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Seconda serie di Google fight

Schnur batte Fiume 464mila a 53.700
De Stefano batte Tortora 2 milioni a 527mila
Faccio batte turco 115mila a 105mila
Palazzolo batte Poptodorova 484mila a 1.340
Piccarco batte Dentamaro 90.900 a 1.890
Englaro batte Pietrosanti 120mila a 17.300
Rutelli batte Lensi 156mila a 153mila
Carraro batte Spena 834mila a 46mila
Negri batte Zamparutti 154mila a 11.600
Orlandi batte Corleo 515mila a 7.030
Sciascia batte Ottoni 223mila a 206mila
Salvadori batte Bagatin 267mila a 21.400
Coscioni batte Deperlinghi 64.200 a 1.500
Pisani batte Vesce 156mila a 37.500
Fischetti batte Depetro 201mila a 89.800
Manieri batte Lamedica 166mila a 89.100
Marino batte Russo 29.200 a 11.200
Tamburi batte Capriccioli 351mila a 32.700
Castaldi batte Voltolina 292mila a 109mila
Grigorova batte Colacione 32.500 a 3.170
ITALIANI IN BULGARIA

ricevo da Londradical e volentieri pubblico:

Adorabile Miss Welby,

ricorre in questi giorni il ventesimo anniversario del mio primo viaggio in Bulgaria, dove avrei trascorso gli anni '90 tra le altre cose pubblicando l'autorevole periodico ITALIANI IN BULGARIA, del quale ti faccio omaggio dell'archivio di un centinaio di articoli del 1997-98. Potrai consultarli tutti insieme cliccando QUI oppure fare la turista visitando Belogradchik, Blagoevgrad, il Danubio (parti 1-2-3), Kyustendil, Oryahovo, Plovdiv, Ruse, Sofia (parti 1-2-3), Varna e Veliko Turnovo.

O ancora, conoscere i personaggi dell'epoca come Konstantin Adzharov, Michele Boselli, Blasco Collaço, Slavenka Drakulich, Natalia Gioffrè, Violetta Grigorova, Uberto Malizia, Ilia Nemsky, Marco Pannella, Rita Pavone, Oscar Luigi Scalfaro, Stefan Sofiansky, Gabriella Spagna, Petar Stoyanov, Tommaso Troise, Luciano Violante, Maria Zabova e Todor Zhivkov.

Nella speranza di averti fatto cosa gradita, ti sbaciucchio la succulenta fritolina, tuo Londradical
ARG - Aggiornamento del Radicalometro di Granzotto
GRU - Granzotto's Radicalometer Update

The Radicalometer is a political tool aimed at measuring Italian liberals (that is Radicals) popularity.

AGGIORNAMENTO DEL 20.11.10
Suttora si mantiene in testa ma non potrà vincere il Premio Radicchio 2010 in quanto lo ha già vinto in passato. L'aggiornamento di fine anno vedrà solo piccole variazioni grazie all'attesa conclusione del terzo tomo di "Ny-Lon" Come spiegato nel post precedente, la decisione definiva sull'l'assegnazione del Premio Radicchio verrà presa a fine in base ai voti non-anonimi espressi nei post. Il favorito è Pannella ma ce la possono fare ancora anche alltri

1. Mauro SUTTORA 142 (+2)
2. Marco PANNELLA 128 (=)
3. Roberto GRANZOTTO 127 (+1)
4. Mina e Piero WELBY 126 (-7)
5. Marco CAPPATO 126 (+4)
6. Orietta CALLEGARI 91 (=)

8. Daniele CAPEZZONE 73 (+2)
9. Olivier DUPUIS 66 (+3)
10. John PATELLI 63 (=)

11. Armando CROCICCHIO 57 (+3)
12. Emma BONINO 54 (+3)
13. Rita BERNARDINI 50 (=)
7. Nicolino TOSONI 47 (-18)
14. Michele BOSELLI 46 (+1)
15. Angiolo BANDINELLI 42 (+2)
16. Massimo BORDIN 35 (+2)
16. Daria VERONESI 35 (=)
16. Giorgio PAGANO 35 (+1)
19. Alberto LICHERI 34 (=)
20. Raffaella BIANCHI 33 (=)

21. Virginia FIUME 32 (=)
22. Rebecca ALITSI OPETSI 31 (+20)
22. Elisabetta ZAMPARUTTI 31 (=)
24. Donatella CORLEO 30 (=)
24. Maria Antonietta COSCIONI 30 (=)
24. Dora PEZZILLI 30 (-7)
27. Valeria MANIERI 28 (=)
28. Sergio e Tabar GIORDANO 27 (+1)
29. Lorenzo STRIK-LIEVERS 25 (=)
30. Marino BUSDACHIN 24 (=)
30. Carlo MANERA 24 (+1)

32. Giovanni COMINELLI 23 (+8)
33. Paolo PIETROSANTI 22 (=)
34. Roberto POLESEL 21 (=)
35. Silvja MANZI 15 (=)
36. Maurizio TURCO 14 (=)
37. Roberto SCARUFFI 12 (=)
38. Antonella CASU 11 (=)
38. Adriano DE STEFANO 11 (=)

40. Massimo LENSI 10 (=)
40. Antonella SPOLAOR 10 (=)

42. Lanfranco PALAZZOLO 9 (+1)
42. Massimo SALVADORI 9 (=)
44. Luca BAGATIN 8 (=)
44. Gaetano DENTAMARO 8 (=)
44. Alessandro LITTA MODIGNANI 8 (=)
44. Sandro OTTONI 8 (=)
44. Irene PICCININI 8 (=)
44. Livio SCHNUR 8 (=)
44. Mario STADERINI 8 (+1)

51. Vasco CARRARO 7 (=)
51. Alexandre DE PERLINGHI 7 (=)
51. Ignazio MARINO 7 (=)
54. Alessandro CAPRICCIOLI 6 (+1)
54. Marco PERDUCA 6 (=)
56. Roberto CICCIOMESSERE 5 (=)
56. Alessandro DEPETRO 5 (=)
56. Armando DREON 5 (=)
56. Nikolay HRAMOV 5 (=)
56. Mihai ROMANCIUC 5 (=)

61. Alessandra ANCONA 4 (=)
61. Gianni COLACIONE 4 (=)
61. Giovanni DE PASCALIS 4 (=)
61. Beppino ENGLARO 4 (=)
61. Adele FACCIO 4 (=)
61. Darinka KIRCHEVA 4 (=)
61. Bruno MELLANO 4 (=)
61. Thierry MEYSSAN 4 (=)
61. Lapo ORLANDI 4 (=)
61. Pier Paolo PASOLINI 4 (=)
61. Antonio PISANI 4 (=)
61. Andrea TAMBURI 4 (=)
61. Guido TASSINARI 4 (=)

74. Adelaide AGLIETTA 3 (=)
74. Maria Cristina BALDINI 3 (=)
74. Marco BELTRANDI 3 (=)
74. Luigi CASTALDI 3 (=)
74. Bruna COLACICCO 3 (=)
74. Raffaele DE ANGELIS 3 (=)
74. Elena DE RIGO 3 (=)
74. Valerio FEDERICO 3 (=)
74. Mirella PARACHINI 3 (=)
74. Danilo QUINTO 3 (=)
74. Emiliano SILVESTRI 3 (=)
74. Enzo TORTORA 3 (=)
74. Emilio VESCE 3 (=)

87. Valentina ASCIONE 2 (=)
87. Takuhi BAGDASARIAN 2 (=)
87. Giandomenico BELTRAME 2 (=)
87. Luigi CIMINO 2 (=)
87. Sergio D’ELIA 2 (=)
87. Michele DE LUCIA 2 (=)
87. John FISCHETTI 2 (=)
87. Violeta GRIGOROVA 2 (=)
87. Giovanni MASTROENI 2 (=)
87. Paolo MAZZA 2 (=)
87. Mario PALOMBO 2 (=)
87. Michele PAVAN 2 (=)
87. Sara PICCARDO 2 (=)
87. Leon PINESE 2 (=)
87. Donatella PORETTI 2 (=)
87. Antonio RUSSO 2 (=)
87. Gabriele SESSAREGO 2 (=)
87. Sergio Augusto STANZANI GHEDINI 2 (=)
87. Mariangela VAGLIO 2 (=)
87. Silvio VIALE 2 (=)
87. Eleonora VOLTOLINA 2 (=)
87. Marco ZARDETTO 2 (=)
87. Manuela ZUCCARELLO 2 (=)

110. Seguono in centodecima posizione numerosi altri con un solo punto
Omaggio fotografico alla mia amica Violeta Grigorova, traduttrice bulgarese di Eugenio Montale (ha appena pubblicato un volume) e altri autori italiani. Ciao Vivi!
RADIO SOFIA NON PARLA PIU’ ITALIANO

[da ITALIANI IN BULGARIA numero 7 del 25 novembre 1997]

La Radio nazionale bulgara ha chiuso la redazione italiana e le trasmissioni in questa lingua, definita “esotica” (?!?) In questo articolo la giornalista Violetta Grigorova scrive con amarezza della sua pluriennale esperienza nella sezione italiana di Radio Sofia

SONO UNA COME TANTI ALTRI che hanno vissuto gran parte della loro vita sotto un regime totalitario, mezzo secolo di regime comunista bulgaro, e ora che posso vorrei raccontare alcuni episodi della mia pratica di giornalista nella Radio nazionale bulgara durante quegli anni. È triste ricordare le assurdità della dottrina comunista, ma dobbiamo farlo per non permettere mai più che un paese così bello, situato nel core dei Balcani, torni un giorno satellite di simi dottrine, esistente soltanto nell’ipoteticità delle categorie ideologico-filosofiche, ma torniamo al dunque.

NEL 1987 varcai la soglia della direzione “Trasmissioni per l’estero” con un sentimento illusorio che proprio lì si creasse qualcosa, ci si perfezionasse quotidianamente e si potesse realmente dispiegare il potenziale intellettuale della propria personalità. Fui nominata in veste di redattrice per il posto vacante di corrispondente presso la redazione italiana di suddetta direzione. Assunsi l’impegno con immediato entusiasmo, dato che volevo penetrare nella metodica dell’attività della redazione. Dico volevo, perché quel desiderio fu presto tradito e sostituito da un’apatia e un sentimento sordo di insoddisfazione e al tempo stesso di rassegnazione.

APPRODAI alla redazione con 12 anni di esperienza come traduttrice professionista, di cui tre anni letargici di lenta degradazione dovuti a fattori oggettivi e soggettivi legati alla situazione di quotidiana routinarietà di lavoro nella prestigiosa ditta Radio nazionale bulgara. Non vorrei che l’emozionalità pervadesse questo articolo, ma furono toccate in me le più sensibili corde, quelle della mia dignità di essere umano e di professionista che ha le sue posizioni come cittadino/a. per un periodo assai breve, senza che me ne accorgessi, con i tipici metodi comunisti fui completamente isolata dal lavoro corrente della redazione. Elegantemente mi era stato indicato qual’era il “mio posto”. Senza che fossi convocata per discuterne e neppure avvisarmi in anticipo, mi portarono via la rubrica “Il circolo dei giovani”, col pretesto che fossi troppo occupata con la corrispondenza, e per di più la rubrica “Casella postale”, che nella maggior parte delle altre redazioni in altre lingue era svolta da noi corrispondenti; e infine mi tolsero pure i compiti di cronaca: venivano affidati solo in casi eccezionali, quando nessun altro voleva o per diverse ragioni non poteva recarsi a “coprire” un dato avvenimento. Capii ce per me non ci sarebbe stato scampo, e sceldi il primo compromesso.

IL SILENZIO. Giunsi al punto di dovermi sentire in colpa quando dovevo viaggiare per l’Italia (circa una volta all’anno per ragioni personali oppure in veste d’interprete di soggetti non proprio intelligenti, ma gli interlocutori italiani non se ne rendevano conto o se ne infischiavano…) Un’arroganza elegante. Questa era un’altra proprietà della caratteropatia della redazione italiana, incarnata nella persona della nostra dirigente, nominata capo-redattrice della sezione italiana senza sapere l’italiano! Era infatti laureata in filologia francese, ma parente di un alto funzionario del Comitato centrale del Partito comunista bulgaro. Più di una volta tentai di esprimere la mia indignazione contro i metodi usati in questa redazione. Mi mettevano a tacere con un sorrisetto e piccoli “favori” quotidiani, come venire più tardi al lavoro o potermene andare più presto, sottolineando che l’intera corrispondenza era un lavoro che pesava esclusivamente sulle mie spalle… Era un fatto che avrei anche accettato se l’atmosfera fosse stata veramente creativa, ma una cosa simile esisteva solo nei libri. Intanto ogni giorno di più mi rendevo conto di quanti incapaci ci fossero nella radio bulgara, ri quanto raccomandati incompetenti si propagassero nella direzione delle trasmissioni per l’estero. Nel corso di diversi colloqui la capo-redattrice mi suggeriva di accettare la rassegnazione quale posizione per quel che mi restava come attività creativa nella redazione. Una volta fu anche sincera, dicendomi che era contro la mia nomina nella redazione e le mie ambizioni non avrebbero potuto realizzarvisi. Ciononostante i colleghi di altre redazioni accettavano di buon cuore i miei materiali sul settore “giovanile”, e in ogni caso non mi dispiaceva di aver assunto l’incarico della corrispondenza con centinaia di simpatici ascoltatori italiani. Ma schiacciata dall’opinione “competente”, esentata da alcun tipo di obiezione da parte mia, mi chiusi ancor di più in me stessa.

LA MANIPOLAZIONE era così ben perpetrata che io stessa cominciai a dubitare delle mie qualità, vivendo 6 ore al giorno nell’atmosfera di una cantilena di parole senza senso, è facile immaginare cosa ne fosse rimasto delle mie ambizioni professionali. In qualità di interprete ufficiale del Partito agrario bulgaro (u partito satellite, lo sapevano tutti ma non si poteva dire), col loro aiuto partii privatamente alla volta dell’Italia (ho la fortuna di avere un cugino a Roma), e prima della partenza fui avvisata dal vice-direttore del reparto “paesi capitalistici” che non avrei mai dovuto dire per chi e dove lavoravo. Questo fatto non ha bisogno di commenti… Grazie all’ambasciata bulgara a Roma, più precisamente con l’aiuto di Elena Poptodorova che allora era ministro plenipotenziario per San Marino (pur non muovendosi mai da Roma!), ottenni il documento indispensabile per dimostrare che ero una giornalista della Radio nazionale bulgara, documento senza il quale non avrei potuto fare il tirocinio nel corso mensile dell’agenzia ANSA, di cui dieci giorni trascorsi all’interno del parlamento italiano e godendo dell’opportunità di scambiare idee ed esperienze con i giornalisti italiani.

TORNATA IN BULGARIA dopo tre mesi di soggiorno in Italia (durante quel periodo mi aveva sostituito una ragazza solo per una quindicina di giorni, quindi si può immaginare la mole di lettere che trovai sulla scrivania!), mi sentivo ispirata, colma di nuovo entusiasmo, di idee per nuove interviste, con rinnovate forza e fiducia, ma nel giro di pochi giorni mi ritrovai nuovamente frustrata: nessuno si interessò della struttura del parlamento bicamerale italiano, del lavoro effettuatovi con i colleghi delle redazioni italiane, delle loro attività. Niente, assolutamente niente di niente! Grazie ai miei viaggi in Italia ed al mio impegno di traduttrice, grazie anche alla gentilezza dei colleghi dell’ANSA, avevo avuto accesso diretto a diversi strati sociali, politici e culturali della realtà italiana, ma dato che la redazione italiana di Radio Sofia aveva posizioni pregiudiziali riguardo ai miei contatti con l’Italia, valutarono che essi non giovassero all’interesse comune, e sostanzialmente se ne infischiarono, di fatto sbattendomi la porta in faccia definitivamente. Vacillai per un breve periodo, ma poi finalmente cadde il muro di Berlino e il comunismo lentamente svanì, anche se dobbiamo tuttora sopportarne le conseguenze. Comunque, meglio tardi che mai!

ALL’AMBASCIATORE ITALIANO IN BULGARIA, AL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA

[da ITALIANI IN BULGARIA numero 3 del 14 ottobre 1997]

Noi sottoscritti cittadini bulgari, docenti e studenti, traduttori e interpreti, giornalisti e altri professionisti di diverse fedi politiche e religiose, con in comune l’interesse per la lingua e la cultura italiana,

CONSIDERATO CHE:

-         gli storici rapporti di amicizia tra l’Italia e la Bulgaria si sono positivamente intensificati dopo la dissoluzione delle barriere ideologiche che li avevano ostacolati nell’ultimo mezzo secolo;
-         al miglioramento delle relazioni politiche ed economiche non fa purtroppo riscontro una adeguata valorizzazione delle grandissime risorse culturali ed artistiche italiane, principalmente a causa della mancanza di un Centro culturale italiano in Bulgaria;
-         la diffusione della cultura, l’educazione, la corretta informazione rappresentano il miglior antidoto alle diffidenze, i luoghi comuni, la xenofobia, nonché il fondamento di ogni altra relazione personale o istituzionale, dal dialogo politico alle transazioni commerciali;

E CONSTATATO CHE;

-         i giornali quotidiani italiani hanno prezzi inaccessibili nonché irragionevoli rispetto alla stampa di altri paesi; il servizio pubblico della radio italiana è di difficoltosa ricezione e limitato ad apparecchi con particolari bande di frequenza, di scarsa diffusione:
-         diversi altri paesi occidentali dispongono a Sofia di un proprio Centro culturale nonché, alcuni di essi, di emittente radiofonica ufficiale in modulazione di frequenza (Voice of America, British Broadcasting Corporation, Radio France, Deutsche Welle);

CI APPELLIAMO ALLE AUTORITA’ DELLA REPUBBLICA ITALIANA AFFINCHE’:

a)     sia al più presto istituito in Sofia un Centro culturale italiano che offra al pubblico la consultazione a titolo gratuito di libri e riviste, nonché corsi di lingua italiana a prezzi ragionevoli e concorrenziali non escludendo infine attività commerciali quali ad esempio la vendita di dischi e cassette di musica italiana e/o dei libri stessi;
b)    intervengano presso l’azienda concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo (RAI) per sollecitare la trasmissione di uno dei suoi canali radio in modulazione di frequenza, almeno sul territorio di Sofia, al pari delle stazioni radio degli altri maggiori paesi europei, eventualmente tramite accordi con emittenti locali già esistenti.

LA LISTA DEI PRIMI FIRMATARI:

Kiril Andreev, interprete
Alexander Antov, traduttore
Cristina Atanassova, interprete
Antoaneta Bozhilova, interprete
Tania Bozhilova, interprete
Orlin Chochov, commerciante
Ekaterina Cholakova, giornalista
Ivan Christov, filosofo
Shetla Dimitrova, interprete
Alessandra Geleva, studente
Gergana Grigorova, studentessa
Violetta Grigorova, traduttrice
Ludmila Ilieva, docente
Svetlana Ilkova, studentessa
Elina Ivanova, studentessa
Stoian Kirchev, giornalista
Darinka Kircheva, interprete
Blagovest Lefterov, tour operator
Biliana Milanova, impiegata
Anna Nenova, studentessa
Valentina Petrova, interprete
Elena Poptodorova, parlamentare
Ivan Tomov, rappresentante
Dimo Velinov, commerciante
Iliana Vladimirova, studentessa
Vanya Voynova, giornalista
Bania Zarceva, interprete
Ognian Zlatev, manager

BELLE DONNE IN BULGARIA

[da ITALIANI IN BULGARIA numero 1 del 29 settembre 1997]

VIOLETTA GRIGOROVA merita certamente di essere citata per prima in questo spazio dedicato ai bulgari appassionati della cultura italiana. Traduttrice di italiano e per tanti anni nota giornalista della Radio nazionale bulgara, Violetta rimase gravemente ferita in un terribile incidente stradale tre anni fa, ma seppe riprendersi completamente con la straordinaria forza di carattere ed esuberante vivacità che la contraddistinguono. Sposata con un autorevole medico cardiologo, il dottor Grigorov, Violetta ha una figlia ormai grande, la bella Germana, e il pigrissimo gatto Tigre che non s’è sognato di fare una piega neppure quando fu introdotto in casa un bestiale cane da caccia. Tra gli altri “animali” parenti di Violetta è d’obbligo citare suo fratello, il professor Stefan Karastoyanov, docente di geopolitica e decano degli studenti stranieri all’università di Sofia, un uomo generoso che non si dà arie nonostante l’elevata cattedra accademica.

DARINKA KIRCHEVA è quel che si dice un “mostro” linguistico, conoscendo molto bene quasi tutti gli idiomi di radice latina: francese, italiano, spagnolo e in particolare il portoghese (ha tradotto in bulgaro le poesie di Pessoa). Darinka ha lavorato a lungo, e tuttora prosegue il suo rapporto di lavoro, nel dipartimento delle relazioni internazionali dei sindacati bulgari, tranne una parentesi di qualche anno per una organizzazione politica non-governativa internazionale: il Partito radicale, del quale è consigliere generale. Darinka ha un figlio, Konstantin, appassionato di musica al computer e già alto quasi come l’edificio dove vive la sua famiglia alla periferia di Sofia; un marito, il dottor Liudmil Trendafilov, di professione fisico nucleare; ed un fratello un po’ strano, il terribile giornalista Stoian Kirchev, direttore del settimanale di pettegolezzi bulgaro High Club.

ELENA BORISLAVOVA POPTODOROVA-PETROVA è l’onorevole più poliglotta del parlamento bulgaro e non c’è delegazione straniera che non debba fare i conti con lei, sempre in volo per Roma, Strasburgo, Brussels o New York. Elena è molto affascinante e soprattutto intelligente: passata dall’ala moderata, “social-democratica” del vecchio partito unico, ha saputo riciclarsi bene in una nuova formazione politica più presentabile. Oggi Elena, con il marito Georgi Petrov e il simpaticissimo figlioletto Gigi che studia alla scuola italiana, costituisce letteralmente un mito per le nuove generazioni di ragazze bulgare che vogliono farsi strada nella vita.

Ai fini del Radicalometro Storico, questo e i prossimi post sono etichettati con i nomi di iscritti radicali nei Balcani negli anni 90, suddivisi in batch di 18 per post, dei quali questo è il QUINTO di 22.
Ai fini del Radicalometro Storico, questo e i prossimi post sono etichettati con i nomi di iscritti radicali nei Balcani negli anni 90, suddivisi in batch di 18 per post, dei quali questo è il SESTO di 22.