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AGGIORNAMENTO RSMG
 Radicalometro Storico dei Mille di Granzotto 
 
Strumento scientifico di misurazione della popolarità dei mille animali radicani in base al numero di citazioni in questo autorevole blog. L'ultima rilevazione vede Granzotto in gran forma incalzare Pannella per la prima posizione e altre sanguinose lotte in testa alla classifica.







Punti: Aumento:
1 PANNELLA 309 8
2 GRANZOTTO 307 35
3 WELBY 292 13
4 BONINO 253 24
5 CAPPATO 245 16
DUPUIS 245 16
7 SUTTORA 237 8
8 TOSONI 182 23
9 BERNARDINI 175 26
BOSELLI 175 0
11 CROCICCHIO 149 15
12 CALLEGARI 114 4
13 PATELLI 92 1
14 COLACICCO 75 0
15 BANDINELLI 59 1
16 BIANCHI 54 1
BORDIN 54 0
18 LICHERI 53 1
19 STANZANI 51 15
20 PAGANO 49 3
VERONESI 49 1
22 BERTE' 43 3
MELLINI 43 9
24 PEZZILLI 42 1
25 SPADACCIA 40 6
26 GIORDANO 38 1
27 TORTORA 36 10
28 STRIK-LIEVERS 35 1
TURCHETTI 35 1
30 AGLIETTA 34 7
PASOLINI 34 8
32 BUSDACHIN 32 5
33 BUSATO 31 15
FACCIO 31 7
35 CICCIOMESSERE 30 0

CORLEO 30 8
MANERA 30 0
38 ROSSI 26 6

SCIASCIA 26 6
40 COMINELLI 25 0
DE PERLINGHI 25 0

PIETROSANTI 25 5
43 PANNUNZIO 24 6
44 LITTA MODIGNANI 23 1
45 BALDINI 22 0

VESCE 22 5
47 COSCIONI 21 5
MANZI 21 1
POLESEL 21 0
50 CAPEZZONE 20 0
NEGRI 20 2
SPOLAOR 20 1

TAMBURI 20 5
TESSARI 20 0
55 FIUME 19 1
56 SCHNUR 18 0
TURCO 18 1
58 DE STEFANO 17 0
RUTELLI 17 0
60 ALITSI 16 0
SCARUFFI 16 0
62 DENTAMARO 15 2

FORTUNA 15 5
PICCININI 15 0
RODRIGUEZ 15 1
ZAMPARUTTI 15 1
67 HRAMOV 14 1
LENSI 14 0
ORLANDI 14 1
PALAZZOLO 14 0
PICCARDO 14 0
72 CARRARO 13 0
D'ELIA 13 0
ENGLARO 13 0

FEDERICO 13 3
LAMEDICA 13 1

MELEGA 13 1

MONTALE 13 3

POPTODOROVA 13 0

RUSSO 13 1

SPENA 13 0
82 ANDREANI 12 2
DE ANGELIS 12 1

FISCHETTI 12 1

MANIERI 12 1

MARINO 12 0

MODUGNO 12 2

OTTONI 12 0

SCALFARI 12 1

SILONE 12 2

STADERINI 12 1

ZEVI 12 2
93 GEORGIEVA 11 0

PISANI 11 0

TASSINARI 11 1
96 ATANASOV 10 0

BAGATIN 10 0

CASTALDI 10 0

PETROV 10 0

SALVADORI 10 0


Seconda serie di Google fight

Schnur batte Fiume 464mila a 53.700
De Stefano batte Tortora 2 milioni a 527mila
Faccio batte turco 115mila a 105mila
Palazzolo batte Poptodorova 484mila a 1.340
Piccarco batte Dentamaro 90.900 a 1.890
Englaro batte Pietrosanti 120mila a 17.300
Rutelli batte Lensi 156mila a 153mila
Carraro batte Spena 834mila a 46mila
Negri batte Zamparutti 154mila a 11.600
Orlandi batte Corleo 515mila a 7.030
Sciascia batte Ottoni 223mila a 206mila
Salvadori batte Bagatin 267mila a 21.400
Coscioni batte Deperlinghi 64.200 a 1.500
Pisani batte Vesce 156mila a 37.500
Fischetti batte Depetro 201mila a 89.800
Manieri batte Lamedica 166mila a 89.100
Marino batte Russo 29.200 a 11.200
Tamburi batte Capriccioli 351mila a 32.700
Castaldi batte Voltolina 292mila a 109mila
Grigorova batte Colacione 32.500 a 3.170
Nomenclatura radicale / 6 di 10 / Giuseppe, Massimo e Paolo

Completata la top-ten, undicesimi in classifica troviamo cinque ciascuno di Giuseppi variabili (Peppino CALDERISI, Beppino ENGLARO, Beppi LAMEDICA, Giuseppe LOTETA, Geppi RIPPA); Massimi (BORDIN, LENSI, SALVADORI, TEODORI, più un Massimiliano IERVOLINO) e Paoli (BRECCIA, MAZZA, PIETROSANTI, VIGEVANO e Paola SAIN)

L’uomo è nato libero, ma ovunque è in catene 
– Jean-Jacques Rousseau

A chi appartiene la vita?
Speciale eutanasia a cura di Leon Pinese*
 
CASI DI RIFIUTO DI CURE

11 febbraio 2004. Muore a Porto Empedocle, provincia di Agrigento, la signora Maria, 62 anni, che rifiuta un’amputazione. Dicembre 2006. La Nuova Sardegna riporta il caso di una paziente di 41 anni, che aveva da tempo manifestato ai genitori la volontà che fosse lasciata morire nel caso le fosse accaduto qualcosa di menomante. Una scelta più volte ribadita con un cenno della testa davanti ai magistrati, funzionari e periti giunti al capezzale per verificare la sua lucidità e volontà.

TORTURA LEGALIZZATA

Abbiamo bandito la tortura dei tribunali e delle carceri (almeno in linea di principio) e perfino dei patiboli, ma poi la ripristiniamo nelle stanze asettiche degli ospedali. Stato e Chiesa ritengono loro diritto tenere in vita una persona contro la sua volontà con l’utilizzo di analgesici o altre terapie che altro non fanno che prolungare la sofferenza del malato. La vita media, in occidente, è cresciuta enormemente, e il progresso delle tecniche mediche sottrae ormai quasi completamente il momento della morte alla “natura” e lo consegna alla complessità delle terapie e dei macchinari che comportano lunghe agonie terminali. Unico giudice della propria vita è il paziente, a meno di non volerci ergere a dio noi stessi. Dio e la natura, infatti, non parlano direttamente. È sempre un umano, finito e mortale come tutti noi, che si arroga la prerogativa di essere profeta o vicario di dio, o decifrare la volontà morale della natura. Il malato terminale è oggi l’unico condannato a morte (innocente oltretutto) contro il quale ci sentiamo autorizzati a imporre la tortura (e non per qualche ora, spesso per giorni o anni) quale forma di esecuzione. Non solo, pretendiamo con questo di fare il suo bene, di tutelare la sua vita e magari la sua dignità. Se non vogliamo che il nostro medico diventi il nostro aguzzino, legalizziamo l’eutanasia!

LE CONTRADDIZIONI DELLA CHIESA CATTOLICA

Stato e Chiesa sono favorevoli all’espianto di organi ma contrari all’eutanasia. 24 febbraio 1957: dichiarazione di Pio XII a favore della liceità dell’uso di analgesici, anche quando è prevedibile che abbiano l’effetto collaterale di accelerare la fine del paziente. 11 ottobre 1992: Chiesa cattolica favorevole alla pena di morte (catechismo della Chiesa cattolica art. 2267), regnante Giovanni Paolo II, ma contraria all’eutanasia (Chiesa cattolica belga favorevole). Ma la vita ci è stata regalata da Dio e di un regalo ognuno è libero di fare ciò che vuole. Ognuno ha il diritto di pensarla come vuole: questo è vero. Ma nessuno ha il diritto di imporre il proprio pensiero agli altri: e questo è cattolico.

CASI CONTROVERSI

Elena Moroni. Uno dei casi che senza dubbio fece più scalpore in Italia fu quello di un ingegnere di Monza, Ezio Forzatti, che il 21 giugno 1998 si introdusse nel reparto di terapia intensiva dove la moglie Elena Moroni, 46 anni, si trovava ricoverata in coma irreversibile a seguito di edema cerebrale. Egli aveva con sé una pistola scarica, che usò per minacciare il personale di servizio e tenerlo a distanza mentre staccava il respiratore che teneva in vita la moglie e, una volta accertatane la morte, si lasciò arrestare dagli agenti di polizia nel frattempo sopraggiunti.

Eluana Englaro. Molto dibattuto in Italia, per le implicazioni e politiche che ha avuto, anche in relazione al dibattito sull’eutanasia e sul testamento biologico, è stato il caso di Eluana Englaro, una giovane donna di Lecco che, dopo un grave incidente stradale avvenuto nel 1992 è rimasta in stato vegetativo persistente fino alla sua morte nel febbraio 2009. A seguito della richiesta del padre della donna di sospendere ogni terapia, e dopo una lunga vicenda giudiziaria, un decreto della Corte’appello di Milano, confermato in Cassazione, ha stabilito l’interruzione del trattamento di sostegno vitale artificiale realizzato mediante alimentazione e idratazione, e ha impartito delle disposizioni accessorie circa il protocollo da seguire nell’attuazione dell’interruzione de trattamento. Tra queste, oltre la sospensione dell’erogazione di presidi medici collerati, anche la somministrazione di sedativi e antiepilettici. Prima e dopo la morte della donna, avvenuta nella clinica di Udine nella quale era ricoverata per dare attuazione alla sentenza il 9 febbraio 2009, la vicenda ha colpito fortemente l’opinione pubblica, spaccata in due, anche con roventi polemiche e strascichi politici. La lopemica ha riguardato, oltre alle questioni etiche, scientifiche, giuridiche e politiche, anche le modalità che hanno condotto alla morte della Englaro per le quali si è parlato di eutanasia in relazione al prescritto utilizzo di sedativi.

Giovanni Nuvoli. Ammalato di sclerosi laterale amiorfica e ormai completamente paralizzato, chiese più volte ai medici che gli staccassero il respiratore artificiale che lo manteneva in vita. Il medico anestesista Tommaso Ciacca, che il 10 luglio 2007 stava per eseguire le sue volontà, fu bloccato dall’intervento dei carabinieri di Alghero e della procura di Sassari. A seguito di ciò, il 16 luglio 2007 Giovani Nuvoli iniziò uno scopero della fame e della sete che lo portò alla morte il 23 luglio 2007.

Piergiorgio Welby. Il dibattito sull’eutanasia si è riproposto alla fine del 2006 quando il poeta alla memoria del quale è intitolato questo log chiese che gli venisse staccato il respiratore che lo teneva in vita. Welby è morto il 20 dicembre 2006 per insufficienza respiratoria sopravvenuta a seguito del distacco del respiratore ad oper del medico anestesista Mario Riccio, di Cremona. Questi, in una conferenza stampa tenutasi il giorno dopo, ha confermato le circostanze della morte di Welby e si è autodenunciato.

Terri Schiavo. Negli Stati uniti fece scalpore il caso di Terri Schiavo, in stato vegetativo persistente (PVS) dal 1990, al cui marito Michael la corte suprema dello stato della Florida diede nel 2005 il permesso di sospendere l’alimentazione forzata. Anche in quel caso si discusse sulla correttezza dell’uso del termine eutanasia. L’esame autoptico praticato sulla donna dopo la sua morte appurò che il cervello di Terri Schiavo pesava circa la metà di quello di una donna in salute della stessa età, che gran parte delle cellule erano irrimediabilmente distrutte o danneggiate, e che essa era totalmente incapace di percepire alcun senso, tanto meno sentire o vedere.

Ramon Sampedro. A 25 anni, il 23 agosto 1968, tuffandosi in mare ha un incidente che gli procura la frattura della settima vertebra cervicale, con conseguente paralisi totale. Da allora inizia un lungo e doloroso itinerario giuridico per ottenere dai tribunali spagnoli la possibilità di ricorrere all’eutanasia. Nel gennaio del 1998, segretamente, grazie a una mano amica, ha raggiunto lo scopo. Da questa dolorosa vicenda che ebbe grande risonanza in tutto il mondo, è stato tratto nel 2004 il film Mare dentro, presentato con grande successo alla Mostra del cinema di Venezia.

È stata condannata all’ergastolo per omicidio volontario premeditato la madre britannica Francis Inglis, 57 anni, che ha somministrato una dose letale di eroina al figlio disabile di 22 anni, con l’intento di portare a termine la sua sofferenza. Secondo quanto ha raccontato lei stessa al tribunale Old Bailay di Londra, il figlio viveva “un inferno in terra” dopo che le lesioni alla testa provocate dalla caduta da un’ambulanza nel luglio 2007 lo resero disabile. La 57-enne ha descritto la “sofferenza costante” negli occhi del figlio, e ha dichiarato di “non avere avuto altra scelta” e di avere compiuto il gesto “pensando solo al suo bene”.

28 marzo 2008. Sono stati resi noti i risultati dell’autopsia: Chantal Sèbire è morta per avere ingerito una dose letale di barbiturici. Ma trattandosi di barbiturici non venduti in farmacia rimane il mistero sulla sua morte. Imago Romae si è occupato della vicenda della donna francese, affetta dal 2002 da un grave tumore deformante e alla quale il tribunale di Digione ha negato il permesso di richiedere l’eutanasia. Infatti in Francia come in Italia questa pratica non è possibile ed è considerata reato. Recentemente la donna è stata trovata morta nella sua casa di Plombières-lès-Dijon. Non vogliamo qui discutere di bioetica, ma porci una domanda: la signora è morta esattamente due giorni dopo il rifiuto del tribunale. Tragica fatalità, oppure eutanasia praticata di nascosto?

* [hanno collaborato Michele Boselli e Adriano De Stefano]
Tributo del Friuli a Bellocchio nella bufera del film su Eluana
La retrospettiva dal 7 febbraio a Pordenone, Trieste e Udine, dove in quei giorni il regista darà il primo ciak de "La bella addormentata". Calendario della retrospettiva:

Martedì 7 febbraio a Udine, mercoledì 8 a Trieste, giovedì 9 a Pordenone
alle 19.45 I pugni in tasca (1965), alle 21.45 Gli occhi, la bocca (1982)

Martedì 14 febbraio a Udine, mercoledì 15 a Trieste, giovedì 16 a Pordenone
alle 19.45 La balia (1999), alle 21.45 Il sogno della farfalla (1994)

Martedì 21 febbraio a Udine, mercoledì 22 a Trieste, giovedì 23 a Pordenone
alle 19.45 L'ora di religione - Il sorriso di mia madre (2002), alle 21.45 Nel nome del padre (1972)

Martedì 28 febbraio a Udine, mercoledì 29 a Trieste, giovedì 1° marzo a Pordenone
alle 19.45 Enrico IV (1984), alle 21.45 Vincere (2009)

Martedì 6 marzo a Udine, mercoledì 7 a Trieste, giovedì 8 a Pordenone
alle 19.45 Buongiorno, notte (2003), alle 21.45 Discutiamo, discutiamo e a seguire Il popolo calabrese ha rialzato la testa (1969)

Martedì 13 marzo a Udine, mercoledì 14 a Trieste, giovedì 15 a Pordenone
alle 19.45 Il gabbiano (1977), alle 22 Sorelle mai (2010)

Sedi di proiezione
Udine: Visionario, via Asquini 33, 0432.299545
Trieste: Teatro Miela, piazza Duca degli Abruzzi, 040.365119
Pordenone: Cinemazero, piazza Maestri del lavoro 3, 0434.520527

In precedenza:
Film su Eluana, l'Udc "blocca" i fondi. Ma nessuno li chiede. Englaro: gesto consigliare di basso livello. Bellocchio andrebbe invece ringraziato
Film su Eluana, l'Udc "blocca" i fondi. Ma nessuno li chiede
Il documento proposto da Sasco trova consensi bipartisan. È anche sbagliato: cita un regolamento non più in vigore
Un’intenzione politica che diventa un autogol. I protagonisti sono 25 consiglieri regionali, su proposta dell’Udc. Con un ordine del giorno approvato in coda alla Finanziaria 2012, i centristi, ma anche esponenti di Pdl, Pd, Lega e Misto, hanno chiesto l’impegno della Regione [Friuli – Venezia Giulia, ndMW] a non finanziare il film di Marco Bellocchio che si ispira alla storia di Eluana Englaro. Un desiderata destinato a restare sulla carta. Perché, come spiega il presidente della Fvg Film Commission Federico Poilucci, una richiesta di contributo non c’è, il regolamento cui si riferisce l’ordine del giorno non è più in vigore e a stabilire i finanziamenti è una commissione composta da tre dirigenti della Regione. Che per altro, seguono regole e criteri approvati dal Consiglio regionale nel 2010 e quindi dagli attuali consiglieri…

Articolo completo a pagina 13 del Messaggero veneto (di Udine) di oggi, col riquadro:

Englaro: gesto consigliare di basso livello. Bellocchio andrebbe invece ringraziato
Definisce l’ordine del giorno presentato dall’Udc “uno strano marchingegno” e lo classifica come un “tentativo di basso livello”. Beppino Englaro è diretto, come sempre. Sostiene l’idea di Marco Bellocchio per le stesse ragioni di libertà e civiltà con cui ha condotto la battaglia per Eluana. “Tentare di ostacolare un artista del calibro di Bellocchio – afferma Englaro – mi pare un gesto di basso livello. Il regista si ispira alla vicenda di Eluana per esplorare un problema che riguarda tutti, bisognerebbe ringraziarlo, non mettergli i bastoni fra le ruote”. Englaro continua a guardare al Friuli come alla terra delle battaglie di civiltà e così inquadra la pellicola del regista Leone d’oro. E ancora ripete: “Questa vicenda non è contro nessuno, è per qualcuno. Eluana aveva idee chiarissime che andavano rispettate. È questo che ancora non si capisce e che manca – continua Englaro - il rispetto verso sé e verso gli altri. E cercare di ostacolare la libertà creativa con marchingegni strani è assurdo”.

In un post precedente: Blitz di Bellocchio a Udine, il 6 febbraio ciak per Eluana
Blitz di Bellocchio a Udine: il 6 febbraio ciak per Eluana
Ieri il regista con i tecnici in città per individuare le location del suo film. Scelti i primi protagonisti: saranno Alba Rohrwacher e Michele Riondino
[...] inevitabile location udinese de La bella addormentata, fiabesca insegna del suo film, quattro storie riconducibili al dramma di Eluana Englaro [...] il 3 febbraio 2009 Eluana è accolta alla Quiete, gli ultimi palpiti vitali prima dell'architettato addio alle 20.40 di lunedì 9. Il 6 febbraio 2012 è programmato il primo ciak. Un caso o una data voluta? [...] La Rohrwacher, trentaduenne fiorentina, è partita dall'Amore ritrovato di Mazzacurati (2004) e da allora non ha mai smesso di stupire. Il suo top resta Il papà di Giovanna di Pupi Avati alla pari con La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo [...] Articolo completo in apertura di Cultura e Spettacoli a pagina 49 del Messaggero veneto di oggi.

Nella pagina seguente dello stesso quotidiano, ma non disponibile nel web:
Pasolini aveva un progetto per morire
Zigaina e altri intellettuali rilanciano da Casarsa: amava la vita non corrisposto
[...] non un suicidio, ma un'organizzazione nel dettaglio del proprio trapasso. Un'ipotesi che il pittore Giuseppe Zigaina sostiene di avere colto nelle opere dello scrittore corsaro durante il loro lungo rapporto di amicizia [...] la volontà di porre fine alla propria vita con scelte precise: a caso sarebbe avvenuta a Ostia, termine che nella cultura cristiana significa sacrificio, di domenica e nel mese di novembre [...] "è un progetto di morte che nasce proprio al suo grande amore per la vita, un amore non corrisposto" [...] Ma rispunta un'altra pista: fu omicidio preordinato. L'eliminazione di Pier Paolo Pasolini fu il frutto di un'azione compiuta da professionisti, con una precisa regia che controllò e diresse tutte le fasi delle indagini successive, a partire dal depistaggio per avvalorare la tesi che a commettere il delitto fosse stato il solo Pino Pelosi. E' questa la tesi centrale di Nessuna pietà per Pasolini, pubblicato da Editori Internazionali Riuniti e firmato da Valter Rizzo, Stefano Maccioni e Simona Ruffini.
ARG - Aggiornamento del Radicalometro di Granzotto
GRU - Granzotto's Radicalometer Update

The Radicalometer is a political tool aimed at measuring Italian liberals (that is Radicals) popularity.

AGGIORNAMENTO DEL 20.11.10
Suttora si mantiene in testa ma non potrà vincere il Premio Radicchio 2010 in quanto lo ha già vinto in passato. L'aggiornamento di fine anno vedrà solo piccole variazioni grazie all'attesa conclusione del terzo tomo di "Ny-Lon" Come spiegato nel post precedente, la decisione definiva sull'l'assegnazione del Premio Radicchio verrà presa a fine in base ai voti non-anonimi espressi nei post. Il favorito è Pannella ma ce la possono fare ancora anche alltri

1. Mauro SUTTORA 142 (+2)
2. Marco PANNELLA 128 (=)
3. Roberto GRANZOTTO 127 (+1)
4. Mina e Piero WELBY 126 (-7)
5. Marco CAPPATO 126 (+4)
6. Orietta CALLEGARI 91 (=)

8. Daniele CAPEZZONE 73 (+2)
9. Olivier DUPUIS 66 (+3)
10. John PATELLI 63 (=)

11. Armando CROCICCHIO 57 (+3)
12. Emma BONINO 54 (+3)
13. Rita BERNARDINI 50 (=)
7. Nicolino TOSONI 47 (-18)
14. Michele BOSELLI 46 (+1)
15. Angiolo BANDINELLI 42 (+2)
16. Massimo BORDIN 35 (+2)
16. Daria VERONESI 35 (=)
16. Giorgio PAGANO 35 (+1)
19. Alberto LICHERI 34 (=)
20. Raffaella BIANCHI 33 (=)

21. Virginia FIUME 32 (=)
22. Rebecca ALITSI OPETSI 31 (+20)
22. Elisabetta ZAMPARUTTI 31 (=)
24. Donatella CORLEO 30 (=)
24. Maria Antonietta COSCIONI 30 (=)
24. Dora PEZZILLI 30 (-7)
27. Valeria MANIERI 28 (=)
28. Sergio e Tabar GIORDANO 27 (+1)
29. Lorenzo STRIK-LIEVERS 25 (=)
30. Marino BUSDACHIN 24 (=)
30. Carlo MANERA 24 (+1)

32. Giovanni COMINELLI 23 (+8)
33. Paolo PIETROSANTI 22 (=)
34. Roberto POLESEL 21 (=)
35. Silvja MANZI 15 (=)
36. Maurizio TURCO 14 (=)
37. Roberto SCARUFFI 12 (=)
38. Antonella CASU 11 (=)
38. Adriano DE STEFANO 11 (=)

40. Massimo LENSI 10 (=)
40. Antonella SPOLAOR 10 (=)

42. Lanfranco PALAZZOLO 9 (+1)
42. Massimo SALVADORI 9 (=)
44. Luca BAGATIN 8 (=)
44. Gaetano DENTAMARO 8 (=)
44. Alessandro LITTA MODIGNANI 8 (=)
44. Sandro OTTONI 8 (=)
44. Irene PICCININI 8 (=)
44. Livio SCHNUR 8 (=)
44. Mario STADERINI 8 (+1)

51. Vasco CARRARO 7 (=)
51. Alexandre DE PERLINGHI 7 (=)
51. Ignazio MARINO 7 (=)
54. Alessandro CAPRICCIOLI 6 (+1)
54. Marco PERDUCA 6 (=)
56. Roberto CICCIOMESSERE 5 (=)
56. Alessandro DEPETRO 5 (=)
56. Armando DREON 5 (=)
56. Nikolay HRAMOV 5 (=)
56. Mihai ROMANCIUC 5 (=)

61. Alessandra ANCONA 4 (=)
61. Gianni COLACIONE 4 (=)
61. Giovanni DE PASCALIS 4 (=)
61. Beppino ENGLARO 4 (=)
61. Adele FACCIO 4 (=)
61. Darinka KIRCHEVA 4 (=)
61. Bruno MELLANO 4 (=)
61. Thierry MEYSSAN 4 (=)
61. Lapo ORLANDI 4 (=)
61. Pier Paolo PASOLINI 4 (=)
61. Antonio PISANI 4 (=)
61. Andrea TAMBURI 4 (=)
61. Guido TASSINARI 4 (=)

74. Adelaide AGLIETTA 3 (=)
74. Maria Cristina BALDINI 3 (=)
74. Marco BELTRANDI 3 (=)
74. Luigi CASTALDI 3 (=)
74. Bruna COLACICCO 3 (=)
74. Raffaele DE ANGELIS 3 (=)
74. Elena DE RIGO 3 (=)
74. Valerio FEDERICO 3 (=)
74. Mirella PARACHINI 3 (=)
74. Danilo QUINTO 3 (=)
74. Emiliano SILVESTRI 3 (=)
74. Enzo TORTORA 3 (=)
74. Emilio VESCE 3 (=)

87. Valentina ASCIONE 2 (=)
87. Takuhi BAGDASARIAN 2 (=)
87. Giandomenico BELTRAME 2 (=)
87. Luigi CIMINO 2 (=)
87. Sergio D’ELIA 2 (=)
87. Michele DE LUCIA 2 (=)
87. John FISCHETTI 2 (=)
87. Violeta GRIGOROVA 2 (=)
87. Giovanni MASTROENI 2 (=)
87. Paolo MAZZA 2 (=)
87. Mario PALOMBO 2 (=)
87. Michele PAVAN 2 (=)
87. Sara PICCARDO 2 (=)
87. Leon PINESE 2 (=)
87. Donatella PORETTI 2 (=)
87. Antonio RUSSO 2 (=)
87. Gabriele SESSAREGO 2 (=)
87. Sergio Augusto STANZANI GHEDINI 2 (=)
87. Mariangela VAGLIO 2 (=)
87. Silvio VIALE 2 (=)
87. Eleonora VOLTOLINA 2 (=)
87. Marco ZARDETTO 2 (=)
87. Manuela ZUCCARELLO 2 (=)

110. Seguono in centodecima posizione numerosi altri con un solo punto
L'ULTIMO GESTO D'AMORE, di Mina Welby e Pino Giannini.
prefazione di Emma Bonino, postfazione di Beppino Englaro.
Ed. NOUBS, prezzo 13.00 €, PERMALINK
Con lo Scoiattolizzatore (clicca) potete aggiungere questo famoso scoiattolo in primo piano a tutte le vostre foto delle vacanze, o delle riunioni del Pd, etc...

Un altro importante strumento di avanzamento dell’umanità, il Radicalometro, subisce un secondo terremoto dopo quello del ferragosto scorso, in seguito alla riorganizzazione della Letteratura Sottosopra nella barra laterale qui a sinistra. Infatti la sezione di narrativa radicale surreale contiene una gran quantità di citazioni e quindi di etichette con i nostri beniamini Granzotto & Co. Adesso le Opere si possono leggere normalmente dall’alto in basso (anche se la letteratura resta sottosopra nella sostanza) e sono riportate in un numero minore di post. Di conseguenza tutte le teste di serie sono calate nella classifica del Radicalometro: Suttora perde otto punti ma conserva il primato perché Cappato ne perde di più e viene raggiunto da Granzotto. Pannella cala al quinto posto superato dai Welby. Nel resto della classifica, in ascesa Tosoni, Pezzilli, Bianchi, Fiume, Spolaor, Veronesi, Dentamaro, Ancona, Marino, Vaglio e una dozzina di nuove entrate
Tanto tanto tempo fa, su quel ramo del lago di Lecco che volge a mezzogiorno, nel mezzo del cammin della sua vita rotolò a valle dalle alpi carniche un umile e caparbio falegname di nome Giuseppe per dar luogo a un evento straordinario annunciato dalle profezie e da una stella cometa. L'evento suscitò molto scalpore perché quando Beppino - questo il suo soprannome tra i boscaioli - ebbene quando Beppino partorì era ancora vergine, il che suscitò grande meraviglia e pettegolezzi che si protrassero nei secoli dei secoli e amen, tanto che alla neonata fu attribuito il titolo di principessa figlia del Papa Re di Roma, che si diceva fosse un pervertito omosessuale e avesse ingravidato l'innocente montanaro Beppino sotto gli effluvi dello Spirito Santo, una potente grappa friulana dell'epoca.

Seguendo la stella cometa, dai tre angoli del pianeta accorsero i re magi - Baldassarri, Melchiorri e Gasparri - portando in dono alla neonata Oro, Fede e Vespa, ma questo suscitò l'invidia stizzita e le ire iraconde di un altro figlio del Papa Re, il tele-imbonitore brianzolo Berlus Conman che governava col pugno di ferro quelle terre di Monza e Brianza su mandato papalino, il quale confiscò i regali e fece crocifiggere i magi affinché non parlassero, ma l'irresponsabile Gasparri continuava a parlare e parlare e parlare per cui dovette ricrocifiggerlo più tardi il suo infastidito leader di partito.

La principessa Eluana - un nome di fantasia per tutelarne la privacy - crebbe felice e contenta con le sue amichette, amava divertirsi e si formò le idee ben chiare: col cazzo che sarebbe rimasta vergine come papà Beppino, ché partorire vergini fa un male della madonna. La principessa era bellissima e molto popolare, il che suscitò l'invidia stizzita e le ire iraconde del turpe despota Berlus Conman, il quale ordinò un malvagio incantesimo che avrebbe addormentato per sempre la principessa, cosicché i sudditi per poterne vedere le foto in TV avrebbero dovuto pagare un canone per 17 lunghi secoli dei secoli e amen. L'esoso balzello provocò il malumore tra i sudditi oppressi, ma per tenerli a bada contenendone lo sviluppo mentale il tiranno mostrava loro anche il Grande Fratello, il che dava al reame una parvenza di democrazia perché si poteva votare per estromettere i concorrenti e Mentana.

Uno di questi concorrenti era un umile ed aitante pescatore di Vedano al Lambro, anch'egli come tutti perdutamente innamorato della principessa Eluana, che se la prese a male per essere stato estromesso e si rivolse allo stregone capo Pannellone affinché gli conferisse i poteri di cavaliere per guidare il popolino alla rivolta e liberare la principessa dal malefico incantesimo. Fu così che in cambio di due capponi l'azzeccagarbugli Pannellone trasformò il falchetto brianzolo Renzo Cappato Tramaglino nel nobile Cavalier Marco Cappato de' Capponi, suscitando l'invidia stizzita e le ire iraconde del bieco Berlus Conman, che ci teneva molto al suo monopolio dei cavalierati e per ripicca si dotò di un suo personale Commendator Brambilla-Capezzone - per brevità Brambizzone - incaricandolo di combattere il Cappato a colpi di sacconi.

Purtroppo anche il Commendator Brambizzone in una vita precedente aveva appreso i trucchi del druido Pannellone e perciò l'epica singolar tenzone persistette nei secoli dei secoli e amen fino all'ultima disfida nel Senato napoletano, con la gara decisiva del tiro al quagliariello. A bassi colpi di decreti nessuno dei contendenti riusciva a prevalere perché l'arbitro Napoletano - dal quale il Senato prendeva il nome - invece di firmare i decreti leggeva Paperinik, un volume di Paperinik che gli aveva regalato da bambina la principessa Eluana. Improvvisamente l'eroe mascherato balzò fuori da una pagina e si materializzò nell'aula del Senato cospargendola del micidiale Bi-Metilato di Buzzurrite inventato da Archimede Pitagorico, il che provocò nei senatori tutti lo scatenarsi della loro innata indole di Buzzurri, cominciando a insultarsi e prendersi a cazzotti. Nella confusione generale Cappato ne approfittò per dileguarsi, raggiunse la principessa, la baciò spezzando l'incantesimo ed Eluana, finalmente libera, potè dispiegare le ali per volare in cielo nel Regno dei Welby.