpevoli sue vittime anche la Piattaforma di Valeria Manieri, per cui infiliamoci anche lei...

7. non è previsto alcun punto 7 in questo post: perché 6 ancora qui?
Questo individuo si chiama Mihai Romanciuc. Mi duole tirarlo in causa così brutalmente ma un commentatore anonimo del blog ha sostenuto che assomigli a Luca Bagatin, un altro commentatore del blog:


un terzo commentatore ravvisa invece la somiglianza di Bagatin con John Fischetti:


una quarta commentatrice, Miss Welby, vede invece una somiglianza di Bagatin con il leader politico Armando Crocicchio:


e infine un quinto commentatore segnala la somiglianza di Bagatin con Pippo Palazzolo:



il problema con Pippo Palazzolo è che ne ho trovati due nel web che si assomigliano ma non sono affatto sicura che siano la stessa persona, nel qual caso mi scuso preventivamente con entrambi:



ora però vediamo di non deviare sulla somiglianza tra i Palazzolo quello che invece è un serio dibattito sulla somiglianza di Bagatin con Crocicchio, Fischetti, Palazzolo e Romanciuc. è importante parlarne perché Bagatin è di Pordenone e Miss Welby ieri sera era in visita a Pordenone al vernissage di una nuova radio, Radio Depetro sulla frequenza:

http://62.149.225.137:8000/