Seconda serie di Google fight
Schnur batte Fiume 464mila a 53.700
De Stefano batte Tortora 2 milioni a 527mila
Faccio batte turco 115mila a 105mila
Palazzolo batte Poptodorova 484mila a 1.340
Piccarco batte Dentamaro 90.900 a 1.890
Englaro batte Pietrosanti 120mila a 17.300
Rutelli batte Lensi 156mila a 153mila
Carraro batte Spena 834mila a 46mila
Negri batte Zamparutti 154mila a 11.600
Orlandi batte Corleo 515mila a 7.030
Sciascia batte Ottoni 223mila a 206mila
Salvadori batte Bagatin 267mila a 21.400
Coscioni batte Deperlinghi 64.200 a 1.500
Pisani batte Vesce 156mila a 37.500
Fischetti batte Depetro 201mila a 89.800
Manieri batte Lamedica 166mila a 89.100
Marino batte Russo 29.200 a 11.200
Tamburi batte Capriccioli 351mila a 32.700
Castaldi batte Voltolina 292mila a 109mila
Grigorova batte Colacione 32.500 a 3.170
Visualizzazione post con etichetta TAMBURI. Mostra tutti i post
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il nuovo Papa Danilo V
con l'attuale Papa Ratnazinger in fin di di vita, c'è poco da meravigliarsi che i cardinali di tutto il mondo siano già in grande subbuglio per farsi una bella fumata bianca di ottima cannabis allo scopo di eleggere un nuovo delinquente al soglio pontificio.
La vostra Miss Welby, fonte di gran lunga più affidabile di Libero o Panorama, è in grado di rivelarvi non solo chi sarà scelto come nuovo successore di San Pietro, ma addirittura anche quale nome vorrà assumere l'erede di Benedetto XVI.
Già preparatosi di bianco vestito per apparire in televisione (Quinto sentito con le mie orecchie chiedere a Pannella: "Ma se faccio il tesoriere andrò a rappresentare il partito in televisione?", Pannella ovviamente non rispose), il suo nome papale sarà
Già passato alla storia come l'unico esponente "radicale" (?) ad avere rubato 200mila euro all'unico partito italiano che in 60 anni di storia non aveva subito alcun furto (né dai suoi dirigenti, né tantomeno ai danni dei contribuenti), Danilo V rappresenta il candidato papale ideale per redimere i peccatori anticlericali.
Egli, il futuro Sommo Pontefice, ha ritrovato la Fede nel cattolicesimo grazie alla moglie (forse appunto Emilio Fede?), descrivendo il suo percorso sulla via di Damasco - che è proprio un gran bel posto di questi tempi -, percorso nel quale ha incarnato in Pannella il Diavolo.
Danilo V fu una autore precoce di tali opere taglienti: personalmente mi tagliò diagonalmente la carta di credito che usavo per noleggiare auto per portare da Sofia a Skopje Bonino e Dupuis in missione di pace, senza essermi mai servito dell'American Express a scopi personali, essendo le spese sempre rigorosamente documentate (ma evidentemente non le sue).
Danilo V svolgeva la sua attività di tesoriere nell'ufficio più ampio della sede del partito, seduto su una poltrona in pelle davanti a una grande scrivania, mentre una dozzina di noi "trans" all'Est vivevano con i servizi segreti comunisti alle calcagna. Due furono assassinati (Russo e Tamburi), uno perse la vista e morì di cancro (Pietrosanti) e altri tre finirono alcolisti (io e altri che non cito).
Nel frattempo Danilo V cenava molto bene in centro a Roma, ma senza tralasciare i suoi doveri: mi redarguì pesantemente (di fatto inducendomi alle dimissioni) per essermi rollato una canna nella sede del partito. Non s'era mai visto prima che uno non potesse rollarsi una canna in Torre Argentina, ma evidentemente si faceva già strada l'istinto salvifico di Sua Santità.
Nonostante lo riguardi, nelle etichette di questo post non ci sarà "QUINTO". Non lo merita, gli farebbe guadagnare un punto nel Radicalometro Storico. Al suo posto metterò invece l'etichetta "TESSARI" (vedi uno dei libri recensiti nei post precedenti) per fare invece guadagnare un punto a una persona ben più degna.
D'altronde il Radicalometro Storico, pur essendo calcolato sulle etichette di Google e preciso come i conti del partito, avendolo inventato io in casi eccezionali lo altero come mi fa comodo, e come la verità ha fatto comodo inventare e alterare al ladro, ipocrita e in una parola stronzo Danilo V.
con l'attuale Papa Ratnazinger in fin di di vita, c'è poco da meravigliarsi che i cardinali di tutto il mondo siano già in grande subbuglio per farsi una bella fumata bianca di ottima cannabis allo scopo di eleggere un nuovo delinquente al soglio pontificio.
La vostra Miss Welby, fonte di gran lunga più affidabile di Libero o Panorama, è in grado di rivelarvi non solo chi sarà scelto come nuovo successore di San Pietro, ma addirittura anche quale nome vorrà assumere l'erede di Benedetto XVI.
Già preparatosi di bianco vestito per apparire in televisione (Quinto sentito con le mie orecchie chiedere a Pannella: "Ma se faccio il tesoriere andrò a rappresentare il partito in televisione?", Pannella ovviamente non rispose), il suo nome papale sarà
Danilo V
Già passato alla storia come l'unico esponente "radicale" (?) ad avere rubato 200mila euro all'unico partito italiano che in 60 anni di storia non aveva subito alcun furto (né dai suoi dirigenti, né tantomeno ai danni dei contribuenti), Danilo V rappresenta il candidato papale ideale per redimere i peccatori anticlericali.
Egli, il futuro Sommo Pontefice, ha ritrovato la Fede nel cattolicesimo grazie alla moglie (forse appunto Emilio Fede?), descrivendo il suo percorso sulla via di Damasco - che è proprio un gran bel posto di questi tempi -, percorso nel quale ha incarnato in Pannella il Diavolo.
Danilo V fu una autore precoce di tali opere taglienti: personalmente mi tagliò diagonalmente la carta di credito che usavo per noleggiare auto per portare da Sofia a Skopje Bonino e Dupuis in missione di pace, senza essermi mai servito dell'American Express a scopi personali, essendo le spese sempre rigorosamente documentate (ma evidentemente non le sue).
Danilo V svolgeva la sua attività di tesoriere nell'ufficio più ampio della sede del partito, seduto su una poltrona in pelle davanti a una grande scrivania, mentre una dozzina di noi "trans" all'Est vivevano con i servizi segreti comunisti alle calcagna. Due furono assassinati (Russo e Tamburi), uno perse la vista e morì di cancro (Pietrosanti) e altri tre finirono alcolisti (io e altri che non cito).
Nel frattempo Danilo V cenava molto bene in centro a Roma, ma senza tralasciare i suoi doveri: mi redarguì pesantemente (di fatto inducendomi alle dimissioni) per essermi rollato una canna nella sede del partito. Non s'era mai visto prima che uno non potesse rollarsi una canna in Torre Argentina, ma evidentemente si faceva già strada l'istinto salvifico di Sua Santità.
Nonostante lo riguardi, nelle etichette di questo post non ci sarà "QUINTO". Non lo merita, gli farebbe guadagnare un punto nel Radicalometro Storico. Al suo posto metterò invece l'etichetta "TESSARI" (vedi uno dei libri recensiti nei post precedenti) per fare invece guadagnare un punto a una persona ben più degna.
D'altronde il Radicalometro Storico, pur essendo calcolato sulle etichette di Google e preciso come i conti del partito, avendolo inventato io in casi eccezionali lo altero come mi fa comodo, e come la verità ha fatto comodo inventare e alterare al ladro, ipocrita e in una parola stronzo Danilo V.
Nomenclatura radicale / 5 di 10 / Andrea, Antonio e Francesco
Settimi per frequenza con 6 entry ciascuno ci sono 6 Andrea (DE LIBERATO, FURGIUELE, RAMPA, RIDOLFI, TAMBURI e TURCHETTI); sei suddivisi tra gli Antonio (PISANI, RUSSO, STANGO) e le Antonelle (CASU, SOLDO, SPOLAOR); sei Franca/o o Francesco (BERGER, D'AMBROSIO, FOIS, LEVI, PASQUARIELLO, RUTELLI)
Settimi per frequenza con 6 entry ciascuno ci sono 6 Andrea (DE LIBERATO, FURGIUELE, RAMPA, RIDOLFI, TAMBURI e TURCHETTI); sei suddivisi tra gli Antonio (PISANI, RUSSO, STANGO) e le Antonelle (CASU, SOLDO, SPOLAOR); sei Franca/o o Francesco (BERGER, D'AMBROSIO, FOIS, LEVI, PASQUARIELLO, RUTELLI)
ARG - Aggiornamento del Radicalometro di Granzotto
GRU - Granzotto's Radicalometer Update
The Radicalometer is a political tool aimed at measuring Italian liberals (that is Radicals) popularity.
AGGIORNAMENTO DEL 20.11.10
Suttora si mantiene in testa ma non potrà vincere il Premio Radicchio 2010 in quanto lo ha già vinto in passato. L'aggiornamento di fine anno vedrà solo piccole variazioni grazie all'attesa conclusione del terzo tomo di "Ny-Lon" Come spiegato nel post precedente, la decisione definiva sull'l'assegnazione del Premio Radicchio verrà presa a fine in base ai voti non-anonimi espressi nei post. Il favorito è Pannella ma ce la possono fare ancora anche alltri
1. Mauro SUTTORA 142 (+2)
2. Marco PANNELLA 128 (=)
3. Roberto GRANZOTTO 127 (+1)
4. Mina e Piero WELBY 126 (-7)
5. Marco CAPPATO 126 (+4)
6. Orietta CALLEGARI 91 (=)
8. Daniele CAPEZZONE 73 (+2)
9. Olivier DUPUIS 66 (+3)
10. John PATELLI 63 (=)
11. Armando CROCICCHIO 57 (+3)
12. Emma BONINO 54 (+3)
13. Rita BERNARDINI 50 (=)
7. Nicolino TOSONI 47 (-18)
14. Michele BOSELLI 46 (+1)
15. Angiolo BANDINELLI 42 (+2)
16. Massimo BORDIN 35 (+2)
16. Daria VERONESI 35 (=)
16. Giorgio PAGANO 35 (+1)
19. Alberto LICHERI 34 (=)
20. Raffaella BIANCHI 33 (=)
21. Virginia FIUME 32 (=)
22. Rebecca ALITSI OPETSI 31 (+20)
22. Elisabetta ZAMPARUTTI 31 (=)
24. Donatella CORLEO 30 (=)
24. Maria Antonietta COSCIONI 30 (=)
24. Dora PEZZILLI 30 (-7)
27. Valeria MANIERI 28 (=)
28. Sergio e Tabar GIORDANO 27 (+1)
29. Lorenzo STRIK-LIEVERS 25 (=)
30. Marino BUSDACHIN 24 (=)
30. Carlo MANERA 24 (+1)
32. Giovanni COMINELLI 23 (+8)
33. Paolo PIETROSANTI 22 (=)
34. Roberto POLESEL 21 (=)
35. Silvja MANZI 15 (=)
36. Maurizio TURCO 14 (=)
37. Roberto SCARUFFI 12 (=)
38. Antonella CASU 11 (=)
38. Adriano DE STEFANO 11 (=)
40. Massimo LENSI 10 (=)
40. Antonella SPOLAOR 10 (=)
42. Lanfranco PALAZZOLO 9 (+1)
42. Massimo SALVADORI 9 (=)
44. Luca BAGATIN 8 (=)
44. Gaetano DENTAMARO 8 (=)
44. Alessandro LITTA MODIGNANI 8 (=)
44. Sandro OTTONI 8 (=)
44. Irene PICCININI 8 (=)
44. Livio SCHNUR 8 (=)
44. Mario STADERINI 8 (+1)
51. Vasco CARRARO 7 (=)
51. Alexandre DE PERLINGHI 7 (=)
51. Ignazio MARINO 7 (=)
54. Alessandro CAPRICCIOLI 6 (+1)
54. Marco PERDUCA 6 (=)
56. Roberto CICCIOMESSERE 5 (=)
56. Alessandro DEPETRO 5 (=)
56. Armando DREON 5 (=)
56. Nikolay HRAMOV 5 (=)
56. Mihai ROMANCIUC 5 (=)
61. Alessandra ANCONA 4 (=)
61. Gianni COLACIONE 4 (=)
61. Giovanni DE PASCALIS 4 (=)
61. Beppino ENGLARO 4 (=)
61. Adele FACCIO 4 (=)
61. Darinka KIRCHEVA 4 (=)
61. Bruno MELLANO 4 (=)
61. Thierry MEYSSAN 4 (=)
61. Lapo ORLANDI 4 (=)
61. Pier Paolo PASOLINI 4 (=)
61. Antonio PISANI 4 (=)
61. Andrea TAMBURI 4 (=)
61. Guido TASSINARI 4 (=)
74. Adelaide AGLIETTA 3 (=)
74. Maria Cristina BALDINI 3 (=)
74. Marco BELTRANDI 3 (=)
74. Luigi CASTALDI 3 (=)
74. Bruna COLACICCO 3 (=)
74. Raffaele DE ANGELIS 3 (=)
74. Elena DE RIGO 3 (=)
74. Valerio FEDERICO 3 (=)
74. Mirella PARACHINI 3 (=)
74. Danilo QUINTO 3 (=)
74. Emiliano SILVESTRI 3 (=)
74. Enzo TORTORA 3 (=)
74. Emilio VESCE 3 (=)
87. Valentina ASCIONE 2 (=)
87. Takuhi BAGDASARIAN 2 (=)
87. Giandomenico BELTRAME 2 (=)
87. Luigi CIMINO 2 (=)
87. Sergio D’ELIA 2 (=)
87. Michele DE LUCIA 2 (=)
87. John FISCHETTI 2 (=)
87. Violeta GRIGOROVA 2 (=)
87. Giovanni MASTROENI 2 (=)
87. Paolo MAZZA 2 (=)
87. Mario PALOMBO 2 (=)
87. Michele PAVAN 2 (=)
87. Sara PICCARDO 2 (=)
87. Leon PINESE 2 (=)
87. Donatella PORETTI 2 (=)
87. Antonio RUSSO 2 (=)
87. Gabriele SESSAREGO 2 (=)
87. Sergio Augusto STANZANI GHEDINI 2 (=)
87. Mariangela VAGLIO 2 (=)
87. Silvio VIALE 2 (=)
87. Eleonora VOLTOLINA 2 (=)
87. Marco ZARDETTO 2 (=)
87. Manuela ZUCCARELLO 2 (=)
110. Seguono in centodecima posizione numerosi altri con un solo punto
GRU - Granzotto's Radicalometer Update
The Radicalometer is a political tool aimed at measuring Italian liberals (that is Radicals) popularity.
AGGIORNAMENTO DEL 20.11.10
Suttora si mantiene in testa ma non potrà vincere il Premio Radicchio 2010 in quanto lo ha già vinto in passato. L'aggiornamento di fine anno vedrà solo piccole variazioni grazie all'attesa conclusione del terzo tomo di "Ny-Lon" Come spiegato nel post precedente, la decisione definiva sull'l'assegnazione del Premio Radicchio verrà presa a fine in base ai voti non-anonimi espressi nei post. Il favorito è Pannella ma ce la possono fare ancora anche alltri
1. Mauro SUTTORA 142 (+2)
2. Marco PANNELLA 128 (=)
3. Roberto GRANZOTTO 127 (+1)
4. Mina e Piero WELBY 126 (-7)
5. Marco CAPPATO 126 (+4)
6. Orietta CALLEGARI 91 (=)
8. Daniele CAPEZZONE 73 (+2)
9. Olivier DUPUIS 66 (+3)
10. John PATELLI 63 (=)
11. Armando CROCICCHIO 57 (+3)
12. Emma BONINO 54 (+3)
13. Rita BERNARDINI 50 (=)
7. Nicolino TOSONI 47 (-18)
14. Michele BOSELLI 46 (+1)
15. Angiolo BANDINELLI 42 (+2)
16. Massimo BORDIN 35 (+2)
16. Daria VERONESI 35 (=)
16. Giorgio PAGANO 35 (+1)
19. Alberto LICHERI 34 (=)
20. Raffaella BIANCHI 33 (=)
21. Virginia FIUME 32 (=)
22. Rebecca ALITSI OPETSI 31 (+20)
22. Elisabetta ZAMPARUTTI 31 (=)
24. Donatella CORLEO 30 (=)
24. Maria Antonietta COSCIONI 30 (=)
24. Dora PEZZILLI 30 (-7)
27. Valeria MANIERI 28 (=)
28. Sergio e Tabar GIORDANO 27 (+1)
29. Lorenzo STRIK-LIEVERS 25 (=)
30. Marino BUSDACHIN 24 (=)
30. Carlo MANERA 24 (+1)
32. Giovanni COMINELLI 23 (+8)
33. Paolo PIETROSANTI 22 (=)
34. Roberto POLESEL 21 (=)
35. Silvja MANZI 15 (=)
36. Maurizio TURCO 14 (=)
37. Roberto SCARUFFI 12 (=)
38. Antonella CASU 11 (=)
38. Adriano DE STEFANO 11 (=)
40. Massimo LENSI 10 (=)
40. Antonella SPOLAOR 10 (=)
42. Lanfranco PALAZZOLO 9 (+1)
42. Massimo SALVADORI 9 (=)
44. Luca BAGATIN 8 (=)
44. Gaetano DENTAMARO 8 (=)
44. Alessandro LITTA MODIGNANI 8 (=)
44. Sandro OTTONI 8 (=)
44. Irene PICCININI 8 (=)
44. Livio SCHNUR 8 (=)
44. Mario STADERINI 8 (+1)
51. Vasco CARRARO 7 (=)
51. Alexandre DE PERLINGHI 7 (=)
51. Ignazio MARINO 7 (=)
54. Alessandro CAPRICCIOLI 6 (+1)
54. Marco PERDUCA 6 (=)
56. Roberto CICCIOMESSERE 5 (=)
56. Alessandro DEPETRO 5 (=)
56. Armando DREON 5 (=)
56. Nikolay HRAMOV 5 (=)
56. Mihai ROMANCIUC 5 (=)
61. Alessandra ANCONA 4 (=)
61. Gianni COLACIONE 4 (=)
61. Giovanni DE PASCALIS 4 (=)
61. Beppino ENGLARO 4 (=)
61. Adele FACCIO 4 (=)
61. Darinka KIRCHEVA 4 (=)
61. Bruno MELLANO 4 (=)
61. Thierry MEYSSAN 4 (=)
61. Lapo ORLANDI 4 (=)
61. Pier Paolo PASOLINI 4 (=)
61. Antonio PISANI 4 (=)
61. Andrea TAMBURI 4 (=)
61. Guido TASSINARI 4 (=)
74. Adelaide AGLIETTA 3 (=)
74. Maria Cristina BALDINI 3 (=)
74. Marco BELTRANDI 3 (=)
74. Luigi CASTALDI 3 (=)
74. Bruna COLACICCO 3 (=)
74. Raffaele DE ANGELIS 3 (=)
74. Elena DE RIGO 3 (=)
74. Valerio FEDERICO 3 (=)
74. Mirella PARACHINI 3 (=)
74. Danilo QUINTO 3 (=)
74. Emiliano SILVESTRI 3 (=)
74. Enzo TORTORA 3 (=)
74. Emilio VESCE 3 (=)
87. Valentina ASCIONE 2 (=)
87. Takuhi BAGDASARIAN 2 (=)
87. Giandomenico BELTRAME 2 (=)
87. Luigi CIMINO 2 (=)
87. Sergio D’ELIA 2 (=)
87. Michele DE LUCIA 2 (=)
87. John FISCHETTI 2 (=)
87. Violeta GRIGOROVA 2 (=)
87. Giovanni MASTROENI 2 (=)
87. Paolo MAZZA 2 (=)
87. Mario PALOMBO 2 (=)
87. Michele PAVAN 2 (=)
87. Sara PICCARDO 2 (=)
87. Leon PINESE 2 (=)
87. Donatella PORETTI 2 (=)
87. Antonio RUSSO 2 (=)
87. Gabriele SESSAREGO 2 (=)
87. Sergio Augusto STANZANI GHEDINI 2 (=)
87. Mariangela VAGLIO 2 (=)
87. Silvio VIALE 2 (=)
87. Eleonora VOLTOLINA 2 (=)
87. Marco ZARDETTO 2 (=)
87. Manuela ZUCCARELLO 2 (=)
110. Seguono in centodecima posizione numerosi altri con un solo punto
Paolo Pietrosanti (1960-2011)
Stasera alle 18 nella sala della protomoteca in Campidoglio a Roma avrà luogo la commemorazione di Paolo Pietrosanti, morto prematuramente il 6 gennaio scorso per una recrudescenza di cancro al cervello che sembrava essere sotto controllo ma anni fa gli era già costato la vista.
A causa della malattia Paolo divenne cieco fin dall'epoca della sua esperienza a Praga, dove nei primi anni '90 era responsabile locale del progetto di partito transnazionale dei radicali italiani. Fu in quegli anni che lo conobbi e ne trassi esempio come ultima arrivata nella squadra di otto piccioni viaggiatori italiani che facevano il partito nell'Europa centro-orientante (quasi-)ex comunista. "Quasi" perché nonostante la caduta del muro i servizi segreti tenevano duro e ci perseguitavano di brutto.
Gli altri erano Marino a Mosca, Antonio nei tre paesi baltici, Andrea in Ucraina, Massimo di base a Budapest con Olivier che da lì coordinava e viaggiava seguendo specialmente la Romania, Sandro a Zagabria nel seguire l'ex-yugo tranne la Macedonia che era più accessibile da me, che fui mandata in Bulgaria solo perché potevo leggere l'alfabeto cirillico, ma all'epoca non conoscevo ancora la lingua!
Che ne è di noi otto, otto come i lati del simbolo gandhiano del partito, dopo oltre vent'anni? Alcuni se la cavano, come Olivier Dupuis cinquantenne che l'anno scorso si è felicemente sposato con una bella ragazza francese e si è ritirato dalla politica dopo avere capito che Pannella si serviva di noi "trans" solo a fini di politicaccia italiota. Anche Massimo Lensi sta bene e dalle ultime notizie che ho fa il consigliere provinciale nella sua Firenze, anche lui felicemente sposato, e scrisse un bel ricordo dell'esperienza transnazionale (leggetelo QUI).
Purtroppo mi mancano notizie di Sandro Ottoni, mentre Marino Busdachin, che dopo avere gestito Mosca fu l'artefice del riconoscimento del partito alle Nazioni unite a New York, si è riciclato in un'altra organizzazione non-governativa con base in Olanda, e Antonio Stango (il più pigro di tutti noi!) fa l'editore nella sua Roma. Ad altri è andata peggio: a parte Antonio Russo, che come inviato di Radio radicale non è tecnicamente annoverabile tra noi otto piccioni trans ma di fatto lo era e fu trucidato nel caucaso, ci fu prima Andrea Tamburi.
Andrea Tamburi, piccione responsabile di Kiev, venne investito a morte da un'auto a Mosca in un apparente incidente stradale. Un metodo classico dei servizi segreti orbitanti attorno ai sovietici, ci avevano già provato senza successo con Olivier in Romania. Capimmo subito che era stato assassinato, ma Emma Bonino accolse dubbiosa con freddezza, salvo poi anni dopo riconoscere come tale l'omicidio di Andrea e rivendicarlo come vittima del partito, motivo per cui Bonino dovrà aspettare altrettanto prima che le accordi l'amicizia su Facebook
E dopo questo sfogo di una cosa che mi stava sullo stomaco, torniamo a Paolo Pietrosanti, che non ho mai chiamato "Paolino" come gli altri, perché non mi piaceva chiamarlo col diminutivo, anche se a lui non dava fastidio ed anzi vi rivelo come anche lui fosse come me un fan di Paolino Paperino aka Paperinik! :)
L'agenzia AGI, Wikipedia e il sito dei Radicali italiani lo ricordano soprattutto come un antimilitarista. Giusto: divenne mitico quando con Ivan Novelli e Sergio Rovasio fece piovere a catinelle su una parata militare del 2 giugno, e giustamente ne ricordano l'impegno contro la la pena di morte e per il popolo Rom del quale fu rappresentante alle Nazioni unite. Dimenticano solo una cosa, la più simpatica: la camminata sulle automobili.
Paolo era già cieco da tempo e quando si recava in Torre Argentina, sede del partito, ne aveva una zuppa di doversi scontrare con le automobili parcheggiate sui marciapiedi romani. Ebbene decise di camminarci sopra. Ovviamente assistito, Paolo cominciò a salire dal baule o cofano delle auto parcheggiate sul marciapiede per discenderne dalla parte opposta, naturalmente danneggiandole. I proprietari non si trovarono nella posizione di poter protestare: se sei un PREPOTENTE e un CRETINO che parcheggia sul marciapiedi, il minimo che ti dovresti aspettare è che un cieco ti cammini sopra a quel tuo cazzo di automobile d'immerda.
Nonostante la cecità, sembrava che Paolo fosse guarito dal cancro, anche grazie alle amorevoli cure della sua straordinaria compagna (gran bella donna), ma forse l'ha depresso la morte del padre nel settembre 2009. In quell'occasione gli espressi la mia simpatia e rinnovammo l'amicizia. Stasera i radicali lo ricordano e commemorano.
Stasera alle 18 nella sala della protomoteca in Campidoglio a Roma avrà luogo la commemorazione di Paolo Pietrosanti, morto prematuramente il 6 gennaio scorso per una recrudescenza di cancro al cervello che sembrava essere sotto controllo ma anni fa gli era già costato la vista.
A causa della malattia Paolo divenne cieco fin dall'epoca della sua esperienza a Praga, dove nei primi anni '90 era responsabile locale del progetto di partito transnazionale dei radicali italiani. Fu in quegli anni che lo conobbi e ne trassi esempio come ultima arrivata nella squadra di otto piccioni viaggiatori italiani che facevano il partito nell'Europa centro-orientante (quasi-)ex comunista. "Quasi" perché nonostante la caduta del muro i servizi segreti tenevano duro e ci perseguitavano di brutto.
Gli altri erano Marino a Mosca, Antonio nei tre paesi baltici, Andrea in Ucraina, Massimo di base a Budapest con Olivier che da lì coordinava e viaggiava seguendo specialmente la Romania, Sandro a Zagabria nel seguire l'ex-yugo tranne la Macedonia che era più accessibile da me, che fui mandata in Bulgaria solo perché potevo leggere l'alfabeto cirillico, ma all'epoca non conoscevo ancora la lingua!
Che ne è di noi otto, otto come i lati del simbolo gandhiano del partito, dopo oltre vent'anni? Alcuni se la cavano, come Olivier Dupuis cinquantenne che l'anno scorso si è felicemente sposato con una bella ragazza francese e si è ritirato dalla politica dopo avere capito che Pannella si serviva di noi "trans" solo a fini di politicaccia italiota. Anche Massimo Lensi sta bene e dalle ultime notizie che ho fa il consigliere provinciale nella sua Firenze, anche lui felicemente sposato, e scrisse un bel ricordo dell'esperienza transnazionale (leggetelo QUI).
Purtroppo mi mancano notizie di Sandro Ottoni, mentre Marino Busdachin, che dopo avere gestito Mosca fu l'artefice del riconoscimento del partito alle Nazioni unite a New York, si è riciclato in un'altra organizzazione non-governativa con base in Olanda, e Antonio Stango (il più pigro di tutti noi!) fa l'editore nella sua Roma. Ad altri è andata peggio: a parte Antonio Russo, che come inviato di Radio radicale non è tecnicamente annoverabile tra noi otto piccioni trans ma di fatto lo era e fu trucidato nel caucaso, ci fu prima Andrea Tamburi.
Andrea Tamburi, piccione responsabile di Kiev, venne investito a morte da un'auto a Mosca in un apparente incidente stradale. Un metodo classico dei servizi segreti orbitanti attorno ai sovietici, ci avevano già provato senza successo con Olivier in Romania. Capimmo subito che era stato assassinato, ma Emma Bonino accolse dubbiosa con freddezza, salvo poi anni dopo riconoscere come tale l'omicidio di Andrea e rivendicarlo come vittima del partito, motivo per cui Bonino dovrà aspettare altrettanto prima che le accordi l'amicizia su Facebook
E dopo questo sfogo di una cosa che mi stava sullo stomaco, torniamo a Paolo Pietrosanti, che non ho mai chiamato "Paolino" come gli altri, perché non mi piaceva chiamarlo col diminutivo, anche se a lui non dava fastidio ed anzi vi rivelo come anche lui fosse come me un fan di Paolino Paperino aka Paperinik! :)
L'agenzia AGI, Wikipedia e il sito dei Radicali italiani lo ricordano soprattutto come un antimilitarista. Giusto: divenne mitico quando con Ivan Novelli e Sergio Rovasio fece piovere a catinelle su una parata militare del 2 giugno, e giustamente ne ricordano l'impegno contro la la pena di morte e per il popolo Rom del quale fu rappresentante alle Nazioni unite. Dimenticano solo una cosa, la più simpatica: la camminata sulle automobili.
Paolo era già cieco da tempo e quando si recava in Torre Argentina, sede del partito, ne aveva una zuppa di doversi scontrare con le automobili parcheggiate sui marciapiedi romani. Ebbene decise di camminarci sopra. Ovviamente assistito, Paolo cominciò a salire dal baule o cofano delle auto parcheggiate sul marciapiede per discenderne dalla parte opposta, naturalmente danneggiandole. I proprietari non si trovarono nella posizione di poter protestare: se sei un PREPOTENTE e un CRETINO che parcheggia sul marciapiedi, il minimo che ti dovresti aspettare è che un cieco ti cammini sopra a quel tuo cazzo di automobile d'immerda.
Nonostante la cecità, sembrava che Paolo fosse guarito dal cancro, anche grazie alle amorevoli cure della sua straordinaria compagna (gran bella donna), ma forse l'ha depresso la morte del padre nel settembre 2009. In quell'occasione gli espressi la mia simpatia e rinnovammo l'amicizia. Stasera i radicali lo ricordano e commemorano.
Andrea Tamburi. Quando si pensa la vita vada male, bisogna ricordare a chi è andata peggio, e aspetta ancora di essere vendicato. Ecco come lo appresi dalla segretaria-interprete:
MICHELE, SONO VENUTA PER DARTI UNA PESSIMA NOTIZIA.
ANDREA TAMBURI E' DECEDUTO OGGI NELL' OSPEDALE.
REQUIESCAT IN PACEM!
MASSIMO MI HA TELEFONATO A CASA E MI HA PREGATO DI COMUNICARTELO, SICCOME IL TELEFONO NON FUNZIONA. HA ANCHE DETTO CHE PUOI TROVARE DIVERSI PARTICOLARI SU AGORA', MA MI RENDO CONTO CHE NON TI PUOI COLLEGARE. COMUNQUE QUANDO IO HO TELEFONATO, MI DAVA IL SEGNALE DI LINEA LIBERA. I FUNERALI SARANNO A FIRENZE, MA NON SI SA ANCORA QUANDO, PERCHE' CI SONO TEMPI TECNICI.
LA MIA CASA E' A TUA INTERA DISPOSIZIONE, SE VUOI VENIRE PER CERCARE DI COLLEGARTI AD AGORA'. BASTA PRENDERE IL CAVO PER IL MODEM ED IL PROCOMM.
MI DISPIACE IMMENSAMENTE PER IL NOSTRO COMPAGNO E TUO AMICO!
D.
---
Andrea Tamburi
Ho conosciuto personalmente Andrea in una delle nostre sgangherate campagne elettorali, 6 anni fa in Friuli, ma gia' ne avevo sentito parlare come di uno del vivace gruppo di militanti fiorentini.
Difficile infatti immaginare qualcuno di piu' toscanaccio di Andrea nel modo di fare, la cui caratteristica principale era forse quella di fare le battute piu' sarcastiche, i commenti apparentemente piu' cinici, perfino i complimenti "pesanti" alle signore, senza riuscire a risultare volgare, per quanti sforzi facesse! Non poteva riuscirci perche' si sapeva che sotto questa scorza goliardica lui era buono come il pane.
Negli anni seguenti, quando le nostre esperienze si incrociarono nei referendum italiani e nel progetto transnazionale, mi colpi' la sua incessante attivita'. Sembrava instancabile e alla fine il suo impegno, a Roma come a Kiev, era sempre premiato dai numeri. Semplicemente, mi e' arduo immaginare il Partito radicale senza Andrea. Al dolore che ha colpito tutti i radicali si associano le compagne della sede di Sofia.
MICHELE, SONO VENUTA PER DARTI UNA PESSIMA NOTIZIA.
ANDREA TAMBURI E' DECEDUTO OGGI NELL' OSPEDALE.
REQUIESCAT IN PACEM!
MASSIMO MI HA TELEFONATO A CASA E MI HA PREGATO DI COMUNICARTELO, SICCOME IL TELEFONO NON FUNZIONA. HA ANCHE DETTO CHE PUOI TROVARE DIVERSI PARTICOLARI SU AGORA', MA MI RENDO CONTO CHE NON TI PUOI COLLEGARE. COMUNQUE QUANDO IO HO TELEFONATO, MI DAVA IL SEGNALE DI LINEA LIBERA. I FUNERALI SARANNO A FIRENZE, MA NON SI SA ANCORA QUANDO, PERCHE' CI SONO TEMPI TECNICI.
LA MIA CASA E' A TUA INTERA DISPOSIZIONE, SE VUOI VENIRE PER CERCARE DI COLLEGARTI AD AGORA'. BASTA PRENDERE IL CAVO PER IL MODEM ED IL PROCOMM.
MI DISPIACE IMMENSAMENTE PER IL NOSTRO COMPAGNO E TUO AMICO!
D.
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Andrea Tamburi
Ho conosciuto personalmente Andrea in una delle nostre sgangherate campagne elettorali, 6 anni fa in Friuli, ma gia' ne avevo sentito parlare come di uno del vivace gruppo di militanti fiorentini.
Difficile infatti immaginare qualcuno di piu' toscanaccio di Andrea nel modo di fare, la cui caratteristica principale era forse quella di fare le battute piu' sarcastiche, i commenti apparentemente piu' cinici, perfino i complimenti "pesanti" alle signore, senza riuscire a risultare volgare, per quanti sforzi facesse! Non poteva riuscirci perche' si sapeva che sotto questa scorza goliardica lui era buono come il pane.
Negli anni seguenti, quando le nostre esperienze si incrociarono nei referendum italiani e nel progetto transnazionale, mi colpi' la sua incessante attivita'. Sembrava instancabile e alla fine il suo impegno, a Roma come a Kiev, era sempre premiato dai numeri. Semplicemente, mi e' arduo immaginare il Partito radicale senza Andrea. Al dolore che ha colpito tutti i radicali si associano le compagne della sede di Sofia.
NYLON!, libro terzo
AUTOBIOGRAFIA DI ROBERTO GRANZOTTO: 1985-89
Non avendo evidentemente niente di meglio da fare, in provincia di Treviso faccio il Partito radicale. Mi aggrego a un piccolo nucleo di Treviso - Manuela Zuccarello e il suo compagno Giorgio Cossu, il fedelissimo Michele Pavan e il tesoriere-finanziatore Livio Casale, l’unico coi soldi - e il talento si vede subito: segretario dell’Associazione disarmo e giustizia di via Tommasini e in provincia si schizza subito al record di quasi cento iscritti con produttività di 3-4000 firme a referendum, cifre senza precedenti. A Conegliano scopro che i principali esponenti storici del Gruppo ecologico, cioè la consulta di associazioni ambientaliste, sono radicali: Adriano De Stefano, Leon Pinese, Giandomenico Beltrame. L’ispirazione radicale dell’epoca era molto ambientalista. Tra i referendum c’era il nucleare e più in generale c’era in atto l’operazione di mettere in piedi i verdi. La stessa Zuccarello diverrà consigliere provinciale dei verdi a Treviso, forse lo è ancora, o forse ha lasciato la politica quando ha avuto bambini. De Stefano è ancora splendidamente attivo come lega anticaccia (ma anche sui recenti referendum) e in quanto tale bestia nera dell’orrido presidente leghista Zaia. La parte più orientale e remota della provincia era da me controllata tramite Bruno Volpi ed Elisabetta Grosso, strana coppia di insegnanti cugini conviventi che ho sempre sospettato incestuosi ma non ne ho mai avute le prove, e che dovrebbero essere ancora in giro negli ambienti radicali di quelle parti. Il mio giro di amici privati, molti dei quali comunque inevitabilmente coinvolgo nelle iniziative politiche, ruota attorno a Radio Base 81, quella alternativa delle tre radio locali di Conegliano, oggi credo del circuito Radio Popolare. Alla radio conduco trasmissioni innovative quali... le interviste per strada à la Dentamaro e... la rassegna stampa. Come Dr Cornacchione sono un DJ piuttosto popolare anche con una trasmissione dalle 22 alle 24 dove dispenso notizie, opinioni, consigli e ottima musica rock, punk, dark e cantautori italiani. Sessualmente scopo Mario a Padova e Giovanna a Conegliano, la procuratrice legale dei tossici, che aveva le tette molto grandi ma era anche di costituzione piccolina, per cui sembravano enormi. Giovanna e’ una donna meridionale con una personalità molto spiccata che in modo inquietante richiama vagamente colei la quale, invece, frequentando le riunioni radicali con Emilio Vesce nel nord-est, conobbi a Venezia nel tardo 1987 per rivoluzionare le rispettive esistenze, la donna che aspettando con pazienza arrivasse finalmente questo punto dell’autobiografia ha già preparato l’equivalente di una Bibbia di invettive e improperi pronti da rovesciarmi addosso nel forum. Dora Pezzilli. Con Dora convivemmo per quattro anni a Pordenone nella montana via Monte Pelmo, la marittima via Lignano e infine, dove lei ancora abita tuttora, in via, ahinoi, Goldoni.
Commediografo italiano nato a Venezia nel 1707, Carlo Goldoni lascia la sua carriera giuridica per il teatro, raggiungendo il primo successo nel 1734 con la tragedia Belisario. All'età di quarantun'anni entra a far parte, come poeta drammatico, nella compagnia di Gerolamo Medebac di Venezia, rappresentando la sua prima commedia scritta interamente, La donna di Garbo (1743). Per la stessa compagnia e per il Teatro Sant'Angelo, il Goldoni scrisse numerose commedie, attuando quella riforma parzialmente cominciata nel 1738 con il Momolo cortesan. Con tale riforma, esposta nel Teatro Comico nel 1751, l'autore si propone di restituire dignità letteraria al teatro contrapponendo alle buffonesche improvvisazioni della commedia dell'arte il brioso e garbato studio dei costumi della sua commedia di carattere. Prendendo spunto dalla vita quotidiana ne rinnova la trama facendo uso di un linguaggio che evidenzia l'aspetto realistico delle situazioni create dai suoi personaggi oramai privi di maschere. Nel 1762 si trasferisce a Parigi a dirigere la Commédie Italienne; fu poi insegnante di italiano alle figlie di Luigi XV. Morirà a Parigi nell'anno 1793.
Mi insediai in via Monte Pelmo da Dora Pezzilli e le sue figlie primogenita Antonella, futura signora Spolaor-Dentamaro, e Francesca. La cosa è un po’ weird perché Anto è solo un anno più giovane di me, che ne ho 22, per cui verrebbe da pensare che... invece il menage a quatre funziona tranquillo - io dormo con Dora e loro nelle rispettive camerette - a parte una volta che Antonella ci tiene a mostrarsi nuda e io lì per lì non capisco il perché: infatti non ha le tette. A rifletterci bene, che senso ha vedere una donna nuda se non ha le tette? Beninteso, Antonella era ed è unanimemente ritenuta una bella giovane signora, per di più mi spiegava Gaetano che con la maternità le sono cresciute delle belle tette. Me ne sono felicitato per lui. Ricordo anche che rimasi impressionato dalla fritola molto pelosa, sia per estensione che per densità della foresta, but then again, suppongo che adesso il marito la decespugli periodicamente. Pensavo molto ad Antonella in questi giorni perché lo scorso w-e a una festa di italiani ho incontrato casualmente Bruno, il fidanzato di Antonella prima che lei conoscesse Gaetano. Vive a Londra praticamente da subito dopo che si lasciarono. Ha fatto il master qui e da 12 anni fa l’avvocato nella City ma ha appena comprato una palazzina a Kensington Gardens e mi spiega che il segreto è semplicissimo: basta guadagnare il doppio della propria età, in migliaia di sterline, dai 20 ai trent’anni, e il triplo dai 30 ai quaranta, e così via esponenzialmente. In questa maniera, con gli opportuni investimenti immobiliari, lui può annunciarmi orgoglioso che leggerò il suo nome nella prossima classifica del Times dei 500 più ricchi nel Regno unito. Mi chiede io come me la passo, per cambiare discorso gli parlo di Antonella.
- Antonella ha sposato un alto diplomatico della Farnesina, ha una vita sociale molto intensa. La si può intercettare fare la Spola sul corridoio Brussels-Montecarlo via Ginevra e Strasburgo. L’ho vista proprio la settimana scorsa nuda in spiaggia a Cannes. Adesso ha le tette. Se avesse saputo che ti avrei incontrato!
Quando Rippa scinde il partito a Genova porta con se’ i radicali di Napoli, Bari e, curiosamente, del Friuli. Tra loro Dora Pezzilli e il suo compagno co-fondatore dei consultori Aied di Pordenone e Udine, il consigliere comunale eminenza verde Mario Puiatti che ne gestisce l’amministrazione mentre Dora vi è stata l’ostetrica degli aborti e ne è la sessuologa psicoterapeuta berniana. Non avendo evidentemente niente di meglio da fare, come a Treviso anche a Pordenone armato dello strumento principe e supremo del conquistatore, il tabultato storico del tesoro romano, anche stavolta (ma in quanto tesoriere dell’Associazione per le libertà e l’antiproibizionismo, i compagni trevigiani erano delusi dalla mia defezione e ce l’avevano un po’ con la Pezzilli, ma io ero animato dalla priorità di schiacciare l’aborrita eresia) faccio in un anno il partito in un’intera provincia, popolata un terzo ma con stessa produttività di 3-4000 firme, col doppio gusto di dare fastidio a Puiatti (che per la verità fa altrettante firme e quindi grazie alla competizione da una cittadina di cinquantamila abitanti come Pordenone arrivano a Roma cifre di firme relativamente mostruose). Non resta che coordinarsi con Trieste per marciare da due direzioni su Udine e riconquistare l’intero Friuli sotto il rito pannelliano romano. Sulla sede di Trieste convergono compagni soprattutto di Firenze, ma ricordo anche Rene’ Andreani da Genova, perché ci sono le elezioni regionali ma soprattutto perché sono gli anni in cui iniziano le operazioni in ex Yugo. Da Trieste si gestiscono gli invii postali agli indirizzi copiati nel pc dagli elenchi telefonici sottratti oltre confine (la prima cosa da fare in ognuno dei paesi dove poi siamo andati), si organizzano le azioni dimostrative nonviolente, si monitora la stampa nelle lingue slave, ci si coordina con Roma sull’attività politica quotidiana. In questo senso Trieste è la prima sede radicale “all’estero”, se si eccettua per ovvi motivi Brussels: intendo la protosede del futuro trans. Il primo viaggio a Budapest avviene con Dora nell’estate 1988, per turismo. Ricordo, al ritorno, un particolarmente piacevole amplesso sul cofano della sua Polo in una boscaglia in mezzo alla puszta non lontano dal Balaton. Quella volta si era con la sua Polo, ma ero più spesso con la mia Moskvich giardinetta verde, la “Volvo sovietica”, con la quale era imbarazzante girare per Budapest perché al semaforo gli indigeni in Trabant anelanti una Golf ridevano sguaiatamente alla targa occidentale su una macchina russa. Una volta eravamo in sei - non sono sicuro ma probabilmente Dora, Massimo Lensi, Andrea Tamburi, Olivier - quindi Sandro Ottoni dovette adattarsi a viaggiare nel “baule”, quello spazio dove solitamente viaggiano il pastore tedesco o i bagagli in una station wagon, e non lo vidi mai così imbarazzato. Col Toshiba portatile di Sandro, nell’agosto del 1989 realizzai da Logodi utca il primo collegamento dall’Est alla neonata Agorà telematica. Era appena caduto il muro di Berlino ed erano già passati quattro mesi dal congresso di Budapest, che avevo avuto l’onore di essere chiamato ad aiutare organizzare. A Budapest, con grande gioia di alcuni di noi per la vicinanza alle terme del Geller, ma per la disgrazia del lettore, eravamo inizialmente alloggiati nella foresteria di Bartok Bela ut.
Musicista ungherese, Bela Bartok nacque a Nagyszentmiklos nel 1881. Questo compositore, tra i più grandi del secolo, è noto per le sue ricerche folkloristiche; il materiale raccolto in viaggi attraverso le terre Balcaniche si trova in un interessante volume di saggi. Scrisse sei quartetti, l'opera "Il Castello di Barbablù", "Balletti"," Una sonata per due pianoforti" e "Percussione", "Microkosmos" e altri 150 e più pezzi per pianoforte, varia musica da camera, tre Concerti per pianoforte e Orchestra, un Concerto per Orchestra e molte altre opere. Muore a New York nel 1945.
Dopo il congresso però, dai risultati del quale fu chiaro che saremmo rimasti a Budapest per organizzare da lì il trans all’Est, la foresteria si trasferisce nella mitica Logodi utca, dove anni più tardi Olivier avrebbe trovato sistemazione definitiva e quindi io avrei soggiornato nei miei frequenti passaggi dalla capitale magiara. Per questo, prima di proseguire, è opportuno chiarire qualcosa su Logodi utca e per fare presto facciamo così: http://uk.search.yahoo.com/search?p=logodi+utca Ma prima di lasciare Logodi utca (per ritornarvi, in un altro appartamento, un paio d’anni dopo) feci un salto indietro a Pordenone per fare insieme a Dora il Consultorio telematico. Esattamente al passaggio dagli anni ottanta ai novanta nasce il primo servizio interattivo di consulenza medico-sessuologica in Italia (coinvolgendo come partner l’Aiecs di Milano per gli aspetti medici), sul Videotel Sip, secondo in Europa dopo il primo a Lilla sul molto più sviluppato Minitel francese. Mentre io mi occupo degli aspetti tecnici e grafici del sito 5737 ConTel, su sbuffanti Amstrad dell’epoca Dora Pezzilli svolge il servizio di consulenza medesimo e scrive i contenuti del sito - ora da lungo sepolto col sistema Videotel stesso -, che sono stati recuperati e archiviati da Alessandro Depetro nel nuovo sito del mio nuovo editore Studi Pezzilli.
AUTOBIOGRAFIA DI ROBERTO GRANZOTTO: 1985-89
Non avendo evidentemente niente di meglio da fare, in provincia di Treviso faccio il Partito radicale. Mi aggrego a un piccolo nucleo di Treviso - Manuela Zuccarello e il suo compagno Giorgio Cossu, il fedelissimo Michele Pavan e il tesoriere-finanziatore Livio Casale, l’unico coi soldi - e il talento si vede subito: segretario dell’Associazione disarmo e giustizia di via Tommasini e in provincia si schizza subito al record di quasi cento iscritti con produttività di 3-4000 firme a referendum, cifre senza precedenti. A Conegliano scopro che i principali esponenti storici del Gruppo ecologico, cioè la consulta di associazioni ambientaliste, sono radicali: Adriano De Stefano, Leon Pinese, Giandomenico Beltrame. L’ispirazione radicale dell’epoca era molto ambientalista. Tra i referendum c’era il nucleare e più in generale c’era in atto l’operazione di mettere in piedi i verdi. La stessa Zuccarello diverrà consigliere provinciale dei verdi a Treviso, forse lo è ancora, o forse ha lasciato la politica quando ha avuto bambini. De Stefano è ancora splendidamente attivo come lega anticaccia (ma anche sui recenti referendum) e in quanto tale bestia nera dell’orrido presidente leghista Zaia. La parte più orientale e remota della provincia era da me controllata tramite Bruno Volpi ed Elisabetta Grosso, strana coppia di insegnanti cugini conviventi che ho sempre sospettato incestuosi ma non ne ho mai avute le prove, e che dovrebbero essere ancora in giro negli ambienti radicali di quelle parti. Il mio giro di amici privati, molti dei quali comunque inevitabilmente coinvolgo nelle iniziative politiche, ruota attorno a Radio Base 81, quella alternativa delle tre radio locali di Conegliano, oggi credo del circuito Radio Popolare. Alla radio conduco trasmissioni innovative quali... le interviste per strada à la Dentamaro e... la rassegna stampa. Come Dr Cornacchione sono un DJ piuttosto popolare anche con una trasmissione dalle 22 alle 24 dove dispenso notizie, opinioni, consigli e ottima musica rock, punk, dark e cantautori italiani. Sessualmente scopo Mario a Padova e Giovanna a Conegliano, la procuratrice legale dei tossici, che aveva le tette molto grandi ma era anche di costituzione piccolina, per cui sembravano enormi. Giovanna e’ una donna meridionale con una personalità molto spiccata che in modo inquietante richiama vagamente colei la quale, invece, frequentando le riunioni radicali con Emilio Vesce nel nord-est, conobbi a Venezia nel tardo 1987 per rivoluzionare le rispettive esistenze, la donna che aspettando con pazienza arrivasse finalmente questo punto dell’autobiografia ha già preparato l’equivalente di una Bibbia di invettive e improperi pronti da rovesciarmi addosso nel forum. Dora Pezzilli. Con Dora convivemmo per quattro anni a Pordenone nella montana via Monte Pelmo, la marittima via Lignano e infine, dove lei ancora abita tuttora, in via, ahinoi, Goldoni.
Commediografo italiano nato a Venezia nel 1707, Carlo Goldoni lascia la sua carriera giuridica per il teatro, raggiungendo il primo successo nel 1734 con la tragedia Belisario. All'età di quarantun'anni entra a far parte, come poeta drammatico, nella compagnia di Gerolamo Medebac di Venezia, rappresentando la sua prima commedia scritta interamente, La donna di Garbo (1743). Per la stessa compagnia e per il Teatro Sant'Angelo, il Goldoni scrisse numerose commedie, attuando quella riforma parzialmente cominciata nel 1738 con il Momolo cortesan. Con tale riforma, esposta nel Teatro Comico nel 1751, l'autore si propone di restituire dignità letteraria al teatro contrapponendo alle buffonesche improvvisazioni della commedia dell'arte il brioso e garbato studio dei costumi della sua commedia di carattere. Prendendo spunto dalla vita quotidiana ne rinnova la trama facendo uso di un linguaggio che evidenzia l'aspetto realistico delle situazioni create dai suoi personaggi oramai privi di maschere. Nel 1762 si trasferisce a Parigi a dirigere la Commédie Italienne; fu poi insegnante di italiano alle figlie di Luigi XV. Morirà a Parigi nell'anno 1793.
Mi insediai in via Monte Pelmo da Dora Pezzilli e le sue figlie primogenita Antonella, futura signora Spolaor-Dentamaro, e Francesca. La cosa è un po’ weird perché Anto è solo un anno più giovane di me, che ne ho 22, per cui verrebbe da pensare che... invece il menage a quatre funziona tranquillo - io dormo con Dora e loro nelle rispettive camerette - a parte una volta che Antonella ci tiene a mostrarsi nuda e io lì per lì non capisco il perché: infatti non ha le tette. A rifletterci bene, che senso ha vedere una donna nuda se non ha le tette? Beninteso, Antonella era ed è unanimemente ritenuta una bella giovane signora, per di più mi spiegava Gaetano che con la maternità le sono cresciute delle belle tette. Me ne sono felicitato per lui. Ricordo anche che rimasi impressionato dalla fritola molto pelosa, sia per estensione che per densità della foresta, but then again, suppongo che adesso il marito la decespugli periodicamente. Pensavo molto ad Antonella in questi giorni perché lo scorso w-e a una festa di italiani ho incontrato casualmente Bruno, il fidanzato di Antonella prima che lei conoscesse Gaetano. Vive a Londra praticamente da subito dopo che si lasciarono. Ha fatto il master qui e da 12 anni fa l’avvocato nella City ma ha appena comprato una palazzina a Kensington Gardens e mi spiega che il segreto è semplicissimo: basta guadagnare il doppio della propria età, in migliaia di sterline, dai 20 ai trent’anni, e il triplo dai 30 ai quaranta, e così via esponenzialmente. In questa maniera, con gli opportuni investimenti immobiliari, lui può annunciarmi orgoglioso che leggerò il suo nome nella prossima classifica del Times dei 500 più ricchi nel Regno unito. Mi chiede io come me la passo, per cambiare discorso gli parlo di Antonella.
- Antonella ha sposato un alto diplomatico della Farnesina, ha una vita sociale molto intensa. La si può intercettare fare la Spola sul corridoio Brussels-Montecarlo via Ginevra e Strasburgo. L’ho vista proprio la settimana scorsa nuda in spiaggia a Cannes. Adesso ha le tette. Se avesse saputo che ti avrei incontrato!
Quando Rippa scinde il partito a Genova porta con se’ i radicali di Napoli, Bari e, curiosamente, del Friuli. Tra loro Dora Pezzilli e il suo compagno co-fondatore dei consultori Aied di Pordenone e Udine, il consigliere comunale eminenza verde Mario Puiatti che ne gestisce l’amministrazione mentre Dora vi è stata l’ostetrica degli aborti e ne è la sessuologa psicoterapeuta berniana. Non avendo evidentemente niente di meglio da fare, come a Treviso anche a Pordenone armato dello strumento principe e supremo del conquistatore, il tabultato storico del tesoro romano, anche stavolta (ma in quanto tesoriere dell’Associazione per le libertà e l’antiproibizionismo, i compagni trevigiani erano delusi dalla mia defezione e ce l’avevano un po’ con la Pezzilli, ma io ero animato dalla priorità di schiacciare l’aborrita eresia) faccio in un anno il partito in un’intera provincia, popolata un terzo ma con stessa produttività di 3-4000 firme, col doppio gusto di dare fastidio a Puiatti (che per la verità fa altrettante firme e quindi grazie alla competizione da una cittadina di cinquantamila abitanti come Pordenone arrivano a Roma cifre di firme relativamente mostruose). Non resta che coordinarsi con Trieste per marciare da due direzioni su Udine e riconquistare l’intero Friuli sotto il rito pannelliano romano. Sulla sede di Trieste convergono compagni soprattutto di Firenze, ma ricordo anche Rene’ Andreani da Genova, perché ci sono le elezioni regionali ma soprattutto perché sono gli anni in cui iniziano le operazioni in ex Yugo. Da Trieste si gestiscono gli invii postali agli indirizzi copiati nel pc dagli elenchi telefonici sottratti oltre confine (la prima cosa da fare in ognuno dei paesi dove poi siamo andati), si organizzano le azioni dimostrative nonviolente, si monitora la stampa nelle lingue slave, ci si coordina con Roma sull’attività politica quotidiana. In questo senso Trieste è la prima sede radicale “all’estero”, se si eccettua per ovvi motivi Brussels: intendo la protosede del futuro trans. Il primo viaggio a Budapest avviene con Dora nell’estate 1988, per turismo. Ricordo, al ritorno, un particolarmente piacevole amplesso sul cofano della sua Polo in una boscaglia in mezzo alla puszta non lontano dal Balaton. Quella volta si era con la sua Polo, ma ero più spesso con la mia Moskvich giardinetta verde, la “Volvo sovietica”, con la quale era imbarazzante girare per Budapest perché al semaforo gli indigeni in Trabant anelanti una Golf ridevano sguaiatamente alla targa occidentale su una macchina russa. Una volta eravamo in sei - non sono sicuro ma probabilmente Dora, Massimo Lensi, Andrea Tamburi, Olivier - quindi Sandro Ottoni dovette adattarsi a viaggiare nel “baule”, quello spazio dove solitamente viaggiano il pastore tedesco o i bagagli in una station wagon, e non lo vidi mai così imbarazzato. Col Toshiba portatile di Sandro, nell’agosto del 1989 realizzai da Logodi utca il primo collegamento dall’Est alla neonata Agorà telematica. Era appena caduto il muro di Berlino ed erano già passati quattro mesi dal congresso di Budapest, che avevo avuto l’onore di essere chiamato ad aiutare organizzare. A Budapest, con grande gioia di alcuni di noi per la vicinanza alle terme del Geller, ma per la disgrazia del lettore, eravamo inizialmente alloggiati nella foresteria di Bartok Bela ut.
Musicista ungherese, Bela Bartok nacque a Nagyszentmiklos nel 1881. Questo compositore, tra i più grandi del secolo, è noto per le sue ricerche folkloristiche; il materiale raccolto in viaggi attraverso le terre Balcaniche si trova in un interessante volume di saggi. Scrisse sei quartetti, l'opera "Il Castello di Barbablù", "Balletti"," Una sonata per due pianoforti" e "Percussione", "Microkosmos" e altri 150 e più pezzi per pianoforte, varia musica da camera, tre Concerti per pianoforte e Orchestra, un Concerto per Orchestra e molte altre opere. Muore a New York nel 1945.
Dopo il congresso però, dai risultati del quale fu chiaro che saremmo rimasti a Budapest per organizzare da lì il trans all’Est, la foresteria si trasferisce nella mitica Logodi utca, dove anni più tardi Olivier avrebbe trovato sistemazione definitiva e quindi io avrei soggiornato nei miei frequenti passaggi dalla capitale magiara. Per questo, prima di proseguire, è opportuno chiarire qualcosa su Logodi utca e per fare presto facciamo così: http://uk.search.yahoo.com/search?p=logodi+utca Ma prima di lasciare Logodi utca (per ritornarvi, in un altro appartamento, un paio d’anni dopo) feci un salto indietro a Pordenone per fare insieme a Dora il Consultorio telematico. Esattamente al passaggio dagli anni ottanta ai novanta nasce il primo servizio interattivo di consulenza medico-sessuologica in Italia (coinvolgendo come partner l’Aiecs di Milano per gli aspetti medici), sul Videotel Sip, secondo in Europa dopo il primo a Lilla sul molto più sviluppato Minitel francese. Mentre io mi occupo degli aspetti tecnici e grafici del sito 5737 ConTel, su sbuffanti Amstrad dell’epoca Dora Pezzilli svolge il servizio di consulenza medesimo e scrive i contenuti del sito - ora da lungo sepolto col sistema Videotel stesso -, che sono stati recuperati e archiviati da Alessandro Depetro nel nuovo sito del mio nuovo editore Studi Pezzilli.
Ai fini dell'attesissima nuova classifica del Radicalometro Storico mi sembra giusto usare le etichette a disposizione di questo post per assegnare un punto speciale in più ai compagni scomparsi, ai quali in alcuni casi sono anche intitolate associazioni radicali. In ordine alfabetico:
Adelaide AGLIETTA, Giancarlo ARNAO, Luca COSCIONI, Francesco DE CARLI, Adele FACCIO, Loris FORTUNA, Domenico MODUGNO, Pier Paolo PASOLINI, Paolo PIETROSANTI, Antonio RUSSO, Leonardo SCIASCIA, Rino SPAMPANATO, Andrea TAMBURI, Guido TASSINARI, Enzo TORTORA, Emilio VESCE, Piergiorgio WELBY, Bruno ZEVI
CONFERENZA MONDIALE DELLE NAZIONI UNITE, VIENNA 10 - 24 GIUGNO '93
Programma iniziative del Partito radicale e della Lega Internazionale per l'abolizione della pena di morte:
1) La Conferenza di Vienna si svolge dopo 25 anni dall'ultima conferenza tenuta a Teheran nel 1968. Dal 10 al 12 giugno si svolge il "Forum delle ONG", mentre dal 14 al 26 giugno si svolgono i lavori della Conferenza in quanto tale. Sono previste inoltre delle "Attività parallele" alla Conferenza che si svolgono all'Austria Center (luogo della Conferenza) e all'Accademia popolare di Vienna, dal 12 al 16 giugno.
2) Agli inizi di aprile, abbiamo inviato all'organizzazione viennese i questionari per la partecipazione al Forum, assieme a vari documenti sulle attività e gli obiettivi del Partito radicale e della Lega: in particolare, gli appelli per la costituzione del tribunale internazionale e per la moratoria delle esecuzioni. Abbiamo inviato inoltre il formulario circa la partecipazione congiunta Partito e Lega alle "Attività parallele" con la richiesta di uno spazio di esposizione e presentazione delle nostre iniziative: conferenza, mostra, video, giornali, materiale vario.
3) Dagli organizzatori (Istituto Boltzmann di Vienna) ci è stato assegnata una sala all'Accademia popolare di Vienna (spazio conferenza per 80 persone), dal 12 al 14 giugno. Dobbiamo comunicare entro metà maggio una lista delle personalità che parteciperanno al Forum e alle attività parallele.
4) Per quanto riguarda la conferenza ufficiale, non avendo status consultivo, le nostre organizzazioni possono rappresentare le proprie iniziative solo in via indiretta, attraverso una lobbyng sui governi e le Ong presenti ai lavori. Seppure sia stata data come indicazione ai punti di riferimento parlamentari, non è stata organizzata la presentazione di mozioni nei vari parlamenti: rimarrebbe la possibilità di contatti con le delegazioni governative, tutti da organizzare (in tempi brevissimi) e la disponibilità di ONG a rappresentarci in sede di Conferenza (ad oggi, la Società di Vittimologia croata con Separovic).
5) La nostra presenza a Vienna ruota attorno agli appelli per la costituzione del tribunale internazionale e per la moratoria delle esecuzioni capitali (il primo appello potrebbe, secondo Emma, essere consegnato a Boutros Ghali in un incontro a New York).
6) I nostri amici dell'Ips, con cui abbiamo avuto un incontro produrranno durante la conferenza un giornale quotidiano sui lavori: sono disponibilissimi a pubblicare le nostre cose e a guidarci nel caos dei mass media presenti a Vienna.
7) La consegna degli appelli andrebbe fatta al segretario generale della Conferenza (Ibrahima Fall) nei giorni immediatamente precedenti la Conferenza, tra il 10 e il 14 giugno: in questo senso, abbiamo inviato a Ginevra una lettera al Segretario Generale.
8) Ad oggi, si sono detti disponibili a partecipare alla consegna Elena Bonner Sacharova, Fran‡ois Fejtò, Adelaide Aglietta, Bernard Kouchner, Samir Labidi, Dennis Sammut, oltre a parlamentari promotori della Lega (Mollè Mollè, Gaqo Apostoli...) e gli italiani a cui chiedere di venire (Salvi, Petruccioli, Modigliani...), ma io limiterei ad alcuni grossi moni internazionali; da sentire, nei prossimi giorni, la disponibilità di Mairead Corrigan Maguire, Ramsey Clark, Brezukov, Separovic (che vediamo a Roma lunedì. Nel caso vi sia anche la consegna dell'appello sul tribunale internazionale, forse vanno decisi anche altri nomi.
9) In occasione della consegna delle firme, data la presenza anche di personalità, va immaginata una conferenza stampa all'Austria Center e/o all'Accademia popolare nello spazio assegnatoci per le attivit… parallele.
10) Oltre alle cartoline inviate in tutto il mondo con il giornale, per raccogliere adesioni gli appelli sono stati inviati ai nostri punti di riferimento radicali o della Lega e parlamentari: ex Urss (Marino, Elisabetta, Andrea, Antonio: riunione organizzativa il 5 maggio, presenti parlamentari), Paesi collegati con Budapest (Ungheria, Bulgaria, Polonia, Macedonia, Romania...), Africa (Labidi, Abid, Guissou, Mollè, Ouedraogo, Bouda, Wodiè), Francia (Fejtò), Portogallo (Mendao), P.E. (Olivia), Croazia (Ottoni, Separovic), Albania (Apostoli), Malta e Inghilterra (Sammut). Da inviare agli altri promotori della Lega: Ramsey Clark, Ramirez (Spagna), Marianovic (Macedonia), Shuka, Corrigan Maguire, Pillay (Sudafrica). Tavoli per la raccolta firme si fa(ra)nno anche in Russia e Croazia.
11) In Italia, sono state distribuite in casella a deputati e senatori le cartoline-appello su tribunale internazionale e pena di morte. Sono state inviate 50.000 cartoline ai punti di riferimento da far firmare e raccogliere ai tavoli che usciranno tutto il mese di maggio: Bertè coordina l'uscita dei tavoli e le iniziative collegate. L'appello per l'abolizione della pena di morte era stato inviato tempo fa ai consiglieri comunali provinciali e regionali iscritti al P.R.: quindi ci sono anche risoluzioni, mozioni o ordini del giorno che sono stati approvati, da portare a Vienna. L'obiettivo è di portare almento 50.000 firme dall'Italia.
12) Proposta di Hans Janitschek (ex presidente Internazionale socialista): cerimonia al Campo di concentramento di Mauthausen con il Cardinale Franz Koenig (alla conferenza partecipano Rigoberta Menchu, Oscar Arias, Gorbachev, Coretta Scott King): decidere cosa farne della proposta.
13) La proposta di fare una manifestazione "di massa" organizzando pulmann o treno (solo dall'Italia?) mi sembra impraticabile nel contesto dell'apertura della conferenza ufficiale: chissà dove verremmo relegati, insieme a quante altre manifestazioni: forse, se ci fosse il momento e il luogo concordati della consegna delle firme, allora, fuori ci potrebbe essere la manifestazione di sostegno.
14) Amnesty International-Italia è disponibile a una confereenza stampa comune di presentazione delle iniziative sulla conferenza
Programma iniziative del Partito radicale e della Lega Internazionale per l'abolizione della pena di morte:
1) La Conferenza di Vienna si svolge dopo 25 anni dall'ultima conferenza tenuta a Teheran nel 1968. Dal 10 al 12 giugno si svolge il "Forum delle ONG", mentre dal 14 al 26 giugno si svolgono i lavori della Conferenza in quanto tale. Sono previste inoltre delle "Attività parallele" alla Conferenza che si svolgono all'Austria Center (luogo della Conferenza) e all'Accademia popolare di Vienna, dal 12 al 16 giugno.
2) Agli inizi di aprile, abbiamo inviato all'organizzazione viennese i questionari per la partecipazione al Forum, assieme a vari documenti sulle attività e gli obiettivi del Partito radicale e della Lega: in particolare, gli appelli per la costituzione del tribunale internazionale e per la moratoria delle esecuzioni. Abbiamo inviato inoltre il formulario circa la partecipazione congiunta Partito e Lega alle "Attività parallele" con la richiesta di uno spazio di esposizione e presentazione delle nostre iniziative: conferenza, mostra, video, giornali, materiale vario.
3) Dagli organizzatori (Istituto Boltzmann di Vienna) ci è stato assegnata una sala all'Accademia popolare di Vienna (spazio conferenza per 80 persone), dal 12 al 14 giugno. Dobbiamo comunicare entro metà maggio una lista delle personalità che parteciperanno al Forum e alle attività parallele.
4) Per quanto riguarda la conferenza ufficiale, non avendo status consultivo, le nostre organizzazioni possono rappresentare le proprie iniziative solo in via indiretta, attraverso una lobbyng sui governi e le Ong presenti ai lavori. Seppure sia stata data come indicazione ai punti di riferimento parlamentari, non è stata organizzata la presentazione di mozioni nei vari parlamenti: rimarrebbe la possibilità di contatti con le delegazioni governative, tutti da organizzare (in tempi brevissimi) e la disponibilità di ONG a rappresentarci in sede di Conferenza (ad oggi, la Società di Vittimologia croata con Separovic).
5) La nostra presenza a Vienna ruota attorno agli appelli per la costituzione del tribunale internazionale e per la moratoria delle esecuzioni capitali (il primo appello potrebbe, secondo Emma, essere consegnato a Boutros Ghali in un incontro a New York).
6) I nostri amici dell'Ips, con cui abbiamo avuto un incontro produrranno durante la conferenza un giornale quotidiano sui lavori: sono disponibilissimi a pubblicare le nostre cose e a guidarci nel caos dei mass media presenti a Vienna.
7) La consegna degli appelli andrebbe fatta al segretario generale della Conferenza (Ibrahima Fall) nei giorni immediatamente precedenti la Conferenza, tra il 10 e il 14 giugno: in questo senso, abbiamo inviato a Ginevra una lettera al Segretario Generale.
8) Ad oggi, si sono detti disponibili a partecipare alla consegna Elena Bonner Sacharova, Fran‡ois Fejtò, Adelaide Aglietta, Bernard Kouchner, Samir Labidi, Dennis Sammut, oltre a parlamentari promotori della Lega (Mollè Mollè, Gaqo Apostoli...) e gli italiani a cui chiedere di venire (Salvi, Petruccioli, Modigliani...), ma io limiterei ad alcuni grossi moni internazionali; da sentire, nei prossimi giorni, la disponibilità di Mairead Corrigan Maguire, Ramsey Clark, Brezukov, Separovic (che vediamo a Roma lunedì. Nel caso vi sia anche la consegna dell'appello sul tribunale internazionale, forse vanno decisi anche altri nomi.
9) In occasione della consegna delle firme, data la presenza anche di personalità, va immaginata una conferenza stampa all'Austria Center e/o all'Accademia popolare nello spazio assegnatoci per le attivit… parallele.
10) Oltre alle cartoline inviate in tutto il mondo con il giornale, per raccogliere adesioni gli appelli sono stati inviati ai nostri punti di riferimento radicali o della Lega e parlamentari: ex Urss (Marino, Elisabetta, Andrea, Antonio: riunione organizzativa il 5 maggio, presenti parlamentari), Paesi collegati con Budapest (Ungheria, Bulgaria, Polonia, Macedonia, Romania...), Africa (Labidi, Abid, Guissou, Mollè, Ouedraogo, Bouda, Wodiè), Francia (Fejtò), Portogallo (Mendao), P.E. (Olivia), Croazia (Ottoni, Separovic), Albania (Apostoli), Malta e Inghilterra (Sammut). Da inviare agli altri promotori della Lega: Ramsey Clark, Ramirez (Spagna), Marianovic (Macedonia), Shuka, Corrigan Maguire, Pillay (Sudafrica). Tavoli per la raccolta firme si fa(ra)nno anche in Russia e Croazia.
11) In Italia, sono state distribuite in casella a deputati e senatori le cartoline-appello su tribunale internazionale e pena di morte. Sono state inviate 50.000 cartoline ai punti di riferimento da far firmare e raccogliere ai tavoli che usciranno tutto il mese di maggio: Bertè coordina l'uscita dei tavoli e le iniziative collegate. L'appello per l'abolizione della pena di morte era stato inviato tempo fa ai consiglieri comunali provinciali e regionali iscritti al P.R.: quindi ci sono anche risoluzioni, mozioni o ordini del giorno che sono stati approvati, da portare a Vienna. L'obiettivo è di portare almento 50.000 firme dall'Italia.
12) Proposta di Hans Janitschek (ex presidente Internazionale socialista): cerimonia al Campo di concentramento di Mauthausen con il Cardinale Franz Koenig (alla conferenza partecipano Rigoberta Menchu, Oscar Arias, Gorbachev, Coretta Scott King): decidere cosa farne della proposta.
13) La proposta di fare una manifestazione "di massa" organizzando pulmann o treno (solo dall'Italia?) mi sembra impraticabile nel contesto dell'apertura della conferenza ufficiale: chissà dove verremmo relegati, insieme a quante altre manifestazioni: forse, se ci fosse il momento e il luogo concordati della consegna delle firme, allora, fuori ci potrebbe essere la manifestazione di sostegno.
14) Amnesty International-Italia è disponibile a una confereenza stampa comune di presentazione delle iniziative sulla conferenza
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